È Fuga: 10 parlamentari lasciano il M5S e Grillo. Si costituisce Alternativa Libera

9 Deputati e 1 Senatore hanno abbandonato Grillo e il M5S, hanno aderito al Gruppo Misto e si riuniscono in “Alternativa Libera”.

Tra espulsioni e abbandoni ci si chiede: quanti ne resteranno con Grillo e Casaleggio? Intanto i fedelissimi di Beppe Grillo pensano che dietro questa sollevazione c’é il Sindaco di Parma Federico Pizzarotti.

Eleonora Bechis e Walter Rizzetto

Eleonora Bechis e Walter Rizzetto

da (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

ROMA – È fuga dal Movimento 5 Stelle, da Grillo e da Casaleggio. “Chiamateci Alternativa Libera“, “Siamo un cantiere aperto”, dicono 9 Deputati e 1 Senatore che ufficialmente hanno abbandonato Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle per riunirsi nel Gruppo Misto.

Hanno spiegato in conferenza stampa alla Camera motivando le ragioni dello strappo dal Movimento 5 Stelle. I nove deputati, che rappresentano i dissidenti storici: Tancredi Turco, Walter Rizzetto, Mara Mucci, Aris Prodani, Samuele Segoni, Eleonora Bechis, Marco Baldassarre, Sebastiano Barbanti, Gessica Rostellato, mentre il Senatore Francesco Molinari, che comunque per il momento sta sull’uscio delle porta e che probabilmente se la chiuderà dietro solo dopo l’elezione del Presidente della Repubblica, hanno aderito al Gruppo Misto classificandosi però come “Alternativa Libera“. I dieci fuoriusciti ritengono che “i Vertici abusivi hanno tradito i valori del Movimento“.

Tra espulsioni e abbandoni ci si chiede: quanti ne resteranno con Grillo e Casaleggio? Ad oggi sono così 17 i parlamentari che si sono chiamati fuori dall’M5S alla Camera e 18 al Senato, di questi, solo tre hanno aderito ad altri partiti come: Fabiola Anitori che ha aderito a Ncd; mentre Lorenzo Battista al Gal e Bartolomeo Pepe ai Verdi; gli altri come loro sono stati accusati di volta in volta di essere traditori, di non rendicontare, di vendersi per pochi denari, e così tra uno scontrino e l’altro si sono trovati sul Blog di Beppe Grillo e, dicono, senza un minimo di discussione è stato comunicato come si sarebbero dovuti comportare per l’elezione del Capo dello Stato.

La notizia è stata subito battuta da tutte le agenzie di stampa e oltre al risentimento dei fedelissimi di Grillo, Luigi Di Maio, Alberto Fico, Andrea Cioffi, il capogruppo alla Camera Andrea Cecconi, Daniel Pesco, Daniela Donno, Angelo Tofalo, ecco che arriva il commento di Fulvio Lorenzetti di Crema, Coordinatore Nazionale di “Alternativa per l’Italia“, un Partito tra l’altro che ha anche partecipato alle elezioni politiche: Beh…. – dice Lorenzetti – non è mai troppo tardi! ma una vera Alternativa deve poggiare su 4 chiare fondamenta:

  • Patria, Stati Unitari d’Europa da Italiani insieme alle nazioni dell’Europa;
  • Famiglia, a pietra d’angolo della società civile;
  • Rigore morale, il cittadino al centro del servizio della Politica allo Stato l’incarico per l’interesse della nazione;
  • Libertà, il Diritto inalienabile di essere protagonisti della propria opinione.

Lorenzetti dice chiaramente che non crede a questa operazione, così come i grillini “fedeli” pensano che dietro questa sollevazione c’é il Sindaco di Parma Federico Pizzarotti, proprio perché egli nega ogni suo coinvolgimento e soprattutto perché i fuoriusciti dissidenti sono stati tutti presenti all’open day del dicembre scorso di Pizzarotti. Pizzarotti è il primo dei critici ma nonostante tutto non vuole essere etichettato come oopositore interno al Movimento e soprattutto aspettava la mossa dei colleghi per valutare se unirsi o meno al nuovo progetto.

Roma, 28 gennaio 2015

13 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. pensate che bidone ,se fosse un tranello preordinato da Grillo,se in sede di votazione critica,i 9 votassero contro le aspettative renziane.
    Io strategicamente il tranello lo avrei concepito così per incenerire la ridicola ὓβρις del giamburrasca di Fiorenza.Una bella coppiola nelle chiappe !

  2. Si sta liquefacendo!!!!!
    La demagogia è vuota e senza una vera alternativa non si va avanti, tutti slogan dilibertà all’esterno e autocrazia interna nella più classica becera incoerenza.
    Il M5S continua a nascondere la testa sotto la sabbia, a parlare di ipocrisia ed etica, quando invece dovrebbe rendersi conto delle enormi contraddizioni che lo dilaniano:
    1. A cosa servono centinaia di parlamentari -pagati dai cittadini- se poi le decisioni non vengono discusse ma vengono prese dall’alto, da Grillo e dal consultorio.
    2. Grillo non doveva essere solo il megafono del movimento? A me pare che abbia un ruolo esecutivo, prendendo iniziativa e decisioni, questo non è ipocrita (oltre che eticamente sbagliato) visto che secondo i criteri adottati dal M5S lui non sarebbe nemmeno candidabile?
    3. Sarebbe forse il caso di rivedere i criteri per scegliere i candidati, vista l’emorragia che sta colpendo il M5S? il M5S sta all’opposizione, figurarsi se fosse stato un partito di governo, manco due mesi durava. Visto che il movimento fa firmare accordi illegali che sono carta straccia, sarebbe forse il caso di pensare ad un sistema migliore di selezione e discussione interna, se davvero aspira a governare questo Paese.
    S’illudevano di aprire una scatola di tonno, e invece si ritrovano ad insultarsi ed a cacciarsi tra parlamentari, tra elettori, tra parlamentari ed elettori, tra elettori e parlamentari.
    E’ Grillo che ha tradito i suoi elettori. Solo lui, promettendo un radicale cambiamento della politica italiana che invece è peggiorata.

  3. Gli attivisti del M5s dal 2009 in avanti hanno condiviso un sogno, un sogno programmatico basato sugli impegni di un programma scritto e condiviso, e su un esperimento di democrazia diretta forse mai tentato in tutto il mondo prima. Certamente un esperimento, e certamente altro rispetto a tutto quello che fornisce il panorama politico italiano, nel bene e nel male. Come cittadino, mi sono sentito tradito dal M5s? Non credo proprio. se guardiamo tutte le varie battaglie portate avanti negli interessi dei cittadini, sfido chiunque a trovare mai un voto contro quanto dichiarato nel programma elettorale e di governo. Mi sento tradito da Grillo? Non mi sento tradito da una persona che ha scelto di non candidarsi direttamente, ma che ha creato dal nulla senza soldi pubblici e con tanta passione una forza politica che ha trovato nel 2013 il consenso del 25% degli italiani, senza alcun compromesso con le lobby criminali, politiche, della stampa che governano questo Paese. Ci si aspettava qualcosa di diverso dal M5s, ossia un compromesso mafioso che garantisse qualche poltrona a qualcuno? Spiace constatare a tanti che questo non è avvenuto. Ci si aspettava una evoluzione verso una forma simil-partito, maggiormente organizzata sui territori? E’ vero. E’ una richiesta che proviene da mesi dai vari territori, che spesso si sentono senza punti di riferimento. Come è vero che Grillo e Casaleggio, a torto a ragione, sono sempre stati e continuano ad essere ferocemente contro questa evoluzione, e lo dicono apertamente quando sottolineano che a chi non sta bene può andarsene in qualsiasi altro partito. A molti questo sembra un atteggiamento prevaricatore, prepotente e dittatoriale. Invece, guardando la rappresentazione della realtà da un altro punto di vista, potrebbe essere una strenua difesa del progetto originale, contro le correnti che tirano verso una evoluzione verso una forma che già tutti definiscono come “partito”. Non nascondo che alcune piccole concessioni verso una forma “partito” cominciano ad apparire. Lo stesso ruolo dei membri di quello che oramai tutti chiamano impropriamente “direttorio” è quello di spingere verso una forma del MoVimento leggermente più organizzata di come è attualmente. E questi piccoli tentativi sono già fonte di mal di pancia da parte di coloro (come quelli che sono andati via, e che andranno via in futuro) che credono di valere qualcosa di più di semplici collaboratori di un progetto semplicemente perchè il loro ruolo gli fa credere di poter essere molto più importanti di quello che sono. Si può criticare la logica dell’ognuno vale uno? Anche noi attivisti del M5s lo facciamo spesso, quasi quotidianamente. Questo è un pregio ma è anche un enorme difetto, e la cosa andrebbe molto approfondita nei dettagli. In ogni caso, la rappresentazione della fuga da Grillo è molto elementare e serve solo per togliersi un peso dalla coscienza dal rifiuto di voler rappresentare la realtà italiana nella sua interezza. Questo richiede impegno, costanza e capacità di analisi a 360 gradi anche al di fuori della rappresentazione di comodo che per semplicità viene fornita dai mezzi di informazione. Ad ogni modo, le numerose fuoriuscite rappresentano un segnale di libertà. Preferisco sempre cento fuoriuscite dal M5s di liberi cittadini che non condividono più il progetto politico del M5 a centinaia di votazioni di parlamentari di altri partiti politici che hanno sottoscritto un programma con gli elettori e lo tradiscono ogni giorno con votazioni di fiducia in bianco semplicemente per salvare la poltrona o magari per garantirsi un futuro seggio in Parlamento o in qualsiasi altra istituzione per puro interesse personale.

    • Per Giuseppe Nobile,
      premettendo che bisogna osservare il massimo rispetto per le vicende interne ad un Partito, un movimento o qualsiasi altra forma associativa, ma nello stesso tempo poichè gli stessi per la loro natura interagiscono con la società, l’economia, le istituzioni, diventano di interesse pubblico e per questo non si può farne a meno di osservare gli indirizzi, le azioni, le strategie, e trarne delle opinioni che non escludono affatto le critiche.
      Pertanto, pur riconoscendo il carattere alternativo del M5S e le motivazioni che hanno spinto, sulla base delle critiche esposte e portate avanti con molta determinazione e altrettanta capacità di convinzione da parte di Beppe GRILLO, che hanno spinto milioni di italiani a votarlo, va detto che il Movimento per come si presenta al momento non è né carne ne pesce, nel senso che non è più movimento e non è nemmeno un Partito.
      E se Giuseppe Nobile o altri come lui non si sentono traditi ne dà Grillo e ne dalle risoluzioni politiche ispirate da Grillo, non impedisce che altri lo siano, prova ne è la flessione che si è registrata dalle ultime politiche in poi. Allo stesso modo va sottolineato che se non si sentono traditi è perchè in questo momento la si pensa allo stesso modo di Grillo, Casaleggio, il blog e in ultimo il Movimento, arrivando a dire che chi non la pensa così altro non ha che da fare che andarsene.
      Immagino che non si voglia giungere al pensiero unico, tra l’altro a distanza e telematico. Se così è, è preoccupante, immagino invece che in un Partito, in un movimento, associazione o altro, si debba avere un apporto plurale e mai prevalente per forza e numeri semmai per idea e condivisione ma assolutamente “ad excludendum” al punto tale da espellere chi non condivide in quel momento o in più di un momento una proposta, una iniziativa, una strategia o magari costringerlo ad andarsene perchè non graditi, vieppiù se questi vogliono continuare a partecipare ma differenziandosi nelle modalità e non assolutamente su votazioni o posizioni esterne ufficiali se si sono osservati i percorsi democratici.
      Così facendo, poichè la politica non è più dettata dalla programmazione ma influenzata dallo quotidianità dei temi, quindi tematica, si troverà sempre chi non è d’accordo, è nella logica dei numeri, quindi, poco per volta si finirà per espellere tutti fino poi ad espellersi da soli sia Grillo che Casaleggio.
      La distorsione, registrando quel che accade, sta proprio nel fatto che il M5S non è né un movimento e ne un Partito, dove tutti potrebbero dire quel che pensano e non solo chi è nella “rete”.
      Anche rispetto a questo, si ha l’impressione è di più, che il M5S sia “dipendente” dal blog di Grillo, che se fosse l’organo ufficiale del movimento o del Partito se ne potrebbe comprendere le ragioni di interventi politici, ma poichè così non è sembra vi sia una forte incidenza che pone lo stesso movimento subalterno al blog.
      Se fosse l’organo ufficiale del M5S dovrebbe avere un’altra struttura e lascio immaginare quale e come dovrebbe essere.
      C’è da dire anche che l’autorevolezza di Grillo travalica una qualsiasi organizzazione che purtroppo però non esiste e se esiste non ha nessuna rilevanza proprio per la natura esplosiva del personaggio Grillo.
      Questo ovviamente fa apparire il Movimento come un organo a sovranità limitata e in più chiuso su se stesso, prigioniero delle sue regole Ferree che esclude dai processi decisori anche persone che sono vicine ma che non si sono volute registrare e quindi estranee alla così detta “rete” quindi escluse dai forum, esclusi dalle decisioni, escluse dalla partecipazione e esclusi anche da possibili presenze in liste comunali, regionali o nazionali facendo apparire il Movimento settoriale addirittura una lobby.
      Purtroppo queste osservazioni non sono solo mie, sebbene le mie simpatie verso il movimento sono palesi, ma appartengono a tanti CHE per queste specifiche ragioni restano ai margini.
      Ultima notazione rispetta alla stampa o al mondo della comunicazione,anche questo è da vedere.
      Infatti Politicademente è uno dei pochi siti che oltre a veicolare informazioni per la sua alternatività ha veicolato anche altro dando particolare rilievo al M5S. Sicuramente in Italia c’è ne saranno altri, e se 1.500.000 visitatori unici del mio sito non sono cosa da poco puoi immaginare il resto.
      credo invece che si debba lavorare perchè tutti soggetti politici che concorrono a partecipare all’agone politico debbano essere quanto più aperti è possibile e quanto più plurali è possibile.
      Massimo Del Mese

  4. Mi sento tradito da Grillo? Non mi sento tradito da una persona che ha scelto di non candidarsi direttamente. Parole del Sig.Giuseppe Nobile. Devo riconoscere l’onestà mentale che traspare dal suo intervento, ma cre4do che il suo intervento rafforzi le considerazioni dell’Avv.Naponiello. Grillo “ha SCELTO DI NON CANDIDARSI ???” Veramente un cittadino con condanne definitive ( Vedi Berlusconi)NON PUO’ CANDIDARSI. Per candidarsi un cittadino italiano deve presentare un Certificato del Casellario Giudiziario PULITO, INTEGRO, SENA MACCHIA, che testimoni la sua ONORABILITA’ ( Costituzione Italiana). E la lista dei guai giudiziari di Grillo è lunga.

    – Omicidio Colposo

    Il giorno più nero per Grillo è quello del 7 dicembre 1981 quando perse il controllo del suo fuoristrada mentre percorreva la strada militare che da Limone Piemonte porta sopra il Colle di Tenda. Il veicolo scivolò su un lastrone di ghiaccio e cadde in un burrone profondo ottanta metri. A bordo con Grillo c’erano quattro suoi amici genovesi con i quali stava trascorrendo il fine settimana dell’Immacolata. Grillo si salvò gettandosi fuori dall’abitacolo prima che l’auto cadesse nel vuoto e, contuso e in stato di choc, riuscì a chiamare i soccorsi. Tre dei suoi amici rimasti nell’auto persero la vita: i coniugi Renzo Giberti e Rossana Guastapelle, rispettivamente di 45 e 33 anni, e il loro figlio Francesco di 9 anni. Il quarto, Alberto Mambretti, 40 anni, fu ricoverato con prognosi riservata a Cuneo.

    Tre settimane dopo l’incidente, per Grillo scattò l’incriminazione per omicidio plurimo colposo. Nell’ottobre 1982 la perizia ordinata dal giudice istruttore suggerì che Grillo era colpevole di non aver fatto scendere i suoi passeggeri prima di affrontare il tratto di strada più pericoloso. Per questo il 28 settembre 1983 il comico genovese viene rinviato a giudizio. Il processo di primo grado si concluse con l’assoluzione di Grillo per insufficienza di prove. Poi, in appello, il 14 marzo 1985 Grillo fu condannato per omicidio colposo a quattordici mesi di reclusione con il beneficio della condizionale.

    – Abuso edilizio

    Poi c’è l’abuso edilizio. Questo risale al periodo in cui Beppe Grillo decise di andare a vivere a Sant’Ilario, zona lussuosissima di Genova, in una bellissima villa rosa salmone che si affacciava sul Monte di Portofino, con ulivi e palme. Ma alla villa del comico mancava la piscina. Così Grillo non ne fece scavare una ma ben due. La cosa piacque poco ai vicini e soprattutto al dirimpettaio Adriano Sansa che era già poco entusiasta del terrazzo di 100 metri quadri che il futuro leader del Movimento 5 stelle fece interamente ricoprire inciampando in un clamoroso abuso edilizio cui pose rimedio con uno di quei condoni contro cui è solito scagliarsi.

    Condanne per diffamazione.

    Nel 2003, patteggiò una causa per diffamazione aggravata intentata contro di lui da Rita Levi Montalcini. Durante uno spettacolo, Beppe Grillo chiamò “vecchia puttana” la Montalcini, all’epoca 94enne, vincitrice del Premio Nobel 1986 in Medicina, insinuando che la scienziata torinese avesse ottenuto il Nobel grazie a una ditta farmaceutica che materialmente le aveva comprato il premio.

    Nel 2012 in appello Grillo viene condannato nuovamente per aver diffamato a mezzo stampa la Fininvest in un suo articolo pubblicato nel 2004 sulla rivista “Internazionale”. Il risarcimento del danno patrimoniale, pari a 50.000 euro, oltre alle spese processuali, è stato stabilito dai giudici della prima sezione della corte d’appello del tribunale di Roma.

    Nel settembre 2013 viene condannato in Corte di cassazione per avere diffamato l’ex sindaco di Asti, e parlamentare per Forza Italia, Giorgio Galvagno. Nel 2003, Grillo aveva definito l’ex primo cittadino “un tangentista”, durante uno spettacolo al Teatro Alfieri di Asti. Grillo dovrà versare a Galvagno 25.000 euro e gli interessi a partire dal 2003, come risarcimento del danno, oltre al risarcimento per le spese legali.

    Il 12 dicembre 2013 è stato condannato dal Tribunale di Genova in primo grado per diffamazione nei confronti di Antonio Misiani, in qualità di Tesoriere del Partito Democratico. La vicenda risale al maggio 2012, quando Grillo pubblicò sulla home page del proprio blog un mosaico di immagini con le foto stile “segnaletiche” degli amministratori di PdL (Rocco Crimi), PD (Antonio Misiani) ed UDC (Giuseppe Naro), insieme a quelle degli ex di Lega Nord (Francesco Belsito) e Margherita (Luigi Lusi). Il giudice ha riconosciuto a titolo provvisorio un risarcimento di 25.000 euro in favore di Misiani ed un risarcimento in favore del Partito Democratico di 5.000 euro. AMEN…..

  5. Caro Admin, caro Massimo, gentili lettori, sono da sempre abituato al tifo da stadio contro l’unica forza politica nella storia della Repubblica che ha restituito quarantadue milioni di euro di soldi pubblici, i rimborsi elettorali, e i cui parlamentari si riducono lo stipendio, restituendo allo Stato milioni di euro finora che sono serviti da incubatori di impresa nel fondo di garanzia che i Parlamentari Cinque Stelle sono riusciti a creare dopo innumerevoli ostacoli. Non mi preoccupa minimamente il cursus honorum di Beppe Grillo. Nel denunciare i poteri forti si corre sempre il rischio di incappare in una querela per diffamazione. E Grillo di denunce contro i poteri forti, in dieci anni di Blog, ne ha certamente accumulate tantissime. Come tanti altri risultati vengono sapientemente oscurati, come le denunce per gli scandali Parmalat o Monte dei Paschi, tanto per citarne due a caso. Ma questo non mi preoccupa e non interessa neanche tanto i lettori tranne quelli che sarebbero felici che il M5s non fosse mai esistito. A me piacerebbe molto che il M5s venisse massacrato per palese inadempienza agli impegni programmatici presi coi propri elettori, ma con tutti gli sforzi che dedico sempre a porre attenzione a questo aspetto, non sono mai riuscito a trovare attacchi su questi aspetti. Ragion per cui in genere ci si limita ad attaccare la “fuffa”, ossia una volta gli scontrini, una volta la caduta da motorino, l’altra le scie chimiche, lo scippo della borsetta, e volendo essere pesantemente critici, si arriva alle espulsioni per coloro che deviano dal percorso del mandato elettorale, o alla fuga da parte di coloro che, soggetti alle continue sirene del potere, cedono dalla fermezza che ne aveva consentito l’ingresso in Parlamento. Certo, bisogna ascoltare le motivazioni di tutti, problemi di democrazia interna vengono continuamente posti, ma sono tutti esseri umani, hanno certamente delle ragioni che meritano attenzione, fino ad un certo punto.
    Quando scrivo di una uscita dal M5s di persone che non condividono più la linea politica decisa dalla maggioranza del gruppo Parlamentare, non mi riferisco certo alla tendenza a raggiungere un pensiero unico. Proprio perchè gli eletti del M5s sono mediamente di cultura elevata, dialettica ce n’è sempre tanta, e quando ci sono i dibattiti interni in diretta streaming (come quello di oggi) si può sempre constatare quanto sia una rappresentazione non corrispondente alla realtà quella del pensiero unico.
    Così come errata è l’immagine del Blog di Grillo come influencer occulto del “pensiero unico”. Primo, il Blog è una finestra sul mondo, come questa su cui stiamo discutendo, con piena libertà di commentare da parte di chiunque, e dove spesso appaiono note di politica interna ed estera davvero molto interessanti, e non necessariamente legate alle azioni politiche dei parlamentari. Viceversa, l’house organ di informazione del M5s è solo una sottosezione del sito, tra l’altro senza pubblicità, ossia parlamentari5stelle.it.
    Concordo con Massimo che il suo Blog concede spesso una finestra sul M5s che non trova riscontro sugli altri organi di stampa nazionali. Un esempio per tutti, l’ultima manifestazione pubblica del M5s di sabato scorso a Piazza del Popolo a Roma, con centomila persone in piazza (certo, altre 49.900.000 a casa) non ha meritato neanche una riga sul Corriere della Sera, e solo un articolo in undicesima pagina sul Fatto Quotidiano, mentre lunghi servizi sono stati trasmessi sulle TV spagnole e di altri Paesi. Sarà, ma è quantomeno strano, visto che il M5s ancora oggi per intenzioni di voto rappresenta la seconda forza politica del Paese. Sarà un caso che l’Italia è 49ma per libertà di informazione nel mondo dopo il Niger, secondo le stime del World Press Freedom Index? E siccome la rappresentazione della realtà, ferocemente schierata contro il M5s, è determinata principalmente dagli organi di informazione, questo dà una parzialissima spiegazione anche dell’odio atavico di alcuni contro cittadini incensurati in Parlamento.
    Tutte rose e fiori dunque? Mai detto questo. Come attivista ed elettore, ed anche ex-candidato, sono convinto che il processo di maturazione e di mutazione di questa giovanissima forza politica è ancora lungo. Sono convinto che nel corso del tempo assisteremo a molte innovazioni, Grillo o non Grillo che tra l’altro ha già la sua età, nonostante sia ancora un gigante. Innovazioni che devono necessariamente adattare l’offerta politica alle effettive e complesse esigenze della società italiana. E che verranno sempre accompagnate da un unico grido e slogan nel corso del tempo, che accomuna tutti quelli che aderiscono al M5s, quello gridato in Piazza del Popolo sabato scorso a Roma da centomila persone, ossia “Onestà”!

    • Per Giuseppe Nobile,
      Comprendo che per economia hai cumulato le risposta, ma il mio intervento era di tenore diverso e comunque voglio solo partire dalla fine del tuo intervento facendo riferimento ALL’ONESTÀ.
      QUESTO È IL PRIMO REQUISITO CHE DEVE ISTAT CHI VUOLE IMPEGNARSI IN POLITICADEMENTE. HO le palle piene di gente cola che oltre a non avere i requisiti è anche corrotta e collusi con il malaffare come gli ultimi avvenimenti che si sono verificati in questi giorni.
      Rispetto alla comunicazione ho riportato l’evento di Roma ed è stato letto da decine di migliaia di lettori in tutta Italia e se i giorni più importanti non lo hanno fatto peggio per loro è meglio Pr il mio sito che conferma la sua terzi età e la sua alternatività.

    • Sig. Nobile è sempre interessante leggere qualcosa scritta da una persona che onestamente -FIRMANDOSI- dice quello che pensa. Capisco anche che a Lei interessano poco le vicende giudiziarie del Sig. Grillo, ma io volevo solo modestamente e con educazione contestare la sua prima dichiarazione:Mi sento tradito da Grillo? Non mi sento tradito da una persona che ha scelto di NON CANDIDARSI etc…..
      NON E’ VERO, Grillo ( come Berlusconi) con condanna definitiva ( 14 marzo 1985 Grillo fu condannato per omicidio colposo a quattordici mesi di reclusione con il beneficio della condizionale). Per il resto NO COMMENT…!

    • Giuseppe tu sei una brava persona animata da ideali limpidi, credi nel progetto del M5stelle e questo ti fa onore, ma dalla certificazione iniziale degli intenti alla attestazione delle azioni ritengo che la politica del movimento abbia disatteso tutto.

      Del resto i primi ad essere imbufaliti sono gli e elettori e/o militanti, nessuna proposta concreta, solo urla e demagogiapiazzista, niente democrazia interna ma una diarchia interna che decide l’importante e un politburo esterno di notai a ratificare, simulazione e dissimulazione,i fuoriusciti son tanti una regola e non una eccezione ci sarà una logica ragione?

      GENTE COME TE MERITA MEGLIO:
      Un Abbraccio

    • Bersani candidato del movimento di Grillo, dopo tutti gli insulti gratuiti e i niet?
      Nel 2013 Grillo ha aiutato Renzi a distruggere Bersani.
      Ora vorrebbe usare Bersani per combattere Renzi.
      Ma Renzi ha già asfaltato Grillo nel 2014, e si guarda bene le spalle.
      Fossi in Bersani, eviterei di farmi strumentalizzare in questo modo dal M5S, e gli direi chiaro e tondo che possono cancellare la candidatura. Visto il modo in cui è stato trattato, sarebbe il minimo. Ma, in fondo in fondo, forse fa bene a lasciare la cosa lì e a non dargli troppa importanza: di corbellerie ne hanno fatte troppo, anche e sopratutto nelle strategie adottate per il Quirinale degli ultimi giorni, non credo si meritino troppa attenzione tralaltro dopo aver inondato lui ed altri di insulti dal blog.
      Al danno non si aggiunga la beffa perché le scelte politiche di Bersani possono essere criticabili quanto si vuole ma è una persona pulita e onesta, non merita di essere tirato in mezzo per squallidi giochini politici.
      Tutto questo non è ridicolo, è tragico

  6. Ai soliti disinformati per caso preciso che dopo l’invito a Renzi di fornire in democrazia (per il PD è una parola grossa) dei nomi da condividere insieme per la scelta alla più alta carica dello stato, del tutto ignorato, è stata inviata a tutti i parlamentari del PD una lettera per richiedere una presa di posizione su un candidato ideale da votare. A parte la risposta del deputato Esposito, che si commenta da sola (“Grillo vai a zappare”), solo cinque parlamentari del PD hanno risposto indicando il nome di Romano Prodi. Il quale, pur non essendo una “scelta del MoVimento”, è stato inserito nella rosa dei candidati in rispetto al PD. Ho seguito la discussione in diretta streaming ieri tra i parlamentari M5s. Ho registrato pareri ferocemente contrari alla scelta di Bersani, ma anche pareri di apertura al PD con questa scelta, e siccome, piaccia o non piaccia, i parlamentari del M5s contribuiranno alla scelta del capo dello stato, è stato inserito anche Bersani tra le possibili scelte. Rilevo che tra le scelte di grande valore era emersa anche la famosa costituzionalista Lorenza Carlassare, che però ha declinato la scelta, per cui è stata esclusa dalla rosa dei possibili candidati.
    A Marco Naponiello, che apprezzo come spirito critico, rispondo che il M5s aveva il diritto, per i voti presi, di un esperimento di governo del Paese. Questo volutamente non gli è stato concesso, quindi non è possibile criticarlo perchè due partiti da sempre fintamente all’opposizione l’uno dell’altro si sono uniti per impedire il vero cambiamento del Paese, per continuare a fare i propri comodi anche in collegamento con la criminalità organizzata. Non è colpa del M5s se ha inchiodato continuamente il PD alle proprie responsabilità di governo, non è colpa del M5s se il PD ha sistematicamente bocciato qualsiasi proposta del M5s per risolvere i problemi delle famiglie in crisi, uno per tutti il reddito di cittadinanza, per non parlare di legge elettorale e delle varie assurde riforme delle istituzioni che tolgono sovranità ai cittadini. Il M5s non è stato complice di questo, checchè se ne dica.
    Ad essere imbufaliti sono i cittadini che si vedono privati ogni giorno che passa di un diritto o di un servizio, e certamente la accesa dialettica interna agli attivisti al M5s spesso devia l’attenzione dal fatto che battaglie comuni avrebbero bisogno di strumenti certamente più efficaci. Non nego che spesso critichiamo (me compreso) dall’esterno cose che non siamo in grado di capire fino in fondo, non vivendole dall’interno. Sono convinto che noi cittadini italiani meritiamo di meglio. Tutti. Però sono consapevole che ci avviciniamo ad una terza repubblica che sarà molto peggiore della seconda, che a sua volta è stata molto peggiore della prima. E non mi sento di dar colpa di ciò al M5s che è l’effetto, non la causa di questo degrado della nostra Repubblica.

  7. ne rimarrà soltanto uno anzi due e inizieranno a litigare!
    E’ vero che i grandi capi, le grandi personalità emergono nei momenti difficili.
    Grillo invece mostra di essere il solito italiano: un po’ gradasso, fanfarone, vanaglorioso, sbruffone, emotivo e, al dunque, di poco spessore.
    Facile fare il grande uomo quando tutto fila per il verso giusto.
    Avevo detto un paio d’anni fa che il M5S gli ricordava il Partito dell’Uomo Qualunque e prevedeva che avrebbe fatto la stessa fine

  8. i cinque stelle sono stati irrilevanti per il quirinale, il loro elettorato di certo non gradira’ il peso piuma politico e pian pianino abbandonera’ il movimento dello zazzeruto; una fine ingloriosa e anticipata, ma sia di insegnamento e monito, dove non vi sono contenuti e gente preparata,il bluff dura poco!

1 pingback on this post
Lascia il tuo commento

Inserisci il tuo nome

Il tuo nome

Inserisci una email valida.

Inserisci una email valida (non viene pubblicata)

Inserisci il tuo commento

POLITICAdeMENTE – Il blog di Massimo Del Mese © 2019 All Rights Reserved

2009-2016 Fluidworks Web & Media Solutions

2009-2012 by Fluidworks Web Agency Eboli (Salerno)

PoliticaDeMente