Fukushima e la Nube Radioattiva, “pompieri” e “incendiari”

Un’angoscia coinvolge la nostra Europa a causa dell’arrivo della nube radioattiva proveniente dal Giappone.

Trovate tracce di radioattività anche in Italia. E qualche procura apre un fascicolo contro la Tepco, la società che gestisce la Centrale di Fukushima.

Centrale nucleare di Fukushima

Nube radioattiva , “pompieri” e “incendiari”

di Erasmo Venosi (Astrofisico)

ROMAUn’angoscia coinvolge la nostra Europa a causa dell’arrivo della nube radioattiva proveniente dal Giappone. Vorremmo evitare, nei limiti delle notizie fornite dalle Autorità giapponesi e dalla Tokio Power Energy Company, sia l’atteggiamento allarmistico, che il riduzionismo di chi afferma che “ non è successo nulla “. La pericolosità della nube dipende dalla concentrazione di radioattività presente (quantità e “qualità” degli elementi radioattivi espressa in becquerel per metro cubo), dalla durata dell’irradiazione, dalla dimensione della nube, dalla specie (beta e gamma) ed energia delle radiazioni emesse dalle sostanze radioattive della nube.

Se la nube contenesse solo gas radioattivi, come cripton 85 e xenon 133, l’irradiazione cesserebbe dopo il passaggio della nube. La nube può contenere anche aerosol o vapori che si depositano al suolo, e che diventano sorgenti d’irradiazione. Tali sostanze radioattive possono arrivare all’uomo in tre modi: irradiazione esterna perché l’uomo si trova “dentro” la nube radioattiva, irradiazione interna in seguito ad inalazione, e attraverso l’alimentazione quando attraverso la catena alimentare (suolo, acqua) arrivano all’uomo. Una lista di catene alimentari è la seguente: atmosfera, suolo, vegetali commestibili, uomo; atmosfera, foraggi, vacche, latte, uomo; atmosfera, suolo, foraggi e mangimi, animali da carne, uomo; acque dolci, acquedotto, uomo; acque dolci, irrigazione, suolo, vegetali, animali, uomo; acque dolci, plancton e piante acquatiche, pesci, uomo ; acque di mare, plancton, molluschi, crostacei e pesci, uomo.

Erasmo Venosi

Una nube radioattiva, che non ha come origine una esplosione nucleare, o una fusione del nocciolo del reattore, (grande quantità di calore e correnti ascensionali forti in grado di portare ad alta quota le sostanze radioattive; in Giappone il nocciolo non si è fuso perché il vessel non è saltato) rilascia la radioattività negli strati bassi dell’atmosfera. Le sostanze allo stato gassoso subiscono in atmosfera una prima diluizione, dovuta al moto turbolento dell’aria, e tale diluizione dipende dalla velocità del vento e dalla stabilità atmosferica. I fattori che entrano in gioco sono moltissimi nello stabilire la concentrazione nell’aria, e al livello del suolo, delle sostanze radioattive, che dipende da: intensità dell’emissione (di quanta carica e di che tipo era costituito il nocciol? Quale è l’entità del danneggiamento?), velocità del vento, distanza dalla sorgente (gli Stati Uniti, che distano meno di noi dal Giappone, a parità di altre condizioni, hanno maggiori rischi di noi), dalle proprietà di diffusione dell’atmosfera , dall’orografia della regione.

Ma quali sono i prodotti generati dalla “rottura” (fissione) del combustibile radioattivo (uranio o MOX, Mixed Oxide composto da uranio e plutonio )? Gas nobili come Cripton 85, Xenon 133 ed elementi come lo Iodio 131, Cesio 137, Stronzio 90, Cerio 144, oltre a prodotti generati dall’irraggiamento da parte di neutroni come carbonio 14, cobalto 60. Siamo consapevoli che quotidianamente ogni abitante del pianeta assorbe una quantità di radioattività naturale proveniente dal fondo naturale, e variabile da zona a zona. In Italia le dosi medie pro capite del fondo naturale ammontano a circa 1 millisievert (unità di misura della dose equivalente di radiazione), composti per un terzo da raggi cosmici, e la restante parte da uranio e torio, presenti nel suolo e nelle rocce.

Il danno (effetti biologici) da radiazioni dipende dalla dose assorbita dal tessuto o dall’organo, dal tipo di radiazione (alfa, beta ,gamma). L’istituzione che determina i limiti per le radiazioni è la ICRP (Commissione Internazionale per le Protezioni Radiologiche). I principi cui fa riferimento sono: Principio di giustificazione (ogni attività umana deve possedere una adeguata motivazione, la prevalenza dei benefici sui costi giustifica l’attività), il Principio di ottimizzazione (“ogni esposizione alle radiazioni deve essere tenuta tanto bassa quanto è ragionevolmente ottenibile, facendo luogo a considerazioni economiche e sociali”), Principio del limite individuale (i limiti di dose non devono superare le soglie raccomandate nelle varie circostanze).

Limiti di dose connessi al rischio accettabile: è una locuzione palesemente impropria e fuorviante. Il nucleare è un’attività giustificata dalla prevalenza dei benefici sui costi? E i presunti benefici, che riguardano la generazione presente, sono accettabili rispetto ai danni trasmessi ad altre generazioni (rifiuti millenari, effetti sulle cellule germinali di una generazione che produrranno malattie e malformazioni nelle generazioni successive)? L’ICRP fissa limiti per gli effetti certi (effetti non stocastici) e limiti per gli effetti “probabilistici” (stocastici). Per gli effetti stocastici non esiste un limite di dose che tuteli!

Incidentalmente va osservato che a causa della carenza di studi epidemiologici, e delle difficoltà sostanziali, manca un limite per piccole e piccolissime emissioni radioattive della dose-soglia che produce un determinato effetto. Anche le dosi minime presentano un rischio non rigorosamente nullo. Infine appare superficiale prescindere, come si tenta di fare in questi giorni, dai fenomeni di accumulo ambientale delle sostanze radioattive a vita lunga e l’accumulo biologico di alcuni elementi radioattivi negli esseri viventi.

Roma, 1 Aprile 2011

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  1. Dal mio amico Erasmo, gradirei un commento a qyesta nota di Risoluti un tecnico- esperto che lui conosce certamente. Risoluti è l’esperto nazionale italiano nel Comitato Fissione Nucleare della Commissione Europea. Ha diretto in passato la speciale Task Force dell’ENEA per il Deposito Nazionale dei materiali radioattivi.Fra i vari libri ha scritto: 1-I rifiuti radioattivi
    in tribunale. Il caso Lippolis (Roma, 2002) .2- Nuclear Waste. A technological and political challenge (2003)

    P.Risoluti: Paura del Nucleare, un paradosso

    IL TERREMOTO GIAPPONESE PROVA CHE LA TECNOLOGIA E’ SICURA

    Quello che è successo alla centrale di Fukushima si presta a due chiavi di lettura: una tecnica ed una politica. Tecnicamente, è stato dimostrato che la cosiddetta difesa in profondità, realizzata attraverso l’interposizione di barriere protettive frapposte tra il nocciolo del reattore e l’ambiente esterno, ha funzionato. Infatti tali barriere hanno resistito ad un sisma che è risultato perfino tre volte superiore a quello di progetto, ed è stato per magnitudo il V° di tutti quelli finora conosciuti e registrati. Anche i sistemi di refrigerazione sono rimasti sostanzialmente funzionanti. Ciò fino a che non è intervenuta la colossale onda di maremoto, la quale però a sua volta non ha compromesso i sistemi di difesa dell’isola nucleare: semplicemente ha messo fuori uso i diesel di emergenza, ed è stato questo che ha determinato, con la mancanza di refrigerazione del nocciolo e delle piscine di stoccaggio, la crisi delle strutture ed i conseguenti rilasci all’ambiente. Sarebbe bastato che tali sistemi fossero stati collocati, come avviene nelle centrali di ultima generazione, in locali a tenuta stagna, perché inconvenienti molto gravi alle centrali sarebbero stati evitati.

    COSA NE PENSI ??? Ci vediamo presto a.l.

  2. Commento le dichiarazioni di Risoluti, partendo da un’affermazione relativa alla resistenza del reattore a un sisma tre volte maggiore di quello di riferimento per la progettazione.Questa affermazione non la comprendo. Sembra che Risoluti voglia evidenziare una sorta di invulnerabilità dei reattori, anche rispetto ai sismi. Iniziamo a dire che la scala Richter si basa sull’intensità effettiva dei terremoti. Si basa su valori chiamati “magnitudo”, che dipendono dalle rilevazioni strumentali. Non prevede un grado massimo. Il limite è provvisorio e determinato dal terremoto più potente registrato, che è stato fino ad oggi quello di Valdivia in Cile di magnitudo 9,5, che causò 90.000 morti.
    La scala Richter inoltre è logaritmica in base dieci. Passando da un valore di magnitudo al successivo l’intensità del sisma aumenta di 30 volte. Probabilmente Risoluti ha confuso base logaritmica neperiana con base logaritmica decimale. Un sisma di magnitudo 5 è 27.000 volte maggiore di un sisma di magnitudo 2. Interpretando la affermazione di Risoluti, e considerando la scala logaritmica decimale e non neperiana , devo concludere che il tre volte, a cui si riferisce Risoluti, in termini di magnitudo, corrisponde a un misero 10% in più rispetto al sisma di progetto. Il terremoto base di esercizio di un reattore, a cui fa riferimento nella progettazione, è il più grande terremoto prevedibile in un determinato sito, che abbia ragionevole probabilità di verificarsi una volta nella vita dell’impianto. La novità dell’oggi è che tutta la dinamica dela litosfera è in trasformazione!
    Le catastrofi in agguato, dovute al riscaldamento dell’atmosfera terrestre, molto probabilmente, sono alla base dell’incremento dei terremoti e della frequenza di onde anomale.
    Questi effetti sono stati riportati nel 2004 sul “Journal of global and planetary changer “ da due scienziati del Godddard Space flight della NASA. Teoria che si basa sulla deglaciazione in atto delle immense masse di ghiaccio ai poli, che alterano l’equilibrio dinamico esistente tra le placche continentali ed oceaniche (Science 24 marzo 2006).
    Dal 1995 il numero dei terremoti per anno è andato sempre aumentando. Nel 2005 il numero dei terremoti registrato è stato pari a quelli verificatisi tra 1993 e 1996. Facendo riferimento alla scala di valutazione degli incidenti nucleari INES (per i francesi è livello sei e i giapponesi stanno valutando la modifica della classificazione da 5 a 6 ), un livello 6 vuol dire emissione all’esterno di prodotti di fissione in quantità comprese tra le centinaia e le migliaia di terabequerel (mille miliardi di radiazioni il secondo) equivalenti di iodio 131, e l’attuazione dei piani di emergenza per limitare i danni alla salute.Per Risoluti questo è irrilevante perché l’Europa è lontana dal Giappone ? Un reattore da un milione di kW contiene almeno 20 tonnellate di uranio 235 (tu caro Antonio sei un valentissimo chimico e puoi verificare se racconto frottole; la potenza elettrica è un Gw, quella termica 3 Gw; ipotizzando 8000 ore di funzionamento, un arricchimento del 5%, in un Kg di uranio 235 circa 4 moli contengono 4 per il numero di Avogadro di atomi e che ogni atomo fissionato produce 200 Mev).
    Complessivamente, quindi, 400 tonnellate di uranio formano il nocciolo. Risoluti fa riferimento ai reattori di terza generazione; sembra quasi che sia il miracolo della tecnica! E’ falso. Sono reattori evolutivi della seconda generazione, e non a sicurezza passiva. Ad esser rigorosi esiste l’AP 1000 che è di terza generazione plus, ma l’Italia tra i primi quattro ha scelto l’EPR di Areva, che è di terza generazione.
    I reattori di terza e terza plus non hanno nulla in comune rispetto alla futuribile quarta generazione composta da reattori innovativi! Anche io direi si al nucleare il giorno in cui arrivasse il reattore che non prevede piani di evacuazione nell’area intorno alla centrale, e con tecnologia che garantisca per i prossimi 100 anni che non avremo problemi relativi all’uso dell’uranio 235, l’unico isotopo sfruttabile con l’attuale tecnologia applicata ai reattori! Leggere il diagramma del Governo USA e firmato da 10 Statti sulla IV Generazione “ A Technology Roadmap for Generation IV Nuclear Energy System” (pag 13). L’uranio 235 è sufficiente per alimentare i 428 reattori attuali fino al 2030. E non raccontiamoci la balla che estraibile anche dall’acqua perché la concentrazione è pari a 3,3 per dieci alla meno tre parti per milione. Insomma un limite termodinamico ed economico insuperabile.
    Una caratteristica comune agli incidenti nucleari è la censura commista alla arroganza delle certezze dei tecnici del settore: “Noi siamo gli specialisti, abbiamo le competenze e l’esperienza quindi fidatevi di noi”. Utile evidenziare la contraddizione insuperabile tra gli standard di sicurezza richiesti, e un nucleare economico. Abbiamo assistito alle semplificazioni e mistificazioni dei nuclearisti sull’incidente di Chernobyl. L’intera Europa fu contaminata da un reattore che rilasciò una quantità di radioattività equivalente a 400 volte quella rilasciata dallo scoppio della bomba su Hiroshima, ma, per i filo nuclearisti, i casi di patologie gravi indotte furono molto contenuti.
    L’incidente di Three Mile Island ha registrato pochissime valutazioni. Il Giappone è il Paese che è citato anche dagli Stati Uniti per la sua efficienza e la specializzazione nella gestione dei reattori nucleari, ma, in questo Paese, sono accaduti parecchi incidenti nucleari gravi negli ultimi 20 anni. Un grave incidente al reattore veloce Monju ne determinò la chiusura circa 15 anni fa. Due incidenti abbastanza seri avvennero circa dieci anni fa nell’impianto di trattamento delle scorie nucleari di Tokaimura. Il Giappone ha 58 reattori, il più potente dei quali è quello di TEPCO, che fu fermato per questioni di sicurezza. Al terremoto è dovuto il gravissimo incidente nucleare di Tokaimura, che in termini di gravità si pone dopo Chernobyl e Three Mile Island. Il 16 luglio 2007 un sisma di 6,7 gradi Richter, in Giappone, coinvolse la più grande centrale del mondo: la Kashiwazaki-Kariwa. L’incidente grave alla centrale spagnola fu reso noto un anno dopo.
    Il problema è sempre lo stesso, ossia la certezza della improbabilità di un incidente grave. Probabilisticamente un grado 5 della Scala Ines ha la probabilità di verificarsi una volta ogni milione di anni. Ne abbiamo già avuti uno di 7 livello (Chernobyl), uno di quinto livello (Pittsburg) e questo di sei. Esiste o non esiste un problema di sottostima, come le certezze di Risoluti dimostrano? Possibile che l’approccio alla sicurezza dei reattori sia il paradigma della linearità e della consequenzialità delle azioni? Un sistema complesso come quello dei reattori obbligherebbe al cambio di paradigma, e al passaggio alla dinamica dei sistemi complessi!
    E ancora : qualcuno ancora crede che nel campo delle politiche industriali possa vigere la legge dell’interesse generale, o quantomeno della compatibilizzazione di interessi tra loro configgenti? La prevalenza dei reattori ad acqua leggera (90%) nel mondo dimostra che a prevalere è stato in origine il duopolio General Elecrtic, Westinghouse, al quale oggi si è aggiunta la Areva francese.
    Perché non ha avuto fortuna il reattore CANDU canadese di certo “ più sicuro” ? Perche l’amplificatore di energia di Rubbia, che usa torio e produce radioisotopi con radio tossicità mille volte inferiore, non ha ottenuto i finanziamenti per la sperimentazione? Perché la tecnica di energia nucleare definita piezonucleare, che usa il ferro, non ha ottenuto finanziamenti? E la fusione fredda , irrisa ma riprodotta in più laboratori al mondo, spiegata con la teoria della elettrodinamica quantistica?
    E gli investimenti sulle rinnovabili di terza generazione (superamento del silicio nel fotovoltaico, delle colture alimentari nelle biomasse; gassificazione biomasse; fluido termovettore nel solare termodinamico; eolico d’alta quota; nanostrutture, alghe, lieviti)? Probabilmente, la tara degli economisti neoclassici, che consideravano l’innovazione tecnica come la panacea di tutti i mali, persiste e insiste. La tecnica è solo informazione immateriale che non creerà mai nulla dal nulla! So solo che esistono dei limiti della biosfera alle risorse e ai rifiuti. So che tali limiti linearmente dipendono dal prodotto tra Affluenza (pil pro capite ), Tecnologia (sistemi di produzione) e P (popolazione ) e che la questione energetica è la questione centrale di questo millennio. Il superamento delle fonti impattanti e presenti in aree ad altissima fibrillazione geopolitica è la precondizione per un mondo che rischia catastrofi sociali , ambientali e di modelli istituzionali consolidati. Un carissimo saluto. Erasmo

  3. Caro Erasmo,
    non avevo dubbi sul fatto che il tuo commento sulle ipotesi “RISOLUTI” sarebbe risultato alla fine un utile ed importante approfondimento nonchè un forte stimolo -in particolare per i giovani- ad ulteriori ricerche; specialmente su queste tue domande fondamentali
    1-Perché non ha avuto fortuna il reattore CANDU canadese di certo “ più sicuro” ?
    2-Perche l’amplificatore di energia di Rubbia, che usa torio e produce radioisotopi con radio tossicità mille volte inferiore, non ha ottenuto i finanziamenti per la sperimentazione?
    3-Perché la tecnica di energia nucleare definita piezonucleare, che usa il ferro, non ha ottenuto finanziamenti?
    4-E la fusione fredda , irrisa ma riprodotta in più laboratori al mondo, spiegata con la teoria della elettrodinamica quantistica?
    Carlo Rubbia (con il suo Rubbiatron), propone l’uso di barre di torio, perchè Il torio è un elemento decisamente più abbondante in natura dell’uranio; in questo modo vengono attenuati i problemi, strategici e politici, di approvvigionamento, e viene in gran parte eliminato il costoso e dispendioso processo di separazione isotopico. Allo stato attuale si prevede che le riserve di torio siano sufficienti alla produzione di energia per molte centinaia di anni. Faccio mia la tua perplessità nel mancato finanziamento del progetto del Nobel Rubbia che ha detto pochi giorni orsono: senza finanziamenti non ci sarà futuro!
    Una cosa però non mi hai spiegato:
    secondo te, è vero che a Fukushima il danno non lo ha provocato il terremoto, ma l’onda anomala ?E’ vero chè la colossale onda di maremoto,non ha compromesso i sistemi di difesa dell’isola nucleare: ma ha messo fuori uso i diesel di emergenza (i generatori di energia elettrica), ed è stato questo che ha determinato, con la conseguente mancanza di refrigerazione- per assenza di energia elettrica- del nocciolo e delle piscine di stoccaggio, la crisi delle strutture ed i conseguenti rilasci all’ambiente??
    GRAZIE per le notizie precise e dettaggliate. Saluti antonio

  4. Tutti vorremmo un mondo in cui non vi fossero centrali nucleari, non vi fosse immissione di gas serra in atmosfera, che non si utilizzassero più combustibili fossili e che tutta l’energia necessaria a far muovere questo modello di sviluppo economico e sociale (consumi, mobilità delle merci e dell’uomo, produzioni industriali, ecc) fosse ricavata da fonti rinnovabili. Ma attualmente è possibile? E’ possibile oggi pensare di sostituire le attuali fonti energetiche con quelli provenienti dal sole, dal vento e dal mare? La domanda però non deve essere intesa solo nella sua valenza tecnica, ma più complessivamente nel suo significato tecnico-economico inserito nell’attuale modello di sviluppo occidentale. Ancora, io mi chiedo, qual è la priorità per l’ambiente oggi? Da quello che io so (non sono un fisico, nè un tecnico e le mie considerazioni vengono fuori da letture, per così dire, laiche) la priorità riconosciuta da tutti gli organismi mondiali che si occupano di queste vicende, ed in qualche modo ribadita anche nell’intervento di Erasmo Venosi, quando egli stesso fa riferimento all’attuale deglaciazione indotta dall’effetto serra, è la limitazione dell’immissione in atmosfera di gas serra proveniente per la maggior parte dalla produzione dell’energia a partire dai combustibili fossili. Ebbene, se è vero come è vero che questa è la priorità, e, se è vero come è vero, che attualemente le tecnologie “verdi” non riescono da sole a risolvere il problema e afornire tutta l’energie necessaria al nostro modo di vivere, allora abbiamo il dovere di pensare, dico almeno di pensare senza i paraocchi ideologici e senza strumentalizzazioni politiche, anche all’energia prodotta dall’atomo, se ciò ci consentisse di ridurre in maniera sensibile l’immissione di gas serra in atmosfera e di salvare il pianeta dagli effetti devastanti che sta producendo questo nostro modo di vivere. Certo potremmo cambiare il modello di vita. Potremmo arrestare lo sviluppo, si badi bene intendo, arrestare l’accelerazione dello sviluppo. Insomma potremmo rallentare, farci bastare quello che abbiamo. Non chiedere più nuove autostrade, ridurre i consumi, rallentare la nostra frenesia consumistica. Già questo garantirebbe un certo miglioramento, ma ne siamo capaci? Chi andrà a dire ai cinesi e agli indiani che, STOP, loro non possono raggiungere il nostro livello di sviluppo, loro, per il bene del pianeta si devono fermare. Mandiamo Fidel Castro a parlare con loro? Li convicerà?
    Prendiamoci una pausa di riflessione. Fermiamo l’iter avviato per la costruzione di nuove centrali in Italia, ma subito dopo mettiamoci a tavolino e proviamo a pianificare un progetto italiano per l’abbattimento dell’immissione di gas serra in atmosfera. Però consentitemi una citazione dotta, “fora dai ball” tutti quelli che vogliono vincere le elezioni sfruttando ogni minima possibilità di polemica sterile.
    Saluti
    Lazzaro Lenza

  5. Far dai ball tu come falso moralista !
    Tu che sei stato eletto e sei un esponente “diciamo ideologizizzato” in un raggruppamento politico che del “libero mercato” “del consumismo più spietato” ” dell’accumulo di capitali con evasione fiscale allegata” ne ha fatto l’IDEOLOGIA POLITICA.
    Tu che sottoscrivi la “moratoria nucleare berlusconiana” solo per prendere 12 mesi di tempo, sperando che passi l’emotività di Fukushima per proporre nuove Centrali – di una generazione gia vecchia ed insicura, in siti peericolosi come Foce del Sele ( non bastava quella del Garigliano in Campania).
    Tu che parli bene , ma razzoli male, infatti se credi veramente a quello che dici e ti sei “introdotto” in una discussione INTERESSANTISSIMA e ….., permettimi dotta!! per proporre cosa?
    ………fora dai ball” tutti quelli che vogliono vincere le elezioni sfruttando ogni minima possibilità di polemica sterile. IMPEGNATI A VOTARE “SI” AL PROSSIMO REFERENDUM! FARESTI COSA BUONA E GIUSTA:
    POLEMICA STERILE ?? ma cosa dici, caro dottore ma HAI LA FEBBRE, ritieni che il dibattito sul nucleare e tutte le sue sfaccettature sia STERILE ? Cioè poco interessante e con interessi di parte. ?
    Ma da quale parte politica viene la predica?
    Da chi è amico dell’ex AMICA di Italo Bocchino e non dice niente sulle ragazzine dell’Olgettina?
    NON SEI CREDIBILE e quindi vai FORA DAI BALL , prima possibile !!!!!
    Considerazione finale: questi “nuovi” politici, ci fanno rimpiangere quelli dell “prima repubblica”!

  6. CERTO, MORALISMI CHE VENGONO DA UNA PARTE POLITICA CHE CI FA ARROSSIRE DAL PUNTO DI VISTA INTERNO ED INTERNAZIONALE, SONO RISIBILI.IL BERLUSCONISMO E’ UNA PATACCA VIVENTE DELLA MALA GESTIONE E DI MOLTO PEGGIO ANCORA, INADEGUATO IN TUTTO, (VEDI NAPOLI CON IMMONDIZIA ED ORDINE PP.) CHE IL “CONCIONARE” SULLE CAPACITA’ AMM.VE DEGLI ALTRI E’ A DIR POCO PATETICO. UN CONSIGLIO SOMMESSO, SI RIFLETTA BENE PRIMA DI PARLARE ACCUSANDO GLI ALTRI DI INEFFICIENZA,SAREBBE UN GESTO CI CIVILTA’ VERSO IL PROSSIMO E VERSO SE STESSI…ANCOR DI PIÙ’! CON SIMPATIA…

  7. Sono contento che il mio intervento abbia suscitato un pò di clamore. Questa è la prova provata di quanto pensavo circa la scarsa propensione al ragionamento e alla discussione pacata di certa gente. Poco male. In fondo un pò di folklore non guasta mai. Non vedo però risposte concrete alle mie riflessioni, ma solo attacchi a testa bassa in quanto eletto nelle liste del PdL. Se questo non è pregiudizio! Mi auguro in futuro di leggere risposte vere alle mie domande e mi auguro che Erasmo Venosi o Antonio Lioi mi spieghino se è possibile. oggi, far fronte alle richieste energetiche modiali solo con le fonti rinnovabili ovvero come è possibile ridurre l’immissione in atmosfera di gas serra senza far ricorso all’energia nucleare. E credetemi, non ne faccio una questione ideologica, io vorrei proprio comprendere meglio.
    Saluti a tutti
    Lazzaro Lenza

  8. Caro Lazzaro, mi hai chiamato in causa insieme ad erasmo (Venosi) e non posso fare a meno di risponderti.Non posso fare a meno, anche se dopo il tuo intervento del 2 aprile u.s. ne avrei fatto volentieri a meno.A volte tacere è meglio.
    PRIMO: non condivido il tono dell’intervento “FORA DAI BALL per Lazzaro Lenza”, ma non posso non dare ragione all’interlocutore nel giudicare negativamente il tuo intervento che a mio modestissimo parere ti potevi risparmiare. Vedi la “credibilità” si guadagna a volte TACENDO e non prendendo le difese di qualche posizione politica per partito preso.
    Troppe sono le cose da condannare a Berlusconi ed i suoi sodali. In primis la totale assenza di una base ideologica del movimento ( non mi sembra giusto chiamarlo Partito) nato dal predellino di un auto, per sconfiggere il COMUNISMO. Il Comunismo è stato sconfitto dalla STORIA non certo da quattro imprenditori e loro dipendenti al soldo del padrone.
    Per evitare atteggiamenti settari, bastava non entrare nel merito di una discussione interessantissima che -come hai potuto constatare aveva poco o niente di politichese.
    SECONDO: non sono io l’esperto. Erasmo, che io conosco e stimo da oltre 40 anni. Lo conosco. (e spero tanto che le mie elucubrazioni giovanili lo abbiano spinto a STUDIARE), da quando lui, molto più giovane di me frequentava la mia stessa “barberia” di Peppe Biondi al Cinema Italia.Lui si è formato alla Scuola Padovana famosa nell’ambito tecnico astro-fisico e nuclare applicato. Per cui mi auguro che possa lui dare a te ed me le risposte avanzate su questo blog. (Grazie Massimo !!!!!)
    Io, ogni tanto, lo prendo in giro scherzando su di un mio ( FALSO) orientamento ANTI-NUCLEARE che spesso serve per approfondire qualche concetto nel merito.Ci chiedi se ” è possibile. oggi, far fronte alle richieste energetiche modiali solo con le fonti rinnovabili ovvero come è possibile ridurre l’immissione in atmosfera di gas serra senza far ricorso all’energia nucleare”.
    E’ una colossale balla sul nucleare utilizzata come alibi dal governo Berlusconi .Ecco da dove nasce la tua informazione di parte e ….consentimi , scorretta.
    Secondo loro – e tu li segui pedissequamente- l’utilizzo di energia nucleare sarebbe l’unico modo per combattere i cambiamenti climatici, dal momento che secondo loro non produce emissioni di gas serra.Invece il contributo all’effetto serra c’è eccome, a cominciare da quello legato alla produzione del combustibile nucleare: spesso è paragonabile a quello di una centrale termoelettrica alimentata a gas naturale. E se poi si vuol tener conto anche di costruzione delle centrali e gestione delle scorie…
    Ti voglio solo ricordare le colossali ed enormi quantità di vapore acqueo prodotte dall’impianto di raffreddamento delle centrali nucleari, in particolare proprio quelle di terza generazione.. Il vapore acqueo è un gas serra. Inoltre la estrazione, lavorazione ed arricchimento dell’uranio utilizzato dalle centrali nucleari richiedono moltissima energia, che di solito deriva da fonti fossili: e dunque comporta emissioni di gas serra. Qualcuno mette in dubbio la grande quantità di energia da utilizzare, io dico che il tutto dipende dalla concentrazione dell’ossido di uranio nel materiale grezzo da cui si ricava il combustibile usato dalla centrale nucleare. E, ancora, dipende dalla concentrazione di uranio fissile (U 235, l’isotopo dell’uranio utile per la reazione nucleare) rispetto all’uranio naturale. Pensa che il consumo di energia fossile per questi processi di fabbricazione è così grande che le emissioni di anidride carbonica – il principale gas dell’effetto serra – sono comparabili con quelle di un equivalente ciclo combinato alimentato a gas naturale.
    E le scorie? Alla fine del suo ciclo vitale, un tipico reattore nucleare di seconda e terza generazione (sono di terza generazione gli Epr che si vogliono costruire in Italia) produce 10.000 tonnellate di rifiuti di livello media-alta intensità e altrettanti di bassa intensità, più circa 100.000 tonnellate di materiali non attivati radioattivamente.
    I costi di gestione delle scorie si attestano intorno ad un quarto dei costi di costruzione del reattore nucleare, ma non è stato fatto un calcolo scientifico serio delle emissioni serra indotte da questa attività.
    Infine, le centrali nucleari, oltre a produrre energia, producono anche un’enorme quantità di calore. Per l’impianto di raffreddamento serve acqua (ne serve moltissima), che viene restituita all’ambiente riscaldata o sotto forma di vapore.

    Un reattore ad acqua pressurizzata (e tali sono anche gli Epr da 1 GW, per smaltire il calore, fa evaporare ogni secondo 1.000 litri d’acqua. Ogni ora 3.700.000 litri. Ogni giorno 89.200.000 litri. Ogni anno 32.600.000.000 litri.
    Il vapore acqueo è il principale gas serra (naturale)
    Io non sò, sarebbe interessante sapere da parte di chi ne sà più di me, se l’energia producibile dalle cosiddette rinnovabili è sufficiente a far fronte alla richieste energetiche mondiali, ma non vorrei che questo possa essere SOLO UN ALIBI, per sostenere una linea politica nuclearista.
    IO ANDRO’ A VOTARE AL REFERENDUM , ho qualche dubbio- che spero tu possa togliermi, SULLA TUA PARTECIPAZIONE REFERENDARIA:
    Cordialmente Antonio Lioi.

  9. Meno spocchia e + attinenza ai temi non guasterebbero, altrimenti si svilisce il mezzo blog per le sue potenzialità, diventerebbe uno sterile ciarlare….buona continuazione…

  10. Mi scuso per il ritardo ma sono rientrato oggi . Caro Antonio non ho risposto alla domanda perché la cosa mi sembra abbastanza incredibile. Dunque la sequenza incidentale sarebbe tzumani-onda gigante-pompe diesel fuori uso per mancanza di elettricità-difficoltà smaltimento calore –parziale fusione nocciolo. In un reattore esistono varie barriere di contenimento disposte in serie. La prima barriera è costituita dalle guaine delle barrette contenenti combustibile, la seconda dal recipiente (vessel) che contiene il nocciolo e i componenti del circuito primario (tubazioni,pompe e scambiatori) e infine una o più strutture esterne che racchiudono il vessel. Stando a quando affermato dalla Tokio Power Energy Company e legittimato dalla Nuclear Safety Commissionon Japan è stata l’onda dello tzunami a far mancare energia elettrica alle pompe che regolano l’acqua di circolo. Un reattore ha tre sistemi di sicurezza che agiscono su parti singole o di gruppo: sistema intrinseco, passivo e attivo. Per esempio la circolazione del refrigerante per convenzione naturale anche se le pompe cessano di operare fa parte del sistema di sicurezza intrinseco. Comunque i principi base sono:1) ridondanza (più componenti per evitare che la sicurezza dipenda da un singolo componente )-2) diversità sistemi basati su progetti diversi (questo protegge i sistemi ridondanti dal fatto di poter essere messi fuori uso dalla stessa causa ) – 3) separazione fisica. Il Principio “fail-safe” prevede che sistemi e componenti siano progettati in maniera da far assumere al reattore la condizione di sicurezza in caso di fallimento di sistemi e componenti. Un esempio è proprio rappresentato dall’alimentazione elettrica. S’impiegano sorgenti di potenza ausiliarie, usualmente mediante più motori diesel accoppiati a elettrogeneratori, e sistemi di accumulo di molte batterie elettriche che assicurano la condizione di sicurezza in caso di black-out. Come vedi caro Antonio in teoria l’assenza di energia elettrica non avrebbe dovuto comportare l’esito cui stiamo assistendo! Inoltre i reattori avevano ottenuto dall’Autorità di Controllo la proroga al funzionamento per altri 10 anni! Ti aggiungo infine tanto per capire bene le cose come vanno nel campo delle scelte industriali (anche se a te non devo spiegare nulla !).Nel 1958 un fisico di nome Feinberg alla Confernza di Ginevra sull’uso pacifico dell’energia nucleare, propose un modello di reattore denominato TWR (traveling wave reactor). Un reattore che utilizzava uranio impoverito che, avanza dal processo di arricchimento dell’uranio sia a scopi civili sia militari. Il TWR parte dall’uranio impoverito e crea al proprio interno il combustibile nucleare che poi brucia. In questo modo si produrrebbe energia senza aggiunta di altro combustibile per 100 anni. Gli Stati Uniti hanno accumulato uranio impoverito per 700.000 tonnellate. In teoria si potrebbe fornire energia per 500 anni ai consumi pro capite americani a tutta la popolazione mondiale. Per la cronaca è Bill Gates che oggi sta finanziando la sperimentazione.
    Caro Lazzaro proverò a rispondere per quanto ne so agli interrogativi che hai posto. Riporto quanto scritto nel IV Rapporto di IPCC (organismo scientifico ONU sui cambiamenti climatici). Solo mantenendo l’incremento medio globale di temperatura entro i 2 gradi centigradi , sarà possibile gestire gli effetti prodotti dal riscaldamento atmosferico. L’incremento di concentrazione di biossido di carbonio (responsabile per il 60% dell’incremento dell’effetto sera ; il metano lo è per il 18%) dal 1750 (inizio era industriale ) ad oggi è stato del 35%. Da una concentrazione di 270 ppmv a 387 ppmv. Il limite secondo IPCC è rappresentato da 540 ppmv cui corrisponde l’incremento limite di temperatura di 2 gradi centigradi. La strategia prevede tre interventi: azione sui serbatoi (foreste che assorbono la co2), sul modello energetico (superamento graduale dei fossili) e infine sull’adattamento (rialzo zone sotto marine, pianificazione opere in zone diverse da quelle interessate da probabili occupazioni da parte del mare etc). L’intervento primario è sul modello energetico. Ora tu osservi che l’atomo dobbiamo prevederlo. L’atomo con questa tecnologia (fissione uranio ) e volendo cinicamente prescindere dai problemi di questi giorni secondo me ( ma cambierò idea se mi dimostrano il contrario) non ha futuro. Il diagramma consumo/uranio ne evidenzia i limiti di sfruttamento. Inoltre al mondo l’energia nucleare è utilizzata per produrre elettricità che rappresenta il 17% del bilancio energetico mondiale. Questo 17% di energia elettrica è prodotto da fossili, nucleare, rinnovabili (in particolare biomasse e idrico). Il nucleare senza imbrogli di computazione incide sul bilancio energetico mondiale per circa il 2%. Si certo mi dirai che non è vero perché le statistiche riportano 4%. Si. E’ vero, ma imbrogliando. Un miliardo di kwh (Twh) da nucleare è computato con 0,26 Mtep (milione di tonnellate equivalenti di petrolio) mentre lo stesso Twh da idrico o eolico è computato a 0,086 Mtep. Dove sta l’arcano? Il nucleare è considerato fonte primaria e quindi anche i due terzi del calore inutilizzato e immesso in atmosfera entra come energia primaria. Ammesso che si risolvibile il problema della sicurezza, dei costi, della proliferazione, delle scorie, del decommissioning (che nessuno al mondo ha fatto!) e ammesso infine che la sperimentazione dei reattori di quarta generazione si conclude positivamente è ragionevole credere che possa non dico risolvere ma solo intaccare gli immani problemi energetici ? Indipendentemente dai valori numerici relativi alle disponibilità di uranio, s’ignora che, il vero parametro da utilizzare nelle stime sulle risorse energetiche, è il rapporto tra l’energia prodotta e quella spesa (EROEI ovvero Energy Return On Investment) e che, chi investe, vuole essere remunerato (maggiorazione congrua del valore dell’EROEI). Le riserve di uranio conosciute hanno concentrazioni variabili tra i 2 chilogrammi in una tonnellata di roccia, a 1 per 10 tonnellate, divise tra “facile” e “difficile” estrazione. Nello studio condotto dagli olandesi Storm Van Leeuwen e Smith emerge che: la quantità di energia, da spendere per estrarre e lavorare l’uranio, ogni volta che dal giacimento si estraggono 3 chilogrammi di uranio, lavorando 10 tonnellate di roccia, eccede quella ottenibile nei reattori. Il 40 per cento delle riserve è detenuto da Canada e Australia che, agli attuali ritmi di consumo, coprirebbero per un paio di decenni il fabbisogno delle centrali europee e americane. La restante parte di uranio è detenuta da Paesi come la Russia, il Niger e il Kazakhistan, mentre l’85 per cento è gestito dal cartello delle “sette cugine”. E non è irrilevante osservare che gli impianti di arricchimento dell’uranio sono in mano a quattro società: Areva, Urenco, Rosatom e Usec. Circa un terzo dell’uranio usato oggi proviene da stock militari esistenti (Nell’anno di firma del Trattato START – Strategic Arms Reduction Treaty) si contavano 65057 testate nucleari, mentre oggi l’arsenale nucleare globale ne conta 13.500 testate. Calcolare, di là da ogni altra considerazione, la convenienza economica del nucleare, su un prezzo dell’uranio stabile, è un azzardo inaccettabile. Sotto ho riportato il documento del Governo degli USA su reattori di quarta generazione e il diagramma sull’uranio. Puoi ben vedere che con le riserve certe si arriva con i reattori LWR (gli attuali ad acqua bollente e ad acqua in pressione) fino al 2030. Con l’uranio “speculativo” (risorse probabili ) fino al 2060. Solo con i reattori veloci (fast reactor) è possibile non avere problemi di disponibilità dell’uranio. Questi reattori se la sperimentazione andrà bene saranno disponibili non prima di 30/40 anni! Insomma con l’attuale tecnologia è una partita da giocatori di poker!!!

    Veniamo alle rinnovabili che per me vengono dopo il risparmio e l’efficienza energetica a parità di usi finali Il sole irraggia 1360 watt per metro quadrato che moltiplicati per la superficie della terra (1,29 per 10 alla quattordicesima metri quadrati) fornisce 176.000 miliardi di Kw ,dei quali un terzo è riflesso verso lo spazio. Disponiamo quindi di 120.000 miliardi di Kw che sovrastano ampiamente i 13 miliardi di Kw di fabbisogno mondiale . I problemi sono relativi alla frazione di radiazione convertita in una forma di energia direttamente impiegabile per usi diversi ,la capacità di accumulo e i costi. Ripartendo sulle 24 ore la radiazione solare avremo un valore medio di 200 Kw per metro quadrato. Trasformando solo il 10% di quello che proviene dal sole , basterebbe un quadrato di lato pari a 800 Km (il 2 per mille della superficie della Terra!) per soddisfare il fabbisogno mondiale e un quadrato di lato pari a 70 Km per soddisfare quello italiano. Con un rendimento del 20% tale superficie si ridurrebbe a 50per 50 Km quadrati.Materiali semiconduttori come il grafene e l’arsenurio di gallio hanno questi rendimenti di conversione. Quindi il problema vero è rappresentato dagli investimenti in ricerca su materiali e su strutture di accumulo. Ma possibile che , se aumenta la domanda , l’unica risposta è l’aumento della offerta ? La risposata tecnicamente più innovativa è la riduzione degli sprechi, delle inefficienze e gli usi impropri. In tal modo si riduce la domanda senza ridurre il benessere. In Germania per legge nel riscaldamento delle case non si possono consumare più di 70 Kwh al metro quadro all’anno. In Italia , dove fa più caldo ,ne consumiamo 150/200 Kwh al metro quadrato all’anno. A Bolzano il progetto “casa-clima” realizza le cosiddette case passive con consumi inferiori ai 15 kwh/mq/anno. E’ un italiano l’inventore del TOTEM (Total Energy Module) utilizza un motore “metanizzato” di una 127, e viene alimentato da metano o da biogas, sviluppando una potenza elettrica in grado di soddisfare il fabbisogno elettrico di venti appartamenti, con il recupero del calore si possono riscaldare tre appartamenti. Il TOTEM consuma la metà delle fonti fossili a parità di servizi prodotti. Esistono TOTEM con una potenza che varia da 2 kW a 100 kW, in grado, quindi, di rispondere a molte esigenze diverse. FIAT non ha mai considerato questa straordinaria macchina un prodotto industriale. Alcuni prototipi furono installati negli ospedali di Torre Pellice, Alessandria e Subiano. Nel nostro Paese cogenerazione è sinonimo (errato!) di teleriscaldamento! Il teleriscaldamento utilizza, ma solo in inverno, il calore prodotto nelle centrali, ma necessita di costose reti di distribuzione. La microcogenerazione (potenza elettrica inferiore a 100 kW) del TOTEM genera calore quando serve, e l’elettricità prodotta o viene utilizzata da chi produce o viene riversata nella rete elettrica. Orientativamente la microcogenerazione e la minicogenerazione (poche centinaia di kW) è adeguata per case di cura e ospedali di dimensioni non elevate, piscine, centri sportivi, alberghi, centri commerciali. Oltre a calore ed elettricità si possono generare frigorie (fresco) mediante la tecnica dell’assorbimento, realizzando la tricogenerazione. Dei circa 4 miliardi di metri quadrati di patrimonio edilizio italiano, l’edilizia residenziale con 27 milioni di alloggi copre il 56% del totale, il 27% delle superfici è destinato al terziario, e il 16% al settore produttivo. Gli interventi di efficienza energetica in questo settore (Totem più interventi d’isolamento termico sugli edifici) consentirebbero un risparmio di almeno il 20 % di energia primaria da fonti fossili. Il condizionamento lo facciamo funzionare con la corrente elettrica potremmo invece utilizzare pompe di calore azionate da motori termici risparmiando i 2/3 della energia. Infatti nelle grandi centrali termoelettriche solo un terzo della energia contenuta negli idrocarburi viene convertita in elettricità. La micro cogenerazione diffusa che sfrutta il calore che disperdiamo nella’ambiente riutilizzandolo ,così che dalla combustione si ottiene energia elettrica e calore , è il la energia contenuta nel combustibile viene sfruttata al 94%. E ancora ricerca per i “LED bianchi” in sostituzione delle lampade ad incandescenza. Sui LED si scatenata la competizione tra centri di ricerca (semiconduttori nitruri,ossidi semiconduttori).Caro Lazzaro il nucleare non è a emissione zero, con gli l’attuale tecnologia ha 20/30 anni di sopravvivenza , incide per il 2% sula bilancio energetico mondiale, la tecnologia è americana o francese , il mercato dell’uranio è in mano a 7 società. Perche dovremmo sceglierlo? Questione energetica e questione climatica rappresentano la sfida di questo millennio. Ma cosa è l’ambientalismo serio se non la ricerca di uno sviluppo compatibile con le leggi della termodinamica e gli equilibri della ecosfera. La questione delle rinnovabili è unicamente legata alle innovazioni prodotte da R&S. Certo che se guardiamo alla esperienza italiana qualche domanda nasce . Perplessità suscita l’esperimento istituito dal Ministro dell’Economia: nel 2004 nasce l’Istituto Italiano di Tecnologia con una dotazione annua di 100 milioni di euro. Risultano non spesi circa 400 milioni di euro, e va positivamente registrata la rete collaborativa con centri di ricerca e università. I campi di ricerca sono robotica, neuroscienze e nanobiotecnologie.Direttore scientifico di IIT è il Prof Cingolani e membro del Comitato Scientifico il Prof. Veronesi. Sicuramente i settori di ricerca identificati sono interessanti, ma sarebbe stato meglio una procedura pubblica aperta a tutti e valutata da soggetti terzi. Il finanziamento della ricerca dell’Istituto in cui il Prof Veronesi è direttore scientifico e quella di finanziare il Laboratorio di Nanotecnologie ha determinato un conflitti d’interesse che nel settore strategico della ricerca sarebbe stato meglio evitare adeguando le procedure alle migliori esperienze internazionali.Pesanti critiche sono giunte all’IIT in un articolo su “Science”, dove alcuni scienziati coinvolti nella progettazione dell’Istituto ,denunciano il mancato recepimento dei loro suggerimenti Nell’articolo si cita un Rapporto negativo su IIT , commissionato dall’ex Ministro Padoa Schioppa e mai reso pubblico dal suo successore.Sul nucleare italiano poi una furbata che si potevano risparmiare Contrariamente a quanto previsto dall’art 7 del DL 112/2008, che recita “nessun onere“ per lo Stato, interviene l’art 17 del DLgs 31/2010 che stabilisce “copertura finanziaria e assicurativa contro i ritardi e la messa in esercizio degli impianti”.Si presti attenzione: non il riconoscimento dei costi sostenuti, ma un generico danno che potrà essere dilatato a piacere considerata l’impossibilità di calcolo! Si aggiunga la priorità di dispacciamento, ovvero la precedenza riconosciuta all’energia elettrica nucleare per l’entrata nella rete elettrica , a qualsiasi costo venga prodotto. Infatti poi saranno di cittadini e le imprese a pagare . Un cordialissimo saluto.Erasmo

  11. Ringrazio Antono Lioi ed Erasmo per le risposte e mi astengo da controdeduzioni scientifiche per evitare di alimentare interminabili discussioni difficilmente sostenibili in termini di tempo per chi scrive e per chi legge. Rimando però tutti i lettori che volessero approfondire gli argomenti citati da Erasmo Venosi, a 2 siti ( http://www.assonucleare.it; http://www.forumnucleare.it/index.php ) all’interno dei quali è possibile trovare tutte le controdeduzioni alle sue argomentazioni contro il nucleare. Consiglio di leggere gli articoli sui costi di produzione dell’energia elettrica da varie fonti, quelli sulle riserve di uranio e sui costi per la sua estrazione, quelli sui costi di decommissioning delle centrali e quelli sulla dipendenza dell’Italia dall’energia elettrica prodotta dalla Francia attraverso centrali nucleari costruite sui nostri confini. Detto ciò consentitemi però di chiedere ad Antonio Lioi sul perchè io avrei fatto meglio a tacere? Perché la mia credibilità dovrebbe essere legata al mio silenzio? Perché se parla lui, tutto va bene? Perchè le sue valutazioni sono verità assolute scevre da qualsiasi condizionamento ideologico? Ma poi, non capisco da quale mia affermazione nascono le sue parole che qui riporto: “Vedi la “credibilità” si guadagna a volte TACENDO e non prendendo le difese di qualche posizione politica per partito preso. Troppe sono le cose da condannare a Berlusconi ed i suoi sodali. In primis la totale assenza di una base ideologica del movimento (non mi sembra giusto chiamarlo Partito) nato dal predellino di un auto, per sconfiggere il COMUNISMO. Il Comunismo è stato sconfitto dalla STORIA non certo da quattro imprenditori e loro dipendenti al soldo del padrone. Per evitare atteggiamenti settari, bastava non entrare nel merito di una discussione interessantissima che -come hai potuto constatare aveva poco o niente di politichese.”
    Ma scusa Antonio, quale mia affermazione giustifica un attacco politico di questo tipo che io non ho sollecitato? Io non ho mai parlato di politica nel mio intervento, limitandomi solo a dire che in questa discussione non doveva entrarci la politica e le persone che volevano cavalcare la tigre del nucleare SOLO per fare consenso. Avevo detto esattamente il contrario. Scusami Antonio, ma rimando al mittente le accuse e i consigli di stare zitto se si vuole guadagnare credibilità. Io ho le mie idee e nessuno mi può dire che le debbo tacere. Io esprimo liberamente quello che penso ed entro nel merito delle discussioni pubbliche ogni volta che voglio con le mie argomentazioni frutto delle mie esperienze personali, politiche e professionali, apponendo nome e cognome con umiltà ma con orgoglio e coraggio. Scusatemi, io non taccio!!

  12. Caro Lazzaro una sola breve considerazione.I costi citati nel sito sono relativi a impianti ammortizzati e a contratti dell’uranio di 30 anni fa con clasuola take or pay.Il decommissioning non è statto fatto da nessuno al mondo e quindi non capisco come possa essere quantificato il costo.Citami unsito che quntifica il costo del Kwh prodottto dal m odello EPR in costruzione a Olkjluoto e Flamville e ne parliamo. Cordiali saluti.Erasmo

  13. Erasmo, nel sito dell’AIN ho letto un documento da cui si evince quanto segue:
    L’analisi più approfondita attualmente disponibile sui costi di produzione del kWh nucleare (“Projected Costs of Generating Electricity”) è stata condotta congiuntamente dalle agenzie nucleari dell’ONU (IAEA) e dell’OCSE (NEA) con riferimento a 14 paesi dell’OCSE e pubblicata nel 2005 (OCSE 2005).
    - Esistono inoltre numerose analisi dei costi associati alla gestione dei materiali radioattivi e a allo smantellamento degli impianti nucleari a fine vita.
    - Sulla base delle suddette analisi, il costo di produzione del kWh nucleare è composto come segue:
    costo di impianto 2,1-3,1 c$/kWh (57-61 %)
    costo del combustibile 0,5-1,0 c$/kWh (15-18 %)
    costo di esercizio e manutenzione 0,5-1,0 c$/kWh (15-18%)
    costo di gestione dei materiali radioattivi 0,1 c$/kWh (1,9-2,9 %)
    costo di smantellamento 0,2 c$/kWh (3,8-5,8%)
    costo totale 3,4-5,4 c$/kWh (100%)

    Ti invio il link
    http://www.assonucleare.it/Documenti%20AIN/Osservazioni%20Dossier%20Legambiente%20Agosto%202008.pdf

    saluti

  14. Caro Lazzaro
    va bene non tacere e non scusarti.
    I nostri vecchi dicevano che in alcuni casi “il silenzio è d’oro”.
    Non voglio alimentare una discussione di poco interesse..
    RIPETO LE TUE PAROLE di chiusura del tuo primo intervento
    “Prendiamoci una pausa di riflessione. Fermiamo l’iter avviato per la costruzione di nuove centrali in Italia, ma subito dopo mettiamoci a tavolino e proviamo a pianificare un progetto italiano per l’abbattimento dell’immissione di gas serra in atmosfera”
    Cosa significa : che dopo l’anno di moratoria suggerita dal barzellettiere, bisognerà trovare una soluzione ?”
    Immagino che tu da persona seria pensi che in questo anno, si discuta, sulle soluzioni ALTERNATIVE a quelle che alimentano l’effetto serra!
    Quindi per quanto detto nel mio intervento in risposta alla tua domanda, credo di aver spiegato che il nucleare certamente alimenta e non diminuisce questo invonveniente! Allora se chi ha proposto la moratoria, aveva insediato DA SUBITO, un tavolo di tecnici con l’incarico di studiare quelle soluzioni che tu vuoi, sicuramente sareste stati più credibili..
    Invece la pausa di riflessione sul nucleare annunciata , in realta’ si sta dimostrando essere solo una sosta perchè di riflessione non c’e’ ne traccia.

    Riflettere significa studiare, parlare, confrontarsi, scambiare opinioni. Significa agire e non stare fermi in attesa che l’attenzione dell’opinione pubblica con il tempo diminuisca la tensione legata a quanto è successo a Fukushima.Mi autorizzi a sospettare che invece ci si sia solo fermati per aspettare che l’effetto del disastro in Giappone sull’opinione pubblica passi, cercando di depotenziare il referendum sul nucleare indetto per il 12 e 13 giugno (insieme a quelli sull’acqua pubblica)?
    Infatti perchè nessuno parla dell’incidente nucleare nell’impianto di Fessenheim, nel nord-est della Francia successo da poche ore ?
    In questo caso si è trattato, si spera senza conseguenze gravi-di un incidente causato da una manovra inappropriata, SI PARLA SOLO SE CI SONO MORTI??
    Quindi ora piu’ che mai e’ invece il momento di stare svegli. Spero che tu condividi che il Governo di utilizzi la moratoria per avviare sin da subito un confronto con la gente, le associazioni e le imprese sul futuro energetico del nostro Paese e su come poter fin da subito affrontare la lotta ai cambiamenti climatici e non costringerci OGNI GIORNO, giorno dopo giorno a dover discure solo di come SALVARE un pluri-indiziato e cambiare quindi le leggi in modo tale che queste siano UGUALI per tutti, tranne che per lui.
    ANDIAMO IN MASSA A VOTARE PER IL REFERENDUM e ………questa volta non andiamo al mare il 12 e 13 giugno.
    Non mi hai risposto. VIENI ANCHE TU A VOTARE ??.
    Con la simpatia di sempre, antonio lioi

  15. Antonio Lio, concordo con te sull’opportunità di non alimentare discussioni di poco interesse (a cui non ho mai dato il via) e mi accingo invece a risponderti sul resto.
    Un vecchio adagio politico dice che a pensar male si fa peccato ma… in quest’ottica e per il ruolo di opposizione che la sinistra in Italia svolge in questo particolare momento storico, è comprensibile la tua interpretazione dei fatti. Ciònonostante è importante restare obiettivi e non ragionare con troppo pregiudizio ideologico. Il governo ha deciso una moratoria di un anno e tutti i ministri all’uscita del CdM erano concordi nel riconscere la necessità di una pausa di riflessione al fine di poter giudicare i fatti senza l’ansia legittima derivante dalle notizie pocor assicuranti, provenienti dal Giappone. Questi i fatti. Tu ci vedi un strategia? A me sembra una posizione assolutamente condivisibile e di buon senso. Anch’io concordo con te sul fatto che è necessario il confronto pacato su questi temi, attraverso tutti i mezzi possibili. Ecco il motivo della mia presenza in questa discussione ed ecco perchè ho condiviso due link a siti che possono portare un importante contributo a tutta la questione. Dell’incidente nell’impianto di Fessenheim non ne so nulla, appena finito di scrivere questa risposta andrò a vedere su google news. Il silenzio è sempre una scelta sbagliata che non condividerò MAI!!! Così come è sempre sbagliato non partecipare alle votazioni. Su questo argomento però è necessaria una piccola riflessione. Vedi Antonio, è importante che la gente prenda consapevolezza che, poichè i referendum sono solo abrogativi e non sono validi se non si raggiunge il quorum minimo degli elettori, anche la mancata partecipazione rappresenta una precisa volontà di espressione democratica. Pertanto, sono convinto che anche chi decide di portare avanti la politica dell’astensionismo sia da rispettare alla stregua di chi invita ad indicare il SI oppure il NO sulla scheda. Antonio, l’UNICA volta che non sono andato a votare in tutta la mia vita è stato al ballottaggio delle ultime elezioni amministrative di Eboli e, ti giuro, il mio istinto partecipativo e democratico si è sentito violentato. Ma quella era una scelta precisa e andava fatto così. Questa volta non mancherò al voto, perchè sono in grado di dare il mio contributo consapevole alle scelte, come ho sempre fatto. Cosa voterò? Non ho dubbi in proposito.

  16. Caro Lazzaro tu mi invi a leggere i documenti, riportatai in due siti che hannno come mission la promozione del nucleare! Io pacatamente ti invito ad applicare logica e ragione.In via incidentale affremo che, i costi riportati si riferiscono ad impianti ammortizzati e sono costi sottostimati. Sottostimati perchè manca la chisura del ciclo delle scrorie ad alta atttività. Mi citi prer favore un deposito geologico si scorie ? Manca lo smanttellamento del reattore (in verità ci sarebbe anche la rimessa in pristino dei luoghi). Mi citi un esempio di centrale dismessa ? Ma come si può a rigor di logica e buon senso far finta di ritenere che il costo del Kwh da nucleare sia quello se mancano due voci importanti ( e verificate ) come stoccaggio scorie e decommisioning ? E si può ragionevolmente credere che il costo del Kwh sia quello per l’EPR che ancora non è operativo? Si può smentire l’evidenza dell’errore strumentale propalato da EDF , ENEL e Sudio Ambrosetti nel peresentare tre mesi fa a Cernobbio lo studio sulle stime di costo del Kwh da nucleare .Sai che tasso di interesse hanno utilizzato sul costo del capitale ? Il 5% ! Congresso USA , Commissione Europea , Camera dei Lords , Dipartimento Energia deggli USA , Agenzia di rating Moody’s usano il credibile tasso del 10%.Leggi per favore l’art 25 comma 4 della legge 99 del 2009 che riconosce priorità di entrata in rete della energia elettrica prodotta da fonte nucleare ! Leggi il dlgs 31del 2010 che garantisce “l’investitore” (…che poi sono multiutility o aziende partecipate o con un unico azionista. lo Stato!).Il nulceare è incompatibile con una economia di mercato perchè ha bisogno di garanzie , certezza di vendita delle quantità prodotte , stabilità del prezzo. Tuttto questo era possibile inassenza di mercati liberalizzati e di privartizzazioni , quando c’erano i monopolisti verticalmente integrati.Ora non più. Sarà il cittadino italiano a pagare la follia di questa scelta che spero venga annnullta dal voto di giugno.Un nucleare che non potrà mai con l’attuale tecnologia riosultare sicuro .E poi una ultima domanda te la faccio come medico. Ma mi ritrovi un solo motivo etico o morale che possa giustificare la bestialità , il cinismo di una fonte che determina effetti stocastici genetici senza la esitenza di un limite minimo al di sotto del quale c’è tutela ? Ma possibile che l’ultimo rapporto OMS identifica come seconda causa dio morte per tumore polmonare proprio il radon e si possa ancora discutere di una fonte che al radon è legata proprio sulle emissioni radioattive e dopo le immagini del disattro giaponese ? Delle radiazioni provenienti dal fondo naturale e dai ragggi cosmici non ci possiamo difendere , ma dalla luicidissima flollia del nucleare io credo di si.Buona domenica.

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