Dal possibile prolungamento della metropolitana fino a Battipaglia e Eboli alla crisi della SP30 e al sovraccarico della SS18: senza una regia unica la provincia di Salerno rischia di frammentare la propria rete dei trasporti proprio nel pieno dei cantieri strategici. Eboli è veramente al centro della mobilità provinciale o è piombata in un pantano incontrollato?

di Massimo Del Mese e Marco Naponiello per POLITICAdeMENTE
EBOLI – La provincia di Salerno attraversa una fase in cui grandi opere e lavori diffusi stanno ridisegnando la mobilità senza però garantire un sistema alternativo realmente efficiente e lasciando il dubbio sempre più inquietante di interventi disordinati piombato dall’alto e per nulla concordati, discissi e condivisi dalle realtà locali, si veda anche i grandi lavori programmati, finanziati dal Pnrr e in corso di realizzazione come: l’Alta Velocità della RFI; i lavori del nuovo raccordo dell’uscita autostradale di Eboli da parte dell’ANAS; Il Progetto Tyrrhenian Link della TERNA. Un vero e proprio FAR WEST programmatico che guarda più a impegnare e spendere ingenti risorse pubbliche piuttosto che rispondere ai reali bisogni dei territori.
Riuscirà il nuovo presidente della provincia di Salerno Giuseppe Parente a garantire le istanze dei residenti e degli operatori economici?
Riusciranno Sindaci e gli Amministrazioni locali a dialogare con la Provincia, la Regione, gli Enti sovracomunali e le Grandi Aziende titolari delle Commesse dei Grandi lavori?
Eboli-Salerno Il tema del prolungamento della metropolitana di superficie, con Eboli al centro del dibattito, si intreccia oggi con criticità concrete: la SP30 chiusa per lavori del Consorzio di Bonifica, la pressione crescente sulla Strada Statale 18 e il ruolo del “Metrò del Mare”, utile ma non sufficiente nei mesi di massimo afflusso turistico. Insomma il futuro della mobilità nella provincia di Salerno ruota sempre più attorno a una domanda chiave:
la metropolitana di superficie sarà un’opera urbana o una vera infrastruttura provinciale?
Il potenziamento del collegamento ferroviario fino all’Aeroporto Costa d’Amalfi rappresenta un passaggio importante, al momento poco collegato con il Territorio, ma il dibattito si concentra ora sulla sua estensione. Fermarsi a Pontecagnano o Battipaglia significherebbe infatti lasciare fuori Eboli, purtroppo attraversata dai grandi lavori ma non beneficiato dagli stessi, basta pensare per tutti i danni “collaterali”, quelli che sarebbero dovuti essere riconosciuti dai famosi “ristori” inopinatamente e drasticamente ridotti, nel silenzio assordante e inquietante della classe politica dominante. E così una Città e un territorio, snodo centrale della Piana del Sele, è vittima e costretta a rinunciare ad ogni sua “pretesa” naturale perché vittima di una incapacità di riconoscere e rinunciare ad una visione integrata che dovrebbe invece includere l’intero territorio: Cilento, Vallo di Diano, Agro nocerino-sarnese, Cava de’ Tirreni e area dell’Irno.
In questa prospettiva, una vera metropolitana provinciale di superficie dovrebbe funzionare come asse strutturale di connessione tra costa, aree interne e poli urbani. È così mentre non si discute dei grandi progetti, sebbene questi, prepotentemente, irrompono sui nostri territori, causano criticità quotidiane molto concrete e danni Permanenti irriparabili, fino ad annullare ogni effetto.
La SP30, arteria fondamentale per i collegamenti tra Eboli, Santa Cecilia e la fascia litoranea, risulta ancora chiusa o fortemente limitata a causa di lavori del Consorzio di Bonifica su un ponticello. Una situazione che sta generando disagi pesanti per residenti, attività economiche e flussi turistici, soprattutto in vista della stagione estiva.
A questo si aggiunge un effetto domino infrastrutturale sempre più evidente: con numerose strade secondarie interdette o rallentate da cantieri, il traffico si è riversato sulla Strada Statale 18, principale collegamento tra la Piana del Sele e le località turistiche del Cilento. Il risultato è una rete viaria sotto forte pressione, con rallentamenti costanti e un aumento del rischio di incidenti, in un contesto già reso fragile dalla ridotta capacità delle arterie alternative.
Ulteriori criticità derivano anche dai cantieri legati all’alta velocità Ferroviaria. Nessuno più sa come vanno avanti e quali sono stati i cambiamenti in corso d’opera, anche questi “sospesi” nel giudizio e negli effetti irrompenti sul territorio, e sebbene consapevoli che sia un’opera strategica a livello nazionale, si subisce nella fase di realizzazione tutti i danni incidenti sulla mobilità locale, sia rispetto alla fluidità della rete stradale e sia per l’accentuazione dei disagi nei collegamenti interni.
In questo quadro, il “Metrò del Mare” e i collegamenti marittimi stagionali rappresentano un supporto importante per la mobilità turistica, ma restano una soluzione parziale. Le tratte verso Cilento e Costiera Amalfitana contribuiscono a decongestionare la viabilità nei mesi estivi, ma non possono sostituire una rete terrestre stabile ed efficiente.
Il nodo centrale resta dunque uno: l’assenza di una regia unica della mobilità provinciale, evidenziando che senza una pianificazione integrata tra ferrovia, viabilità stradale, cantieri infrastrutturali e trasporto marittimo, il rischio è quello di una provincia che complessivamente cresce nella spesa per le infrastrutture ma che queste poi nel concreto risulta essere frammenta nei collegamenti.
Eboli, la Piana del Sele e l’intera fascia costiera continuano così a rappresentare un’area strategica ma esposta, sospesa tra potenzialità di sviluppo e criticità infrastrutturali ancora irrisolte, ed al fine sembra di rivedere un vecchio film di cui sappiamo a memoria la trama. I corsi e ricorsi storici di vichiana memoria di questa terra bella quanto sfortunata! In tutto questo si dovrebbe sperare che il nuovo Presidente della Provincia, sappia avocare a sé un ruolo di raccordo politico-istituzionale capace, sia pure in ritardo, di rammentare tutte le programmazioni e le realizzazioni infrastrutturale in corso d’opera, con l’incognita di una Regione che non riesce a esercitare il suo ruolo, i Comuni “sottomessi” sempre più sordi, muti e distratti, aspettando i nuovi assetti politici che verranno fuori dalle prossime elezioni amministrative di Salerno Città, Cava dei Tirreni, Pagani, Campagna.
Eboli, 8 maggio 2026






