C’era una volta Roscigno Vecchia…

C’era una volta Roscigno Vecchia… Al contrario di altri paesi abbandonati questa non lo è mai stata del tutto.

Paesi persi  tra il mare e le montagne, abbandonati, non ci vive nessuno o solo una persona, come Giuseppe a Roscigno. Eppure hanno un fascino irresistibile, che Vanity Fair ha riscoperto ,come se andandoci potessimo ritrovare la nostra storia.

Giuseppe Roscigno Vecchia

Giuseppe Roscigno Vecchia

di Annamaria Forte
per (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

ROSCIGNO (SA) – Il progetto  Cento Volte Mezzogiorno* ha portato Vanity Fair nelle meraviglie e nel disincanto di 6 città e luoghi abbandonati  tra cui  una città fantasma del nostro Cilento: Roscigno Vecchia. Il progetto racconta le storie antiche di sbagli, disinteresse, di invitabile destino fatto di migrazione. Racconta come i registi e scrittori trovano sempre di più ispirazione e poesia in tutti questi posti che muoiono lasciando vivere le loro anime.

Sembra assurdo eppure è così. Roscigno è uno dei paesi più belli della Comunità montana degli Alburni eppure dimenticato, da tutti.

Roscigno ha un solo abitante oggi, Giuseppe, originario della Calabria. Prima del signor Giuseppe, Roscigno era abitata solo da Dorina, l’unica vera residente a cui è stato dedicato un albero al centro del paese. Ora il signor Giuseppe trascorre le sue giornate in giro per il paese, facendo da cicerone ai turisti.

Annamaria Forte

Annamaria Forte

Il paese dimenticato è stato scoperto dal magazine Vanity Fair, attraverso il progetto “Cento volte Mezzogiorno”, secondo cui il paese degli Alburni, appartenente al Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Monti Alburni è stato abbandonato intorno al 1902, a causa di numerose frane che obbligarono la popolazione a trasferirsi nell’attuale ubicazione del paese, Roscigno nuovo, che poco o nulla ha di paragonabile alla ormai Roscigno vecchio.

Roscigno Vecchia, come la Pompei del 900. I cittadini scapparono nel 1902 a causa di continue frane e da allora il tempo si è fermato. Ci sono le case con stanze e cortili, la Chiesa , la piazza con il lavatoio. Roscigno Vecchia, il paese che cammina  è la “Pompei” del ‘900.  Ben 20.000 turisti l’anno.

Tempo fa fu preso in considerazione un intervento economico degli americani per salvare questo sito unico al mondo dove il tempo si è fermato al 1902.

Nel 79 d.C. i pompeiani fuggirono dall’eruzione del Vesuvio . Nel 1902 i roscignoli scapparono a causa di continue frane . Oggi a Roscigno Vecchia tutto è come fu lasciato 112 anni fa . Sono 20.000 i turisti che ogni anno vengono a vedere il un paese “fantasma” per la cui tutela è stato dato vita ad una Fondazione dalle autorità amministrative.

Al momento il sito è salvo grazie ad uno stanziamento di 2 MLN di Euro della Regione ed al sovvenzionamento economico dell’Associazione degli Italo-Americani ma ovviamente a tenere su un sito ”archeologico” di tale entità non basta   e dunque arriva a sostegno la  Fondazione per non perdere un bene unico al Mondo. Roscigno è un museo a cielo aperto. E Roscigno sarà protagonista di un’escursione nell’ambito di Cilento No Limits. Con Cilento No Limits si visiteranno borghi , le piazze si trasformeranno in cittadelle del gusto con vini del Cilento e dello sport con numerosi eventi per la stampa e per le famiglie .

Cilento No Limits il più grande evento di promozione turistica attraverso lo sport , finanziato dalla Regione Campania, Assessorato al Turismo e Beni Culturali con fondi europei e realizzato dal Comune di Ascea in partenariato con i comuni di Castel San Lorenzo, Monteforte Cilento, Felitto, Controne, Novi Velia, Cannalonga.

Passeggiando. Entrando nel paese  si viene accolti da un’atmosfera spettrale, c’è un solo abitante,  ci sono le case ed in alcune  è addirittura possibile entrare per vedere le stanze con i mobili, gli utensili, gli oggetti lasciati lì dal 1902 , ci sono i vicoli, c’è la Piazza con il lavatoio, la fontana, ci sono i casolari , i cortili, l’abbeveratoio anche i balconi dei palazzi gentilizi . Ci sono le case dei contadini. Ci sono portali di pietra, le antiche botteghe, la fucina del fabbro, le cantine , le stalle. Si aprono le porte della Chiesa di San Nicola di Bari dove ancora oggi è possibile apprezzare un tavolato ligneo in perfetta forma. Oggi chi si reca a Roscigno vede nel pieno silenzio il paese “fantasma” con le murature antiche che offrono scorci di antichità e veri balconi sul passato. Ed in questi spazi è possibile vivere mentalmente emozionanti incontri ritornando indietro nel tempo. A Roscigno  si può ancora vedere l’antico tracciato della Via degli Stranieri e raggiungere il sito archeologico di Monte Pruno sede di un vasto insediamento enotrio e lucano databile tra il VII e III secolo a.C. con una tomba principesca rinvenuta nel 1938 il cui ricco corredo è conservato presso il Museo archeologico provinciale di Salerno.

Molti reperti sono conservati in  un museo che vanta  più di 500 reperti della cultura rurale dove sarà possibile trovare, vedere tutti ma proprio tutti gli attrezzi dell’epoca e dei mestieri di allora dal contadino al calzolaio

Cento Volte Mezzogiorno è un progetto di Giulia Ubaldi di riscoperta di quell’infinità di paesi che costituiscono il fortissimo tessuto sociale intrecciato intorno alle grandi città. Così come si dice che dietro ogni grande uomo c’è una grande donna, così, dietro ogni grande città ci sono dei grandi paesi. In tutti 100 paesi del Sud. Se come sostiene il paesologo Franco Arminio quando scrive che il Sud è sempre convinto che il buono sia altrove, questo è un modo per scoprirne l’altra faccia. Quella che spasso solo le persone provenienti dall’esterno sanno riconoscere. Nella gallery sopra trovate una serie di paesi presi singolarmente e selezionati seguendo l’amore. Intenzionalmente non è specificata la provincia o la regione. Ogni paese viene identificato per quello che è, senza che la sua identità venga continuamente costruita in relazione al suo essere in provincia di, e nella speranza che si prenda una cartina, si vada a cercarlo, e si parta.

Roscigno (Sa), 13 aprile 2015

 

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. ma si faccia con gradualità,evitando gli sprechi e badando ad una scala di priorità reali.

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