Cicia condanna il Sindaco Conte: Crisi incomprensibile è sempre colpa degli altri

Cicia già Vice Sindaco di Eboli: Il Sindaco Conte nella sua ennesima conferenza stampa incomprensibile, gioca sempre il ruolo della vittima di complotti e oscure trame, attribuendo sempre ad altri le sue responsabilità. Intanto governa e delibera senza maggioranza. Disperato apre a chi ci sta. Ma chi ci sta?

Cosimo Cicia

POLITICAdeMENTE

EBOLI – «Ho seguito con attenzione la conferenza stampa del Sindaco di Eboli. Confesso che mi aspettavo un’analisi della crisi politica, un’assunzione di responsabilità, magari anche un minimo di autocritica. Invece ho assistito all’ennesimo monologo in cui tutti hanno colpa, tranne chi governa. – Scive in una nota politica Cosimo Cicia che sveste I panni di Presidente Provinciale OPI e Vice Presidente Nazionale FNOPI per indossare quelli del politico essendo stato egli anche Vice Sindaco della Città di Eboli commentando una conferenza stampa oggettivamente inutile e soprattutto dannosa per la Città per nulla volta alla risoluzione di una crisi perdurante maturata solo all’interno della Maggioranza ma estraniando dal dibattito il Consiglio Comunale è la Città che al contrario ha subito solo danni  ritardi, e soprattutto ha generato una crescente sfiducia del corpo elettorale verso la politica e le stesse istituzioni – È stata una conferenza stampa che, dopo tanto parlare, ha detto poco o nulla. Un copione già visto: i responsabili sono sempre gli altri, mentre il Sindaco continua a dipingersi come vittima di oscure trame. A questo punto mancava solo che annunciasse un collegamento con Washington per informarci che anche Trump sta lavorando alla crisi del Comune di Eboli.

Da ex Vicesindaco so bene che la politica è una cosa seria. Quando una maggioranza si sfalda, non si cercano fantasmi, si cercano le cause. E soprattutto si ha il coraggio di guardarsi allo specchio. Lo specchio, però, oggi è rimasto coperto. – Prosegue Cicia immaginando unpercorso diverso che si sarebbe dovuto percorrere immaginando lo fatto di dibattiti, di analisi, di confronti e di mediazioni piuttosto che di chiusura e di irresponsabilita’ politica e, ovviamente, di responsabilità piuttosto che di arroganza, immaginando di poter risolvere una crisi azzerano tutte le cariche assessoriali, per “favorire” una possibile e nuova maggioranza, la quale, a sua volta, nella mente del Sindaco, al di là delle fantasiose ricostruzioni di comodo, dovrebbe avere il compito di sovrapporsi a quella miseramente fallita per ultimare il mandato consiliare – La parte più surreale è arrivata quando i giornalisti hanno posto domande puntuali e legittime. Le risposte? Siamo alla celebre scena del: “Dove vai?” – “Porto cipolle.” Domande da una parte, risposte che sembravano appartenere a un’altra conferenza stampa.

Ho invece apprezzato la nota con cui l’assessore Consalvo ha rassegnato le proprie dimissioni. Al di là delle valutazioni politiche, ho trovato quel documento lucido, argomentato e ricco di spunti di riflessione sulle vere ragioni della crisi. Un testo che affronta il merito delle questioni, senza rifugiarsi nella ricerca di nemici immaginari. – Aggiunge il già più volte Assessore e Vice Sindaco di Eboli Cosimo Cicia nelle Amministrazioni guidate da Martino Melchionda, sottolineando le varie dimissioni: di servizio quelle di Salvatore Marisei e Lucilla Polito; di “ubbidienza” quella di  Antonio Corsetto più volte scampato alle varie decapitazione; di “servizio condizionate” (apprezzate da Cicia), con una nota di distinguo che riteniamo siano “Dimissioni testamentarie” quasi a sottolinearne la differenza del “lascito” rispetto al resto della “brigata” – Al contrario, colpisce l’atteggiamento di chi è rimasto aggrappato alla poltrona fino all’ultimo minuto, come l’ultimo dei giapponesi, salvo poi accorgersi improvvisamente che la partita era ormai finita. Anche questo è un modo di fare politica, ma certamente non è quello che i cittadini si aspettano.

Ora si apre un’altra fase e la domanda è inevitabile: quale forza politica di minoranza avrà il coraggio di tradire il mandato ricevuto dagli elettori, consentendo a questa amministrazione di sopravvivere? Chi dovesse compiere questa scelta dovrà assumersene fino in fondo la responsabilità politica, spiegando ai cittadini perché il voto espresso nelle urne dovrebbe improvvisamente cambiare significato. – Una domanda alla quale già ha risposto per tutti il Segreterio Provinciale del Partito Democratico Giovanni Coscia con una durissima nota che boccia le fantasiose “interferenzeesterne al Consiglio comunale e soprattutto ordite dal PD, e chiude irreversibilmente e senza appello ogni possibile speranza alla quale si vorrebbe aggrappare il Sindaco Mario Conte, ritenuto da Coscia l’unico responsabile di un fallimento politico – Per quanto riguarda un consigliere comunale che, pur essendo stato eletto all’opposizione, è apparso in questi anni costantemente organico e funzionale all’azione dell’amministrazione, francamente non ci sarebbe alcuna sorpresa. Il suo eventuale sostegno rappresenterebbe soltanto la certificazione ufficiale di una collocazione politica che, nei fatti, è sembrata evidente da tempo. Ben diverso sarebbe il giudizio nei confronti di chi, dopo aver chiesto il voto per contrastare questa maggioranza, decidesse oggi di diventarne il salvagente. Quello sì che sarebbe un autentico tradimento della volontà popolare.

Se davvero il futuro di Eboli deve essere deciso a Eboli, allora si inizi col dire la verità agli ebolitani. –

Aggiunge ancora Cicia atteso tutte le fantasie e tutte le bugie su cui si è mantenuta l’amministrazione Comunale campicchiando in Consiglio Comunale, ma deliberando in eccesso in Giunta, tanto che gli stessi consiglieri comunali di maggioranza hanno contestato ed hanno preso poi le distanze da provvedimenti non discussi e non condivisi – La crisi non è stata provocata da congiure internazionali, da registi nell’ombra o da fantomatici burattinai. È il risultato di un modo di amministrare che ha prodotto divisioni, isolamento politico e perdita di fiducia.

I cittadini non chiedono narrazioni epiche né romanzi di spionaggio. Chiedono una cosa molto più semplice: amministratori che rispondano delle proprie scelte, abbiano il coraggio dell’autocritica e parlino con i fatti, non con i fantasmi. – Conclude Cosimo CiciaPerché i fantasmi fanno paura solo nei film. In politica, invece, ciò che dovrebbe fare davvero riflettere è l’incapacità di riconoscere i propri errori».

Eboli, 5 luglio 2026

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