Napoli & Cultura: La Poesia chiama, il Benin risponde

Venerdì 29 Giugno, ore 17.30 Antisala dei Baroni Castel Nuovo, Napoli presentazione di “Aspettando che il tempo mi viva”.

La Poesia chiama, il Benin risponde. E con la raccolta di poesie “Aspettando che il tempo mi viva” di Lio Fiorentino, edito dal Centro Culturale Studi Storici “Il Saggio” di Eboli, si ha l’esempio di come la cultura accostata alla solidarietà può portare frutti di pace e di fratellanza tra i popoli.

 Napoli-raccolta di poesie

Napoli-raccolta di poesie

di Filomena Domini per POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

NAPOLI – “Aspettando che il tempo mi viva” è il titolo della raccolta di poesie di Lio Fiorentino psicologo e poeta, edito dal Centro Culturale Studi Storici di Eboli, che verrà presentato venerdì 29 Giugno 2018 presso l’Antisala Dei Baroni del Castel Nuovo di Napoli alle ore 17:30.
La poesia è una portatrice emotiva di messaggi, alla costante ricerca dell’uomo e dell’umanità: è con questa prospettiva che l’autore vuole invitare all’ascolto, alla solidarietà. Infatti Lio Fiorentino attraverso le vendite della sua antologia aderirà ad uno dei progetti in Repubblica del Bénin, promossi dal Consolato a Napoli.

Ad introdurre l’incontro culturale sarà il giornalista, Dott. Domenico Sica, valente Uomo di Comunicazione, dalla straordinaria sensibilità e nobiltà d’animo che riserva da sempre alle innumerevoli attività svolte dal Consolato della Repubblica del Bénin a Napoli ed a presentare il lavoro autoriale sarà la poetessa e redattrice del Centro Culturale Studi Storici di Eboli, Dr. Filomena Domini. Il convegno vedrà la presenza del Presidente del Consiglio Comunale di Napoli, Dr. Alessandro Fucito, del Console del Bénin a Napoli, Dr. Giuseppe Gambardella, del Sindaco del Comune di Eboli, Avv. Massimo Cariello ed il Presidente del Centro Culturale Studi Storici di Eboli, Cav. Giuseppe Barra.

“Sarò onorato di presenziare ad un evento di largo valore culturale e solidale” ha dichiarato il Console del Bénin a Napoli, Dr. Giuseppe Gambardella, “la poesia, in particolar modo, veicola emozioni introspettive di ognuno di noi ed in questo caso si rende portatrice di pace, produttrice di ponti tra culture differenti ma in continuo arricchimento reciproco. In un momento storico come quello che si vive oggi, eventi di questa sfumatura culturale e solidale, danno testimonianza di una grande forza e vicinanza a popolazioni dilaniate dalla povertà ed in costante turbamento. Inoltre sono ben soddisfatto che il poeta Fiorentino possa accostarsi alla realtà del Bénin attraverso la realizzazione di progetti ai quali il Consolato del Bénin sta lavorando con fervore, con il sostegno perseverante di comuni ricchi di sentimenti umani, come la città di Napoli, rappresentata in questa
occasione dal suo Presidente del Consiglio Comunale, Dr. Alessandro Fucito e della città di Eboli, dal Sindaco, l’Avv. Massimo Cariello.”

Trarre ispirazione dalla poesia, dall’opera dell’uomo e dalle proprie emozioni, imparare a riconoscere l’aiuto reciproco, la fratellanza, il senso di giustizia, l’incontro tra culture è una ricchezza di senso civico. Un tema estremamente attuale se si considera che raccontare e raccontarsi è oggi un’attività che ci coinvolge sempre più al fine di avere uno stimolo per un approccio consapevole, nel rispetto della massima libertà di pensiero e di modus agendi.

Molte sono state le occasioni in cui Napoli e la sua istituzione più rappresentativa, il Consiglio Comunale, hanno accompagnato l’impegno di solidarietà a favore del Bénin promosso dal Consolato a Napoli dello Stato africano.” Ha affermato il Presidente del Consiglio Comunale, Dr. Alessandro Fucito,questa volta, con la presentazione a Napoli del libro del poeta Lio Fiorentino, l’iniziativa benefica acquista maggiore valore per il contesto difficile che viviamo in questi tempi nei quali le relazioni internazionali improntate alla pace, alla solidarietà e alla convivenza tra i popoli sembrano minacciate da un sentimento diffuso di sfiducia e paura. Ancora maggiore fiducia suscita il confluire, in una singola iniziativa di solidarietà con il popolo africano, – conclude il Presidente Fucito – di realtà diverse e meridionali: Il consiglio comunale di Napoli, il Centro Culturale Studi Storici di Eboli ed il Comune della stessa città campana, il poeta Fiorentino che viene da San Giovanni Rotondo, segno che il Sud del nostro Paese continua a mantenere vivi quei valori di cultura, umanità, solidarietà internazionale”.

Come primo cittadino di Eboli, a nome di tutta l’amministrazione e dei miei concittadini, – ha dichiarato il Sindaco della Città di Eboli, Avv. Massimo Carielloesprimo tutto il mio orgoglio ed entusiasmo per questa iniziativa di solidarietà e cultura insieme, un binomio che, come amministrazione, abbiamo sempre promosso ed incentivato perché è un caposaldo indefettibile di crescita del senso di umanità, obiettivo quest’ultimo cui la cultura deve tendere.

Pertanto – conclude Cariello – sarò felice di portare il mio saluto e quello della città che amministro e di essere al fianco dell’ autore, Dott. Lio Fiorentino, che stimo molto come autore e come persona, e del Presidente, cav. Barra, cui mi lega un rapporto di grande affetto protrattosi negli anni. Ringrazio il Console, dott. Gambardella per la sua incessante opera umanitaria e che ci vedrà, in occasione di questo evento, ma non solo, uniti nel medesimo senso di umanità”.

«Questo momento di solidarietà è per noi un atto dovuto e che ciò avvenga con un autore di alto spessore culturale, quale il dott. Lio Fiorentino, è per me un grande motivo di orgoglio, sia come Presidente del centro culturale studi storici, sia come direttore della casa editrice il Saggio. Tendere una mano ai nostri fratelli lontani in distanza ma vicini al cuore è un sentimento condiviso, da noi del Centro e della casa Editrice, nonché dall’autore stesso”. – ha dichiarato il Presidente Giuseppe Barra, – “Aspettando che il tempo mi viva”, di Lio Fiorentino, è una raccolta poetica raffinata e siamo felici ed orgogliosi che la poesia costruisca ponti di solidarietà verso il Benin. Possiamo dunque dire grazie ..a tutti coloro che si adoperano per il bene».

Mi pregio di ringraziare il Centro Culturale Studi Storici di Eboli nella persona del Cav. Giuseppe Barra, – ha concluso il Console Gambardella – per aver coinvolto il Consolato del Bénin che ho l’onore di presiedere a Napoli, a questa presentazione di grande formazione intellettuale: LA CULTURA UNISCE, LA SOLIDARIETA’ ARRICCHISCE!”.

Napoli, 23 giugno 2018

4 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. L’unica cosa “saggia” da fare, per questa accozzaglia di improvvisati, che con la complicità di un Sindaco anch’esso a digiuno della materia Cultura, giocano a fare e a dire stupidaggini, è che scompaiano da questa città, quanto prima !!!

  2. eburonimous, parola composta. Potrebbe significare Topo di Eboli che in dialetto si potrebbe tradurre in “Zoccola juvulese”.
    Chi sarebbero gli improvvisati?
    Io non scomparirò da Eboli finché non tiro le cuoia e credimi, di noi ne siam morti già alcuni ma altri nascono e noi ci procreiamo. Chissà chi sei, nascosto dietro ad un pseudonimo. Noi ci mettiamo la faccia. Tu cosa ci metti?
    Noi abbiamo prodotto cultura e tu cosa produci per Eboli?
    Quale sono le stupidaggini che facciamo? Contesta qualcosa e vieni allo scoperto così giachiamo a chi ha fatto e farà di più per la mia amata Città… peccato che c’è qualcuno che “vott’a preta e accova ‘a mana”.

    • ahahahhaha…ma vai a zappare la terra, impara la Coltura piuttosto, ma sopratutto impara la lingua italiana .

  3. Com’è triste pensare che c e’ chi, inseguendo un’identita’che non ha ,ha bisogno di riconoscersi di volta in volta in un anonimato …anonimo e’anche il riflettore che rincorri e le cose che costruisci ,denigrando gli altri …Buona ricerca di identità, cara Anonima

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