Eboli. L’Amministrazione “dimentica” i lavoratori Esculapio: Figli di un Dio minore

Esculapio: e i 18 lavoratori abbandonati e senza le loro spettanze da 5 anni? Ma! La causa è ferma. Il Comune transige con tutti per centinaia di migliaia di euro tranne che con gli “esculapi”. Vuoi vedere che pagano per l’odio contro Cariello sol perché hanno lavorato sotto la sua Amministrazione? 
ASSI-ESCULAPIO

da Politicademente il Blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Sono 18 i professionisti impegnati nei servizi sociali dell’ex Piano di Zona S3 ex S5 ora ASSI che attendono ancora di essere riconosciute le loro spettanze maturate tra ottobre 2020 e marzo 2021. Per come la vediamo noi attenderanno ancora. Loro sono deboli e si sa, gli “altri”, quelli che comandano sono forti, e soprattutto forti con i deboli ma “Fracchia” con chi é più forte di loro, vedi ANAS, TERNA, RETE FERROVIE ITALIANE. Tornando alla malcapitata cooperativa Esculapio, questa ha avviato un’azione civile nel febbraio 2022 presso il Tribunale di Salerno e il primo grado non è ancora concluso. Che velocità la Giustizia, poi si lamentano se si vota SI al Referendumvendicativo” proposto dal Ministro Nordio verso i suoi ex colleghi. Nel frattempo il Comune di Eboli ha scelto di chiudere con una transazione da 232 mila euro un altro contenzioso relativo a lavori sulla SS19 tra Epitaffio e Tavoliello. Una scelta che riapre il dibattito politico-amministrativo perché si è transato e non lo si è fatto la vertenza che coinvolge i 18 lavoratori dei servizi sociali?

La vicenda, vogliamo ricordare ancora, riguarda il servizio svolto dalla cooperativa Esculapio nell’ambito del Piano di Zona S3 (ex S5) con il Comune di Eboli capofila. Diciotto professionisti hanno prestato servizio dal 16 giugno 2020 al 31 marzo 2021 nei programmi territoriali delle politiche sociali. Il lavoro è stato effettuato regolarmente e documentato, ma le mensilità da ottobre 2020 a marzo 2021 – sei mesi complessivi – non sono state pagate. Da allora i lavoratori attendono il saldo delle retribuzioni maturate

Terminato il rapporto contrattuale nel marzo 2021, la cooperativa ha avviato un contenzioso per ottenere il pagamento delle somme. La causa civile è stata iscritta a ruolo nel febbraio 2022 presso il Tribunale di Salerno. A distanza di anni, però, il procedimento è ancora in attesa della sentenza di primo grado. Nel frattempo per i 18 lavoratori coinvolti sono passati quasi cinque anni senza il pagamento di quelle mensilità.

Nel frattempo l’assetto istituzionale del sistema dei servizi sociali è cambiato. Il Piano di Zona S3 ex S5 è stato trasformato in azienda speciale consortile, dotata quindi di personalità giuridica e autonomia patrimoniale. Il Comune di Eboli continua a svolgere il ruolo di ente capofila, ma il passaggio al nuovo modello organizzativo non ha risolto una delle questioni più delicate rimaste in sospeso dalla gestione precedente: proprio la vertenza Esculapio. Una situazione che, dal punto di vista politico e amministrativo, appare sempre più difficile da spiegare, o meglio facile da immaginare che si tratta di rapporti avviati dall’ex Sindaco Massimo Cariello, quindi ritenuti “soldati” di quest’ultimo e poi magari figli di clientelismo. Anche qui ci sarebbe da ridire sui clientelismo “diversi”.

In casi simili, nella pubblica amministrazione si ricorre spesso allo strumento della transazione, che consente di chiudere un contenzioso riducendo tempi e costi. Nel caso Esculapio invece, che dobbiamo pensare che sia un’azione punitiva? Intanto la strada della transazione, guarda caso, non è mai stata percorsa.

Punirne 18 per educare 180” sì direbbe invocando una frase del “mascelluto“.

Eppure di recente lo stesso Comune di Eboli ha scelto di definire con una transazione da 232 mila euro un altro contenzioso relativo a lavori sulla SS19 tra Epitaffio e Tavoliello. Due situazioni diverse, certamente, ma che inevitabilmente pongono una domanda: perché transigere in un caso e non in una vertenza che riguarda 18 lavoratori dei servizi sociali? Intanto il trascorrere degli anni potrebbe incidere anche sul piano contabile, e se il Comune dovesse soccombere nel giudizio, al capitale originario potrebbero sommarsi:

  • interessi legali maturati negli anni
  • rivalutazione monetaria
  • spese legali
  • ulteriori costi di giudizio

Il risultato potrebbe essere un debito significativamente più alto rispetto a quello originario, con il rischio di generare un debito fuori bilancio. In questi casi, nella contabilità pubblica, possono emergere anche possibili profili di danno erariale, qualora si dimostrasse che una soluzione meno onerosa fosse praticabile.

E che fa: “ACCETT RU CUMPAR TAGLIA U FIERR

La vicenda assume un peso ancora maggiore se collocata nel contesto più ampio delle politiche sociali del territorio. L’ambito S3 ex S5 comprende otto comuni, un territorio molto vasto di circa 500 chilometri quadrati e una popolazione complessiva vicina agli 80 mila abitanti. Un sistema complesso che richiede una governance solida e una programmazione efficace. Eppure, a giudizio di molti osservatori, tra cui 8 Comuni associati che si lamentano e minacciano di non voler più rifondare soldi a fronte dei servizi che ricevono, le politiche sociali continuano a mostrare risultati poco soddisfacenti, nonostante la trasformazione del Piano di Zona in azienda speciale e nonostante siano passati ormai tre anni dalla conclusione della vecchia fase convenzionale. Se già non è semplice governare i servizi sociali di una città capofila, diventa ancora più difficile tenere il timone di un sistema territoriale che coinvolge otto comuni e decine di migliaia di cittadini.

Il paradosso politico è che tutto questo accade in un contesto amministrativo guidato da una maggioranza sedicente di centro-sinistra, tradizionalmente molto attenta ai temi del lavoro e del welfare. Nel frattempo, negli ultimi mesi, il clima interno alla macchina amministrativa si è ulteriormente irrigidito, con polemiche e tensioni che hanno coinvolto anche il rapporto tra amministrazione e personale. Una situazione che rende ancora più evidente la contraddizione di fondo: una vertenza che riguarda lavoratori dei servizi sociali rimasta irrisolta per anni.

Oggi tutto resta affidato alla decisione del Tribunale di Salerno. Nel frattempo la vertenza Esculapio continua a rappresentare una delle questioni più delicate legate alla gestione del sistema dei servizi sociali dell’ambito Territoriale. Da una parte il contenzioso giudiziario ancora aperto. Dall’altra la recente scelta dell’ente di chiudere un altro contenzioso con una transazione da 232 mila euro. Due vicende diverse, ma che inevitabilmente alimentano una domanda politica destinata a restare sul tavolo fino alla sentenza:

perché transigere in un caso e non nell’altro?

Eboli 10 marzo 2026

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