Perdifumo: Va in scena l’antologia poetica di Eugenio Landino

Perdifumo successo dell’antologia del poeta casertano Eugenio Landino, che ha declamato opere inedite ad un pubblico di appassionati.

Sotto l’egida dalla casa editrice “Il Saggio” di Eboli del Cav. Giuseppe Barra, nella stupenda cornice seicentesca della chiesa del convento di S. Maria degli Angeli di Perdifumo, alla presenza di istituzioni ed amanti dei bei versi, si è consumato sabato 10 ottobre, un evento di alto tenore culturale. Ha presentato la Poetessa Filomena Domini.

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di Marco Naponiello per PoliticadeMente il Blog di Massimo Del Mese

“L’unica prefazione di un libro è la mente di chi lo legge“. Fernando Pessoa

PERDIFUMO – Nonostante le restrizioni anti-covid la Cultura non si ferma, e con tutte le precauzioni  del caso grazie  all’attenta organizzazione logistica dell’ Avv. Laura Avella, intellettuale cilentana  molto apprezzata ed organizzatrice dell’evento in oggetto, parimenti alla collaborazione editoriale del Cav. Giuseppe Barra, patron del Centro Culturale Studi Storici e della rivista Il Saggio di Eboli, nella ridente località del Cilento montano, Perdifumo, ieri si è svolta una kermesse poetica di alto profilo.

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Ospite d’eccezione è stato il poeta Eugenio Landino, un generale di Brigata in pensione che della sua esperienza professionale e di vita ne ha fatto, come un abile demiurgo, fonte ispiratrice delle proprie creazioni poetiche. Invero  il pregevole autore  casertano, in realtà è già da qualche tempo molto conosciuto non  solo nella nostra regione, ma anche al di là del Volturno; plurivincitore di svariati certamen poetici ed ospite il 26 luglio scorso nella città di Eboli, per la precisione nella sala San Lorenzo, scontato motivo: la presentazione del suo libro “Basta una mano”, che in realtà doveva essere doppiato anche nella cornice del convento di Perdifumo, sabato u.s. ma invero si è andati ben oltre all’oggetto della serata.

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Un parterre d’eccezione ha calorosamente accompagnato l’autore nella declamazione delle sue creazioni, ma  è d’uopo iniziare con ordine: l’onere della presentazione è stato ad appannaggio di Filomena Domini, intellettuale che non ha bisogno di presentazioni alcune, avente ella un onusto e palese curriculum letterario costituito di prestigiosi riconoscimenti. La Domini, con la consueta grazia e facondia, ha intrattenuto gli attenti astanti nelle due ore di manifestazione.

In aggiunta e viepiù, per completezza di cronaca, numerosi sono stati gli apprezzamenti per l’opera del Cav. Giuseppe Barra e dell’avv. Laura Avella i quali si sono presi in carico di rendere possibile una tale kermesse, ove ricordiamolo è stato rispettato tutto il protocollo anti pandemia, e per questo ancor maggiormente degno di nota: la cultura difatti, possiede in sé il vaccino, che sono quegli anticorpi fatti di passione dei suoi accoliti.

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Inizia il round degli interventi, la vice sindaco della cittadina ospitante, Rosaria Marandino, che oltre a ringraziare tutti, in particolar modo Laura Avella domina dell’incontro, evidenzia come sia un grande onore concesso a Perdifumo, quello di ospitare un tale evento, contemporaneamente l’amministratrice pubblica è stata omaggiata coram populo, d’essere un modello felice, in virtù del fatto che una Giunta comunale che accompagna stabilmente la vita culturale della propria terra, è un’amministrazione che tiene alla crescita della stessa collettività:”..ma un grazie particolare va al poeta Landino, che ci ha onorato  quest’oggo della sua scelta!”

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Continua la scaletta degli oratori, con Il cav. Giuseppe Barra, e non poteva esser altrimenti, che con grande orgoglio rivendica i ben 32 anni dalla nascita del Centro Culturale Studi Storici e 25 del mensile cartaceo Il Saggio, che conta migliaia e migliaia di abbonati in tutto il mondo. Questi è un prodotto editoriale unico nel suo genere, che comprende tutto il Pantheon della Cultura: Storia, Arte, Musica, Letteratura, etc declinati in ogni ambito senza paratoie mentali di sorta. Specifica l’editore accompagnato, anche oggi in quel di Perdifumo, dall’ottimo coadiuvante nonché figlio Berniero: ”..nostra missione è quella di far conoscere non i grandi, ma quei piccoli grandi autori di provincia facendoli crescere, ed invogliare tutti a leggere come pure ad avere coraggio di scrivere; ma in primo luogo di leggere, per avere dei punti di riferimento, i quali possono essere delle basi culturali delle proprie creazioni. Si può stimolare in tanti modi alla lettura e alla scrittura, per esempio regalando una copia di un nostro libro o della nostra rivista!”  Continua Giuseppe Barra:”..vorrei essere un paladino della riscoperta delle grandezze culturali della nostra terra, di un neo meridionalismo che parta dalla cultura, perché la nostra terra non è soltanto dove siamo nati o dove viviamo, ma essa è quel bagaglio culturale storico che ci accompagna ai nostri avi. Dunque il sud che potrà effettivamente avere un riscatto; infine voglio specificare che abbiamo pubblicato 735 libri, l’ultimo quello nella nostra amica Laura Avella e cosa non da poco per una piccola casa editrice, specialmente rapportato ai tristi tempi che stiamo vivendo.” Termina l’editore.

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A seguire l’intellettuale Emilio De Roma, poeta e scrittore, con il delicato il compito di introdurre l’autore, espletato magistralmente con una consumata e raffinata arte oratoria, è riuscito davvero ad incantare i presenti fornendo un quadro esaustivo di Eugenio Landino (“poeta che non cerca premi, troppi son sono i concorsi sparsi per lo stivale”), uomo, militare padre di famiglia, che parte dalla sua esperienza appunto di militare in missione per  l’ONU,ove ha toccato con mano e con il cuore, le difficoltà delle popolazioni afflitte da guerre, carestie, insomma da  disagi di varia foggia, con numerose vittime, contabilizzate esizialmente in: giovani, anziani, bambini, disabili, donne,  percependo quotidianamente quell’ ”odore” acre della morte e della disperazione, facendone cosi un poeta  di profilo intimista, ma non di un intimismo astratto, di contro di una poetica strutturata che si vivifica nella carne viva dell’esperienza umana. ll dotto Emilio De Roma, si è spinto in parallelismi poetici citando numina della specie di: Pasolini, Montale, Pessoa, come riferimenti anche indiretti alla poetica di Landino:”..In verità in Italia come sottolineata da Barra si rischia di avere più scrittori che lettori, ma Eugenio, esempio fulgido,  è uomo di temprata Fede, che scrive non per interesse ma soltanto per amore della scrittura, frutto di un animo semplice e sensibile, egli infatti va oltre le maschere di pirandelliana memoria, dove la poesia ci fa sentire l’altro, ci immerge empaticamente nel ‘diverso’ e Landino, sia in lingua che in vernacolo, ha sublimato con sapienza queste sensazioni!”

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Pertanto veniamo finalmente al protagonista della serata, Eugenio Landino, che è bene specificare come sottolineato ida precedente relatore, “non viene presentato ma interviene”. Dunque Landino ha ringraziato gli organizzatori Avella e Barra, i tanti amici intervenuti alla manifestazione, i quali ha percorso anche centinaia di km per essere in presenza, oltre alla vicesindaco e tutti ivi riuniti; in special modo la amorevole sua famiglia: la moglie e le due figlie, poscia dopo brevi passaggi riguardanti la sua avventura umana, elemento formativo prioritario della propria poetica, ossia come militare a contatto con i subordinati, in aggiunta al suo vissuto di missioni all’estero. Tali esperienze, come suaccennato, lo hanno introdotto, brutalmente, in realtà completamente opposte alla consuetudine, inoltre elemento importante degli ultimi anni, è la professione di fede post congedo, come francescano laico insieme alla sua consorte, tratteggi che risaltano il quadro umano, prima che di un poeta di cristallino valore etico.

L’autore di tali delicati carmi, non si è sottratto ad nessuna delle domande propostegli, a cui  invece ha garbatamente risposto, non lesinando particolari di sorta, dando risposte agli interlocutori ed inframezzando le sue liriche, con profonde, riflessioni adiuvato  in questo compito, da  elementi di raccordo, tracciati  repente, dalla moderatrice Filomena Domini.

Le poesie recitate in ordine cronologico sono queste:

  1. Frammenti di Anima (Lingua)
  2. Io non so invocarti    (Lingua)
  3. E gil so cumet            (Vernacolo)
  4. A voce doo vient      (Vernacolo)
  5. Malincunia               (Vernacolo)

A margine, dopo la declamazione e gli scroscianti applausi, a testimonianza del puro spirito artistico di Eugenio Landino, aiutato con solerzia dai suoi familiari, ha distribuito gratuitamente a tutti gli intervenuti la copia della sua antologia “Basta una mano”, arricchita, come gentile cadeau aggiuntivo, dalla raccolta di nuovo conio, “Vibrazioni, appunti di un viaggio interiore.”

Infine, dopo un lauto rinfresco offerto dall’ organizzatrice, Laura Avella, l’autore ha firmato indefesso, con dedica a tutti i fruitori, i propri omaggiati testi, in un salone accluso alla chiesa ospitante, regalando in commiato un sorriso ed un fraterno ringraziamento.

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Perdifumo: 11 ottobre 2020

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