Il mito di ANDY WARHOL in mostra a Napoli

Arriva a Napoli, nella Basilica della Pietrasanta fino al 23 febbraio 2019 la mostra dedicata al mito di Andy Warhol. 

Oltre 200 opere, snodate in sette sezioni che raccontano il genio americano che ha rivoluzionato il concetto di opera d’arte in tutte le sue forme, diventando l’icona pop che tutti conosciamo. E con Campania Arte>Card sconti sui biglietti. 

Handy Warhol-Mostra-Napoli

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

NAPOLI – Nel cuore del centro storico di Napoli arriva la mostra dedicata al mito di Andy Warhol, ospitata nella suggestiva Basilica della Pietrasanta fino al 23 febbraio 2020. Oltre 200 opere che raccontano il genio americano che ha rivoluzionato il concetto di opera d’arte in tutte le sue forme, diventando l’icona pop che tutti conosciamo. Ecco che la mostra si snoda attraverso sette sezioni, ciascuna dedicata ai punti cardine della sua produzione artistica: Icone, Ritratti, Disegni, Warhol e l’Italia, Warhol e il Brand, Musica e in ultimo Polaroid e Acetati. Solo per te che hai acquistato un pass campania>artecard, sarà possibile acquistare il biglietto d’ingresso a un prezzo dedicato e in omaggio riceverai l’audioguida che ti accompagnerà durante la vista.

Gli intramontabili Campbell’s Soup, Liz Taylor, Jackie Kennedy e il famosissimo Flowers sono alcune delle serigrafie in mostra.

Ma in cosa consiste la tecnica della serigrafia che l’ha reso unico in tutto il mondo?

Warhol moltiplica in serie le proprie opere rendendole multipli di se stessi allo scopo di annullare l’unicità e l’identità del soggetto. Esattamente questo è il processo che ha utilizzato per la realizzazione, ad esempio, del ritratto di Marilyn, concepito nel 1962 e realizzato sulla base di uno scatto fotografico di Gene Korman durante le riprese del film Niagara e: la bellezza dell’attrice viene gradualmente annullata dalle sovrapposizioni di colore serigrafico, dando come risultato finale un viso stilizzato che risulta la sola e unica immagine di Marilyn.

Continuando la visita, tra le altre c’è una sezione dedicata in particolare sul rapporto dell’artista con l’Italia e con Napoli, di cui il suo Vesuvius del 1985 e il Ritratto di Beuys, realizzato nel 1980 in occasione della mostra tenutasi presso la Galleria Amelio ne sono la testimonianza, e una dedicata alla Musica. Si perché non tutti sanno che Andy Warhol è stato anche produttore cinematografico e di copertine di vinili, firmando alcune delle più famose della storia della musica: da Lou Reed ai Rolling Stones, da Stevie Wander ai The Velvet Underground (la famosa copertina con la buccia di banana ti dice qualcosa?).

Il resto scoprilo tu! Raccontacelo su Instagram taggando @campaniartecard #mycampania #warholnapoli

La mostra è prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia con Eugenio Falcioni in collaborazione con l’Associazione Pietrasanta Polo Culturale Onlus e Art Motors ed è curata da Matteo Bellenghi. Inoltre si avvale del patrocinio del Comune di Napoli, promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, sotto l’egida dell’Arcidiocesi di Napoli e in sintonia con la sezione San Luigi della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia meridionale, Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia, con la Rettoria della Basilica di S. Maria Maggiore alla Pietrasanta e con l’Associazione Pietrasanta Polo Culturale ONLUS.

Napoli, 15 novembre 2019

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