Il 18 maggio aprono anche le Chiese: Era ora. Va tutto bene

Finalmente il 18 maggio le Chiese aprono al popolo di Dio. Era ora, e il Comune di Eboli sanifica le Chiese. 

Dopo Supermarket, Tabacchini, Jogging, Bar, parrucchieri… qualche mugugno e tanta speculazione si è deciso. Tanto vale la Chiesa per il Governo? E c’è chi fa i comizi con il rosario e chi lo dice nei talk show, mentre Papa Bergoglio ci ha consegnato pacine di Vangelo straordinarie e ci avverte: “C’è la voce di Dio e la voce del Maligno“. 

Papa Francesco

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

EBOLIIl Comune di Eboli ha dato inizio agli interventi di sanificazione e disinfezione delle Chiese cittadine che sarà eseguita grazie alla ditta Ecorigenera della famiglia Francione che ha offerto il servizio gratuitamente, così come già avvenuto in passato” . – È così che il Comune di Eboli ed il Sindaco Massimo Cariello ci comunica la notizia in previsione della riapertura delle Chiese al popolo, seguendo la decisione di cui all’accordo sottoscritto a Roma tra la CEI e il Premier Giuseppe Conte per il Governo.

Era ora finalmente.

Dopo i Supermarket, Tabacchini, librerie, Bar, Jogging, Ristoranti, parrucchieri, massaggi, estetiste, sale bingo, vacanze, anche le Chiese aprono al “popolo di Dio“.

Tanto vale la Chiesa nell’ordine sociale che accompagna la fase della ripresa dalla pandemia da Coronavirus?

Forse tanto vale per il Governo, le forze politiche di maggioranza e di opposizione in un Paese che ha perso la bussola e che per anni ha rincorso falsi miti, lusso sfrenato, ricchezza a tutti i costi, globalizzazione. Ecco che poi ci ritroviamo chi fa i comizi con il rosario in mano, una presentatrice finta giornalista che accenna a recitarlo, e chi tra un Papete e l’altro bacia la madonnina, mentre il Papa Francesco da solo in Piazza San Pietro recita la Santa Messa, qualche sacerdote la recita via streeming, qualche altro da un terrazzo e qualche altro ancora viene multato e interrotto sull’altare da un Carabiniere, che in quel momento ci fa pentire di essere affezionati all’Arma.

In questa Pandemia ad accompagnare il popolo di Dio è stato uno sparuto numero di Parroci e Papa Bergoglio che tutte le mattine ci ha accompagnato con le sue Messe isolate, ma più ridondanti di una San Pietro gremita, e con i sui racconti del Vangelo ci ha offerto spunti di grande valore, ancor prima che religiosi, etici, morali, profondi e ridondanti, nel silenzio spettrale della tragedia che falcidiava migliaia di nostri fratelli a morte e ne costringeva migliaia e migliaia di altri a difendersi e a combattere contro il virus assassino, con l’aiuto dell’altro popolo (medici e infermieri) in prima fila che abbiamo scoperto essere eroi, (non i Burioni, i Rezza, i Galli), fortunatamente si sono faticosamente salvati la pelle.

Ed è proprio in uno dei suo racconti di Fede che Papa Bergoglio, DIO in terra, ci ha regalato la più bella e profonda riflessione nell’omelia della quarta domenica di Pasqua del “Buon Pastore” che è opportuno riportare tanto è profonda e tanto è importante per il Popolo di Dio affinché sappiano distinguere le voci di Dio e del Maligno:

Papa Francesco

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

La quarta domenica di Pasqua, è dedicata a Gesù buon Pastore. Il Vangelo dice: «Le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome» (Gv 10,3). Il Signore ci chiama per nome, ci chiama perché ci ama. Però, dice ancora il Vangelo, ci sono altre voci, da non seguire: quelle di estranei, ladri e briganti che vogliono il male delle pecore.

Queste diverse voci risuonano dentro di noi. C’è la voce di Dio, che gentilmente parla alla coscienza, e c’è la voce tentatrice che induce al male. Come fare a riconoscere la voce del buon Pastore da quella del ladro, come fare a distinguere l’ispirazione di Dio dalla suggestione del maligno? Si può imparare a discernere queste due voci: esse infatti parlano due lingue diverse, hanno cioè modi opposti per bussare al nostro cuore. Parlano lingue diverse. Come noi sappiamo distinguere una lingua dall’altra, possiamo anche distinguere la voce di Dio e la voce del maligno. La voce di Dio non obbliga mai: Dio si propone, non si impone. Invece la voce cattiva seduce, assale, costringe: suscita illusioni abbaglianti, emozioni allettanti, ma passeggere. All’inizio blandisce, ci fa credere che siamo onnipotenti, ma poi ci lascia col vuoto dentro e ci accusa: “Tu non vali niente”. La voce di Dio, invece, ci corregge, con tanta pazienza, ma sempre ci incoraggia, ci consola: sempre alimenta la speranza.

La voce di Dio è una voce che ha un orizzonte, invece la voce del cattivo ti porta a un muro, ti porta all’angolo.

Un’altra differenza. La voce del nemico distoglie dal presente e vuole che ci concentriamo sui timori del futuro o sulle tristezze del passato – il nemico non vuole il presente –: fa riaffiorare le amarezze, i ricordi dei torti subiti, di chi ci ha fatto del male…, tanti ricordi brutti. Invece la voce di Dio parla al presente: “Ora puoi fare del bene, ora puoi esercitare la creatività dell’amore, ora puoi rinunciare ai rimpianti e ai rimorsi che tengono prigioniero il tuo cuore”. Ci anima, ci porta avanti, ma parla al presente: ora.

Ancora: le due voci suscitano in noi domande diverse. Quella che viene da Dio sarà: “Che cosa mi fa bene?”. Invece il tentatore insisterà su un’altra domanda: “Che cosa mi va di fare?”. Che cosa mi va: la voce cattiva ruota sempre attorno all’io, alle sue pulsioni, ai suoi bisogni, al tutto e subito. È come i capricci dei bambini: tutto e adesso. La voce di Dio, invece, non promette mai la gioia a basso prezzo: ci invita ad andare oltre il nostro io per trovare il vero bene, la pace.

Ricordiamoci: il male non dona mai pace, mette frenesia prima e lascia amarezza dopo. Questo è lo stile del male.

La voce di Dio e quella del tentatore, infine, parlano in “ambienti” diversi: il nemico predilige l’oscurità, la falsità, il pettegolezzo; il Signore ama la luce del sole, la verità, la trasparenza sincera. Il nemico ci dirà: “Chiuditi in te stesso, tanto nessuno ti capisce e ti ascolta, non fidarti!”. Il bene, al contrario, invita ad aprirsi, a essere limpidi e fiduciosi in Dio e negli altri.

Cari fratelli e sorelle, in questo tempo tanti pensieri e preoccupazioni ci portano a rientrare in noi stessi. Prestiamo attenzione alle voci che giungono al nostro cuore. Chiediamoci da dove arrivano. Chiediamo la grazia di riconoscere e seguire la voce del buon Pastore, che ci fa uscire dai recinti dell’egoismo e ci conduce ai pascoli della vera libertà. La Madonna, Madre del buon Consiglio, orienti e accompagni il nostro discernimento.

E mentre chi si ispira al Maligno e con il Rosario in mano cerca il nemico e promette falsi obiettivi chi sente la voce di Dio che parla ai cuori, vive il presente e lavora per accogliere anche chi si lascia irretire ma contrasta e combatte il maligno. Non brandisce la Croce, ma la offre in protezione ai deboli, agli indifesi, agli ultimi e lo fa non dal Papete, ma dalle Chiese o senza le Chiese, con la preghiera, la fiducia, l’amore per il creato, per l’essere umano, da soli o solo attraverso la parola del Papa, e accettando anche che i luoghi di culto si aprano dopo Supermarket, Tabacchini, librerie, Bar, Jogging, Ristoranti, parrucchieri, massaggi, estetiste, sale bingo, vacanze e via di seguito. Affermando a voce alta che

Dio è più forte del maligno e del sovranismo.

Eboli, 9 maggio 2020

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