Nel nome di Rolando Scotillo riapre a Eboli la sede di FISI Sanità

“QUANDO LA POLITICA ARRETRA IL SINDACATO TORNA”. SABATO RIAPRE A EBOLI NEL NOME DI ROLANDO SCOTILLO LA SEDE FISI. La riapertura della sede storica del sindacato FISI non è solo un fatto organizzativo, è una risposta concreta al vuoto lasciato dalla politica sui temi sociali, e nel nome di Scotillo, il sindacato colma uno spazio che le istituzioni hanno abbandonato.
Rolando Scotillo

di Marco Naponiello per POLITICAdeMENTE

EBOLI – Persiste un paradosso che a Eboli si ripete con ostinata regolarità: mentre la politica arretra, balbetta o si rifugia nella propaganda sterile, sono i corpi intermedi a tenere in piedi ciò che resta del senso pubblico. La riapertura della sede storica, al palazzo Morrone, del sindacato FISI, nel nome di Rolando Scotillo, è prima di tutto questo: una smentita vivente alla politica demente che ha smesso di occuparsi delle persone reali.

A meno di tre anni dalla prematura scomparsa di Scotillo, fondatore della FISI e punto di riferimento per centinaia di lavoratori della sanità e non solo, il sindacato torna nel luogo in cui tutto ebbe inizio. Non per nostalgia, ma per necessità. Perché laddove la politica ha scelto l’inerzia, qualcuno ha continuato a garantire diritti, ascolto, assistenza.

Pertanto, sabato 7 febbraio, alle ore 16.30, in via Ceffato 127, Palazzo Morrone, lungo la Statale 19, sarà inaugurata la nuova sede che ospiterà servizi di CAF, Patronato e assistenza legale. Servizi concreti, quotidiani, essenziali. Esattamente ciò che la politica locale promette da anni senza mai realizzare.

Rolando Scotillo aveva compreso una verità semplice e oggi rimossa: la sanità pubblica e il lavoro non si difendono con i comunicati, ma con la presenza, con il conflitto quando serve, con la coerenza sempre. Per questo è stato una figura scomoda. Per questo oggi viene ricordato più dai lavoratori che dalle istituzioni.

La riapertura della sede FISI non è una celebrazione rituale, ma un atto politico nel senso più alto del termine. Dimostra che esiste ancora un pezzo di società capace di organizzarsi, mentre la politica istituzionale continua a oscillare tra improvvisazione, autoreferenzialità e una drammatica incapacità di visione.

In una città in cui il disagio sociale cresce e il lavoro pubblico viene impoverito, il sindacato torna a fare ciò che la politica ha smesso di fare: stare sul territorio. E nel nome di Scotillo, questa scelta suona come una condanna silenziosa ma implacabile di chi ha trasformato la rappresentanza in una sorta di caricatura.

Eboli, 4 febbraio 2026

Lascia un commento