Sicilia- Nasce la Giunta Lombardo ter, fuori Pdl dentro Miccichè

Nasce il governo degli uomini: dentro Lombardo e Miccichè, fuori Cuffaro

In Sicilia si sfalda il Partito di Berlusconi, entrano 2 tecnici con lo zampino del Pd che appoggerebbe le riforme

Raffaele Lombardo

Raffaele Lombardo

PALERMO – Il presidente della Regione, Raffaele Lombardo,  ha varato la nuova giunta, si tratta della Lombardo ter. Sono stati confermati quasi tutti gli assessori; rimangono fuori solo i lealisti del Pdl, Nino Beninati e Mario Milone. Pier Carmelo Russo, segretario della presidenza della Regione, e l’economista Mario Centorrino, docente di economia all’Università di Messina, sono i nuovi assessori, Centorrino è considerato in quota al Pd.

Confermati tutti gli altri: Gaetano Armao, a cui Lombardo aveva recentemente tolto tutte le deleghe; i quattro tecnici, Massimo Russo, Caterina Chinnici, Gaetano Armao e Marco Venturi; i politici, Luigi Gentile, Nino Strano, Michele Cimino e Titti Bufardeci, Lino Leanza e Roberto Di Mauro.  Lo strappo, dopo una lunghissima mediazione di Lombardo si è consumato definitivamente, e alla fine ha firmato il decreto di revoca degli incarichi dei “lelisti” PD e quelle delle nuove nomine. In giunta entrano due tecnici ma nessuno li vede così anzi con la presenza dell’economista Mario Centorrino, con un passato nel Pci e poi nei Ds, si vede lo zampino dei PD siciliano.

Il governatore Lombardo ha seppellito ogni possibile discorso con il PdL e Berlusconi stesso, preferendogli Gianfranco Miccichè e i suoi uomini (15 Consiglieri Regionali). Le motivazioni, almeno quelle ufficiali, sono che il Presidente del Consiglio e i suoi fedelissimi del PdL hanno sepolto l’alleanza votando, nei mesi scorsi, contro il Dpef (documento di programmazione economica e finanziaria). Rimane fuori anche l’Udc di Totò Cuffaro, passato all’opposizione dopo l’azzeramento della prima giunta regionale e la nascita del Lombardo bis.Il Lombardo Ter comunque nasce come governo di minorana.

Lombardo puo’ contare sul sostegno del suo movimento, l‘Mpa, (14 parlamentari all’Ars), e del Pdl Sicilia, gli scissionisti di Miccichè e dell’unico rappresentante dell’ApI il movimento di Rutelli, con un “semi appoggio” del PD. Diversa e più delicata è la posizione del PD, che  pur diventando l’ago della bilancia, con la presenza di Centorrino sarebbe disponibile, così come lascia capire il suo segretario regionale Giuseppe Lupo, ad appoggiare il governo Lombardo solo per le riforme.

Raffaele Lombardo ha tenuto a sottolineare che – ”l’ingresso di due tecnici di indiscutibile competenza rafforza una compagine di governo che intende affrontare le riforme necessarie per il rilancio dell’economia siciliana. In questa direzione ci sara’ di grande aiuto la conoscenza della ‘macchina’ regionale che e’ propria di Pier Carmelo Russo, cosi’ come sara’ preziosa la competenza di Mario Centorrino, che e’ uno dei piu’ profondi conoscitori dei pregi e dei difetti del contesto economico siciliano e di tutto il Mezzogiorno”.

Il compito di Lombardo non è affatto semplice, con la sua nuova maggioranza dovrà affrontare anche la vicenda delle nomine dei dirigenti regionali che dovranno guidare i nuovi dipartimenti, frutto della riforma dell’amministrazione che dal primo gennaio ridisgenerà gli assetti istituzionali degli assessorati regionali, che pur rimanendo 12 cambiano radicalmente competenze.

La Sicilia in quanto a difficoltà e inquanto a stranezze è maestra, e lo dimostra il quadro politico in continuo cambiamento. E’ trascorso poco più di un anno e mezzo e la maggioranza che ne esce fuori ha assunto diverse forme, ma nessuna uguale a quella uscita dalle urne. La lombardo bis estraniava l’UdC di Cuffaro, quella ter estromette il PdL, e anche se lo stesso Miccichè si sforza a voler far passare il suo gruppo come una propaggine del Pdl Stesso e anche se lo ha chiamato PdL Sicilia, di fatto è tutta un’altra cosa e gli effetti si vedono e si vedranno.

I cambiamenti all‘Assemblea Regionale siciliana, non sono cosa da poco e non saranno sicuramente incidenti, rappresentano comunque un disagio che prima o poi si sarebbe manifestato e che serpeggia un poco in tutta Italia: in Campania, nel Lazio, nella Puglia, nel Veneto e nella stessa Lombardia. Motivi diversi ma tutti evidentemente validi. Silvio Berlusconi per quanto sia con la sua personalità il vero e unico collante del PdL, non riesce ad essere sufficiente a tenere insieme la coalizione. Se a Nord gli uomini del Cavaliere risentono della Prepotente determinanza della Lega, al Sud si sentono gli effetti ec onomici di questa politica “nordista” che mette all’angolo il Mezzogiorno in generale, senza escludere le stesse regioni che comunque sono governate dal Centro-destra e che soffrono rispetto alle politiche “magre” del Governo Berlusconi.

In effetti gli uomini del Popolo delle Libertà del Sud stanno soffrendo e vedono morire le loro terre sotto il “fuoco amico” delle politiche nordiste e non ci stanno più, e per questo si prefigurano nuovi scenari.


2 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Questi sono gli uomini più pericolosi della Sicilia e Berlusconi tace.

  2. ORMAI LA PDL RASSOMIGLIA SEMPRE DI + ALL’ULIVO DI QUALCHE ANNO FA! IN SICILIA LE BOCCHE DA SFAMARE SONO TROPPE, E GLI INTERESSI AL DI DIETRO DEI PARTITI SONO URGENTI ED ENORMI….ALTRO CHE BUON GOVERNO: PREBENDE A IOSA, PER MANTENERE LA MACCHINA DEL CONSENSO.CHISSA’ IL PROFESSORINO LIB LAB TREMONTI, COSI’ ATTENTO ALLE VOCI DI BILANCIO COSA NE PENSA!

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