Consorzio Destra Sele: Un sistema di voto Feudale

Gagliano e il Consorzio Destra Sele: Esposti sulle procedure di voto.

I dissidenti chiedono il commissariamento, Gagliano la sospensione del voto.

BATTIPAGLIA/EBOLISalvatore Gagliano in un’interrogazione scritta al Presidente della Regione Antonio Bassolino e all’Assessore Regionale all’Agricoltura Gianfranco Nappi, chiede il rinvio delle elezioni per il rinnovo delle cariche del Consorzio di Bonifica Destra Sele, che si dovrebbero tenere il prossimo 13 dicembre. Le motivazioni sarebbero molteplici: negli aventi diritto al voto ci sarebbero diversi proprietari non in regola con il pagamento dei contributi; risulterebbe irregolare la raccolta dei modelli della presentazione delle Liste, prive di autentica delle firme; perché vi è stato il ritiro delle deleghe prive di autentica e avvenute, pare, ancor prima che vi fosse la proclamazione delle elezioni e ancor prima di stabilirne la data.

Salvatore Gagliano

Salvatore Gagliano

L’interrogazione di Gagliano giunge dopo le proteste e dopo le sollevazioni di alcuni proprietari terrieri dissidenti, rispetto all’attuale dirigenza, capeggiata da Vito Busillo che è il Presidente uscente del Consorzio di Bonifica in Destra del Fiume Sele.

I dissidenti R. Astone, D. Alfinito, A. Longobardi, C. Monetti, A. Giuliano, G. Cucino, S. Galante, M. Mellone, R. Ronca, C. Palo, G. Romano, hanno inviato una nota di protesta, all’Assessore Regionale all’Agricoltura Nappi e hanno voluto interessare anche il Consigliere Salvatore Gagliano che a sua volta ha formulato l’interrogazione, definendo la gestione dell’ente “privatistica” ed “oligarchica“, perché da oltre un ventennio, governerebbe “sperperando danaro pubblico“.

Il Consorzio di Bonifica Destra Sele, è stato sempre un  “Centro di Potere“, oggi si dice così, ieri invece si diceva che era un “Carrozzone Politico” ad appannaggio esclusivo di pochi con il pieno controllo della Coldiretti. Questo Ente ha fatto sempre le “fortune politiche” di chi lo ha gestito, si ricordi il potente Avvocato Giovanni Clemente che  per anni ha gestito quell’Ente e per anni ne è stato Presidente. Quell’Ente, fu il trampolino di lancio di Clemente, che divenne prima Consigliere Comunale, poi Consigliere Regionale, sempre tra i più votati, Assessore Regionale, e successivamente potente plenipotenziario e referente assoluto a sud di Salerno, di Giuseppe Gargani e Ciriaco De Mita.

I dissidenti di oggi hanno tolto il coperchio a un pentolone che viene mantenuto ancora in vita, evidentemente, solo per mancata volontà di scioglierlo come altri consorzi e anche perché non si vuole affrontare in maniera seria  il problema delle acque in generale, e in particolare quello della irregimentazione delle acque piovane, quelle di scarico, dell’irrigazione dell’utilizzo razionale della risorsa  acqua.

La vicenda del Consorzio Destra Sele non è dissimile a quella di altri Consorzi, e i dissidenti di oggi semmai hanno taciuto o ignorato per il passato, quello che oggi mettono in evidenza. I Vizi di irregolarità che oggi si riscontrano e che sono motivo dell’interrogazione dell’Onorevole Gagliano, sono poca cosa rispetto al sistema invece di votazione che andrebbe immediatamente modificato e per questo immediatamente sospeso le elezioni.

Una organizzazione e un Ente ottimamente “fiancheggiato” dalla Coldiretti, che si regge su un sistema di votazione di tipo “Feudale”, che rappresenta la negazione dei principi democratici e meraviglia non poco non si siano mai eccepiti vizi palesi di incostituzionalità.

Il sistema di votazione è basato non sulla individualità dei singoli operatori agricoli, bensì, sul “peso elettorale”, che è dovuto dalla estensione dei terreni. Così che 50 proprietari di 10 ettari ciascuno equivalgono ad un solo proprietario di 500 ettari di terreno agricolo.

Vito Busillo

Vito Busillo

Basta pensare che su oltre i 9000 consorziati, solo poco più di 150 consorziati elegge i 12 membri del Consiglio di Amministrazione. il Che significa che il Consorzio, e non per colpa degli eletti ma per via del sistema elettorale, è in mano a pochi: i novelli “Latifondisti” del terzo millennio.

Il voto a “superficie” o a “misura” è in età moderna incomprensibile, nella fattispecie sancisce un rapporto di tipo “padronale” tipico dell’Età di Mezzo che mal si addice ai giorni nostri è come affermare il principio che chi ha più soldi ha più diritti e vale di più. Per rendere più comprensibile il concetto, come dire che nella elezione dell’Amministrazione di un condominio di 12 appartamenti di cui 10 sono di 50 metri e 2 di 300 metri ciascuno, venga eletto amministratore con due voti, uno dei due proprietari degli appartamenti più grandi a scapito degli altri 10.

Questa vicenda mette in evidenza le carenze politiche della Giunta Bassolino, che non ha saputo o non ha voluto dare un’accellerata sul problema delle acque e la realizzazione degli Ato, ma irrompe sulla scena politica anche in un momento difficile che vede tra i probabili candidati a Sindaco di Eboli del Centro-destra proprio Vito Busillo, il Presidente contestato del Consorzio Destra Sele.

La vicenda, mette in evidenza privilegi e semmai responsabilità della categoria dei Coltivatori Diretti, che non è più quella per la quale si prevedevano “ombrelli protettivi”, ma una categoria che annovera nel suo seno novelli grandi proprietari terrieri, che tra l’altro, utilizzano centinaia di braccianti e specie extracomunitari, e che hanno non poche responsabilità circa le condizioni disumane in cui versano i migranti regolari o con palesi responsabilità di chi li utilizza, se irregolari.

L’interrogazione di Gagliano, rappresenta una occasione di riflessione che deve portare a rivedere le politiche di gestione delle acque, ma passando per il Commissariamento dei Consorzi e in via breve di applicazioni di forme organizzative e gestionali efficaci e democratiche.

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