Ripartiamo dall’Italia: La risposta PD al neo-Governo “5Leghe”

Il contratto di governo “M5S-Lega” per il PD è irrealizzabile, “scelte pericolose che ci preoccupano“.

Il Segretario reggente del PD Martina in risposta all’incarico affidato ai “5Leghe”: “Napoli, Amatrice, Milano. Sono le tappe che farò a partire dalle prossime ore e nei prossimi giorni. Dal sud al nord, passando ancora per le terre colpite dal sisma”.

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

ROMA – «Ripartiamo dall’Italia – scrive su Facebook il Segretario reggente del Partito Democratico Maurizio Martina in risposta al “Contratto” di Governo stipulato dal M5S e Lega e all’incarico affidato a Pasquale Conte, nonostante le “piccole” bugie narcisistiche della vigilia contenute nel suo curriculum – “Napoli, Amatrice, Milano. Sono le tappe che farò a partire dalle prossime ore e nei prossimi giorni. Dal sud al nord, passando ancora per le terre colpite dal sisma.

Napoli, Amatrice, Milano. – prosegue Martina – Sono le tappe che farò a partire dalle prossime ore e nei prossimi giorni. Dal sud al nord, passando ancora per le terre colpite dal sisma. A Napoli nel quartiere di Secondigliano a visitare una realtà sociale e solidale importante della città che lavora tutti giorni al contrasto della povertà. Nelle zone del terremoto, ad Amatrice in particolare, per riprendere il filo dell’impegno costante alla ricostruzione e allo sviluppo di queste terre straordinarie, tornando da agricoltori e allevatori che ho imparato a conoscere in questi anni.

A Milano, venerdì, – prosegue Martina – per seguire da vicino il primo sciopero dei rider, i lavoratori delle piattaforme che consegnano merce e cibo con biciclette e motorini (3mila solo quella in città) sprovvisti di qualsiasi forma di tutela e di diritti.

Napoli, Amatrice, Milano. Sono tre tappe di una serie di iniziative di ascolto e di proposta pensando alla vita reale del Paese. – conclude il Segretario reggente del PD Maurizio Martina – Il Partito Democratico deve fare questo perché è nato per questo. E tanto più di fronte alla nascita di un governo di destra come quello che potrebbe muovere i suoi passi nelle prossime ore, il nostro impegno deve rafforzarsi al massimo anche fuori dalle Istituzioni. A partire dai bisogni e dalle aspettative dei nostri concittadini. Riprendiamo il nostro cammino. Ripartiamo dall’Italia”.

E ne dovrà fare parecchia di strada in giro per l’Italia il volenteroso segretario reggente delle cattive sorti del PD, per riparare a tutti i danni che in questi ultimi anni si sono accumulati e aggravati nel Paese in generale e nel Mezzogiorno in particolare. Danni che hanno fatto incazzare, e di brutto, gli italiani i quali hanno scelto di votare Lega da una parte e M5S dall’altra. I primi perché hanno cavalcato il disagio degli italiani verso una immigrazione incoltrollata ivi compreso il business che ne è scaturito, i secondi perché hanno intercettato, elencandole, tutte le proteste che da anni si sono accumulate e che nessuno ha saputo-voluto-potuto risolvere, facendo in qualche modo delle proteste irrealizzabili alcune, possibili altre incominciando dai benefici delle caste e alle superpensioni e i superstipendi.

Martina dovrà lavorare moltissimo a farsi quantomeno riconoscere, atteso che negli ultimi 20 anni ci hanno imposto persone “nominati” e non eletti, che nessuno conosceva, slegate ai territori, ma “soldati” e nel tempo sempre più invisibili, attenti solo a non inimicarsi i loro “benefattori” che gli hanno garantito un posto in Parlamento. Gente che nessuno conosceva e nessuno ha apprezzato in seguito essendo stati completamente assenti: Vergogna per loro e il PD; Ma vergogna anche per il M5S che in un battibaleno ha “riveduto” e fatto il contrario tutto quello che fino al giorno delle elezioni ha detto, rinnegando quel ribellismo-rivoluzionario che lo ha contraddistinto.

Intanto bisogna avere il coraggio di rompere con il passato e ascoltare gli ultimi, e questo non significa non ascoltare il mondo delle imprese e semmai quello economico, le varie corporazioni ivi includendovi anche le Banche e i rapporti con le Europa e con il Mondo, ma usando le attenzioni che ognuno di essi merita.

Roma, 25 maggio 2018

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