Napolitano: Si cresce insieme Nord e Sud

I temi della crescita si pongono in modo stringente all’ordine del giorno. E si cresce insieme Nord e Sud.

Non c’é un territorio da premiare come concentrato di virtù, né un territorio concentrato di vizi da punire. L’esame di coscienza collettiva, riguarda tutta l’Italia. Necessita un grande sforzo di coesione nazionale.

Giorgio Napolitano a Palermo

PALERMO – “La crisi finanziaria globale esplosa a cavallo tra il 2007 e il 2008, e quindi passata attraverso diverse fasi e manifestazioni, culminando nel corso del 2011 nella crisi dell’Eurozona per la crescente insostenibilità del debito sovrano di alcuni paesi, tra i quali l’Italia, ci ha condotto a decisioni molto pesanti nel nostro Parlamento in funzione di risanamento e riequilibrio della nostra finanza pubblica e a riflessioni di fondo su quel che deve concepirsi come revisione complessiva di assetti istituzionali, di realtà economiche e di comportamenti diffusi, che sono ormai di ostacolo ostruttivo a una sana gestione dei mezzi finanziari disponibili e ad una ripresa, su nuove basi, della nostra crescita economica, sociale e civile”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenendo a Palermo al Convegno organizzato dalla Società Siciliana per la Storia Patria in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ultima tappa della visita del Capo dello Stato nel capoluogo siciliano.

“Di questa revisione – ha aggiunto il Presidente Napolitano – deve mostrarsi capace la Sicilia e ogni regione del Mezzogiorno. Ma, attenzione, non vi si può sottrarre nessuna regione in Italia; nessuna componente sociale o politica, nessuna parte del paese. Non c’e un territorio da premiare come concentrato di virtù, né un territorio concentrato di vizi da punire. L’esame di coscienza collettiva che ho più volte sollecitato in occasione del centocinquantenario non può non coinvolgere tutto il paese, l’intera società italiana, e generare un nuovo grande sforzo di cambiamento e di coesione nazionale”.

“Se oggi – ha proseguito il Capo dello Stato – dopo l’indispensabile e urgente manovra di finanza pubblica che sta per concludersi in Parlamento, sono i temi della crescita che si pongono, e si pongono in modo stringente per non dire drammatico, all’ordine del giorno in continuità con l’impegno ad allentare il peso e il vincolo di un massiccio debito pubblico e del costo di questo debito, non posso che ribadire quel richiamo che il prof. Puglisi ha voluto citare: l’Italia può tornare alla crescita, può giungere a crescere intensamente e stabilmente, solo crescendo insieme Nord e Sud, solo mettendo a frutto le riserve del Mezzogiorno, le risorse potenziali della Sicilia e del Mezzogiorno, che sono la maggior carta di cui disponiamo per guardare con fiducia al futuro”. “E’ questa – ha concluso il Presidente Napolitano – la sfida da raccogliere, per dare senso nuovo e compiuto a quel patto nazionale di cui abbiamo con grande partecipazione in tutta Italia celebrato il cento cinquantenario”.

La seconda giornata del Presidente Napolitano nel capoluogo siciliano è iniziata con l’incontro in Prefettura con la vedova di Libero Grassi e una delegazione di ragazzi dell’Associazione Addiopizzo junior che gli hanno illustrato le iniziative di sensibilizzazione sui temi dell’anti racket e di promozione della cultura della legalità. Con loro anche il Presidente dell’Associazione, Enrico Colajanni, Maria Falcone e il Presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello.

Già nel colloquio di giovedì con Gianfranco Pasquino, sul tema “Rifare gli italiani per stare in Europa” in occasione del XXV Convegno della Società Italiana di Scienza Politica, il Capo dello Stato aveva sostenuto la necessità per restare in Europa di “un esame di coscienza collettivo che tocchi anche i comportamenti individuali degli italiani perché, o molti italiani di ogni gruppo sociale e di ogni parte politica comprendono che non viviamo più negli anni ottanta e tantomeno negli anni settanta, che il mondo è radicalmente cambiato e che dobbiamo cambiare nelle nostre aspettative e nei nostri comportamenti e dobbiamo farlo alla maniera europea, oppure il nostro Paese non ha la prospettiva che invece può e deve avere”.

Al suo arrivo nel capoluogo siciliano il Presidente Napolitano aveva partecipato a Palazzo dei Normanni alla cerimonia commemorativa del centenario della nascita di Giuseppe La Loggia. “Non possiamo dimenticare che l’autonomia è stata concepita come strumento per garantire lo sviluppo della Sicilia, della sua economia e l’occupazione. Purtroppo questo è un problema ancora gravemente aperto”, ha detto il Presidente Napolitano lasciando, in quella occasione, Palazzo dei Normanni. E nell’intervento ultimo sul 150°, il Capo dello Stato ha raccolto l’appello a “una nuova partenza dell’autonomia”.

Palermo, 10 settembre 2011

3 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. meno male che c’é Napolitano. E’ un grande timoniere, specie in questo momento che il Governo ha perso la rotta ed é preso solo dei problemi del premier, facendo affondare l’Italia. E’ un gigante fra gnomi.

  2. napolitano e’ l’unico che ci difende. Meno male perché tra affaristi, barzellettieri e sporcaccioni hanno sputtanato l’Italia e ci hanno appezzentiti.

  3. IL PRESIDENTE è OSANNATO A PAROLE, MA NEI FATTI CHI DAVVERO OTTEMPERA I SUOI APPELLI?
    QUI PURTROPPO EMERGONO I LIMITI DEL RUOLO PRESIDENZIALE E NON ESECUTIVO DEL CAPO DELLO STATO.DIFATTI IN UN PERIODO COSI CUPO,UNO STATISTA DI LEVATURA INTERNAZIONALE COME G. NAPOLITANO SAREBBE STATA LA CLASSICA PANACEA,INVECE SIAMO GOVERNATI DA PERSONE COMPLETAMENTE INADEGUATE AL RUOLO….

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