Il PD provinciale completa la Segreteria Coscia con 17 membri, otto donne e 9 uomini. Il Segretario provinciale Coscia: “Un organismo strutturato in modo unitario, plurale ed inclusivo. Essere parte della Segreteria è un impegno di responsabilità”. Ma… la base mormora. Iniziano le grane con il solito Femiano il “pasionario”.

POLITICAdeMENTE
SALERNO – “Il Partito Democratico della Provincia di Salerno completa la propria organizzazione attraverso la nomina della Segreteria provinciale. Un organismo strutturato in modo unitario, plurale ed inclusivo, composto da donne ed uomini animati da passione politica e spirito di militanza. Non si tratta di un semplice elenco di nomi, ma dell’affermazione di un metodo di lavoro e di un obiettivo: vogliamo un Partito che guardi al futuro e rimetta i territori e i circoli al centro dell’agenda politica. Sono estremamente soddisfatto della squadra composta, che sarà da subito al lavoro nell’interesse della nostra comunità democratica, per rafforzare il radicamento del partito sul territorio provinciale. Essere parte della Segreteria non è un titolo onorifico, ma un impegno di responsabilità. – scrive in una nota, Giovanni Coscia, Segretario provinciale del Partito Democratico, che annuncia la composizione della nuova Segreteria con le relative deleghe, che aggiunge – Ogni nostra scelta avrà conseguenze reali sulla vita del Partito: ci assumiamo questa responsabilità con orgoglio, pronti a lavorare per il bene della nostra comunità politica”.
Di seguito la composizione della Segreteria:
- Vito Araneo – Lavoro
- Filomena Arcieri – Ambiente e Green Economy
- Mauro Calatola – Coordinatore della Segreteria
- Angela D’Alto – Aree Interne
- Paolo De Maio – Giustizia, Riforme
- Bruno Di Nesta – Organizzazione
- Martino D’Onofrio – Enti locali
- Adolfo Fortunato – Formazione Politica e Comunicazione
- Carmen Granato – Politiche giovanili
- Lorena Iuliano – Scuola e Istruzione
- Francesco Morra – Cultura e Memoria
- Anna Raviele – Iniziativa Politica
- Filomena Rosamilia – Welfare, Contrasto alle disuguaglianze
- Marco Sansone – Politiche Europee
- Alfonsina Savo – Risorsa mare
- Carmelo Stanziola – Turismo e promozione territoriale
- Caterina Strianese – Diritti e Politiche per la famiglia
E si chiude così il passaggio del testimone tra il vecchio segretario e il nuovo ma non si chiude e non si chiarisce l’equivoco “binario” di un partito che a suo piacere si “occulta” quando non sa prendere le decisioni senza compromettere gli assetti politi, vedi il caso Vincenzo De Luca a Salerno, o si “consegna” perché non riesce ad affermarsi come guida di una coalizione, a partiti volatili o inesistenti come nel caso del M5S, vedi il caso Roberto Fico.
Tutte questioni che fanno fibrillare e intossicare la base elettorale DEM, già di per sé combattuta dal dover sostenere a mala voglia un Partito largamente clientele, fatto di apparati organizzati che monopolizzato scelte, politica e potere, per contrastare una destra “ignorante” sovranità, negazionista e antieuropeista ma fortemente “arrapaticcia” di potere. Un mal di pancia cronico che dalle politiche nazionali si estente alle realtà regionali, provinciali e locali per le posizioni poco chiare che di volta in volta si assumono e che sistematicamente fanno danni. È così a Salerno Vincenzo De Luca, oscurando il PD con un artificio, arriva primo, a Cava il candidato PD arriva terzo, a Campagna, nemmeno c’era e hanno recuperato solo grazie a Massimo Cariello, Andrea Volpe e Enzo Maraio che hanno agganciato la giovane neo Sindaca Adele Amoruso.

Ad interpetrare il malcontento come al solito è il “rosicatore” per eccellenza, il “Pasionario” per difetto Raffaele Femiano, non c’è la fa proprio a stare zitto, e come in altre circostanze prende carta e penna e scrive una lettera aperta, diretta agli elettori, ai sostenitori ai simpatizzanti del Partito Democratico, praticamente quello zoccolo duro che sorregge gli apparati e le varie “papponerie”, quelle che girano intorno ai capi, quelli che vivono di incarichi, e quelli insomma che pur non lavorando mai, passando da un posto all’altro campano di politica e stanno sulle spalle di chi invece vota per sentimento.
«Tanto ha tuonato che alla fine ha piovuto grandine. – Scrive Raffaele Femiano, che prima del Congresso regionale barzelletta era componente della Segreteria Provinciale, ora solo componente della Direzione provinciale PD – Il segretario Provinciale del PD di Salerno oggi e poche settimane fa quello regionale hanno consumato un altro omicidio/suicidio nei confronti della politica e del partito.
La mia esternazione è motivata dal fatto che ritengo che il sistema delle elezione degli organismi statutaria sia sbagliato nel merito e nel metodo. – prosegue Femiano – si continua a fare nomine praticando compromessi, ricadendo in incompatibilità, non valutando le inopportunità, precipitando volontariamente in un sistema radicato e consolidato che porta inesorabilmente ad essere irrilevanti politicamente sia nella funzione e sia nel ruolo di garanzia che dovrebbe caratterizzare l’azione politica del partito.
In verità – prosegue ancora – solo per un senso di responsabilità e di rispetto prima verso me stesso e poi verso i tanti appassionati e fedeli elettori, non ho divulgato tutte le incommendevoli vicende che si stavano consumando a Livello regionale e a livello Provinciale, e ne ho inviato nota al Segretario provinciale. E purtroppo sebbene vi sia stato anche un chiarimento ho rilevato con rammarico che ogni cosa, così come ogni assetto sia stato “basato sulla menzogna politica”».
Uno sfogo quello di Femiano che purtroppo è simile a quello di tanti altri elettori Dem, che nemmeno vengono convotati e ascoltati, buona parte dei quali, vuoi anche per mancanza di luoghi della discussione, per protesta, disertato le urne e si allontanano dalla politica. Insomma Femiano ritiene che nella composizione del Direttivo Provinciale e ancor prima Regionale siano siano state «calpestate le regole» e per questo ritiene sia «libero di esprimere i mie convincimenti» specie pensando alla «promozione di chi sfascia il partito e di chi del partito se ne serve, di chi è avvezzo al ricatto, di chi è improduttivo, e di chi è avvezzo a incarichi in aziende partecipate – e ancora – questa non è politica questa è la fine». L’ultima stoccata Femiano la da a chi invece pensa a «nuovi collocamenti e a nuovi lidi, immaginando che quelli fino ad ora praticati non siano più accessibili, e conseguentemente sono pronti a fare di tutto pronti a scodinzolare a nuovi padroni». E giù di lì l’ultima stoccata non prima però di sottolineare che nonostante le critiche egli ha comunque rinnovato la tessera pensando ad alcuni che pur essendo nel direttivo provinciale e regionale nemmeno ce l’anno: «Attenti, non sempre i paracaduti si sono aperti, molti agenti di custodia di pecore in transito sono già scappati ed altri scapperanno».
C’è poco da fare: il “17” porta sfortuna.
Salerno, 25 giugno 2026






