La Destra di Storace ufficializza le Liste: Il battipagliese Lucarelli è 2° al Senato

La Destra di Storace candida il Segretario Provinciale Lucarelli numero 2 al Senato.

Elazioni politiche 2013: Ufficializzate le Liste e i candidati de La Destra. Francesco Storace, concluderà a breve l’accordo politico con il Pdl e Silvio Berlusconi.

Fausto-Lucarelli

Fausto-Lucarelli

SALERNO. Ufficializzate le candidature de La Destra alle prossime elezioni politiche. Il partito di Francesco Storace, che concluderà a breve l’accordo politico con il Pdl di Silvio Berlusconi, schiererà al Senato il segretario provinciale del partito Fausto Lucarelli. Il medico battipagliese, già consigliere comunale a Battipaglia, sarà al secondo posto nella lista preparata dal partito per impegnarsi nella prossima tornata elettorale. Al primo posto ci sarà l’impegno, ufficializzato già da tempo, del console Mario Vattani voluto direttamente dal segretario nazionale del partito. Sarà una rappresentanza illustre la sua per tutto il popolo della Destra italiana.

Tra gli altri candidati salernitani al Senato della Repubblica da segnalare la presenza del commissario cittadino di Olevano Sul Tusciano Ermanno Mandarino e del medico ospedaliero Michele De Lucia. Per quanto riguarda la Camera dei Deputati, la squadra de La Destra prevede l’impegno dell’ex vice presidente della Nocerina calcio e commissario di Nocera Inferiore del partito Federico Marrazzo al sesto posto. A seguire al settimo posto l’avvocato di Scafati Laura Semplice che ricopre anche il ruolo di vice coordinatore provinciale del partito. Segue ancora undicesimo il commissario de La Destra Salerno Vincenzo Musto.

Poi ancora Mario Catalano di Serre, il responsabile organizzativo provinciale de La Destra Rodolfo Gnocchi di Montecorvino Rovella e il consigliere comunale di Giffoni Valle Piana Giuseppe Marrandino. Ancora saranno impegnati nella prossima tornata elettorale la psicologa Lisa Palumbo, il responsabile provinciale di Gioventù Italiana Pierpaolo Rispoli e il segretario cittadino di Cava Giuseppe Musumeci.

         Importante il risultato ottenuto dal segretario provinciale del partito Fausto Lucarelli che risulta essere la figura più importante del partito, dopo il consigliere regionale Carlo Aveta al terzo posto in Campania 1 e 2, che sarà impegnato nella battaglia elettorale al Senato. Per ottenere almeno un rappresentante nazionale in Campania La Destra deve raggiungere quota 3%. Un risultato alla portata del partito che in questi mesi è cresciuto in termini di interesse, di uomini e di consenso.

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ELEZIONI POLITICHE 23 e 24 FEBBRAIO 2013

LA DESTRA

CAMERA CAMPANIA 2

1 Francesco Storace
2 Teodoro Buontempo
3 Carlo Aveta
4 Antonio Mazzella
5 Giovanni Nicola Tommaselli
5 Federico Maria Marrazzo (Nocera Inferiore)
6 Laura Semplice (Scafati)
7 Maria Giuseppa Fullo
8 Ermelindo Romano
9 Serino Cesare
10 Vincenzo Musto (Salerno)
11 Pasquale Loffredo
12 Pasquale Amoroso
13 Marco Catalano (Serre)
14 Maria Carbone
15 Pietro Di Martino
16 Giuseppe Gallo
17 Rodolfo Gnocchi (Montecorvino Rovella)
18 Antonio Guido
19 Giovanni Mallini Mancino
20 Giuseppe Marrandino (Giffoni Valle Piana)
21 Giuseppe Mendillo
22 Giuseppe Musumeci (Cava de’ Tirreni)
23 Lisa Palumbo
24 Pierpaolo Rispoli (Vietri Sul Mare)
25 Filippo Sardisco
26 Marco Striano
27 Domenico Zullo

SENATO

1 Mario Andrea Vattani
2 Fausto Pio Lucarelli (Battipaglia)
3 Mario Gifuni
4 Sergio Nicola Marmorale
5 Franco Masucci
6 Marisa Pezzella
7 Giuseppe Russo
8 Emilio Valentino
9 Clemente Vinciguerra
10 Annibale Amatruda
11 Gabriele Cecere
12 Luigi Cimino
13 Luigi Cimmino
14 Raffaele Criscuolo
15 Flaminio Dato
16 Clemente De Angelis
17 Michele De Lucia (Salerno)
18 Luigi Gallo
19 Luciano Gentile
20 Rocco Guerriero
21 Pietro Lauro
22 Ermanno Mandarino (Olevano Sul Tusciano)
23 Pino Mondo
24 Michele Napoletano
25 Adele Presutti
26 Federico Reggio
27 Salatore Sorvillo
28 Maria Veronica Taliento
29 Andrea Testa

Salerno, 22 gennaio 2013

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. Mandiamoli tutti a casa
    di Sergio Di Cori Modigliani (Scrittore, giornalista, fotografo e pittore)

    “E’ la faccia virtuosa della rete, il capovolgimento del Senso, quella silenziosa rivoluzione civile di cui si parla spesso in maniera pomposa, accademica, a mo’ di statistica, vezzo high tech per vendere merci ai giovani e roba scontata per tutti. Evviva l’e-commerce.
    E’ il virtuale che influisce sul reale.
    E impone un cambiamento perché lo determina, per propria costituzione.
    E’ la sconfitta dei reazionari nostalgici, dei luddisti, di chi si nasconde dietro il paludato e senescente “ai miei tempi sì che…” perché –da questa piccola grande vittoria- esce definitivamente battuta la cosiddetta maggioranza silenziosa, sostituita per sempre dal nuovo caos provocato dalle striscette su facebook, dalle citazioni rubate, dallo sfogo bilioso, rancoroso, urlato, vomitato, alla ricerca spasmodica di un Senso: la nuova maggioranza rumorosissima e cacofonica, variopinta e confusionaria che siamo tutti noi.
    Per restituire un Significato alla nostra esistenza civile.
    E’ la rivoluzione silenziosa di cui la cupola mediatica non parla e che non accredita.
    Perché non lo può fare.
    Perché non vuole farlo.
    Perché, se lo facesse, dovrebbe certificare la propria sconfitta, il proprio inevitabile pensionamento e la conseguente messa in soffitta, battuta dalla Storia del progresso umano.
    In una società ingessata, ferma, paralizzata, da sempre stretta dalla morsa furba di una forzatura ideologizzata, che ha imposto per cento anni lo scontro tra fascisti e comunisti, moderati e progressisti, laici e clericali, irrompe sullo scenario civile italiano una massa policroma di gente comune, dove si scontrano e si incontrano frigide suorine e mignotte esperte, filosofi/e plurilaureati/e e carrozzieri analfabeti, casalinghe, impiegati, ladri di idee altrui e produttori timidi di idee proprie, settentrionali razzisti che scoprono –per caso- in un certo terrone la condivisione sorprendente di un’idea del mondo e della vita e fondano amicizie solidali considerate un tempo inusitate.
    E fanno, chi consciamente chi inconsapevolmente, ciò che per 50 anni non hanno fatto i rappresentanti auto-referenti di questa classe politica che mal ci rappresenta.
    Lo hanno fatto (lo abbiamo fatto) forse senza neppure renderci conto di ciò che stavamo facendo. Ma ci siamo riusciti.
    Ciò che non è riuscito ai magistrati, alle forze dell’ordine, ai comitati civici, a gruppi coraggiosi di locali organizzati, ebbene, è riuscito a tutti noi.
    A nostra insaputa.
    Perché (e questa è la grande notizia) è accaduto, è avvenuto, sta accadendo in queste ore in cui si arrampicano sugli specchi per metterci una toppa ma ormai per loro è troppo tardi. LI STIAMO MANDANDO A CASA FINALMENTE.
    Ed è soltanto l’inizio.
    E’ grazie a noi tutti internauti –nessuno escluso- ai bloggers, agli urlatori, ai disperati solitari chiusi nelle proprie tane del dissenso, ai feisbucchiani logorroici, agli spietati accusatori di un modello di vita che sa di morte, è grazie al web se tutto ciò sta accadendo.
    Con la copia in tasca (ben nascosta) dei sondaggi confezionati dai loro personali e privati consulenti della comunicazione, le mummie dei partiti prendono atto della indignazione popolare presente in rete e quindi si comportano di conseguenza.
    E così, il PD non candida Crisafulli, non candida la Brambilla e all’ultimo momento esclude 14 funzionari in odor di mafie perché sa che a furor di popolo verrebbero sbugiardati, insultati, avviliti, smascherati da tutti noi in rete.
    E così, il PDL si arrende e non candida più Scajola. Non candida più Dell’Utri. Non candida più Papa e da due giorni sono chiusi dentro una stanza per cercare di convincere Cosentino che il 16 marzo dovrà andare in galera come la Legge ha prescritto e non lo possono più candidare perché altrimenti ogni giorno sulla rete ci sarebbe chi ricorda ai cittadini che cosa fa che cosa ha fatto e che cosa vuole fare questo candidato.
    E così il centro spiega a Rutelli, che è meglio per lui scomparire per sempre dallo scenario politico e così annuncia “mi prendo un anno sabbatico per riposare”. (riposare da che? Quesito surrealista).
    E la Lega Nord è costretta a rinunciare a tre fondamentali capi bastone perché nelle pagine facebook leghiste la gente inferocita ha chiesto le loro teste.
    In tutto una cinquantina.
    Non molti, ma troppi, davvero troppi per loro. Anche se per tutti noi sono sempre troppo pochi, è il segnale del fiato sul collo che viene dalle invisibili bocche virtuali della nostra scandalizzata indignazione.
    Rompe l’accordo con Storace il senescente Pannella, travolto da una valanga virtuale di critiche, faccette su facebook, vomiti virtuali di rabbia radicale dei radicali. E la stessa marea di contestazioni si abbatte (da destra) su Storace nei gruppi strutturati del tifo fascista ed entrambi sono costretti a gettare la spugna di un matrimonio davvero osceno. Facebook e la rete li ha condannati alla rottura.
    Grazie a noi.
    Perché tutto ciò sta accadendo non grazie a una loro scelta, non grazie al lavoro della magistratura, non grazie al senso di responsabilità di un parlamento ridotto a carta straccia e mercato delle vacche.
    Se ne ritorna a fare l’omeopata il bravo Scilipoti che abbandona l’agone insultando tutti noi “mi immolo per impedire che sui cosiddetti social networks dilaghi la demagogia anti-democratica e populista”.
    Secondo loro, secondo le mummie, noi tutti saremmo “il populismo”.
    E’ ciò che gli storici chiamano, da sempre, “furore popolare”.
    Non vedremo mai più né Dell’Utri né Scilipoti né Scajola né Belsito né Rutelli né Rosy Mauro né Alfonso Papa in parlamento.
    A furor di popolo sono stati mandati a casa.
    E’stata la nostra rabbia bulimica a obbligare i comitati elettorali delle mummie.
    Cominciano a capire che –per loro- è iniziato il conto alla rovescia.
    Cominciano a rendersi conto che li stiamo mandando a casa tutti.
    E questo è soltanto l’inizio.”
    Sergio Di Cori Modigliani

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