Presentazione a Eboli del Libro “Briganti” di Gigi Di Fiore

Venerdì 17, ore 18.30, Libreria “Edicolè”, Presentazione del Libro “Briganti” ControStoria della guerra contadina nel Sud dei Gattopardi.

“Briganti”, il racconto di Gigi Di Fiore narra la saga dei rivoluzionari cafoni del Meridione. ”ControStoria della guerra contadina nel Sud dei Gattopardi“: L’inciso del lavoro letterario del saggista e giornalista pubblicata da Utet.

Briganti-presentazione-Eboli-Libreria Edicole-Gigi Di Fiore

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da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – «Lo Stato italiano ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri.» Con queste parole Antonio Gramsci commenta gli avvenimenti che intorno agli anni sessanta dell’Ottocento insanguinano le campagne nel sud del Paese. La storiografia ufficiale ha dipinto a lungo le truppe piemontesi come un esercito di liberazione, strumento di riscatto per tutti i “cafoni” del Sud.

Invece, da subito, quei militari si dimostrarono una vera e propria forza di repressione a difesa di una dominazione violenta, statale e di classe, con metodi che fornirono ulteriori argomenti a una rilettura storica del processo di unificazione politica della nostra sciagurata penisola.

In questa prospettiva i “briganti” criminalizzati sulle pagine dei quotidiani del tempo assumono una fisionomia diversa. Non più solo capibanda ma eroi popolari, rivoluzionari romantici costretti a combattere contro un governo miope e tiranno che non comprendeva il Meridione d’Italia.

Utilizzando testimonianze, verbali di polizia e diari, Gigi Di Fiore ripercorre quei mesi in cui il Sud divenne un Far West, salvando la memoria di uomini simbolo di identità e riscatto di un meridione umiliato e offeso. Incontriamo così Carmine Crocco Donatelli, il “generale dei briganti” che raccolse sotto la sua bandiera affamati e disperati, spinti da una voglia di rivincita che sfocerà infine nella lunga marcia attraverso la Basilicata; Cosimo Giordano che sollevò il Sannio contro i bersaglieri responsabili poi del tremendo massacro di innocenti nel paese di Pontelandolfo; e infine la storia del legittimista Pasquale Romano, detto “Enrico la Morte”, che guidò lo scontro fratricida per le strade di Gioia del Colle e poi, rimasto solo con un drappello di rivoltosi, fu trucidato a colpi di sciabola.

Con loro, tante altre storie di contadini ribelli. A scatenare quella guerra tuttavia non fu solo lo Stato italiano. In queste pagine Di Fiore amplia la schiera dei colpevoli, puntando il dito contro i “Gattopardi” meridionali, proprietari terrieri e notabili che manovrarono la ribellione per i loro tornaconti, restando alla fine ancora i veri detentori del potere. Una classe dirigente immobile e codarda, rimasta al suo posto facendosi scudo con la violenta repressione e le armi dell’esercito. Una classe dirigente che ha purtroppo, ancora oggi, tanti successori.

IMG-20171114-WA0023Gigi Di Fiore

Gigi Di Fiore, storico, già redattore al “Giornale” di Montanelli, è inviato del “Mattino” di Napoli (Premio Saint Vincent per il giornalismo nel 2001; Premio Pedio per la ricerca storica; Premio Melfi per la saggistica; Premio Guido Dorso per gli studi sul Mezzogiorno; Premio Marcello Torre per l’impegno civile). Nelle sue pubblicazioni si occupa prevalentemente di criminalità organizzata e di Risorgimento in relazione ai problemi del Mezzogiorno. Tra le sue ultime opere: I vinti del Risorgimento. Storia e storie di chi combatté per i Borbone di Napoli (2004, 2014), La Camorra e le sue storie. La criminalità organizzata a Napoli dalle origini alle paranze dei bimbi (2005, 2016), Controstoria dell’unità d’Italia. Fatti e misfatti del Risorgimento (2007, 2010), Gli ultimi giorni di Gaeta. L’assedio che condannò l’Italia all’unità (2010, 2015), L’esilio del re Borbone nell’Italia dei Savoia (2015), La Nazione napoletana. Controstorie borboniche e identità suddista (2015).

Programma Presentazione LibroBriganti! ControStoria della guerra contadina nel Sud dei Gattopardi!”:

Venerdì 17 novembre 2017 ore 18.30

Libreria Mondadori “Edicolè” Corso U. Nobile 8 Eboli

Saluti
Avv. Fabrizio Violante, Presidente Associazione Culturale “Sudarte”.

Interverranno:

Dott. Erasmo Venosi, Fisico.

Dott. Antonio Manzo, Giornalista de “Il Mattino”.

Avv. Guglielmo Grieco Responsabile provinciale di AMD – Salerno (Associazione per il Meridionalismo Democratico)

Sarà presente l’Autore Gigi Di fiore

Eboli, 14 novembre 2017

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. Il giornalista Gigi Di Fiore ,con il libro in presen-
    tazione,completa la trilogia iniziata con “i Vinti
    del Risorgimento ” proseguita con la “Nazione Napo-
    letana” .Egli persegue una ricerca sulla “patria napo-
    letana”,che per oltre sei secoli ,aveva tenuto insieme
    dall’Abruzzo alla Calabria ,una popolazione e un territorio per il 40% dell’intera penisola.
    Nel rievocare la stagione ottocentesca di un Mezzo-
    giorno ,fiero e appassionato,il Di Fiore lamenta
    l’assenza di una memoria condivisa.
    “Questa è invasione ,intesa a sfruttare la nostra terra ” tuonava il deputato Francesco Proto,duca
    di Maddaloni nella seduta del 20 novembre 1861,
    nel primo parlamento dell’Italia unita,presso il
    palazzo Carignano di Torino.
    Ma altre storie premono.Arriva Garibaldi e i conta-
    dini si mobilitano in suo favore per il possesso
    della terra. Nel tempo dei Savoia l’esercito è tutto
    schierato contro il brigantaggio Il nuovo regno è
    sotto scacco per una spaventosa emergenza criminale :la Destra al Governo non capisce che il
    brigantaggio,non è solo un tentativo per rimettere
    in piede la dinastia dei Borboni ,ma c’è fame nera nelle campagne.
    Pendagli da forca,spioni,briganti e assassini,que-
    stori al soldo,agenti provocatori,camorristi e mafiosi.Pur di conquistare e mantenere il potere
    se ne sono serviti tutti:Borboni e liberali,gari-
    baldini e mazziniani.Nel lungo e tormentato cam-
    mino che ha portato all’Unità d’Italia malandrini
    di ogni risma sono stati usati ( e si sono fatti
    usare) per colpire ,con qualunque mezzo,avversari
    politici,per tramare e uccidere. .E dopo il 1861,
    proseguiranno gli altri:Destra ,Sinistra ,pure i
    Savoia.Cioè la seduzione del male .L’attrazione
    fatale tra Stato e mafia nell’età del Risorgimento.
    Bisognava salvaguardare feudi ,baroni,guardianie,
    masserie e grano.Una aristocrazia delinquetesca.
    Arrivano le leggi eccezionali per tutto il Mezzogiorno,lotta politica e repressione si uniscono
    Dal delitto Notabartolo,Palermo 1875, mafia e politica
    non si lasciano piu’
    E infine ,il rapporto tra mondo contadino e brigan-
    taggio è immediato e diretto.E’ Carlo Levi a dire :
    “la quarta guerra nazionale dei contadini è il brigantaggio”,Il capo -brigante Carmine Crocco è
    un dipendente della famiglia Fortunato a Rionero
    in Vulture ,Padre e zio di Giustino Fortunato indi-
    cano al generale Pallavicino come catturarlo.
    Il che sembra configurare la piu’ classica delle
    vicende di banditismo e mafia .quella che vede i
    manutengoli riappacificarsi con lo Stato scari-
    cando i loro antichi protetti.Il brigantaggio
    era legato alla politica dei partiti risorgimentali.

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