“Cibo criminale”. Convegno promosso dalla Centrale del Latte

Si parlerà di sicurezza alimentare alla Tavola rotonda organizzata dalla Centrale del Latte di Salerno.

Venerdì 25 marzo, alle ore 11:30, a Salerno, nel Salone dei Marmi di Palazzo di Città.

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SALERNO – Il Cibo può essere criminale? se ne parlerà Venerdì 25 marzo, alle ore 11:30, a Salerno, nel Salone dei Marmi di Palazzo di Città.

Cibo criminale” quindi, non è il titolo di un film, ma una dura definizione di quanto “potrebbe” accadere se noi tutti, produttori e consumatori, smettessimo di prestare la nostra attenzione nei confronti di quanto portiamo sulle nostre tavole.

Si parlerà di sicurezza alimentare, filiera corta e qualità della nutrizione, nell’incontro promosso dalla Centrale del latte di Salerno, Legambiente e il Comune di Salerno.

Alla tavola rotonda prenderanno parte il Sindaco, Vincenzo De Luca, il Procuratore Capo di Salerno, Franco Roberti, il Comandante della Capitaneria di Porto, Andrea Agostinelli, il Presidente di Legambiente Campania, Michele Buonomo ed il Presidente della Centrale del Latte di Salerno, Vincenzo Cesareo.

L’occasione è la pubblicazione di un libro dal titolo suggestivo, quanto inquietante, “L’ultima cena”, con un sottotitolo ancora più preoccupante: “A tavola con i boss”, l’autore, Peppe Ruggiero è un giornalista che si occupa, tra le altre numerose attività professionali, dell’ufficio stampa di Legambiente. Il lavoro di Ruggiero è introdotto da un testo di Roberto Morrione e con una prefazione di Luigi Ciotti ed è pubblicato nella collana Verdenero/Inchieste dell’editore Edizioni ambiente, di Milano.

La problematica della qualità dei prodotti alimentari e della filiera corta, è divenuta ormai una questione molto seria, che sta crescendo nella coscienza dei consumatori, proprio per le questioni connesse alla sicurezza alimentare. Cultura del territorio e delle produzioni del “genius loci” saranno i veri asset competitivi del futuro.

I temi del dibattito, come nel libro, saranno incentrati sulla conoscenza dei meccanismi della criminalità organizzata che, in nome del profitto ad ogni costo, tenta di invadere le nostre tavole e di imporre il suo cibo “compromesso”.

L’incontro sarà anche l’occasione per definire quale sarà la realtà del nostro territorio ed avere informazioni sui controlli e le garanzie che spettano a una società civile, democratica, che vuole vivere nel rispetto della legalità assaporando i gusti sani della nostra terra.

La Centrale del latte, con questo ulteriore contributo alla conoscenza della cultura alimentare e della filiera corta, persegue la trasparenza ed il più forte radicamento territoriale, che rappresenta oggi il vero “fronte” delle garanzie per i consumatori. Con Legambiente prosegue anche il lavoro di sostegno comune che ha caratterizzato molte iniziative delle due organizzazioni.

La finalità auspicata è che i consumatori imparino, sempre di più e sempre meglio, a selezionare i marchi per la trasparenza e l’affidabilità delle politiche di sicurezza, cultura e territorialità.

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. Una tematica che allarma i consumatori da qualche tempo,e sedimentatasi nei dibattiti pubblici e non solo;Da qualche anno le notizie sui rischi dell’alimentazione sono all’ordine del giorno: sono entrati in gioco nuovi fattori della produzione alimentare. Centri d’acquisto, sistema dei trasporti, catena del freddo: sono troppi i punti deboli della catena produttiva e delle reti distributive perché non avvengano incidenti. Da questa fragilità hanno origine le intossicazioni alimentari. Polli alla diossina, carne agli omoni, listeria (che rende pericoloso cibarsi di formaggio oltre che di carne e salumi): sono casi che si registrano da parecchi anni, non solo in Francia, in Inghilterra o in Europa. Sono la conseguenza di un impianto economico e politico globale che coinvolge soggetti diversi ( industrie della produzione e della trasformazione, istituzioni, veterinari, sindacati di categoria, reti distributive), come dimostra il caso delle carni agli ormoni esploso nel dipartimento di Mulhouse nel 1993.I dati:
    Contraffazione che troppo spesso viene percepita dai consumatori come una forma inoffensiva di delinquenza, senza rendersi conto degli effetti devastanti:

    · 200.000 le persone che muoiono ogni anno di malaria, perché curati con farmaci contraffatti;

    · 50.000 i bambini morti dopo aver ricevuto una vaccinazione antimeningite rivelatasi contraffatta;

    · 100.000 i posti di lavoro persi in Europa;

    · 6 miliardi di euro di evasione fiscale in Italia;

    · Migliaia le aziende chiuse.Le merci contraffatte e falsificate,sono ormai da considerarsi attività riconducibili alla criminalità organizzata, che in questa attività troverebbe un comodo mezzo per riciclare fondi provenienti da altre attività illecite, come il traffico di armi e di droga.Ad oggi speriamo di metterci una pezza.

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