Santomauro vuol cacciare Barbato

Nell’incontro di oggi con il segretario nazionale UDC Cesa si è chiesto anche il commissariamento.

D’Acampora attacca ancora: «Il sindaco non va sfiduciato ma va fermato perché è troppo avanti rispetto all’azione amministrativa». Questa sera vertice anche con Cobellis e Inverso.

Giovanni Santomauro-Luigi-DAcampora-Gaetano-Barbato-Udc

di Oreste Vassalluzzo
Caposervizio ROMA (Cronaca di Salerno)

BATTIPAGLIA – È oggi il giorno della verità per l’amministrazione comunale presieduta dal sindaco Giovanni Santomauro. Il primo cittadino ha deciso di mettere da parte i consiglieri comunali dell’Unione di Centro, i vertici provinciali del suo partito, il presidente Vincenzo Inverso e il segretario Luigi Cobellis, e anche il segretario cittadino Gaetano Barbato con il quale i rapporti personali sono interrotti da tempo (che abbia inciso la decisione di mettere da parte l’ex comandante dei vigili urbani Giorgio Cerruti?).

Santomauro incontra oggi il segretario nazionale dell’Udc Lorenzo Cesa. Il sindaco punta dritto a chiedere ai vertici nazionali di intervenire per il caso Battipaglia. Magari chiedendo anche il commissariamento del partito a Battipaglia. Il tentativo è quello di far capire che l’Udc non può perdere un sindaco di una città importante in vista delle elezioni politiche. E il sindaco sarà disposto a lasciare il partito che non lo vuole più come suo leader (almeno alle condizioni dettate dallo stesso Santomauro)?

Il vento di burrasca si annuncia da tempo su palazzo di città ormai divenuto il Fortapàsc della politica battipagliese. Santomauro, con i suoi più stretti collaboratori e consiglieri (tra cui l’ex sindaco e assessore Alfredo Liguori), si è chiuso nella sua stanza al secondo piano del Municipio e detta le regole e i progetti della nuova Battipaglia. L’altolà dei consiglieri comunali dell’Udc, ormai divenuti dieci proprio su pressione del sindaco, non è andato giù a Santomauro che ha deciso allora di “marciare” su Roma chiedendo aiuto al suo “amico” Cesa.

L’ultimo smacco nel consiglio comunale di sabato, dopo i documenti già consegnati dal gruppo, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E dai consiglieri continua il fuoco di fila nei confronti del sindaco. E questa sera sarà l’occasione anche per il confronto diretto tra Santomauro, i consiglieri del suo partito, il segretario cittadino Barbato e i vertici provinciali. Non si parla, ancora, di sfiducia, ma la distanza tra l’azione del primo cittadino e il suo gruppo consiliare ormai è tracciata.

«Santomauro non va sfiduciato – afferma il consigliere Udc Luigi D’Acampora –. Va fermato però perché va troppo avanti rispetto all’azione amministrativa. È mal consigliato da chi non ha saputo fare bene il sindaco prima (il riferimento è ad Alfredo Liguori nda), e ora pensa di farlo per interposta persona. Ascolta i consigli di chi gli dice che i consiglieri non sono congeniali ai suoi progetti. Noi consiglieri siamo congeniali solo ai progetti per la città».

Gli scenari politici sono difficili da immaginare con Santomauro che prima ha chiesto l’ingresso nell’Udc degli ex “dissidenti” e ora se ne pente chiedendo al partito di espellerli. Prima chiede che Gaetano Barbato divenga segretario cittadino, e ora ne chiederà il commissariamento a Cesa. Lastricata di buone intenzioni è la strada che percorre il sindaco Santomauro, ora divenuto politico, con al’incognita di non ritrovarsi improvvisamente all’inferno.

Battipaglia, 31 ottobre 2012

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