S. Nicola Varco-Rosania e Scala:dimissioni della De Felice

Rosania e Scala: “alla luce di questo clamoroso fallimento l’assessore De Felice non ritenga di dover rassegnare le dimissioni?”

EBOLI – Riceviamo e pubblichiamo il Comunicato Stampa che segue dei Consiglieri Regionali Gerardo Rosania e Antonio Scala de La Sinistra -Mps – SD Se, circa lo sgombero dell’area ex Mercato Ortofrutticolo di S. Nicola Varco,  in agro del Comune di Eboli, di proprietà della Regione Campania. Rosania e Scala, per questa iniziativa che va solo a scapito dei poveri extracomunitari, tra l’altro sfruttati da imprenditori Agricoli senza scrupoli, e pagati nella maggior parte dei casi per pochi Euro (25) per 12 o 14 ore lavorative nei campi, come molte indagini giornalistiche hanno portato alla luce, non ultima quella di “passwor” su Rete4, chiedono le DIMISSIONI dell’Assessore Regionale alle politiche Comunitarie ed Immigrazione Alfonsina De Felice.

Comunicato Stampa

Gerardo Rosania

Gerardo Rosania

”Questa mattina verso le 8,30 un esercito costituito da carabinieri, polizia e Guardia di Finanza, si e’ mosso per sgomberare l’area dell’ex Mercato di San Nicola Varco in Agro Eboli. E’ una operazione che assolutamente non risolve il problema dei circa 800/900 lavoratori extracomunitari che in quel ghetto avevano rifugio vivendo in condizioni disumane nel disinteresse delle istituzioni a tutti i livelli.

Questi lavoratori avevano due sole colpe: uno avevano la pelle scura, due non avevano il diritto di voto. A seguito di questa ‘brillante’ operazione che, alla fine avra’ comportato venti o trenta espulsioni e che adesso circa 800 lavoratori girano senza dimora per la Piana del Sele.caporali,fenomeno caporalato,ghetto s. Nicola Varco,Piana del Sele,sindacato,CGIL,Caritas,

I caporali le vere figure illegali, i veri delinquenti che dovrebbero essere perseguiti avevano gia’ provveduto in nottata a far sgomberare il ghetto di San Nicola, a gruppi di quattro o cinque lavoratori. Le conseguenze dal punto di vista sociale saranno drammatiche. A questi lavoratori senza alcuna tutela, oggi a maggior ragione, soggetti al ricatto dei ‘caporali’, vengono negati i diritti elementari. Diritti legati al diritto alla salute, al diritto alla retribuzione, al diritto all’istruzione.

Nel ghetto di San Nicola, la presenza delle organizzazioni sindacali, in particolare della Cgil, consentiva un minimo di tutela di questi lavoratori. Lavoratori che dall’alba al tramonto per dieci ore lavoravano nei campi della fertile Piana del Sele.

Da tempo avevamo chiesto che si mettesse in campo una strategia di evacuazione umana che facesse i conti con il fatto che stiamo parlando di persone. Avevamo chiesto che fossero individuati nella Piana del Sele strutture pubbliche, dove si potessero alloggiare piccoli nuclei di lavoratori, ospitati a San Nicola Varco con la collaborazione delle organizzazioni sindacali e delle associazioni di volontariato come la Caritas, per esempio, sempre presenti su questa questione.

Avevamo chiesto che ci fosse un intervento di tutti i livelli istituzionali dal Comune alla Regione, presso le aziende agricole, dove questi lavoratori prestano la loro opera, affinché ognuna di esse ospitasse nell’azienda i propri lavoratori, cosi’ come un tempo avveniva con i nostri braccianti. Si e’ preferita un’altra strada. Una strada che serve soltanto ad avere la prima pagina dei giornali, per qualche giorno e che ‘se ne frega’ clamorosamente di quegli esseri umani abbandonati a se stessi e al controllo del capolarato.

Antonio Scala Cons Regionale SL

Antonio Scala Cons Regionale SL

La Regione, in questi mesi, con un grande battage pubblicitario aveva annunciato accordi con il Comune di Eboli. Aveva annunciato lo stanziamento di centinaia di migliaia di euro per affrontare il problema di San Nicola Varco. Aveva annunciato l’acquisto di prefabbricati per migliorare le condizioni di vita quotidiane di queste persone. Ci chiediamo a cosa sono serviti quei soldi? Ci chiediamo quale era la strategia di risoluzione del problema di San Nicola Varco, concordato tra Comune e Regione? Era per caso lo sgombero in massa del ghetto senza dare alcuna risposta al problema dei lavoratori che li’ dentro avevano trovato rifugio? Ci chiediamo chi adesso dovrà custodire l’area sottoposta a sequestro giudiziario? Circa venti ettari, e con quali soldi? E per quali fini?

Noi siamo sempre stati convinti che San Nicola Varco debba essere restituita ad una’attivita’ produttiva. Per noi resta valida l’ipotesi del Polo Agroalimentare (tornare a chiedere e lo faremo con una apposita interrogazione in Consiglio Regionale all’assessore all’Agricoltura, a che punto sono le pratiche e i finanziamenti per questa struttura che la Piana del Sele aspetta da anni , se ne’ parla dal 1999).

La fotografia per chi stamattina e’ a San Nicola Varco e’ questa: da un lato lavoratori extracomunitari che dall’alba stanno lavorando in nero, in un campo, raccogliendo ortaggi; davanti a noi lavori per la realizzazione di una mega struttura di vendita su cui non piu’ di due mesi fa il quotidiano ‘Il Mattino’ aveva pubblicato un articolo che, poneva dei dubbi sulla ‘cristallinita’ dell’impresa’; dall’altra parte un esercito di poliziotti, carabinieri e finanzieri che cacciano dei ‘poveri cristi’ dalla pelle nera che vanno via portando sulle spalle la loro valigia di cartone in cui c’e’ tutta la loro vita”. ‘

‘Ci chiediamo se l’assessore regionale De Felice fosse stata avvertita dello sgombero di questa notte, visto che questa area e’ proprietà della Regione? Ci chiediamo se alla luce di questo clamoroso fallimento l’assessore De Felice non ritenga di dover rassegnare le dimissioni che diventerebbero addirittura necessarie se ella era a conoscenza delle operazioni di sgombero? Non a caso chiediamo in via d’urgenza che l’assessore venga a riferire in Consiglio Regionale”-.

I consiglieri Regionali de La Sinistra -Mps – SD Se

Antonio Scala

Gerardo Rosania

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