San Vito Martire, a Eboli la tradizione si rinnova

Grande partecipazione popolare nelle celebrazioni della festa di San Vito Martire, e… la tradizione si rinnova. 

Come ogni anno in un calendario ricco di appuntamenti religiosi e laici, si ripete la tradizionale Festa di San Vito, e  la città di Eboli come sempre risponde in maniera partecipata.  La commovente Processione è il momento centrale dei festeggiamenti.

San Vito Martire Patrono di Eboli

San Vito Martire Patrono di Eboli

di Marco Naponiello per POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

EBOLI –  Il 15 giugno rimane un momento canonico nella vita dei cittadini ebolitani,  una data che reitera valori antichi, tradizioni che si perdono quasi nella notte dei tempi.  Questo giorno, sacro agli abitanti della capitale storica della piana del Sele non è una ricorrenza ordinaria, senza retorica, è davvero un giorno molto particolare: è la festa del Patrono, S. Vito Martire, giovincello campione della Fede, venerato da tutte le Chiese cristiane che ammettono il culto dei Santi.

Celebrazione amatissima la quale nonostante la secolarizzazione della società odierna, sempre più distaccata dalle tradizioni degli avi, mantiene forte e radicata nell’humus culturale eburino una connotazione di attaccamento e di rispetto, che pur nel disorientamento dei tempi che stiamo vivendo, fa ben sperare per il futuro e per le nuove generazioni.

L'infiorata

L’infiorata

Orbene, non ci soffermeremo sulle bancarelle multi – colorate che hanno affollato in maniera omogenea (con la fiera “Fiori e Sapori di S. Vito”), la centralissima Piazza della Repubblica e neanche il concerto festante di Enzo Gragnaniello (tappa del Festival del Mediterraneo), seguito al rientro della Statua patronale nella Collegiata di Santa Maria della Pietà, certamente frangenti importanti, seguiti nelle celebrazioni, ma a nostro avviso corollari a quello che riteniamo, in questo vergato,  più giusto sottolineare.

La tradizione ad Eboli nasce nel lontano decimo secolo D.C. nell’agro cittadino, precisamente dove adesso sorge la frazione operosa di Santa Cecilia, qui infatti v’è la chiesa di San Vito al Sele e in questa struttura rettangolare più volte ricostruita, che nasce la leggenda.  Infatti la tradizione vuole che il giovane Santo siastato martirizzato per volontà diDiocleziano, imperatore romano e grande persecutore dei protocristiani.

Festa di San Vito-Vecchio-Cariello

Festa di San Vito-Vecchio-Cariello

Come ogni anno, invero, anche per volontà dell’amministrazione del sindaco Massimo Cariello (che ha preventivamente consegnato al patrono le chiavi della Città), si tiene nella cittadina  campana, la tradizionale benedizione dei cani (officiata da Don Daniele Peron e Don Michele Marra), di cui San Vito è protettore, insieme ad una moltitudine di professioni umane, e per l’occorrenza il 2019 è stata anche la volta delle premiazioni della I edizione di Eboli Città Pet Friendly,  a civile testimonianza dei passi importanti che la collettività sta facendo, nel doveroso rispetto della dignità e del benessere degli amici a quattro zampe.

San Vito Martire chiesa madre di S Maria Eboli1

San Vito Martire chiesa madre di S Maria Eboli1

Dunque in un assolato sabato mattina, la sveglia per i residenti è accompagnata dal suono delle campane: sono quelle che rintoccano a festa, di Santa Maria della Pietà (dimora del Patrono), dove con cadenza oraria si sono rincorse e celebrate le sante orazioni e messali dal sapore antico, che riverberano per l’àere rincorrendosi per tutto il santo dì.

Momento prodromico, ma di alto retaggio religioso-culturale, si consuma con l’Infiorata di Piazza Borgo, che eccezionalmente quest’anno è anticipata per la festa patronale, e non al tradizionale Corpus Domini (che quest’anno ricade domenica 23), slargo questo a ridosso del centro antico. Un evento scenografico, di pregevole fattura e come sempre organizzato dal locale, fattivo, comitato di quartiere, insieme al maestro d’arte Pasquale Ciao, corroborato  dal contributo fondamentale dei ragazzi Liceo Artistico Eboli;  in terra distese le composizioni floreali, in un caleidoscopio rutilante, cui facevano da contraltare due piccole opere scultore, che si stagliavano alla vista dei presenti, dedicate a due cani di quartiere Stellina e Gingomma, un ricordo ancora molto vivido nei cuori dei cittadini.

Infiorata piazza borgo eboli

Infiorata piazza borgo eboli

Ma il momento topico è la processione, ove da diversi minuti pronte e stipate nel lungo corso, si posizionavano: la banda musicale e tutte le congreghe delle chiese parrocchiali, parimenti alle autorità civili, religiose e militari, attendono trepidanti l’uscita dell’effige santa, dal portone secondario della Collegiata Chiesa Madre, che affaccia da secoli sul Corso Umberto I, una delle arterie principali del cuore antico.

Ad ogni buon conto, con qualche minuto di ritardo come sovente accade, esce la statua del patrono  accompagnata da una vivace cascata di petali di rose e da un previo quanto forte fragore beneaugurante, che annunziava l’inizio della solenne processione: applausi, lacrime e tanta commozione tra gli astanti assiepati lungo le dorsali viarie.

Si intravedevano subito appresso le autorità civili, il sindaco Massimo Cariello in testa insieme alla sua Maggioranza e qualche componente dell’opposizione e via via tanto, ma tanto popolo orante, in un lungo corteo, un torpedone di candele e preghiere, che ha trasmigrato per tutte le strade principali della città, al fine dopo circa un ora e poco più, rientrato nella Collegiata, in un tripudio di campane sonanti, con il popolo a seguito, infiacchito si dall’afa pre-estiva, ma al contempo plaudente e felice, a compimento di una giornata di festa religiosa, dove il profilo laico e il profano si combinano senza confondersi ma,  e soprattutto ove la Fede rimane, Deo Gratias, l’indiscussa protagonista.

Video consegna chiavi della città Sant Messa

Eboli 16 giugno 2019

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. diciamo che l infiorata è stata anticipata a S.vito perche la processione del corpus domini non passa da piazza borgo ma cambia itinerario volutamente dal prete della madonna delle grazie. (cambiando di poco l itinerario)
    i preti devono smettere di fare politica e interessi per politici
    venduti e mentecatti. preti e politici

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