Sinistra Unita e Rifondazione: Le “macerie” da cui partiamo…. Per ricominciare!

A Eboli è dramma sociale. Da questo dovrebbero partire i Partiti, chi vuole candidarsi a Sindaco: Dalle “macerie ” da cui partiamo …. Per ricominciare!

Tutti gli indici della Città sono saltati: La disoccupazione è al massimo, quella giovanile peggio ancora.E’ ripreso il flusso migratorio verso il Nord  e i Paesi stranieri. La popolazione residente è in calo, gli immigrati al 9%. Diminuita la natalità, aumentano gli anziani.

Gerardo Rosania

Gerardo Rosania

da (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – “Fra qualche mese – Si legge in una nota politica di Rifondazione Comunista e Sinistra Unita il movimento di cui è leader l’ex Sindaco di Eboli Gerardo Rosaniagli Ebolitani saranno chiamati a scegliere un nuovo Sindaco ed un nuovo Consiglio Comunale. La speranza è che questa volta gli elettori guardino al “programma“, al “che fare”, per risollevare una città stremata da dieci anni di cattiva amministrazione e di gestione approssimativa della cosa pubblica.

Ma … In questi giorni stiamo assistendo ad uno spettacolo indecoroso di personaggi politici locali, nessuno dei quali rappresenta elementi di novità, che fanno a gara a candidarsi, o meglio ad autocandidarsi. In questi giorni è partita la lunga campagna elettorale di qualcuno che già nel 2010, si stima, spese oltre 100 mila euro per la candidatura a sindaco, che ha riempito  la città di manifesti colorati in cui abbondano gli slogan… Nessuno di questi, però, dice cosa vuole fare per questa città. Non una parola sui drammi di Eboli, sui fenomeni sociali ed economici che la attraversano. Non una parola sul programma!

Eppure la situazione dalla quale si parte è quella di “un cumulo di macerie” in cui in questi anni è stata ridotta Eboli. I dati stanno là a confermarlo drammaticamente:

Il primo dato che sta là a confermarci la gravità della situazione è quello della disoccupazione: stiamo circa al 30% di disoccupazione complessiva (uno dei dati peggiori della provincia di Salerno che si ferma al 17,6%, seppure con un incremento impressionante negli ultimi sette anni: era l’11,7% nel 2007). Se poi guardiamo al dato della disoccupazione giovanile, esso diventa davvero spaventoso: circa il 70% dei giovani ebolitani non riesce a trovare occupazione.

Questi dati si riverberano, poi, nei processi sociali e demografici:

E’ ripreso un flusso migratorio, che sembrava essersi arrestato agli inizi degli anni 2000, e che oggi si presenta particolarmente massivo. Mentre nel 2002 verso l’estero da Eboli partivano 0 (zero) persone, nel 2013 ne sono partite 84. Si sono aggiunte alle 716 che nello stesso 2013 sono andate via, dirette verso altre regioni d’Italia. 

In un anno abbiamo perso oltre il 2% della popolazione residente!

Quelli che emigrano sono soprattutto giovani, e per la stragrande maggioranza si tratta di diplomati e laureati.

La situazione economica si ribalta, anche, sugli stessi indici di natalità: nel 2002 nascevano ad Eboli 420 bambini, nel 2013 siamo a 379 bambini, con un calo netto di natività di oltre il 10%. l’indice di natalità, che nel 2002 era pari all’11,7 per mille abitanti,  scende nel 2013 al 9,8 per mille, con un calo di circa 2 punti (nello stesso periodo Battipaglia che pure registra uno dei peggiori dati della provincia, scende solo di 1,4 punti.).

La ripresa dell’emigrazione, soprattutto giovanile, da un lato, e la riduzione degli indici di natalità dall’altro hanno portato ad un invecchiamento della popolazione residente: nel 2002 la popolazione ebolitana al disotto del 14 anni rappresentava il 17, 5% del totale, quella in età compresa fra i 14 anni ed i 65 anni rappresentava il 68,7% e quelli al di sopra dei 65 anni rappresentava il 13,8%. Nel 2013 i rapporti si invertono:   fino a 14 anni il 15% della popolazione (con una riduzione netta di 2,5 punti) quella fra i 14 ed i 65 anni si mantiene al 68,8% (uno 0,1 % di aumento!) mentre quelli al di sopra dei 65 anni rappresentano il 16,2% della popolazione totale (un aumento di 2,4%);

Questo dato di invecchiamento viene confermato dall’indice di invecchiamento: se nel 2002 ogni 10 giovani fino a 14 anni, vi erano 78,7 anziani sopra i 65 anni, nel 2013 quell’indice diventa pari a 108.

Se poi guardiamo all’indice di dipendenza strutturale (ossia le persone che non lavorano, per ogni 100 persone che lavorano) salito al 45,3% (nel 2011 era fermo al 44,4%), abbiamo l’idea di una città nella quale trovare una possibilità occupazionale diventa sempre più difficile.

Né le cose vanno meglio in termini di ricambio delle persone attive: l’indice di ricambio, che nel 2002 era pari al 67%,  nel 2014 è pari al 99,8%  (quanto più il dato è vicino a 100 tanto meno vi è ricambio nel mondo del lavoro).  E questo elemento è drammaticamente confermato da un altro indice: quello di invecchiamento della popolazione attiva: se nel 2002 per ogni 100 giovani nella popolazione attiva vi erano 76,6 persone attive “anziane”, ora questa percentuale è salita al 101,9%;

Un vero dramma sociale quello che si sta consumando nella nostra città.

La popolazione cresce, passando dai 35.884 abitanti del 2001 ai 39.264 del 2013 solo grazie al processo migratorio, che è particolarmente aumentato in questi anni: se nel 2004 i cittadini stranieri residenti ad Eboli erano pari al 2,6% della popolazione, nel 2013 siamo arrivati al 9,6% .

In sostanza i dati ISTAT degli ultimi 10 anni ci consegnano una città che si e’ profondamente impoverita, anche rispetto a ciò che e’ avvenuto nelle realtà a noi vicine o nell’intera provincia di Salerno. Una città preda di una crisi economica drammatica, pagata in termini di aumento della disoccupazione, in particolare quella giovanile, di aumento dell’emigrazione ( ancora una volta soprattutto giovanile!), di riduzione ed invecchiamento della popolazione attiva, di invecchiamento complessivo della popolazione.   Da un lato pesa la fuga dei nostri giovani,  dall’altro la riduzione drastica degli indici di natalità perché le giovani coppie hanno difficoltà a mettere in atto un progetto familiare. Questi ultimi dati, legati all’invecchiamento della popolazione attiva ed allo scarso ricambio della popolazione occupata, comportano, inoltre, una progressiva “impermeabilità” dell’occupazione locale alle novità metodologiche e culturali che l’introduzione dei moderni sistemi informatici ha comportato.

Da questo, allora, dovrebbe partire una forza politica che si vuole candidare al governo della città. Da qui dovrebbero partire i tanti candidati a Sindaco di Eboli, di cui abbiamo letto in queste settimane. Chi si candida oggi deve fare i conti con questi dati e dire agli ebolitani cosa vuole fare per ribaltare l’andamento di  processi economici e sociali così drammatici. Bisognerebbe avere in testa un programma, un disegno della città  che apra prospettive di sviluppo e di speranza per i giovani.

Fino ad ora questa proposta programmatica non l’abbiamo colta! Al di là di qualche logoro slogan, che in questi giorni spicca sulla mura della città, nulla abbiamo visto. Noi di “Rifondazione comunista” e di “Sinistra Unita” abbiamo deciso di  invertire questo pessimo modo di fare politica.

Noi siamo partiti proprio dal programma, dal  “che fare”;  ed in questi giorni  presenteremo pubblicamente  la nostra “bozza” di progetti che sottoporremo alla discussione dei “politici”. Almeno proviamo a far discutere tutti questa miriade di “aspiranti amministratori“, di qualcosa che vada oltre il:  “il sindaco lo faccio io !”….”.no!  Lo faccio io. Tu fai l’assessore e quell’altro fa il capogruppo!”, che è lo spettacolo veramente malinconico di questi mesi! 

Ma, soprattutto, – conclude il documento congiunto di rifondazione Comunista e Sinistra Unita – sottoporremo il programma ai cittadini di Eboli, alle forze produttive, sociali, professionali e culturali di questa città per cambiare completamente il clima della discussione, e per dire  a tutti cosa vogliamo fare noi per risollevare la città dalle “macerie” in cui e’ stata ridotta in questi anni!”

Eboli, 17 novembre 2014

4 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Partendo dal presupposto che la stessa amministrazione Rosania è stata concausa del dramma sociale evidenziato dai dati ISTAT, bisogna però riconoscere che rispetto alla denuncia di vuoto programmatico e contenutistico, ha perfettamente ragione.
    Sarò stato poco attento ma al di là di personalismi e battaglie di posizione, non ho avvertito nessuna proposta politica di rilancio del paese. Cuomo dice che dobbiamo essere più prolifici, Cariello ci ricorda che dobbiamo meritarci Eboli e i riformisti, ci illuminano dice dovi che è assolutamente auspicabile abbandonare la vecchia politica………………..
    Mi sono perso qualcosa?

  2. Quando le fondazioni sono quello che anche tu caro Gerardo hai contribuito a costruire la prima folata di vento procura macerie…tu sei stato l’artefice del passaggio del testimone indicando in Martino Melchionda la tua continuita’….(comizio a Porta Dogana)….adesso per ricostruire cospargetevi il capo di cenere, fate un bagno di umiltà’, fate tutti un passo indietro è cercate di indicare trasversalmente delle nuove generazioni….che possano portare una ventata di entusiasmo, onestà’ e voglia di fare….ovviamente questo invito e’ rivolta anche a destra….dove i nomi sono sempre gli stessi…non i cognomi…
    Credo che sia arrivato il momento che gli ebolitani…quelli veri si sono rotti il c…..o

  3. Cari compagni più concretezza e meno fuffa,stiamo sull’orlo di un baratro debitorio fatto anche da voi.
    Certo in buona fede e con opere strutturali in eredità ma la scelleratezza sul prg ci ha mortificati per annni

  4. Caro vincenzo petraglia noto che sei uno dei pochi ebolitani che ha il CORAGGIO di dire quello che pensa. A nome mio e dei miei amici (che la pensano come te ma non vogliono esporsi visto il clima che si è creato ad eboli negli ultimi anni)ti facciamo i COMPLIMENTI

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