Battipaglia: Tozzi propone l’installazione di altre due “Case dell’Acqua”

Il Candidato Sindaco Tozzi sollecita la Commissione straordinaria di installare altre due “Case dell’Acqua” nei rioni Belvedere e S. Anna.

La proposta di Tozzi, vorrebbe essere interpetrata come quella di offrirre un servizio aggiuntivo ai cittadini, ma altro non è che un business di tutto rispetto. E l’ATO Sele 4? Invece di rimodernare gli acquedotti e le reti idriche, spende i soldi per addizionare e depurare l’acqua già potabile.

Casa dell'acqua

Casa dell’acqua

da (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

EBOLICasa dell’Acqua: il candidato sindaco Ugo Tozzi chiede alla commissione straordinaria in carica presso il Comune di Battipaglia di installarne altre due nei rioni Belvedere e Sant’Anna, oltre a quella già esistente e pienamente funzionante nel rione Taverna.

«Grazie al nostro giro nei quartieri abbiamo verificato l’ottimo funzionamento della Casa dell’Acqua nel quartiere Taverna, nei pressi della villa comunale – afferma il dottor Ugo Tozzila struttura, infatti, è pienamente funzionante ed attiva, soddisfando le esigenze della popolazione e assolvendo ai compiti che dovrebbero essere propri di un ente pubblico. Ovvero risparmio per i cittadini nella fruizione di beni e servizi primari, e soddisfazione nell’offerta».

Tozzi Ugo

Tozzi Ugo

«Sollecitiamo l’amministrazione comunale, – conclude Ugo Tozzi con un invito alla commissione straordinaria – affinché provveda in tempi rapidi ad avviare le procedure per la realizzazione di altre due Case dell’Acqua in due quartieri ugualmente popolosi della città di Battipaglia ed ugualmente bisognosi di attenzione e servizi primari: Belvedere e Sant’Anna».

La proposta di Tozzi, ovviamente vorrebbe essere interpetrata come quella di offrirre un servizio aggiuntivo ai cittadini, a costi contenutissimi, atteso che quella a suo tempo realizzata in località Taverna di Battipaglia è funzionante e incontra anche la soddisfazione dei cittadini.

Ma che cosa è la “Casa dell’Acqua“? È una struttura che attinge l’acqua dall’acquedotto cittadino, con una serie di accorgimenti viene opportunamente filtrata per eliminare qualsiasi impurità, odore e sapore eventualmente presente, e la può fornire a temperatura ambiente o fredda, liscia o gasata mediante impianti addizionatori di anidride carbonica a tariffa di vendita al pubblico concordata di 0,05 centesimi di euro per litro.

Il Comune e per esso l’Amministrazione Santomauro, per la realizzazione della Casa dell’Acqua, affidata in concessione alla Sidea Srl, una società toscana per la durata di sei anni è costata comlessivamente: 52.457,30 euro, di cui 38.198,34 euro a carico dell’ATO Sele 4, 14.258,96 a carico del Comune di Battipaglia.

Casa dell'acqua Taverna -in costruzione

Casa dell’acqua Taverna -in costruzione

Fin quì, ovviamente, sembrerebbe tutto normale, anche perché si presenta come un servizio aggiuntivo che viene fornito ai cittadini, atteso che si spendono tanti soldi per le acque minerali, e conseguentemente si procura un danno incommensurabile all’ambiente per l’utilizzo delle bottiglie di plastica, oltre che realizzare un notevole risparmio dal momento che 10 litri d’acqua minerale addizionata verrebbero a costare solo 50 centesimi. Una sciocchezza peccato che quella sciocchezza viene installata sull’acquedotto comunale e quindi preleva acqua potabile, delle migliori acque potabili con all’interno tutti i componenti minerali giusti perché non possa fornire il giusto equilibrio all’organismo attraverso le componenti minerali in essa contenuti, convenendo che si va a depurare un’acqua potabile già controllata all’origine altrimenti non potrebbe essere erogata.

La Casa dell’Acqua, comunque è parte di un progetto che all’epoca consentiva ai comuni di potervi aderire appunto accollandosi solo il 40% della spesa, atteso che il restante era a carico dell’ATO Sele 4, progetto e adesione condizionando però l’adesione ad una scadenza e soprattutto quella di affidare alla società fiorentina, individuata senza nessuna gara e quindi senza nessun confronto alla Società Sidea Srl di Firenze.

Un business di tutto rispetto, se si aggiungono anche gli utili che vanno alla società che la gestisce, sebbene i prezzi della vendita dell’acqua sono contenuti. Ma conseguentemente si nota come una spesa ragguardevole come quella ipotizzata, non sia stata sottoposta a nessun confronto con altre offerte, altre apparecchiature e ad altre tecniche.

Se l’iniziativa potrebbe anche essere considerata positiva riguardo alla fornitura di acqua potabile trattata e depurata, ma comunque proveniente dall’acquedotto e quindi già potabile e rispondente a tutti i parametri mineralogoci perché si possa definire tale, è quanto mai inquietante si possa acconsentire ad un ulteriore “depurazione” per eliminare le “eventuali” impurità presenti nell’acqua erogata potabile, presupponendo vi siano impurità e quindi non del tutto idonee alla erogazione, ignorando tra l’altro che un impianto del genere, se non opportunamente controllato, potrebbe anche presentare delle anomalie e/o malfunzionare negli apparecchi germicidi o negli abbattitori batterici, oltre a contenere filtri con carbone attivo, e ignorando altresì che l’acquedotto attualmente funzionante è continuamente controllato.

E l’ATO Sele 4? Invece di rimodernare gli acquedotti e le reti idriche che sono un colabrodo, spende i soldi per addizionare e depurare l’acqua potabile.

Battipaglia, 9 gennaio 2016

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. Caro Massimo, hai citato solo alcuni dei gravi danni che una casa dell’acqua potenzialmente mal controllata può causare ai cittadini a causa di una scarsa manutenzione.
    Tra le cose più gravi come informazioni omesse alla cittadinanza, oltre al fatto diseducativo di lanciare un implicito messaggio di cattiva qualità dell’acqua potabile dell’acquedotto, cosa totalmente falsa come facilmente si rileva dai risultati delle analisi chimiche pubblicate sul sito dell’ASIS, è da rilevare che non viene detto ai cittadini che l’acqua prelevata presso le case dell’acqua va consumata tassativamente entro 24/48 ore dal prelievo in quanto, in assenza di clorazione (anch’essa rimossa dai filtri) la proliferazione batterica è molto molto rapida. Per cui si rischia una bella intossicazione da acqua potabile rimettendoci pure inutili quattrini!

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