Genesi sulle Mafie: Seminario Art House con Isaia Sales

Seminario di formazione per 50 artisti del progetto Art House con Isaia Sales sulla genesi delle Mafie a Eboli.

Il masterclass di formazione, si è tenuto nella sessione pomeridiana a San Lorenzo nel centro storico di Eboli, nel corso di un interessante seminario con lo scrittore e docente di storia delle mafie, Isaia Sales. Il relatore: “Il fenomeno mafioso è colmo di semplicistici luoghi comuni che dovrebbero essere sfatati!”

Isaia Sales-Convegno Art House. - Eboli

Isaia Sales-Convegno Art House. – Eboli

di Marco Naponiello per  POLITICAdeMENTE  il blog di Massimo Del Mese

 “La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine“. Giovanni Falcone

EBOLI –  Si è tenuto Lunedì 7 novembre, presso la sala convegni di San Lorenzo, nel centro storico di Eboli, un seminario di scrittura creativa patrocinato da Art House, un progetto di conversione di beni confiscati alla criminalità organizzata in laboratorio d’arte per i giovani artisti emergenti. Il seminario diviso in due sessioni, mattutino e pomeridiano, si è immesso in un percorso di formazione tendente a sensibilizzare specie le nuove generazioni, sulle tematiche connesse al rispetto della legalità ed al contrasto alle mafie. Il seminario antimeridiano ha visto protagonista l’inviato speciale de “Il Mattino”, Gigi Di Fiore, mentre quello pomeridiano di cui tratteremo, dallo scrittore e docente di storia delle mafie, l’ex parlamentare DS Isaia Sales.

Il progetto Art House organizzatore dell’evento è da diverso tempo una realtà conosciuta in tutta la Provincia, ottenendo riconoscimenti e l’appoggio costante dell’opinione pubblica, cui questo sito ha dato il meritato spazio informativo (https://www.massimo.delmese.net/?s=art+house) ed ha come sua portavoce e promotrice nella nostra città la giovane attivista Mariapia Mercurio, la quale con la curatela di questa ennesima e commendevole iniziativa, si riconferma come un nobile esempio di cittadinanza attiva.

Sinteticamente

Isaia Sales-Art House-Convegno sulle mafie Eboli

Isaia Sales-Art House-Convegno sulle mafie Eboli

il progetto in essere ha come sua capofila l’associazione L.E.G.A.L.I.T.A. una Onlus (organizzazione non lucrativa di utilità sociale), affiancata dall’Osservatorio Comunicazione Partecipazione Culture Giovanili (OCPG) in simbiosi con il Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione dell’UNISA, dal Comune di Eboli e dall’associazione Musicalmente.

L’essenza del proponimento sociale consiste nella riconversione di beni immobili confiscati alla criminalità organizzata (vedi villa Maiale di Corno d’Oro di Eboli, inaugurata alla presenza del Sindaco Massimo Cariello e del noto giornalista televisivo Sandro Ruotolo), e farne pertanto la sede di un’impresa di promozione sociale, finalizzata alla produzione di opere artistiche con l’intento di supportare i giovani creativi finanche nella commercializzazione, tramite la vendita diretta od online, servendosi di un retail distributivo ideato nel corso dei vari passaggi progettuali.

Ultima fase del programma: le opere saranno restituite all’antica città di Eboli attraverso la diretta testimonianza di installazioni pubbliche; e cosi l’opera d’arte che viene creata nella sua entità fisica in un luogoluogo emblematico oggetto di confisca ad una organizzazione mafiosa, frutto di iniquità e sofferenze collettive, alla stessa comunità locale viene altresì restituito come contrassegno morale di riscatto e rinascita.

Ilario Massarelli-Isaia Sales-Art House-Convegno sulle mafie Eboli

Ilario Massarelli-Isaia Sales-Art House-Convegno sulle mafie Eboli

Il tema della legalità non poteva ospitare un migliore relatore al seminario eburino, e ci riferiamo al paganese e conterraneo Isaia Sales, due volte in un recente passato parlamentare della Repubblica (XII e XIII legislatura, sottosegretario al tesoro), in più consulente economico dell’allora presidente campano Antonio Bassolino, scrittore fecondo e polivalente che della lotta alla camorra ne ha fatta la sua stella polare. Difatti tra le sue opere in argomento segnaliamo: “La camorra, le camorre del 1988”, nel 2006 ha pubblicato invece “Le strade della violenza. Malviventi e bande di camorra a Napoli”, ancora nel  2010 “I preti e i mafiosi. Storia dei rapporti tra Mafie e Chiesa cattolica”. Momento alto è avvenuto con il riconoscimento del 6 novembre 2010 ossia la consegna del Premio Feudo di Maida per l’opera: “I preti e i mafiosi”. Isaia Sales da qualche anno è apprezzato docente di “Storia della criminalità organizzata nel Mezzogiorno d’Italia” presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, in aggiunta all’essere anche uno degli editorialisti di punta del Corriere del Mezzogiorno.

Si inizia precisi alle 15, con la breve introduzione dell’ex amministratore locale Ilario Massarelli sulla figura dell’illustre ospite: «..che non abbisogna di certo di presentazioni!”. Di seguito il microfono scivola rapido nella mani di Isaia Sales, che tiene una vera e propria Lectio Magistralis, sulla genesi del fenomeno mafioso in tutte le sue forme ad una platea attenta, composta quasi al completo da under 35, ed  a tratti quasi rapita dalle sue riflessioni storicistiche. Sales nel incipit quasi a guisa di una bonaria provocazione, finalizzata oltremodo a “fare pulizia” nelle sedimentate credenze sull’argomento, che vogliono gioco forza le varie criminalità meridionali figlie della sottocultura e dell’arretratezza economica, con un supposto impeto di riscatto sociale per mezzo di azioni prevalentemente criminali. Afferma Sales ”..la criminalità organizzata non ha prevalso in base alla potenza militare, che è ben poca cosa rispetto agli eserciti ordinari: d’altronde i pirati, i briganti ed altre espressioni storiche che si sono opposte al potere costituito erano ben più equipaggiate, o di riverbero necessariamente per la mancanza della presenza dello Stato che pure era manchevole e a cui le mafie hanno svolto come ben si conosce, una funzione di supplenza! – e prosegue – La Storia insegna che nessun moto di ribellione criminale ha avuto capacità di sovvertimento dell’ordine costituito, tranne le rivoluzioni su base ideologica e politica ma questo è ben diverso!”

Art House-Convegno sulle mafie Eboli

Art House-Convegno sulle mafie Eboli

Rimarca l’autore “L’abilità di queste ultime è stata quella di sapersi alleare, fondersi e addirittura a sovrapporsi con coloro che avrebbero dovuto essere i suoi nemici naturali, in due secoli ed oltre fatti di una storia di alleanze inconfessabili, con le alte sfere civili e religiose del tempo (queste ultime mai hanno scomunicato pubblicamente i mafiosi, anzi in molti casi proteggendoli) più che con un mero consenso su base popolare cui si è sempre erroneamente ritenuto, per parafrasare  il filosofo Max Weber, sono stati dei poteri che si sono legittimati vicendevolmente, creando un vero e proprio ordinamento parallelo con norme e sanzioni immediatamente rese esecutive!

L’analisi socio-storicistica stigmatizza comportamenti consuetudinari nell’Italia meridionale, come il matrimonio riparatore (emblematico il caso da vasta eco di ribellione della siciliana Franca Viola, stuprata dal suo fidanzato mafioso e simbolo della crescita civica e dell’emancipazione delle donne italiane) e la convinzione radicatasi delle negligenze dello Stato Borbonico stiano a monte di questo fenomeno, quando poi la recrudescenza dei sintomi criminogeni si ebbe con l’Unità d’Italia attraverso la collaborazione tra i latifondisti nobili siciliani e la dirigenza sabauda. «Il feudalesimo – prosegue il relatore della serata – nel Sud è finito con la rivoluzione napoleonica il 1806 e il 1812 rispettivamente a Napoli e in Sicilia pro forma, ma sostanzialmente è terminato solo negli anni ’50 del secolo scorso! Fateci caso: tutte le nazioni che hanno tardato a liberarsi di questo sistema politico e sociale hanno sviluppato i germi delle mafie, la Cina con le Triadi il Giappone con la Yakuza, la Russia, dove i servi della gleba erano venduti parimenti al terreno dal feudatario, sarebbe cosa buona leggersi sull’argomento il romanzo le “Anime Morte”,  dove si descrive la dimensione morale più bassa della Russia del romanziere Gogol, e in Sudamerica, il latifondismo dei fazenderos, che in molti casi sono oggi loro stessi mafiosi, ha contribuito in gran parte all’antica schiavitù dei secoli scorsi e la estrema ricchezza ai narcotrafficanti odierni, armati come eserciti, che nel solo Messico la droga e il suo mercato vale il 20 per cento della ricchezza prodotta,a fronte di un 17%  del PIL in Italia però di tutte le attività illegali!»

Art House-Convegno sulle mafie Eboli

Art House-Convegno sulle mafie Eboli

L’intellettuale prosegue spedito, scomponendo altre assurde opinioni, come quella che vuole che le mafie siano state generate logicamente in territori poveri e poco analfabetizzati, cosa non vera: Abruzzo, Molise, Diano-Cilento entroterra calabrese e Siciliano non hanno vissuto tale nascita, invece le terre originarie del brigantaggio (quali queste oggettivamente sono) son state immuni dal fenomeno malavitoso di stampo mafioso, come di contro le zone ricche ed evolute del Paese, vedi il centro-nord o anche nazioni mitteleuropee, sono diventate negli ultimi anni terreno di facile conquista.

Nel periodo pre-unitario poi le cariche pubbliche erano cedute dai sovrani per far cassa come l’amministrazione della stessa giustizia, ed i latifondisti per difendersi da predoni e briganti vari esercitavano una vera e propria giustizia di classe senza quei connotati di tutela di diritti che diamo per scontati dal dopoguerra in poi. Emblematico il caso di Liborio Romano, ultimo prefetto della città di Napoli, che all’atto finale del disfacimento dello Stato Borbonico, con una Partenope in preda al caos dovuto alla fuga di re Francesco II e all’amnistia da lui concessa a molti delinquenti comuni, per poter in arme difendere lo Stato dai garibaldini (scelta errata, dato che gli ex galeotti la sfruttarono per praticare vendette personali), abbiamo il primo ed inquietante connubio tra Camorra e potere politico. Infatti il Romano “in virtù della sua organizzazione e del suo potere di controllo territoriale”, nonostante il suo ruolo pubblico, designò al capo indiscusso della camorra di allora, ovvero a Salvatore De Crescenzo soprannominato “Tore ‘e Crescienzo” e ai suoi affiliati, le mansioni di ufficiali di pubblica sicurezza e nel mentre l’eroe dei due mondi entrava trionfante nella capitale, il tutto in cambio dell’amnistia e di un incarico statale ben remunerato, caso questo che legittimó il De Crescenzo ed i suoi. Cosa che si ripeté molti anni dopo, con i funerali di Calogero Vizzini (Don Calò), primo grande boss di Cosa Nostra nel 1954, acclamato dalla gente ed omaggiato da  tanti uomini dello Stato.

Art House-Convegno sulle mafie Eboli

Art House-Convegno sulle mafie Eboli

«Non dimentichiamoci – specifica ancora Sales – che i campi erano difesi da compagnie d’armi composte da mafiose o da camorristi le quali era assoldate a tale compito. Scartando a priori la matrice culturale (con rischio di implicazioni razziste ad essa dovuta) come la primaria ragione nelle formazioni di queste forme associative delinquenziali, veniamo sinteticamente alle caratteristiche morfologiche del fenomeno di stampo mafioso, il quale ha sicuramente rispetto alle altre organizzazioni di criminali comuni un tratto assai distintivo: la sua lunga durata! Le caratteristiche essenziali sono:

  • Primato sociale riconosciuto universalmente
  • Relazioni intense con i poteri antagonisti
  • Potere economico in attività illecite e lecite
  • Uso della violenza nobilitato, con codici di onore e riti anche religiosi, atti a sublimare se stessi ed a disprezzare le loro vittime, considerate esseri sub-umani. Dunque una morale ed una spiritualità razzista ed autoassolvente
  • Creazione di un Ordinamento normativo parallelo a quello statuale

Si congeda dopo una esaustiva e compendiosa esposizione Isaia Sales: «La Storia va capita, se la si vuole analizzare scientificamente anche con i se, con le ucronie, le alternative ai fatti realmente accaduti che non debbono essere considerati come ineluttabili, del resto uno Stato serio e decente che volesse combattere la criminalità organizzata, potrebbe risolvere il fenomeno venendone a capo nell’arco di una generazione, se esso avesse la volontà di snodare i radicati e loschi intrecci, con azioni forti e funzionali allo scopo!

Art House-Convegno sulle mafie Eboli

Art House-Convegno sulle mafie Eboli

Eboli, 8 novembre 2016

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  1. GLI STUDI E I LAVORI STORICI DELL’ON/LE ISAIA SALES

    MERITEREBBERO BEN ALTRO PUBBLICO E BEL ALTRO IMPEGNO.

    E COMUNQUE I TEMI CHE EGLI AFFRONTA,CIOE’IL RAPPORTO

    TRA MAFIE E POLITICA ,TRA MAFIE E CORRUZIONE ,SONO

    TEMI CENTRALI NELLA STORIA D’ITALIA. RICORDIAMONE UNO

    TRA I TANTI:IL CASO CONOSCIUTO STORICAMENTE COME

    “INCHIESTA DEL SENATORE GIUSEPPE SAREDO “A NAPOLI.

    L’INCHIESTA SAREDO MATURA NEGLI ANNI 1900, 1901, 1902,

    A NAPOLI ,AVENDO LA PREMESSA DI UNA ULTRADECENNALE

    CORRUZIONE NEL PERIODO DEL “GIOLITTISMO”.

    BASTI RICORDARE CHE NEL 1908 IL SICILIANO PROF NASI

    VENNE RICONOSCIUTO COLPEVOLE, DAL SENATO DEL REGNO,

    DI APPRORIAZIONE INDEBITA DI FONDI DEL MINISTERO DELLA

    PUBBLICA ISTRUZIONE .EGLI ERA IL MINISTRO DELLA P.I.

    MA TORNIAMO ALLA COMMISSIONE SAREDO,CHE NEL 1901

    PROVO’ I LEGAMI CON LA CAMORRA DEL SINDACO DI NAPOLI,

    CARMINE SUMMONTE ,SOSTENUTO DA EDUARDO SCARFOGLIO DE

    “IL MATTINO”,ACCUSATO DI AVER PERCEPITO DENARO PER

    SCRIVERE ARTICOLI FAVOREVOLI AGLI ACCUSATI DELL’IN-

    CHIESTA.LA TANGENTOPOLI NAPOLETANA DEL 1900 PORTO’

    ALLO SCIOGLIMENTO PRIMA DEL CONSIGLIO COMUNALE E POI

    DI QUELLO PROVINCIALE

    LA DURISSIMA CAMPAGNA DEL GIORNALE SOCIALISTA “LA

    PROPAGANDA” CONTRO LA COSIDETTA”CAMORRA AMMINISTRATI-

    VA” EBBE I SUOI EFFETTI,ANCHE NEL CAMPO NAZIONALE.

    L’ECO DEGLI SCANDALI NAPOLETANI ,AL COMUNE E ALLA

    PROVINCIA,ERA ARRIVATO ANCHE IN PARLAMENTO.

    L’INCHIESTA SAREDO FECE LUCE SUL QUADRO DI MALGOVER-

    NO,CLIENTILISMO,GESTIONE ILLEGALE DELLA MACCHINA AMMI-

    NISTRATIVA.SI PARLO’ NELL’INCHIESTA DI “ALTA CAMORRA”,

    BORGHESE E DI “CAMORRA PLEBEA”. LE DUE INCHIESTE

    POSERO SUL TAPPETO LA PROBLEMATICA DELLA “QUESTIONE

    ECONOMICA” E DELL’ABBANDONO DEL MEZZOGIORNO DA PARTE

    DEI GOVERNI DELL’EPOCA. E IL MEZZOGIORNO RESTO’

    ALL’OPPOSIZIONE CERCANDO DI DIFENDERSI DA QUELL’ITA-

    LIA ,GIA’ ALLORA .CORROTTA E MAFIOSA. PERCHE’ COME

    DICE SALES ALL’INTERNO DELLA CORRUZIONE SI GENERA LA

    MAFIA E DALLA MAFIA DERIVA LA CORRUZIONE.

    EBOLI 9 NOVEMBRE 2016 PEPPE LESO

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