Dopo le segnalazioni della stampa la Direzione del Ruggi di Salerno, impegnata a garantire standard elevati di sicurezza per pazienti con attività di verifica sugli accessi e gestione integrata di situazioni di fragilità sociale.

POLITICADEMENTE
SALERNO – In riferimento a quanto riportato dagli organi di stampa, la Direzione dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno è immediatamente intervenuta disponendo un sopralluogo teso a verificare la situazione segnalata all’interno del presidio.
Nel corso del sopralluogo, effettuato dalla Direzione Generale con il supporto della Direzione Medica di Presidio e dell’Ufficio Tecnico, è stata accertata la presenza di tre persone senza dimora, due presso il VII piano dei Corpi C-D ed una presso il III piano del Corpo H-L-K, nello specifico, in entrambi i casi, pianerottoli di accesso ad aree tecniche, destinate esclusivamente al personale addetto alla manutenzione degli impianti meccanici e delle centrali tecnologiche (Unità Trattamento Aria).
La Direzione si è attivata, in raccordo con la Prefettura, il Comune e i servizi sociali territoriali, per garantire una gestione adeguata della situazione (già verificatasi tra l’altro in passato): due delle tre persone sono state indirizzate verso strutture di accoglienza della Caritas, mentre la terza è stata accompagnata dalle forze dell’ordine.
Nel corso della giornata si è preliminarmente provveduto a interdire l’accesso al VII piano dei Corpi C-D attraverso la limitazione della fermata dell’ascensore, a sostituire le serrature delle aree tecniche in argomento e a svolgere una attività di sanificazione dell’area in questione.
La Direzione Generale ha quindi disposto un approfondimento interno finalizzato a individuare eventuali criticità e a definire ulteriori interventi strutturali per il rafforzamento delle condizioni di sicurezza, attraverso l’immediata ricognizione di tutti gli accessi al presidio ospedaliero, la verifica di eventuali profili di responsabilità e l’attivazione di interlocuzioni istituzionali (servizi sociali, enti territoriali, forze dell’ordine) per la gestione congiunta di situazioni di fragilità sociale, con l’obiettivo di definire protocolli condivisi di intervento e presa in carico.
“L’Azienda – dichiara il Direttore Generale Sergio Rizzo – è impegnata a garantire standard elevati di sicurezza per pazienti, operatori e cittadini. Eventuali criticità vengono e verranno sempre affrontate con tempestività, responsabilità e attenzione anche agli aspetti sociali, nel rispetto della dignità delleu persone”.
A sollevare il problema del “Bivacco” all’ospedale di Salerno, era stato Polichetti (Udc) che aveva invocato l’intervento della Procura e le dimissioni immediate dei vertici dell’azienda. Polichetti aveva preso spunto e affondato dal reportage del quotidiano “la Città” sulle condizioni di sicurezza e gestione dell’ospedale di Salerno gestito dall’Azienda ospedaliera universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”.
«Siamo di fronte a un quadro che definire allarmante è riduttivo. Quanto denunciato non è solo indegno per una struttura sanitaria pubblica, ma rappresenta un pericolo concreto e quotidiano per pazienti, operatori e cittadini. Un ospedale trasformato in rifugio abusivo, privo di controlli e sicurezza, è il segno evidente di un fallimento gestionale totale», aveva dichiara Polichetti aggiungendo – «Non si può tollerare che in un presidio sanitario si entri e si esca liberamente, che esistano reparti fantasma occupati abusivamente e che il personale lavori in condizioni di rischio costante. Qui non parliamo di disservizi, ma di una situazione fuori controllo che richiede interventi immediati e drastici».

Di seguito Polichetti annuncia quindi un’azione formale e una durissima posizione sui vertici aziendali: «Alla luce di quanto emerso, ritengo inevitabili e non più rinviabili le dimissioni immediate dei vertici del Ruggi, i dottori Sergio Russo e Luigi Memoli. Quando un ospedale perde il controllo dei propri spazi e della sicurezza interna, significa che la governance ha fallito». Ritenendo che – «Non si può continuare a scaricare tutto sul futuro o su un nuovo ospedale che verrà. La sicurezza si garantisce oggi, non tra anni. Servono controlli, presenza, organizzazione e responsabilità. I cittadini meritano rispetto, non una sanità abbandonata a sé stessa. Questa vicenda deve segnare un punto di svolta. O si interviene subito con decisione, oppure si diventa complici di un sistema che mette a rischio la salute e la dignità delle persone».
Salerno, 12 aprile 2026






