Project Financing “Porta San Giovanni”. I Progettisti precisano con una Nota

La insufficiente informazione genera equivoci, allo stesso modo la confusione provoca insensate aggressioni.

Il Progetto di Finanza ha impegnato l’indice volumetrico consentito per legge. Quali “interessi forti” si configurano? L’indice volumetrico comprende anche i volumi destinati agli uffici  di proprietà comunale.

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Riceviamo e volentieri pubblichiamo la nota che segue inviataci dallo Studio “Anabasi Architetti Associati“, che interviene sul Project FinancingPorta San Giovanni“. Lo Studio “Anabasi Architetti Associati“, di cui ne fanno parte gli Architetti Lanfranco Bove, Cosimo Fusco e Vito Brancaccio, tra l’altro, è l’autore della Proposta progettuale.

I progettisti intervengono a seguito del rinvio clamoroso del Project Financing “Centro Urbano polifunzionale Porta San Giovanni”, da parte dell’Amministrazione Comunale che aveva proposto in Consiglio Comunale, oltre all’approvazione del Progetto anche una Variante agli strumenti urbanistici vigenti. La polemica suscitata riguardava i contenuti di una proposta esposta in un modo del tutto confusa e insufficiente, ma che in sintesi introduceva di fatto la “concessione” in un’area satura del 5° mc a mq, e sintetizzava in maniera superficiale una proposta più complessa, oggetto del Project Financing proposto dalla Giunta e successivamente ritirata.

A Progetto ritirato sono seguiti interventi sulla stampa riportato in un Comunicato stampa anche da POLITICAdeMENTE dal titolo: “I riformisti del PD e il Progetto del Macello: I retroscena dell’affare“; che in ordine di tempo seguiva un altro articolo: Il Consiglio nomina i Revisori, rinvia: 5° mc a mq, Progetto, e Variante Macello. In seguito a questi due interventi gli estensori del Project Financing “Centro Urbano polifunzionale Porta San Giovanni”, hanno ritenuto di affidare a questo sito le loro riflessioni, che accogliamo con piacere, sicuri di contribuire a fare chiarezza sul dibattito, ma per offrire un quadro completo è indispensabile pubblicare anche gli atti, almeno quelli più importanti della proposta progettuale oggetto delle polemiche e della discussione. POLITICAdeMENTE se ne farà carico.

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Note ad un articolo su politicademente

di Lanfranco Bove, Cosimo Fusco, Vito Brancaccio

Le reazioni da parte di taluni consiglieri comunali,  all’unisono con una nota del gruppo consiliare che fa capo a SEL, ad una  proposta  di Variante allo strumento urbanistico del comune di Eboli, testo sacro intoccabile da cui attingere massime di vita, almeno quanto le tavole di Mosè, ricordano un vecchio adagio inglese che in malo modo si traduce: “il barattolo vuoto fa più rumore di quello pieno.”

La insufficiente informazione genera equivoci, allo stesso modo la confusione provoca insensate aggressioni.

“Chi sta disegnando questa Eboli del futuro?”

Eboli non ha futuro  con uno strumento urbanistico che, venerato come un testo sacro,  impedisce di fatto ogni possibile iniziativa di attività economica e di sviluppo: avete notizia di altri interventi significativi,  per la crescita del territorio al di fuori del Centro Le Bolle?

Lo strumento urbanistico deve essere interpretato ed aggiornato ogni qualvolta ne ricorrano i presupposti; il PRG deve essere  adeguato, nei limiti di legge,  ad ogni possibile ipotesi di sviluppo per la città e perché no, per gli imprenditori che intendono investire in un territorio da troppo tempo immobilizzato come una Pompei da  consegnare ai posteri.

Quale  disegno della città  configura  l’attuale PRG , con le programmazioni lunghissime  che comporta ormai superate ed inefficaci?

Volete affacciarvi alla vicina Salerno dove l’urbanistica di nuova generazione sta dimostrando che si può realizzare una città sostenibile  superando strumenti urbanistici ormai obsoleti e improduttivi?

Quali “interessi forti” si configurano in un intervento edilizio in cui un promotore finanziario (peraltro subentrato legittimamente e a pieno titolo al precedente promotore,  questo si, effettivamente, fallito)  sulla scorta di un bando di concorso approvato dall’amministrazione comunale,  risana un’area  improduttiva  e degradata , ricovero di relitti di ogni specie ,  ai margini dell’abitato,  e la restituisce alla città  che ormai deve intendersi   policentrica, configurando così la nuova   porta S.Giovanni .

Vogliamo entrare nel merito dei volumi da realizzare che raggiungono i famigerati mc. 5.00 al mq.?

Un Decreto Ministeriale dell’ aprile del  1968  autorizza una volumetria edilizia fino alla concorrenza di metri cubi 5.00 al metro quadro di superficie disponibile. a tutti i Comuni con popolazione inferiore ai 50.000 abitanti ; autorizza  maggiori volumi  per i  comuni demograficamente  superiori.

L’indice volumetrico richiesto, come si legge dalla relazione tecnica  di  progetto, comprende anche i volumi destinati agli uffici  di proprietà comunale, in uno con  le aree di parcheggio in dotazione agli stessi).

Perché non utilizzare l’indice consentito per legge e  concentrare le funzioni  in una area unica  senza impegnare aree limitrofe, e soddisfare contestualmente le esigenze  dell’amministrazione: il progetto di finanza,  per  garantire le dotazioni di servizi pubblici richieste dal Bando approvato dall’amministrazione comunale, ed ovviamente un proprio utile, indispensabile a giustificare l’operazione, ha impegnato l’indice volumetrico consentito per legge.

A fronte della costruzione di quarantatre alloggi  al  comune di Eboli  verrà consegnata quale corrispettivo la caserma della Polizia Municipale, completa di tutti i servizi con  Autorimessa richiesti dal Bando  ed un edificio per Uffici, con relativi Parcheggi, questi ultimi  per soddisfare una ulteriore richiesta da parte degli amministratori.

Tutto qui.  Dov’è lo scandalo?

Eboli, 25 gennaio 2012

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