Acciaroli, 1° Porto d’Arte Contemporanea in Italia

Venerdì 31 luglio 2020, ore 19,00, Porto di Acciaroli, inaugurazione 1° Porto D’Arte Contemporanea in Italia.

Ospiti della VI edizione di Porto d’Arte Contemporanea, ideata e sotto la direzione artistica di Valerio Falcone  in collaborazione con il Sindaco di Pollica Stefano Pisani, saranno gli artisti Federica Limongelli e Gino Quinto.

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

ACCIAROLI (POLLICA) – Venerdì 31 luglio 2020 alle ore 19,00 al Porto di Acciaroli, del Comune di Pollica (Sa) si terrà l’inaugurazione della VI Edizione di Porto D’Arte Contemporanea che arricchirà il borgo cilentano per tutta l’estate fino a settembre. Ospiti di questa nuova edizione, ideata da Valerio Falcone in collaborazione con il Sindaco di Pollica Stefano Pisani, saranno gli artisti Federica Limongelli e Gino Quinto.

La VI Edizione del “Porto D’Arte Contemporanea nel Cilento, il primo in Italia, sarà inaugurata Venerdì 31 luglio alle ore 19,00 presso il Porto di Acciaroli – Pollica (Sa). Ancora una volta un modo di creare arte “site-specific” che da sei anni, in estate, ha fatto di Acciaroli un museo diffuso come nel progetto originale ideato da Valerio Falcone e appoggiato dal Sindaco di Pollica Stefano Pisani, con, fin dalla nascita, il “Matronato” del Museo Madre – Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee di Napoli e il Patrocinio della Fondazione Plart, di AMACI, della Regione Campania, della Provincia di Salerno e del Comune di Pollica. Il Porto d’Arte Contemporanea ogni anno si svolge in tre sedi diverse: il Porto di Acciaroli, Palazzo Vinciprova a Pioppi, e Palazzo Principi Capano di Pollica.

Al centro di questa iniziativa, che cerca di portare l’arte, e di farla fruire in modo naturale, nei luoghi frequentati dai cittadini e dai turisti, il rapporto tra il territorio e la sua identità storico-culturale, intesa come parte della più vasta area del Mediterraneo, e i linguaggi e i contenuti della creatività contemporanea mondiale. Dopo Lello Lopez, Riccardo Dalisi e Angelomichele Risi ospiti del Porto d’Arte Contemporanea 2015, Sergio Fermariello e Vincenzo Rusciano protagonisti del Porto d’Arte Contemporanea 2016 e il duo artistico Bianco-Valente e Eugenio Giliberti invitati al Porto d’Arte Contemporanea 2017; nel 2018 Miltos Manetas e Matteo Fraterno, nel 2019 Franco Silvestro e Sasà Giusto quest’anno Federica Limongelli e Gino Quinto realizzeranno le loro opere.

Il PAC, Porto D’Arte Contemporanea ad Acciaroli (Pollica) è il primo di questo genere in Europa. È un progetto innovativo che nasce da un’idea di Valerio Falcone e si basa sul rapporto fra l’identità storica del luogo, Acciaroli – Pollica, e, più in generale, l’area del Mediterraneo, e la relazione che essa ha con le altre culture e le filosofie artistiche contemporanee, riscoprendo la centralità della cultura mediterranea all’interno del mondo occidentale. Questa forma abbastanza anomala di Museo di Arte Contemporanea, un Museo “diffuso” a cielo aperto, ha come finalità quella di promuovere le forze creative dell’area campana e di quella mediterranea che la accoglie. Proprio per la particolarità di questo progetto, infatti, il Porto d’Arte Contemporanea ambisce ad essere il punto di riferimento artistico-culturale dell’Area del Mediterraneo facendo da rete di collegamento creativa in questa zona geografica.

Intorno al Porto d’Arte Contemporanea ruoteranno molti dei più grandi artisti, critici, galleristi ed intellettuali di fama mondiale che conferiranno a questo progetto uno status ed una dimensione di elevato spessore internazionale.

Federica Limongelli

Federica Limongelli, nata a Novi Ligure (AL) vive e lavora a Caserta. Diplomata presso il Liceo Artistico statale Paul Klee di Genova nell’anno 1996, si diploma all’Accademia Ligustica di Belle Arti di  Genova nel 2002.

Nell’anno 2002/03 ha frequentato l’Istituto Nazionale d’Arte Antica – Scuola Professionale di Restauro dei Dipinti su Tela e Tavola di Genova. 

Dal 2003 al 2009 esperta di Arte-Immagine e Scenografia Teatrale nel progetto Mus-e Genova.

Dall’anno 2004 è stata inserita nell’Annuario Nazionale degli Incisori della rivista di Grafica d’Arte.

Dall’anno 2006 è stata iscritta nell’Albo dell’Associazione Incisori Liguri.

Nell’anno 2006 ha frequentato il Corso di Specializzazione in tecniche calcografiche con il Prof. Rossano Guerra presso l’Associazione Kaus, Accademia di Urbino.

Dal 2012 alcune sue opere sono esposte al MAC3, Museo d’Arte Contemporanea di Caserta.

Attualmente continua la professione di pittrice e incisore, collaborando con diverse gallerie. 

Dal 2000 ad oggi, numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero.

Federica Limongelli sviluppa i suoi progetti attraverso l’uso di diversi linguaggi artistici, come pittura, digital painting, incisione calcografica e disegno. La sua ricerca si inserisce nella tematica dell’arte nel sociale; l’artista rilegge, in particolare, la nuova forma di disagio della condizione femminile laddove, nella polverizzazione dei rapporti umani e sociali, la donna finisce per essere, ancora troppo spesso, vittima de pregiudizi sociali.

La rappresentazione delle figure femminili spesso senza bocca o, comunque, mai visibili nella loro interezza è, metaforicamente, l’attestazione della nuova incomunicabilità fra i sessi nel mondo del terzo millennio. Incomunicabilità che, questa volta, non è soltanto fisica ma, spesso, passa anche attraverso il variegato mondo dei social network e, più in generale, della rete.

Gino Quinto

Gino Quinto, vive e recupera a Napoli come lui stesso suggerisce, la sua attenzione è rivolta agli oggetti abbandonati alla realtà consumata e dimenticata nei depositi e quella ammassata nelle zone di attesa agli angoli della città; questa la realtà dalla quale l’artista attinge, con la specifica ricerca di oggetti, giocattoli restituendo utilità all’oggetto di consumo, dando al disutile una nuova forma estetica e artistica.

“Sembrano ricreare piccole comunità, come se fossero fatti per stare insieme…assemblaggi di oggetti ritenuti ormai inutili, e che rivivono, attraverso i rivestimento a fuoco di bronzo dorato, e altri colori e materiali assumendo un nuovo status…” Napoli come filo che collega i personaggi e gli eventi che scandiscono il percorso di Gino Quinto. Fin dagli anni 70 frequenta la bottega d’arte di Antonio Caiafa, la parete, condotta con passione da Giuseppe Russo, entrando in contatto con l’ambiente artistico che quegli anni floridi si incontravano per scambiare esperienze e concetti, ai quali Gino Quinto si appassionerà prima come collezionista poi come artista. Trent’anni passati ha costruire una propria identità stilistica e concettuale con incontri stimolanti con artisti e operatori culturali che sfocieranno con le prime esperienze espositive nel nuovo millennio.

Acciaroli, 24 luglio 2020

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