Elezioni Provinciali Salerno. Piana del Sele fuori da Palazzo S. Agostino

La Piana del Sele nel nuovo Consiglio Provincia di Salerno non è rappresentata. I Sindaci di Pontecagnano e Olevano Lanzara e Ciliberti, non colmando il vuoto, rappresentano i Picentini. Un vuoto che tocca il centrosinistra e il centrodestra. Fotografa spietatamente gli equilibri consolidati e certifica che i territori più popolosi (Salerno, Battipaglia, Eboli, Campagna, Capaccio e la Piana del Sele) non sono rappresentati nel massimo consesso Provinciale. 

Il nuovo Consiglio Provinciale Salerno

di Massimo Del Mese e Marco Naponiello per POLITICADEMENTE

SALERNO – Il rinnovo del Consiglio provinciale di Salerno, avvenuto nella giornata di domenica scorsa 11 gennaio, ha consegnato a Palazzo Sant’Agostino un’assemblea composta da sedici consiglieri espressione dei principali schieramenti politici e di alcune liste civiche ma non di tutta la provincia esclusa già prima del voto con la composizione delle liste e poi con l’andamento del voto “indirizzato” dai partiti stessi.

Il Partito Democratico si conferma, e di certo non è una sorpresa atteso il sistema di voto indiretto e ponderato, con 7 eletti, forza di maggioranza relativa, seguito dalle liste civiche di area di centrosinistra e dalle rappresentanze del centrodestra, tra Forza Italia, Lega, Noi Moderati e Fratelli d’Italia. Insomma una farsa che ce la potevamo risparmiare, anche perché il risultato si sapeva già prima, è bastato contare l’appartenenza dei singoli Consiglieri comunali, almeno quelli dei Comuni più grandi, un poco più complicato invece sarebbe stato per i consiglieri comunali dei comuni più piccoli, ma questi, ovviamente, per il loro peso elettorale, non influivano molto, eppure escludendo dalle liste i consiglieri dei comuni più popoloso è finita che I comuni più piccoli sono quelli che rappresentano l’intera provincia.

Nel dettaglio, sono risultati eletti:

Per il Partito Democratico

  1. Giovanni Guzzo (Novi Velia),
  2. Giuseppe Lanzara (Pontecagnano Faiano),
  3. Annarita Ferrara (Nocera Inferiore),
  4. Giorgio Marchese (Siano),
  5. Francesco Morra (Pellezzano),
  6. Massimo Loviso (Polla),
  7. Roberto Antonio Mutalipassi (Agropoli)

A Testa Alta

  1. Giuseppe Arena (Nocera Inferiore)
  2. Michele Ciliberti (Olevano sul Tusciano)

Avanti Salerno PSI

  1. Davide Zecca (Olevano sul Tusciano)
  2. Elio Guadagno (Ottati)

Civica in rete

  1. Rosario Carione (Trentinara)

PPE – Forza Italia – Lega – Noi Moderati

  1. Angelo Pasqualino Aliberti (Scafati);
  2. Giustina Galluzzo (Castel San Giorgio)

Fratelli d’Italia

  1. Antonio Somma (Mercato San Severino)
  2. Modesto Del Mastro (Serramezzana).

Un chiarimento politico e territoriale si impone, per evitare letture fuorvianti: la Piana del Sele, nel nuovo Consiglio provinciale, non esprime una rappresentanza diretta e strutturata. La presenza del sindaco di Pontecagnano Faiano, Giuseppe Lanzara, non può essere considerata espressione della Piana del Sele, ma dell’area dei Picentini, con caratteristiche economiche, sociali e produttive profondamente diverse. Allo stesso modo, la presenza del sindaco di Olevano sul Tusciano, Michele Ciliberti, rappresenta una presenza marginale e di confine, che non può colmare il vuoto politico di un’area vasta e strategica come la Piana.

Resta dunque scoperto il territorio economicamente più rilevante dell’intera provincia di Salerno: un’area che concentra le eccellenze della filiera agro-bufalina, le produzioni di quarta e quinta gamma, le specialità a marchio IGP e DOP, la centralità assoluta della mozzarella di bufala — il “re bianco” dell’agroalimentare campano — con una rete articolata di caseifici e allevatori. A questo si affianca il comparto florovivaistico, che negli ultimi lustri ha varcato i confini continentali, consolidandosi sui mercati internazionali come uno dei segmenti più dinamici del made in Italy agricolo.

Un sistema produttivo che, nel suo complesso, genera un indotto stimato intorno ai quattro miliardi di euro, tra produzione, trasformazione, logistica ed export, e che tuttavia non trova oggi una rappresentanza politica diretta nel Consiglio provinciale. Un vuoto che non è solo numerico, ma politico e strategico, destinato a incidere sulle scelte future in materia di infrastrutture, sviluppo economico, politiche agricole e tutela delle eccellenze territoriali.

Il nuovo Consiglio provinciale sembreremme nascere quindi sotto il segno di una stabilità di equilibri, ma anche con una fragilità evidente nel rapporto tra istituzioni e territori indipendentemente se sono altamente produttivi come la Piana del Sele che ha uno PIL nell’Agroalimentare tra i più alti del Paese, ancora una volta relegata ai margini della rappresentanza decisionale negli organismi elettivi, indipendentemente dal fatto che queste sono elezioni indirette, a meno che questa decisione non risponde come nel caso di Eboli, Battipaglia, e Capaccio per motivi diversi, ad una esclusione dalla rappresentanza elettiva Provinciale, tra l’altro frutto di un sistema elettorale di tipo “feudale” è tasversale, nel senso che coglie tutti i partiti e tutte le coalizioni di Centrosinistra e Centrodestra. Cosa gravissima ovviamente sia per la maggioranza che si è imposta, e sia per l’opposizione che immagina di gestire la sconfitta.

In questo risultato elettorale, quindi, si evidenzia la marginalizzazione delle Aree più popolose a discapito delle Aree interne. E se per il centrodestra è solo una scelta “vorace” di  alcune aree più rappresentate e più collegate alle leadership politiche emergenti, per il centrosinistra e soprattutto il PD è una questione di “compensazione” di poteri e sottogoverni. Val la pena ricordare che sia Eboli che Battipaglia nella mappa del potere targato PD hanno due rappresentanze di peso nella mappa dei poteri con la Presidenza dell’ASI (Battipaglia), e la Presidenza dell’Azienda Improsta (Eboli). Per Capaccio è un altra cosa, essendo quel Comune sotto osservazione e tra l’altro, guidato da un galantuomo, per niente organico ai poteri del PD.

In ogni caso ritenendo  che il sistema di voto, così detto indiretto è solamente una presa in giro per gli elettori e per la Democrazia stessa, non possiamo fare altro che protestare e ciascuno per la sua parte e per i ruoli che riveste, pretendere dai nostri parlamentari sordi, ciechi e afoni di ribellarsi e pretendere una uniformità dei sistemi elettorali, che soprattutto consenta o agli elettori di esprimere il proprio voto libero e per chicchessia, piuttosto che delegare i partiti a livello nazionale la formazione di liste bloccate e, come nel caso delle provinciali di delegare i Consiglieri Comunali di cantarsela e suonarsela tra di loro escludendo il corpo elettorale.

E sullo sfondo l’ombra ingombrante per il PD, il Centrosinistra e le opposizioni, di Vincenzo De Luca vero dominus della politica provinciale e regionale, pronto a ricandidarsi a Sindaco di Salerno ma anche ad affacciarsi alle politiche nazionali. Infatti nell’ultimo videoappuntamento settimanale di Venerdì scorso il suo intervento per il 60% è stato impostato sulle politiche internazionali, il 30% sulle politiche nazionali, il 10% di politiche regionali.

Non è che De Luca starebbe pensando a candidarsi alla segreteria Nazionale del PD?

Salerno, 13 gennaio 2026

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