EBOLI: E l’ISES, senza futuro, passerebbe da un Palazzo all’altro

Da una lettera di intenti a nessuna garanzia per le maestranze, dal passaggio da un “Palazzo” all’altro, entrambi privati, al buio del futuro.

«Non c’è stata e non c’è alcuna resistenza verso il tentativo messo in campo dalla cooperativa “L’altra età”, ma solo l’elencazione di tante perplessità che un buon amministratore ha l’obbligo di valutare per garantire i soci dai quali ha ottenuto la fiducia».

Nuvola sull'ISES

Nuvola sull’ISES

da (POLITICAdeMENTE) il Blog di Massimo Del Mese

EBOLI – «Le troppe voci incontrollate intorno alla gestione del Centro Ises – si legge in una nota ufficiale pervenutaci dal Istituto di Educazione Sociale e Centro di Medicina Riabillitativa ISES di Eboli – circa la sua destinazione non solo creano un danno alla struttura attuale, ma mettono in forse anche i tentativi di trovare un approdo possibile per i pazienti e per i lavoratori. In particolare, le voci secondo cui non ci sarebbe stato accordo con la cooperativa “L’altra età” sono frutto di fantasia o di cattiva informazione.

La cooperativa “L’altra età” – prosegue la nota – ha indirizzato alla nostra struttura semplicemente un contratto che potrebbe tutt’al più, ad essere buoni, ritenersi una mera dichiarazione di intenti, senza formulare alcuna proposta reale.

Giudice-di-Pace-Eboli.

Giudice-di-Pace-Eboli.

Nel rispetto del nostro regolamento interno, facendo riferimento anche al mandato esplorativo che 68 soci della cooperativa Ises hanno dato agli amministratori, l’ipotesi è stata comunque presa in considerazione, ma ora spetterà all’assemblea indicare se gli amministratori stessi dovranno portare avanti una trattativa vera e propria, come appunto prevede il regolamento della nostra cooperativa.

Si tratta, – secondo i vertici della Cooperativa Ises – come accennato, di una sorta di lettera di intenti con la quale si vincolerebbero gli attuali soci per 30 giorni, scaduti i quali, in mancanza dell’accreditamento, la cooperativa acquirente abbandonerebbe la trattativa. Non c’è una proposta per l’Ises, non ci sono indicazioni occupazionali, ma semplicemente la richiesta di rimanere legati fino a quando, eventualmente, si sbloccasse l’accreditamento.

Inoltre, – si aggiunge nella nota – i proponenti della lettera di intenti hanno vincolato la proprietà della struttura di via Statale 19 dove l’Ises potrebbe essere allocata, in questo modo precludendo qualsiasi manovra alla nostra cooperativa, almeno per 30 giorni. Il tutto senza considerare che la struttura di via Statale 19, essendo privata, comporterebbe tempi più lunghi per il cambio di destinazione, a differenze di altre strutture, come i locali dell’ex ortopedia di rione Pescara, che sono di proprietà del Comune di Eboli.

Infine, – conclude la nota della Cooperativa del Centro ISES – la lettera di intenti non fa alcun accenno alle maestranze, quasi fosse ininfluente il numero e le professionalità di cui dispone il Centro Ises di Eboli. Come si vede, non c’è stata e non c’è alcuna resistenza verso il tentativo messo in campo dalla cooperativa “L’altra età”, ma solo l’elencazione di tante perplessità che un buon amministratore ha l’obbligo di valutare per garantire i soci dai quali ha ottenuto la fiducia».

Ancora buio sull’ISES. Questa è una storia che non finisce mai, o meglio si vuole che non finisca mai, e sembra che ci si impegni affinchè nel tempo si possano allontanare tutti quegli spiragli che porterebbero ad una risoluzione positiva dell’ormai “CASO ISES“,, facendoci dimenticare tutte le fetenzie del passato e cercando di salvare in uno i posti di lavoro e le funzioni che questo Istituto ha svolto e svolge.

E con tutti questi “chiari di luna” si può mai pensare che alle soglie del 3° millennio, una struttura che svolge determinati servizi, possa operare in un Palazzo per civili abitazioni, dopo averne lasciato un’altro similare e dopo tutte le bufere a cui è stato sottoposto fino alla perdita dell’accreditamento, e soprattutto dopo “l’abbandono” dei vertici che hanno dilapidato una fortuna nel tempo?

Solo un folle può pensarlo, atteso che già sarà un miracolo se si dovesse riaccreditare quella struttura, sempre dopo la fornitura di tutte le garanzia possibili ed immaginabili.

Indipendentemente dal voler sostenere o meno maestranze e struttura oltre che i servizi che eroga, sembra si stia scegliendo la strada più lunga, quella che non porta da nessuna parte se non a farci incazzare al punto tale da immaginare che è proprio quello che si vuole: Il funerale e la definitiva tumulazione dell’ISES. Una circostanza che ha tutto il sapore di una vendetta postuma.

E in tutto questo, i responsabili la fanno franca?

Eboli, 22 gennaio 2016

3 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Ma il nostro Sindaco non aveva annunciato di avere la soluzione ? Peccato, tanto impegnato a vincere la sua sfida su Via Ripa ha perso di vista l’ISES, come le questioni che riguardano il nostro ospedale, come l’urbanistica, come la sicurezza, come … tutte le cose dette in campagna elettorale. Mentre a Battipaglia nasce l’università telematica della Sapienza ad Eboli si accendono le luci di natale, si inaugura la Via delle Arti, ci si fa una scampagnata all’Ermice, si dibatte tra consiglieri comunali dall’alto spessore comunale,ecc. Tant’è, la realtà è questa.

  2. Caro/a REALTÀ,sono d’accordo.Se non fosse che occuparsi di via Ripa,le luci e le scampagnate non esclude automaticamente tutto il resto.Mica si riesce a fare solo una cosa x volta??Lo dimostra il fatto che milioni di persone mentre sono sul wc leggono,fumano,mandano sms…Bisogna occuparsi dell’ ISES,questo è certo.Non sempre non si fa una cosa xkè impegnati a farne un’altra.Semplicemente non la si vuole fare.Punto.

  3. Sette mesi di inconcludenze,di promesse,litigi interni e pastrocchi esterni, una debacle totale.
    Meglio un o tre commissari,che gli attori confusionari della politica.

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