Nicola Vitolo: Più attenzione alle Politiche sociali

Per Vitolo (“A717 Battipaglia e Oltre”) più Politiche sociali, e avanza una serie di proposte innovative.

Vitolo: “Unire  le forze e aiutare le istituzioni e le associazioni del terzo settore a redarre un catalogo di servizi in grado di intercettare“.

Nicola Vitolo

Nicola Vitolo

di Massimo Del Mese (POLITICAdeMENTE)

BATTIPAGLIA“Mentre qualcuno perde ancora tempo in inutili e sterili polemiche, – scrive in una nota stanpa il candidato Sindaco dell’Associazione Politica “A717 Battipaglia & Oltre” Nicola Vitolo proprio mentre ci si “butta” sul PUC con la scusa di non essere commissariati e si approva le risoluzioni della Commissione Urbanistica voluta e composta dall’ex Sindaco di Battipaglia Giovanni Santomauro, facendo entrare dalla porta quello che si era cacciato dalla finestra, ignorando tutte le altre politiche che lasciano giorno per giorno Battipaglia indietro rispetto alle altre realtà cittadine limitrofe- il Nuovo Piano di Zona sta andando avanti  tra le conferenze dei servizi e la concertazione con gli operatori del settore. E’ bene concentrarsi sulla programmazione dei servizi soco-assistenziali e operare opportune modifiche per migliorare il regolamento del Piano.  Dobbiamo fare questo sforzo di programmazione seria e puntuale, affinchè  le esigenze della nostra comunità trovino le risposte e le proposte ad  essa più idonee.  La Tutela delle fasce deboli (anziani, disabili, bambini, disoccupati, malati, immigrati…) è  il primo obiettivo cui una comunità civile deve tendere e non può seguire la logica che vede le politiche sociali come unica occasione di clientela e di operazioni di piccolo cabotaggio. Questa logica va combattuta con tutte le forze  e con mezzi  soprattutto culturali e  politici offrendo le soluzioni ai problemi di chi ha realmente bisogno attraverso  programmi di inclusione, cura, e prevenzione, non con  progetti di mero assistenzialismo.

Dobbiamo unire  le forze e aiutare le istituzioni e le associazioni del terzo settore a redarre un catalogo di servizi in grado di intercettare:

  • le risorse comunitarie in materia di inclusione sociale
  • garantire che tutti i servizi vadano a gara per assicurare professionalità e trasparenza
  • realizzare  strutture per poliambulatori
  • creare progetti di inclusione  sociale dei cittadini disabili attraverso il “progetto di vita”in continuità con la scuola
  • creare centri di orientamento per  bambini e ragazzi e a supporto delle famiglie disagiate
  • privilegiare  il diritto all’istruzione  per tutti, contrastando in modo netto l’abbandono e l’evasione scolastica

Questa è un’occasione – prosegue Vitolo e fa una serie di proposte – per garantire i livelli assistenziali di cui necessita il nostro territorio. In questo è fondamentale la “governance” del PIANO  superando la logica che vede il potere decisionale attribuito solo  al comune capofila, e in maniera subordinata gli altri;  sarebbe opportuno che la concertazione avvenga  con pari dignità tra enti locali, associazioni e cooperative.

 Per  i motivi su esposti propongo:

  • la modifica delle modalità di voto per i comuni, con il voto ponderato per  popolazione e la consultazione permanente del Terzo settore per verificare la qualità e le modalità di affidamento dei servizi;
  • di prevedere un regime transitorio dagli ambiti di provenienza;
  • di istituire sportelli del nuovo ambito per gli utenti in tutti i comuni partners;
  • che il coordinamento del Piano possa essere convocato anche negli altri comuni e non solo nel comune capofila.

Inoltre – Conclude nicola Vitolo, candidato Sindaco dell’Associazione “A71 Battipaglia e Oltre” – in un’ottica di diritto all’uguaglianza , una “partita importante” è rappresentata dall’accesso ai servizi con modalità agganciate sia all’ISEE, indicatore di ricchezza equivalente,  che al grado di disabilità connesso con il livello di autonomia (“Non c’è nulla di più ingiusto che  fare parti eguali tra persone  diseguali”).E’ necessario stabilire il numero effettivo di utenti per l’assistenza domiciliare  e su questo programmare l’ADI. Bisogna inoltre  risolvere immediatamente  il serio problema della carenza di insegnati di sostegno o che coprono solo parzialmente l’orario scolastico per i bambini disabili e il ritardo dell’assistenza specialistica nelle scuole all’inizio dell’anno scolastico”.

Battipaglia, 24 settembre 2013

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