Assistenza Sanitaria negata: Una donna di Valva potrebbe morire

Lungo e penoso calvario per una 76 enne di Valva per lla mancanza di trattamento da pressione negativa che potrebbe portarla alla morte.

Il Caso Valva come quello del Reparto di Nefrologia di Eboli. Gare ferme da mesi, perché? Chi sono i responsabili? Perché non si acquistano le Attrezzature medicali necessarie? Bortoletti sa, perché non interviene?

Ospedale di Oliveto Citra

VALVA – Sa – Ci segnalano da Valva, un paesino dell’alto Sele in Provincia di Salerno, il calvario di una donna di 76 anni proprio di Valva, P.S., che da oltre otto mesi resta a letto, in quanto sottoposta a continui trattamenti di pressione negativa, per via delle piaghe da decubito sacrale. Una patologia che insorge nei pazienti di lunga degenza e sottoposti ad interventi chirurgici, e per questo motivo la donna deve avere continua assistenza.

La mancanza di trattamento da pressione negativa potrebbe portare alla morte la 76 enne di Valva, dopo questo lungo e penoso calvario. Per questo la famiglia di P.S., la donna in questione, ha attivato tutte le risorse personali e familiari per affittare ed utilizzare questa apparecchiatura pagando ad oggi ed in proprio l‘attrezzatura medicale necessaria, ed in oltre otto mesi hanno già versato all’azienda proprietaria dell‘impianto di pressione negativa, nonostante lo sconto di circa ventimila euro.

Nel frattempo insorge l’indifferenza della struttura sanitaria dell’Asl Sa2 e nonostante si sia avviata una gara d’appalto non è stata non è stata posta alcuna firma da parte del Commissario straordinario Maurizio Bortoletti per l’espletamento veloce della gara e il conseguente acquisto dell’attrezzature medicale utile, oggi, alla 76 enne per il rientro della piaga da decubito sacrale.

Il trascorrere di tanti mesi e il silenzio inquietante dall’Asl su questa questione diventata di vitale importanza vede purtroppo insorgere anche la grave difficoltà economica della famiglia della 76 enne in quanto per continuare ad offrire l’assistenza dovuta alla propria familiare dovranno coninuare ad affittare l’apparecchiatura medicale sostenendo costi d’affitto altissimi a fronte della pensione che la donna attualmente percepisce.

Una difficile battaglia di diritto all’Assistenza sanitaria, in questo caso negato.

Un diritto che la famiglia di P.S. 76enne di Valva porterà avanti, non solo attraverso la carta stampata ma anche con il contatto avuto con l’inviato di “Striscia la NotiziaLuca Abete, per far si che questa apparecchiatura possa essere acquistata e data in dotazione all’Ospedale San Francesco d’Assisi di Oliveto Citra per offrire in futuro una migliore assistenza sanitaria domiciliare a chi purtroppo vive con questa patologia da piaga da decubido.

Nuovo-Reparto-Nefrologia-Eboli-incompleto

Questo caso è uno dei tanti che si catalogano nella così detta “mala Sanità”, e somiglia maledettamente a tanti altri casi che non fanno altro che ricadere sui cittadini. Il caso di Valva ricora, per esempio, quello di Eboli, e i protagonisti manco a dirlo sono gli stessi uffici dell’ASL Salerno che non predispongono le gare e se pure lo fanno destinano a quei provvedimenti tempi biblici.

Una gara per acquistare un’attrezzatura medicale necessaria, che dovrebbe migliorare l’Assistenza sanitaria ad un’ammalata di Valva, tarda a partire e semmai usando un percorso che si richiama alla “somma urgenza” potrebbe anche evitarsi e magari salvare la vita a un cittadino utente della salute, invece si trasforma in un incubo per l’ammalata e per i familiari; una gara per ultimare i lavori al reparto di Nefrologia dell’Ospedale di Eboli ultimato, consistenti in poche centinaia di migliaia di euro per montare l’impianto di aria condizionata, facendo correre il rischio allo stesso reparto la chiusura da parte dei Nas, gara giacente da oltre sei mesi agli uffici dell’ASL e non parte, e magari chi sa quanti altri casi del genere si verificano nella provincia nelle varie strutture sanitarie, “ostaggio” della burocrazia e di quell’ufficio dell’ASL di Salerno che non risponde alle urgenze.

E se la signora 76enne muore chi se ne assume le responsabilità? I vertici sanitari che sanno e non hanno agito? l’Ufficio Tecnico o l’Ufficio gare, che non hanno predisposto in tempi utili l’acquisto dei presidi sanitari o una gara? il Commissario straordinario Maurizio Bortoletti, che sa e non interviene?

Una cosa è certa, per come è combinata la sanità in Provincia di Salerno, ormai sotto la scure del Commissario Bortoletti, prepara il suo funerale, lo stesso funerale che si sta preparando a quella povera signora che non riesce a ricevere le cure necessarie, siamo convinti che il Commissario Bortoletti si prepara ad esserne il “becchino“?

Valva, 22 aprile 2012

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