Il Commissario Prefettizio Tufariello ha approvato il Rendiconto Finanziario del Comune di Eboli. Erasmo Venosi (M5S) commenta l’atto Amministrativo: “Dalla bolgia politica al silenzio imbarazzante. Fiumi di milioni bloccati, la politica ha fallito“.

POLITICAdeMENTE
EBOLI – «Le urgenze della città spariscono dietro il muro del silenzio. Dopo settimane di scontri duri, tensioni e fibrillazioni tra i partiti e i gruppi consiliari sul rendiconto di gestione, oggi la politica ebolitana sceglie la via più comoda: l’assoluto silenzio sui dati del rendiconto. – si legge in una nota del Movimento 5 Stelle a firma di Erasmo Venosi – L’atto è stato approvato a fine luglio dal Commissario ad acta Francesco Prencipe, nominato dal Prefetto di Salerno dopo che il consiglio comunale era andato deserto per tre sedute consecutive. Ora che i numeri sono nero su bianco, nessuno fiata.
Il rendiconto fotografa una situazione contabile ben definita, con un risultato di amministrazione di quasi 48,5 milioni di euro al 31 dicembre 2025 e un saldo di cassa di poco superiore ai 22 milioni di euro e debiti fuori bilancio per 393.000 euro. – Prosegue Venosi – Tuttavia, grattando sotto la superficie dei trionfalismi tecnici, emerge una realtà immobilizzata nel Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE).
Il buco più clamoroso riguarda le tasse mai riscosse: parliamo di 15 milioni di euro di TARI cumulata e circa 5 milioni di euro di IMU mai entrati nelle casse comunali. Circa 3 milioni riguardano anche multe della polizia municipale non pagate.
Una montagna di denaro sottratta ai servizi essenziali.
La cosa più grave è che questi soldi si potrebbero recuperare: basterebbe un semplice incrocio informatico tra i dati dell’Ufficio Anagrafe, la banca dati dell’Ufficio Tributi e i flussi dei modelli F24 inviati dall’Agenzia delle Entrate. I due sistemi informatici non sono integrati? Questo incrocio farebbe emergere istantaneamente non solo i nomi dei “fantasmi” che evadono totalmente occultandosi all’anagrafe, ma anche di chi, pur iscritto a ruolo, non versa quanto dovuto.
I cittadini onesti pagano, mentre le casse restano bloccate da crediti reali che la politica non ha mai voluto incassare per non scontentare nessuno.
– prosegue ancora la nota del M5S – Ma il paradosso più vergognoso emerge sul fronte delle opere pubbliche e delle compensazioni ambientali. Eboli è sommersa da impegni finanziari su carta che la vecchia politica ha congelato a causa della sua totale incapacità di tradurre la competenza contabile e negoziale in reale spesa o vantaggio per il territorio. Emblematica è la vicenda dell’Alta Velocità: a fronte di una devastazione ambientale senza precedenti per il nostro territorio, la TAV ha quantificato le compensazioni in 27 milioni di euro.
Nelle trattative successive il Sindaco le ha tardivamente ritenute insufficienti, ma questo è un insulto all’intelligenza degli ebolitani.
Quelle cifre andavano negoziate e pretese nella Conferenza dei Servizi decisoria, ovvero nel momento esatto in cui il Sindaco ha detto “sì” al progetto definitivo, e dovevano essere blindate dal punto di vista legale attraverso un accordo sostitutivo ai sensi dell’articolo 11 della Legge 241 del 1990. Prassi attuata da due decenni nei territori interessati a opere classificate strategiche e ad elevato impatto ambientale. Assente anche l’Osservatorio Ambientale ante operam come previsto dal Codice dell’Ambiente e l’accordo per la tutela dei frontisti TAV. Aver firmato prima per poi lamentarsi dopo dimostra una dilettantesca incapacità amministrativa.
Parliamo di cifre consistenti:
- 27 milioni di euro di compensazioni ambientali TAV (oggetto di contrattazione a due anni dall’assenso al progetto);
- 12 milioni di euro stanziati per il programma di rigenerazione urbana (PRIUS);
- 5,5 milioni di euro di compensazioni ambientali derivanti dai progetti Terna;
- milioni di euro legati ai progetti del PNRR.
Questo immenso patrimonio economico, che avrebbe dovuto ridisegnare il volto dei nostri quartieri e lenire le ferite inferte al territorio, è rimasto ostaggio dei veti incrociati di una classe dirigente che ha preferito farsi commissariare piuttosto che assumersi la responsabilità del voto in aula.
Oggi che un organo esterno ha tolto loro le castagne dal fuoco, cala improvvisamente il silenzio. – Sottolinea Venosi – Nessun mea culpa, nessuna analisi da parte di chi, fino a ieri, si stracciava le vesti in consiglio.
Il commissariamento è la certificazione di un fallimento politico totale.
Eboli merita rispetto, trasparenza ed efficienza amministrativa. – Conclude senza alcuna riserva la nota del Gruppo Territoriale Movimento 5 Stelle di Eboli a firma di Erasmo Venosi – Chiediamo a tutti gli attori istituzionali locali di uscire da questo silenzio omertoso. Rendano pubblici i dati della gestione. Noi, come forza esterna al consiglio, continueremo a vigilare su ogni singolo centesimo di questi milioni, per fare in modo che non un solo euro vada perso».
Eboli, 10 settembre 2026






