Il Consiglio nomina i Revisori, rinvia: 5° mc a mq, Progetto, e Variante Macello

Tra 32 aspiranti e maggioranze variabili Fresa, Benincasa e Criscuolo, che sarà il Presidente, sono i nuovi Revisori dei conti del Comune di Eboli.

Il Comune esce dal Consorzio delle Farmacie, SETA, ASIS gestione, e Sviluppo Sele-Picentino. Rinvio invece per il Project Financing “Porta San Giovanni” e la relativa Variante per la concessione del 5° mc/mq e per discordanze nelle valutazioni. Chi ha vinto? Bello e Vastola sicuramente. Chi ha perso? Melchionda e l’UDC.

Martino Melchionda Consiglio Comunale

EBOLI – Il Consiglio Comunale ha nominato i Revisori dei Conti del Comune di Eboli, e tra 32 istanze sono risultati eletti: Giuseppe Criscuolo, Marcello Benincasa, Maurizio Fresa; riportando rispettivamente 18, 17 e 8 voti. Dei tre sarà Giuseppe Criscuolo ad assumere la Presidenza. Gli altri 29 che non sono stati nemmeno presi in considerazione, non immaginavano mai sarebbe finita con una presa in giro.

In effetti rispetto alla vigilia e alle voci di corridoio, non ci sono state grandi sorprese, tranne quella della esclusione clamorosa dell’ex Direttore Generale e attuale Presidente dimissionario della Società Multiservizi, Gianfranco Masci. Masci tra l’altro, era già stato Presidente dei Revisori, e veniva indicato tra i papabili, anche per la sua esperienza, ma poi sono prevalsi gli equilibri interni al PD e alla maggioranza ed ecco che le scelte sono cadute su altri e principalmente su Criscuolo in quota PD e molto vicino al Consigliere Mauro Vastola, e Benincasa indicato dall’API, fortemente voluto, dopo un lunghissimo braccio di ferro dal Consigliere Francesco Bello.

Bello Francesco

Benché il voto fosse segreto, così come vuole la Legge all’esito dello scrutinio non è stato difficile attribuirne le varie paternità. Infatti, le opposizioni, almeno quelle ufficiali hanno concentrato il loro voto su Maurizio Fresa, indicato dal PDL, mentre le altre opposizioni, meno ufficiali, ma altrettanto opposizioni come i consiglieri dissidenti del PD Salvatore Marisei, Carmine Campagna, Antonio Petrone, Armando Cicalese, che hanno fatto confluire i loro voti su De Francesco e Maiorano.  Sempre osservando l’esito dello scrutinio, è più complessa invece la variegata reazione agli accordi da parte dei singoli consiglieri della maggioranza, e così si spacca l’UDC, e mentre Emilio Masala e Pietro Mazzini si allineano agli accordi e sotengono il candidato dell’API indicato da Bello, Massimiliano Atrigna si dissocia e vota Ciardullo.

Altro giallo è quello dei voti delle Opposizioni PDL e Nuovo PSI, che per il loro candidato contavano su 9 voti due in più rispetto al loro numero, ma alla fine Fresa ha avuto solo 8 voti, aggiungendo a quelli di Massimo Cariello, Ennio Ginetti, Santo Dido, Fausto Vecchio, Lazzaro Lenza, Vito Busillo, Damiano Cardiello, il voto di Paolo Polito.

Che casino. Eppure il voto era segreto. Il segreto di pulcinella.

Mauro Vastola

Gli eletti è stato precisato, potrebbero non ricoprire più le loro funzioni da un momento all’altro, e almeno in questa occasione si poteva decidere diversamente. Ma come si dice dalle nostre parti: “ogni lasciata è persa”; e in effetti la nomina dei Revisori contabili si è consumata in pieno stile “consociativismo” con tanto di “spartenza“, nonostante vi siano nuove disposizioni che ne regolano la nomina, e almeno in questa circostanza si poteva soprassedere, ricorrendo al sorteggio, così come proponeva il Consigliere ed ex Sindaco Gerardo Rosania, che ha votato scheda bianca, in attesa del nuovo sistema di nomina legato ad un Decreto che istituisce gli elenchi regionali ai quali attingere. Rosania ha fatto sempre così, è ricorso sempre al sorteggio nel corso dei suoi mandati.

Il Consiglio Comunale si è occupato anche delle Società partecipate, facendo una ricognizione e decidendo di continuare o meno a mantenre le quote societarie, valutandone le eventuali convenienze e decidendo di recedere da alcune di esse non ritenute strategiche.

Fausto Vecchio

Anche in questa circostanza il voto è stato confuso rispetto agli schieramenti ma chiarificatore rispetto alle valutazioni politiche, che fanno registrare una opposizione “allargata” ai famosi dissidenti del Partito Democratico, Marisei, Campagna, Petrone. E così con 19 voti favorevoli e 10 contrari (Nuovo PSI e PDL più i contiani) è stata approvata la proposta dell’Amministrazione riguardo alla ricognizione delle Società a cui partecipa l’Ente, decidendo di mantenere le proprie quote, ritenedo evidentemente strategica la partecipazione: nell’Asis Salernitana Reti ed Impianti SpA, con il 9,30%; Eboli Multiservizi, 100%; Società Consortile Mista per l’attuazione del PIP, 1,43%; Eboli Patrimonio SrL, 100%.

Per contro il Consiglio su proposta dell’Amministrazione ha deciso di dismettere la partecipazione societaria perché non ritenute piàù strategiche per l’Ente: Dalla S.E.T.A. Servizi Territoriali ambientali SpA; ASIS gestione SpA; Sviluppo Sele Picentino SpA; Consorzio Farmaceutico Intercomunale CFI. E’ evidente che svincolarsi da queste soocietà non è semplice e richiede tempo e procedure che non escudono anche contenziosi, di cui il Comune ormai è bene abituato avendo sulla testa un contenzioso che se si dovesse decidere all’istante di risolvere si andrebbe verso il fallimento totale.

Un rinvio clamoroso invece per il Project Financing “Centro Urbano polifunzionale Porta San Giovanni”, del quale si proponeva l’approvazione del Progetto e con esso una Variante agli strumenti urbanistici vigenti, con la introduzione di fatto della “concessione” in un’area satura del 5° mc a mq. Andando ben oltre la polemica che ha accompagnato per anni la famosa concessione del 4° mc a mq concesso dall’allora Sindaco di Eboli Elio Presutto con l’avversione del PCI. Come è piccolo il mondo, oggi gli eredi del PCI PDSDS propongono addirittura il 5° mc.

Salvatore Marisei

Clamoroso perché quando se ne è discusso, le opposizioni, almeno quelle ufficiali PDL, Nuovo PSI, e SEL , sopraggiunta la tarda ora, non erano più presenti. Nonostante tutto, dopo aver registrato l’assenza dell’Assessore all’Urbanistica e Vice Sindaco Cosimo Cicia, evidentemente strategica, e dopo le relazioni dell’Assessore proponente Vincenzo Consalvo e del Responsabile Unico del Provvedimento ing. Rosario La Corte, e gli interventi di Arturo Marra dell’API, di Gerardo Rosania di SEL, prima di abbandonare la seduta, e di Salvatore Marisei, si sono riscontrate delle discordanze di non poco conto, come ad esempio: diversi metodi di valutazione, attribuite alla quota, valutando il costo di costruzione per la parte spettante al Comune, e il prezzo di mercato per la parte spettante al soggetto proponente, così come la specificazione circa i suoli e il relativo diritto di superficie degli stessi, ivi comprendendo gli specifici interventi che riguarderebbero la parte pubblica.

Ma di cosa si tratta? Quali sono i numeri, le cifre il progetto?

Il Project Financing “Porta San Giovanni” insiste sull’Area dell’ex Mattatoio e occupa una superficie di 5.000 mq per la realizzazione di 25.000 mq, con un indice di fabbricabilità fondiaria di 5 mc/mq, per la realizzazione di 43 alloggi, 10 Uffici, una Palazzina per i VV.UU., 100 box, una Piazza, un Ristorante con Terrazza panoramica “Martino“. Un blocco di 26 metri di altezza e 14 metri interrati, all’ingresso di Eboli.

Melchionda Martino Sindaco di Eboli

Un progetto partito nel 2006 e attraverso diverse vicissitudini, tra cui il fallimento della Società originariamente proponente, la Ecit in Amministrazione coatta, alla quale per cessione di ramo di Azienda è subentrata un’altra Società, la Works che a sua volta ha ripresentato la sua proposta rimodulandola, e quella rimodulazione è l’oggetto delle varie chiarificazioni del Project Financing, dell’impegno economico corrispondente di 11.940.000, riferito al costo di costruzione e di circa 26 milioni di euro (valore di vendita).

Senza entrare nel merito delle questioni tecniche, sollevate dal Salvatore Marisei e riconosciute dal Consiglio, tanto da rinviare la discussione e la relativa approvazione ad un altra seduta, resta la questione urbanistica e quella politica. Quella Urbanistica si riferisce alla condizione che apre un varco nella gestione del Piano andando ad incidere sulle volumetrie già sature del comparto, tanto che la stessa approvazione del Progetto, costituisce di per se Variante.

La questione politica, invece, resta tutta in sospeso, e va da se la distanza presa dall’Assessore all’Urbanistica e Vice Sindaco Cosimo Cicia, che potrebbe essere interpetrata come un dissenso, atteso che si debba procedere alla redazione del PUC, ma nello stesso tempo quale è la linea politica dell’Amministrazione e della Maggioranza, quella di procedere per Varianti, concedendo il bonus del 5 mc/mq e creare un pericoloso precedente o programmare il territorio intervenendo complessivamente sulla Città, affrontando una discussione seria e responsabile confrontandosi con la Città e le Forze politiche? Ma queste questioni meritano una discussione più approfondita.

Un Consiglio Comunale strano, che ha visto chi ha vinto e chi ha perso. Di sicuro ne escono vincitori Mauro Vastola che ha piazzato Criscuolo, un suo uomo alla Presidenza del Collegio dei revisori contabili, e Francesco Bello che allarga gli orizzonti strutturando sempre di più il suo partito, l’API, piazzando Benicasa tra i revisori. Tra chi ha perso, l’UDC che si è spaccato ulteriormente, determinando anche le Dimissioni di Atrigna, e sicuramente il Sindaco Melchionda, a capo di una maggioranza apparentemente stabile ma a contenuti variabili, che ha lasciato al suo destino Masci già Ditrettore Generale dell’Ente, subendo altre decisioni, oltre a far registrare una retro marcia circa il Project Finanzing “Porta San Giovanni”, tra improvvisazioni e chiarimenti vari. Decisioni e progetto che se fosse passato senza approfondire, l’unico a perderci sarebbe stato il Comune.

Ma adesso stiamo attenti a non commettere lo stesso errore dell’Aracne. Poiché la Giunta ha approvato la proposta progettuale, se il Consiglio Comunale non si pronuncia approvandola, magari modificandola in alcune parti, o bocciandola ritenendo non sia rispondente alla pubblica utilità, il Comune si imbarcherà in un altro contenzioso che potrebbe vederlo sicuramente soccombente.

GIUNTA AVVISATA MEZZA SALVATA.

Eboli, 17 gennaio 2012

8 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. farisei che usate la chiesa per usi per niente cristiani

  2. Oggi 18 gennaio nella chiesa di santa maria della pieta si sono celebrati i funerali di una grande cittadina ebolitana “Rosaria Salvatore”La chiesa era piena osservando un po i presenti si sentiva l’aria di una famiglia Rosaria rappresentava la famiglia attraverso il suo cristianesimo. Io sono uno di mquelli che la ha conosciuta che avevo i pantaloni corti e in un giorno triste dei suoi funerali ci ha riuniti tutti per dirci che anche se non ci salutiamo poer strada i nostri ricordi di vita sono in comune con lei . insegamenti di una vita sana genuina ,fatta di lealta ,disponibilita verso gli altri ,fatta di cristianita. Ecco perche oggi tanta gente era riunita da lei ,una donna con un grande spessore sociale che i suoi conoscenti l’hanno voluta salutare con un grande applauso. Credo che questi personaggi elevano il valore degli ebolitani e non solo . Grazie Rosaria per quello che hai fatto in vita.

  3. NOn trovo parole per esprimere il mio stato d’animo.Una grande piccola donna,una da libro cuore.Sono stato fortunato a vivere al borgo trascorrendo la mia infanzia con serenita’ e gioia.Grazie per essere stata un faro per tutti.

  4. A San Giovanni e un babà chi si oppone tranne qualcuno serio finge perche sa che non ha ancora mangiato i carabinieri di pagani e di eboli andassero al comune

  5. Mi associo alle parole di Unitalsiss ed Eburum, anche se mi sembra non c’entri nulla con l’argomento ma avendo avuto anch’io la fortuna di conoscere fin da bambino Rosaria (ma di cognome faceva Morrone che io sappia), sento il bisogno di testimoniare che è tutto vero e mi piacerebbe che Eboli non la dimenticasse

  6. Caro compaesano posso urlarlo ai quattro venti, chi come me e’ nato nel 1968 siamo stati l’ultima generazione a giocare in strada e divertirci veramente con poco.

  7. x eburum
    …..ora il borgo ha “forte apaches”, così per una sciagurata idea dei nostri baby-bassoliniani che ci amministravano all’epoca, anche noi abbiamo le “vele di scampia” in miniatura proprio al centro del paese. E meno male che le palazzine americane di fronte non erano abbandonate altrimenti l’eroica compagnia dei carabinieri di eboli non sarebbe bastata ad arginare i traffici in quella zona.

  8. Le palazzine per fortuna sono state riscattate da quasi tutti i vecchi affittuatari e quindi al 99%stiamo parlando di persone a modo.Su fort apache non posso che darti ragione,bisognava buttarle giu’ e riqualificare l’area con un progetto serio e non come l’ennesima pagliacciata in via adinolfi.I primi quattro anni di rosania sono stati una ventata nuova in citta’,quello che di buono era prospettato non e’ stato mantenuto nei quattro anni successivi.E cosi’ ci siamo ritrovati campolongo,aracne,mazzitelli ecc…. Mi ricordate il nome dell’avvocato del comune in quegli anni?

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