Gesù “Processato” a Salerno e la Post Verità

Gesù e la Post-Verità. L’autore, Diego Fabbri, immagina una famiglia ebraica, e una troupe di attori, che mettono in scena il processo a Gesù.

Nella splendida Cattedrale di San Matteo, si è svolta ieri sera, la rappresentazione di una delle opere teatrali italiane più conosciute al mondo e che per la prima volta venne rappresentata al Piccolo Teatro di Milano il 2 marzo 1955.

processo a Gesù-Salerno

processo a Gesù-Salerno

di Vincenzo Cicalese per POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

SALERNO – Nello splendido scenario del Duomo di Salerno, Cattedrale di San Matteo, si è svolta ieri sera, la rappresentazione di una delle opere teatrali italiane più conosciute al mondo e che per la prima volta venne rappresentata al Piccolo Teatro di Milano il 2 marzo 1955.

L’autore, Diego Fabbri, immagina che i componenti di una famiglia ebraica, insieme ad una troupe di attori, decidono di mettere in scena il processo a Gesù di Nazareth, per cercar di comprendere quanto la legge giudaica fosse stata giustamente applicata. Caifa, Pilato, gli Apostoli, Giuda, Giuseppe, la Maddalena e altri personaggi che ebbero un ruolo fondamentale nella vicenda della crocifissione, vengono chiamati a testimoniare.

processo a Gesù Salerno

processo a Gesù Salernom

Ciascuno di loro, partendo dalle posizioni e situazioni descritte nei Vangeli ufficiali della Chiesa, lentamente scivolano verso aspetti più squisitamente umani, rivelando così una Post-Veritá fatta di debolezze, rimpianti, scrupoli e rimorsi che ricostruiscono i passaggi più importanti della vita di Cristo in una luce imprevedibile e scevra da riferimenti miracolistici tanto cari alla versione catechistica. Un plauso all’Arcivescovo di Salerno, presente alla manifestazione, che ha consentito questo tipo di rappresentazione teatrale in uno dei luoghi simboli della cristianità occidentale. Questo testo, infatti, subito dopo la sua pubblicazione 62 anni fa fu denunciato al Santo Ufficio dell’Alleanza Cattolica Tradizionalista e, lo stesso Diego Fabbri fu accusato di “offesa alla religione ed istigazione all’odio sociale”.

Ma bravissimi soprattutto gli attori della compagnia teatrale  che, imprimendo un ritmo sempre più incalzante e realistico all’opera del Fabbri, hanno coinvolto il numerosissimo pubblico delle navate del Duomo nella vicenda umana ed attualissima di Gesù di Nazareth. Così, da un non facile spettacolo, è venuta fuori tanta Verità contrapposta alla canonica Post-Verità di San Paolo. Infatti, da un groviglio di certezze e dubbi, ambizioni ed umiltà, domande e risposte, alla fine “Nessun colpevole ma tutti colpevoli!” Come accade nelle migliori tradizioni della politica italiana.

Il popolo, infine, condannò Gesù Cristo, seguendo più l’istinto che la ragione, più la pancia che il cervello(oggi si direbbe). Quello stesso popolo a cui si sono rivolti e si rivolgono da millenni i nostri bravi politici populisti nostrani e stranieri affinchè venga superata l’intermediazione dei Parlamenti, delle Magistrature, delle Leggi, degli usi e delle consuetudini. Gianbattista Vico coi suoi corsi e ricorsi storici, è sempre lì a ricordarci.

Eboli, 12 aprile 2017

5 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. La Chiesa ha fatto passi da gigante negli ultimi cinquanta anni. Per fortuna c’è stato un Papa come Giovanni Paolo II che dopo alcuni secoli ha riabilitato il povero Galileo Galilei costretto dalla Santa Inquisizione ad abiurare l’assunto che la terra girava intorno al sole. Quando Diego Fabbri pubblicó il processo a Gesù nel 1962, fortunatamente non esisteva più l’inquisizione, altrimenti quasi sicuramente lo avrebbero condannato al rogo. Ma la fortuna maggiore per noi crostiani occidentali é stato il secolo dell’Illuminismo che ci ha consentito di superare le posizioni fondamentaliste della religione cattolica-cristiana, altrimenti in Europa ci sarebbe stata una nuova ISIS contrapposta a quella Islamica. Dal processo a Gesù si evince che i quattro Vangeli ci hanno tramandato una visione mistica della figura di Cristo che invece é stato uomo con tutti i pregi e difetti di una persona che alla fine da solo ha dovuto subire il supplizio della croce sublimato dall’immenso amore di Maria Magdalena.

  2. Congiure di oggi ,congiure di ieri.

    Il cosidetto “processo contro Gesu’ fu una congiura

    e una macchinazione ordite dal Sinedrio e dal suo

    capo ,Caifa.per motivi religiosi e politici : sullo

    sfondo il confronto tra Pilato e Gesu’.

    Il processo contro Gesu’ fu’ è in primo luogo il

    processo e la condanna di un proclamato innocente.

    Tutto il futuro del mondo si concentra nello spazio

    imperiale del Pretorio,a Gerusalemme,tra l’alba e

    l’ora sesta del, venedi’, giorno quattordici del

    mese primaverile di Nisan.Siamo nel 30 d.C.

    C’è un uomo legato ai polsi dopo una notte passata

    davanti al Sinedrio che lo accusa di “blasfemia.

    Di fronte , anche il Procuratore romano della Giudea,

    il cavaliere Ponzio Pilato,Dietro una tenda ,fuori,

    raccolti nel cortile di pietra del Gabbata’ ,aspettano

    i sacerdoti del Tempio ,i 71 sinedri.

    Si è detto figlio di Dio ,i giudei chiedono che Roma

    riconosca la bestemmia e pronunci la condanna ,che

    spetta solo a lei.Nella stanza del Pretorio ,uno

    scriba redige ,sulla pergamena,l’interrogatorio ,

    quale forma del processo stesso,domanda e risposta che

    fissano i confini del cielo e della terra.

    La vita di Gesu’ è in bilico tra Pilato e il Sinedrio.

    Pilato si appella al popolo ,la “provocatio ad

    populum” e la decisione finale viene presa nel crescen

    do impressionante di fanatismo popolare .Verita’ e

    giustizia testimoniano contro la democrazia.Per colo-

    ro che credono nel figlio di Dio e re dei Giudei ,come

    testimone della verita’ assoluta ,questo

    plebiscito_ Gesu’ o Barabba,è certamente un serio

    argomento contro la democrazia.

    La folla era adulata,e per adularla la si era innal-

    zata da plebe che era ,fino a Dio. Di fronte alle

    implorazioni di Gesu’ Dio resta muto affinché si

    compisse il disegno. Il”crucifige” urlato dalla folla

    non è stato altro che il momento culminante di quel

    silenzio . L’onnipotenza di Dio era l’onnipotenza

    della folla . Pilato e il Sinedrio, mettendo in ulti-

    ma e disperata istanza, la vita’ di Gesu’ nelle mani

    della folla l’hanno adulata ,”divinizzandola.

    Per l’appunto :”vox populi,vox dei” .Divinizzare il po

    polo è una forma di idolatri politica.

    Il processo contro Gesu’ ci parla della messa a morte

    di un uomo.La folla che gridava “crucifige” era

    esattamente il contrario di quel che la democrazia presuppone.

    Gesu’ è stato capace di condurre Pilato ,vertigino-

    samente, fin sulla soglia di un mondo nuovo ,che era

    il mondo della separazione dei due regni (Cesare e

    Dio),dove Dio attraverso il sacrificio del Figlio

    si mostra come Dio d’amore.

    Rispetto alla grandiosita’ e drammaticita’ dell’evento

    la speculazione filosofica non poteva rimanere indif-

    ferente.

    Infatti, l’ateo ,F.Nietzsche,nonostante avesse pro-

    clamato “la morte di Dio” affermo’ che la sua scom-

    parsa aveva lasciato un vuoto incolmabile” Ma gia’

    Hegel aveva riempito tale vuoto quando aveva affer-

    mato che l’umanita’ doveva caricarsi sulle spalle

    il dolore per “la morte di Dio”,elaborare il lutto

    come si fa quando muore un nostro fratello e come

    c’aveva insegnato la grande cultura greca.

    peppe leso 13 aprile 2017

  3. …altri interventi su facebook:
    Commenti
    Lucia De Lillo
    Lucia De Lillo Molto “interessante”! Una versione “umana ” della crocifissione di Cristo,così vicina allo spirito che anima i dipinti del Caravaggio. Credo che la vicenda di Gesù,figlio di Dio,sia,in primis,la storia di un uomo,la storia dell'”Uomo” che ci ha preceduti non solo nel subire una grande ingiustizia,ma anche nel soffrire il “dolore”. Un Uomo -Dio che ha scelto di morire per Amore!
    Non mi piace più · Rispondi · 1 · 12 aprile alle ore 18:25 · Modificato
    Vincenzo Pietropinto
    Vincenzo Pietropinto Una serata intrisa di una atmosfera cosi r ealistica che la commozione per una vicenda cosi straordinariamente umana ha coinvolto tutti.bravi tutti gli artisti .un pathos
    ..unico.

  4. Giorni di festa ,la Pasqua,impegna giornali e tv a

    parlare della figura del Cristo.

    Secondo i Vangeli ,Cristo risorge e il giorno della

    Resurrezione è Pasqua. Cristo era sceso negli Inferi,

    il Venerdì di passione ; come dimenticare il nostro

    Carlo Levi nel “Cristo si è fermato a Eboli”: “Noi

    non siamo cristiani “dicono i contadini lucani”Cristo

    non è mai arrivato qui (Lucania= .”Cristo è sceso

    nell’Inferno sotterraneo del moralismo ebraico per

    rompere le porte nel tempo e sigillarle nell’eter-

    nità.”

    Cristo muore sulla croce.Egli era un ebreo che ha

    predicato un giudaismo rinnovato ed è morto da ebreo.

    Dal discorso delle Beatitudini:”Non sono venuto a

    demolire la legge(Torah) ma a perfezionarla”

    Cristo morendo si vede lasciato solo da quel Dio di

    Israele al cui culto s’era sforzato di restituire la

    perduta spiritualità.

    La Pasqua è per i cristiani la resurrezione del loro

    Dio ,per gli ebrei la liberazione dalla schiavitu’

    del Faraone.

    Gesu’ e i suoi apostoli dopo la crocifissione e il

    Resurrexit si sono identificati col sostegno dei

    poveri ,degli esclusi e dei deboli.

    La Chiesa ,pur responsabile di comportamenti storica-

    mente censurabili,ha sempre sostenuto tali idee.

    Il pontefice Francesco ha detto “che l’amore è il

    flusso reciproco tra Dio e l’umanita’; è una scintil-

    la di Divino che c’è in tutte le anime,l’immanenza

    di una divinità trascendente .

    Ma se Dio è immanente ed è la Sostanza di tutte le

    cose ,se Egli non privilegia piu’ la sua trascenden-

    za perché non riabilitare il grande olandese,il filo-

    sofo Spinoza ,scomunicato,che nel Seicento aveva

    detto cose analoghe?

    Eboli 17 aprile 2017

  5. 21 aprile 2017 .Le dimissioni dal Senato della Repub-

    blica ,ieri approvate dall’aula,del senatore Minzoli-

    ni,sono davvero eclatanti ,se non fossero anche para-

    dossali.

    Il Minzolini era stato già graziato il 16 marzo scorso

    ma ieri è stato dimesso dal Senato.Il Minzolini,ieri

    sperava di “risorgere” dopo la tentata “crocifissione”

    del 16 marzo.Nel corso del suo intervento,il Minzolini

    ha gravemente strumentalizzato la grandiosa vicenda

    umana ,storica e politica ,della morte di Gesu’,di-

    cendo che “cosi’ vuole la legge Severino”,usando le

    stesse parole di Cafia ,gran sacerdote del Tempio,

    nel chiedere la morte del Cristo:”cosi’ vuole la leg-

    ge”.Ha detto,ancora,che il Senato si è comportato

    come Ponzio Pilato..Indirettamente si è paragonato

    al Cristo.Ma Minzolini non è risorto,ne’ poteva

    risorgere :Minzolini non è il figlio di Dio.

    Il Figlio di Dio è il figlio dell’Uomo,in un gioco

    delle parti il cui mistero è anche abbagliante.

    Il grande evento del Cristo crocifisso,morto e risor-

    to,si propaga con un rombo di apocalisse nel decen-

    nio e nei secoli che immediatamente lo seguirono;

    catalizzo’ le speranzr degli umili,si pose come pie-

    tra di paragone dinanzi alle filosofie di un mondo

    che sentiva da tempo sempre piu’ improbabile l’auto-

    sufficienza della propria cultura .

    Il cristianesmo piombo’ nella storia con l’effetto di

    un trauma .La rivelazione si incarna ,si fa passione ,

    giudizio sul mondo ,regola di vita ,cultura.

    Cielo e terra scendono a confronto,e vi scendono

    sulla carne viva dell’uomo,sul terreno del suo desti-

    no.

    No l’ex senatore Minzolini,giustamente cacciaro dal

    Senato della Repubblica ,non è il figlio di Dio.

    peppe leso

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