“Morgana” e Burocrazia minacciano l’Agricoltura

Giorni difficili per le Aziende agricole della provincia di Salerno.

Il CAA Acli: destrutturare il sistema di protezione sociale del comparto agricolo…non si può vivere nello stato di perenne calamità.

Gianluca Mastrovito,

Gianluca Mastrovito,

Gianluca Mastrovito,

Gianluca Mastrovito,

SALERNO – Ancora danni e disagi per l’agricoltura salernitana, questo lo scenario che il comparto agricolo, senza soluzione di continuità vive ormai da mesi. Infatti, dichiara Gianluca Mastrovito, Presidente delle Acli di Salerno, mentre si stimano i danni che il maltempo, ha provocato nel periodo autunnale, ecco intravedere all’orizzonte una nuova minaccia, la “gelida Morgana”, che rischia di mettere in ginocchio l’economia agricola.

Un comparto, quello agricolo, che da troppo tempo vive lo stato di perenne calamità, quasi a denunciare l’incapacità di concertare ed individuare soluzioni e scenari capaci di dare sicurezza e benessere ad un settore particolarmente vivo e importante dell’economia nazionale.

Tante le variabili, che rendono il mondo agricolo vulnerabile, in primis – continua Mastrovito – un’ingiustificata assenza di responsabilità dell’uomo, reo di incuria, mancata prevenzione, insufficiente manutenzione del territorio, degrado, cementificazione e abusivismo, fattori che spesso moltiplicano gli effetti negativi degli eventi naturali, come hanno evidenziato frane, smottamenti e inondazioni.

A queste, si aggiungano le farraginose e costose procedure burocratiche della Pubblica amministrazione, pur semplificate nel tempo, a cui il comparto agricolo deve far fronte quotidianamente. Ogni azienda, mediamente, “dedica” 100 giorni all’anno alla burocrazia con un impiego di spesa di 7.000 € annui (considerando anche i mancati ricavi).

Come se non bastasse, a questo scenario, quanto mai complesso e critico, si aggiunge la difficoltà tutta italiana, per i giovani imprenditori, di dare speranza e futuro a progetti di crescita e rilancio dei propri territori, dovendo, per avviare un’attività, sostenere costi ben più alti (all’incirca 20 volte in più) della media europea.

Le Acli di Salerno, attraverso il Centro di Assistenza Agricola (Caa Acli), invocano un atteggiamento corresponsabile delle istituzioni, troppo spesso impegnate nel contingente, senza dar visione agli impegni, che pur vengono profusi.

Attento e dinamico interlocutore, di questi giorni, afferma il Presidente Mastrovito, è stato il Settore Attività Produttive, Foreste e Agricoltura della Provincia di Salerno, con il quale si è attivato un laborioso confronto per la questione legata alla concessione dei carburanti agricoli agevolati (Uma). Un problema, non trascurabile, che nelle prossime ore potrà determinare la sopravvivenza di tante colture e dunque di tanta forza lavoro e economia familiare.

Nel corso dell’ultimo incontro, alla presenza del dirigente Domenico Ranesi, abbiamo rappresentato con forza le istanze che vengono dagli agricoltori. Nell’ottica della sussidiarietà praticata, la Provincia ha voluto “costituirsi” con le tante associazioni di categoria presenti, per porsi come interlocutore nei confronti degli altri enti istituzionali preposti nonchè degli enti terzi.

Questo nuovo approccio, conclude il Presidente Mastrovito, garantisce di destrutturare l’esistente a favore di una nuovo modo di concepire i rapporti tra enti e cittadini, facilitando l’uso di tutti gli strumenti idonei a garantire il metodo della concertazione.

Occorrerà ripartire da qui, per dare organicità e chiarezza d’intenti, improntare il mercato alla correttezza ed alla sostenibilità, promuovendo le buone pratiche e migliorando le sinergie in campo.

Salerno, 15 gennaio 2013

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. Innovare, innovare, innovare. Un settore con buone prospettive, ma a farlo faticare verso la strada dello sviluppo endogeno, utilizzando risorse interne, è il suo stato di arretratezza.
    I processi degenerativi del suolo sono direttamente legati alle caratteristiche delle precipitazioni, ossia la frequenza di eventi siccitosi e l’erosività della pioggia stessa. Le condizioni di degrado del territorio portano a gravi danni per le attività produttive agricole.
    Mentre, infatti, gli ecosistemi naturali hanno, generalmente, la necessaria resilienza per superare periodi di siccità, i settori produttivi dipendono da un costante approvvigionamento idrico.a maggior parte degli studi più recenti per l’area mediterranea indica che gli effetti negativi dei cambiamenti climatici sui raccolti sono dovuti ad un’accelerazione dello sviluppo fenologico (che lascia meno tempo alle piante per accumulare carboidrati per i semi), e ad un incremento dell’utilizzo di acqua per la traspirazione.
    Le tecniche di adattamento studiate sono state di conseguenza di due tipi: la semina anticipata, per evitare i periodi di grande aridità estiva; e l’utilizzo di varietà con sviluppo fenologico rapido, per minimizzare l’utilizzo di acqua durante la stagione di crescita. Trattasi di tecniche di adattamento di semplice applicazione, la cui efficacia dipende dalla regione considerata.
    La strategia di marginalizzare i guadagni degli agricoltori, spingendo i loro prodotti a prezzi sempre più bassi, che inizialmente ha avvantaggiato le imprese trasformatrici, ha avuto conseguenze negative in quanto ha diminuito la produzione e oggi molti trasformatori si trovano con limitate risorse agricole, alla quale sopperiscono acquistando semi lavorati dall’estero, con conseguente calo della qualità e depauperamento della filiera. L’impoverimento della filiera in un contesto di illogica irrazionalità economica, è nel lungo periodo, portatrice di diseconomie a tutti i livelli.

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