Oggi è il giorno della Memoria. Si ricordano le Foibe

Le Foibe evocano un episodio triste. Una ferita nella storia degli uomini e  della democrazia.

Il valore della memoria per gli uomini democratici, è un punto fondamentale di impegno morale e civile e per fare in modo che non si ripetano mai più le tragedie del passato.

Foibe

Foibe

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

ROMA – La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale “Giorno del ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda, come viene definita, del confine orientale.

Per non dimenticare la tragedia delle Foibe e dell’Esodo degli Italiani da Istria, Fiume e Dalmazia, oggi 10 febbraio 2013  ricorre il “Giorno del Ricordo”, in tutte le Piazze e nei pressi dei monumenti in tutta Italia saranno deposte una corone in memoria, in particolare a Battipaglia il Sindaco Giovanni Santomauro, partendo alle ore 11.00 dalla Casa Comunale in piazza Aldo Moro. raggiungerà il monumento ubicato in Piazza Martiri delle Foibe  e deporrà una corona in ricordo dei caduti, e nell’occasione saranno ricordati gli Agenti di Pubblica Sicurezza Domenico Stanzione e Cosimo Motta di Battipaglia, vittime delle Foibe.

Foibe

Foibe

In questa giornata nel giorno del ricordo delle Foibe, l’eccidio di migliaia di cittadini  giuliano-dalmati, corre l’obbligo di esprimere alcune considerazioni per rafforzare il valore della memoria, che per gli uomini democratici, è un punto fondamentale di impegno morale e civile, soprattutto per fare in modo che non si ripetano mai più le tragedie del passato.

Le foibe. Cosa sono, le foibe? Quale episodio della storia evocano? Perché ricordarle?

Le foibe sono (caverne e aperture carsiche del terreno) il luogo in cui, alla fine dell’ultima guerra mondiale, furono uccisi e gettati, spesso dopo tantissime umiliazioni e le più atroci torture, migliaia di italiani. Gli eccidi ebbero due momenti: il primo, all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre 1943, quando si scatenarono vendette e rancori mai sopiti dopo 20 anni di italianizzazione forzata; il secondo, molto più grave per numero delle vittime, nella primavera del ’45, quando le truppe titine occuparono la Venezia Giulia, la Dalmazia, Trieste e parte del Friuli.

Parlare di questa triste pagina di storia che fortunatamente ha trovato spazio, sia pure in ritardo, nella storia degli orrori di cui l’umanità in generale deve ricordare e farne ammenda per superare la vergogna e cercare di dare spazio nella vita quotidiana alla libertà di espressione, a quella individuale e al rispetto verso tutte le altre libertà, ivi comprese quelle politiche e religiose.

foiba

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Il valore della memoria per gli uomini democratici, per la democrazia, per le libertà, è un punto fondamentale di impegno morale e civile e per le istituzioni poi è indispensabile. Per questi motivi è d’obbligo dare alle nuove generazioni i mezzi per conoscere le pagine più buie della nostra storia e fare in modo che non si ripetano mai più le tragedie del passato, bisogna impegnarsi perché il futuro sia fatto di certezze democratiche e che faccia proliferare idee di libertà, voglia di confronto civile, creando le basi per un terreno fertile per la crescita civile dei popoli e della società per il benessere di tutti.

Tratteggiare i caratteri generali di quanto è accaduto, è veramente difficile, così come resta da spiegare perché le foibe, sebbene radicate nella coscienza delle popolazioni giuliane, hanno determinato una memoria contrastata e divisa, e non sono invece entrate a far parte del patrimonio collettivo della nazione, e perché nonostante vi fossero contributi storiografici anche di spessore scientifico non sono stati capaci di uscire da quel ristretto circuito accademico che magari hanno portato, non a nascondere ma a deviare, la barbarie dei seguaci di Tito, che la storia ha condannato e che lo stesso mondo comunista poi, sia pure in ritardo, ne ha preso le distanze. Barbarie commesse nei confronti di migliaia e migliaia di cittadini, che si sono trovati nel momento sbagliato, con persone sbagliate, aberrate dall’odio, armate di una vendetta sanguinaria, cieca e ingiustificata, di cui ancora oggi risulta incomprensibile, e ancora oggi non si riesce a stabilire il numero di quelle persone, torturate, seviziate e barbaramente scaraventate o occultate nelle viscere di quella terra, diventata ormai un luogo triste e lugubre.

Le foibe Fucilazione

Le foibe Fucilazione

Può mai la rabbia, un’ideologia, un credo, una passione, consentire l’obnubilazione delle facoltà mentali che porta intere popolazioni a sopprimerne altre, e porta un’intera società a giustificarne le azioni, consentendo la impunità,  senza formulare un giudizio di condanna quantomeno dal punto di vista storico, atteso che non è possibile istituire tribunali speciali per condannare e punire i responsabili di allora.

Purtroppo la storia, quella ufficiale, la scrive chi la vince e la scrittura quando viene “imposta” lascia strascichi  polemici, odi generazionali e ferite difficili a rimarginarsi, ma fortunatamente la storiografia per la moltitudine degli studiosi che se ne occupa è difficile che possa far passare inosservate anche le pagine più buie e tristi, l’importante però è che una volta conosciute e fatta chiarezza vi sia la volontà di guardare al futuro e celebrare con a solennità con cui meritano quei fatti con l’esercizio della memoria, con il ricordo.

Le Foibe, rappresentano quella famosa pagina triste che ha lasciato una macchia, che fortunatamente uomini di coraggio a partire da Einaudi a Gronchi per finire ai nostri giorni con Scalfaro e Giorgio Napolitano, hanno in qualche modo riscattato. Con questo giorno è necessario ricordare che l’umanità deve usare gli occhi per guardare, le orecchie per ascoltare e la bocca per non tacere, anche se si tratta delle verità più scomode, per non alimentare quel “associazionismo” politico amorale che tende a giustificare ogni cosa purché venga dalla nostra parte.

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Celebrazione-giorno-della-memoria-2014-Grasso-Napolitano-Boldrini.j

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Celebrato in Senato il Giorno del Ricordo

ROMA – Alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è stato celebrato, nell’Aula di Palazzo Madama, il ‘Giorno del Ricordo‘, solennità nazionale e civile istituita nel 2004, in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, e delle vicende del confine orientale.

Alla cerimonia sono intervenuti il Presidente del Senato, Pietro Grasso, il Presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Antonio Ballarin, il professor Luciano Monzali dell’Università degli Studi di Bari e il Vice Ministro per gli Affari Esteri Marta Dassù.

Erano presenti il Presidente della Camera, Laura Boldrini, il Presidente del Consiglio, Enrico Letta e il Presidente della Corte Costituzionale Gaetano Silvestri.

Nel corso della manifestazione il Capo dello Stato, il Presidente del Senato e il sottosegretario al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, Marco Rossi Doria, hanno premiato le scuole vincitrici del concorso nazionale ‘La letteratura italiana d’Istria, Fiume e Dalmazia’ promosso dal Miur.

La cerimonia si è conclusa con l’esecuzione da parte del Maestro Uto Ughi dei brani di Pugnani, l”Allegro maestoso’ e di Tartini, ‘Il Trillo del diavolo’, accompagnato al pianoforte dal Maestro Marco Grisanti.

Roma, 10 febbraio 2014

2 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Mi dispiace farlo, ma vi mando questa correzione alla foto – la terza – che compare sul vostro sito in occasione del 10 febbraio – Giorno del ricordo. Ci parla di un’altra storia, accaduta nel 1942.

    La foto ritrae un plotone militare del Regio Esercito italiano, mentre sta fucilando cinque ostaggi sloveni nel villaggio di Dane vicino Cerknica, il 31 luglio 1942, durante l’occupazione italiana della città di Lubiana e della Slovenia meridionale (1941-1943). Erano le settimane della grande offensiva contro il movimento di liberazione sloveno. Nelle frazioni vicine negli stessi giorni ci furono molte altre fucilazioni, numerosi villaggi furono incendiati, molte famiglie deportate.

    Anche un’altra tra le foto storiche – la seconda – credo non riguardi i fatti legati al Giorno del Ricordo, ma non ne conosco i dati.

    Fonti:
    Tone Ferenc,“Si ammazza troppo poco”: condannati a morte, ostaggi, passati per le armi nella provincia di Lubiana : 1941-1943 : documenti, Ljubljana, 1999
    D. Mattiussi, L. Patat, M.Puppini, Una lunga notte 1942-1945 La collezione Erminio Delfabro, Gradisca, Gorizia, 2001
    Sito: criminidiguerra. It

    • Per la Sig.ra Marta Ivasic,
      non si dispiaccia. Ammetto di non essere a conoscenza dell’episodio e La ringrazio per averlo rilevato. Questo articolo poteva anche non contenere nessuna di quelle foto, il contenuto voleva solo evidenziare l’odio e le violenze che arrivano ad offuscare la mente fino a commettere crimini efferati, in nome di fedi religiose, di credi politici, o di odio razziale.
      Tutto qui e solo il pensiero che queste cose sono accadute, che accadono o possono riaccadere mi intristisce, mi spaventa e mi fa piangere dal dolore.
      Grazie per i sui rilievi.
      Massimo Del Mese

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