Sensazionale: Pietro, l’erede di Gesù Cristo era un assassino

Sensazionale: Chi ha ucciso Anania e Saffira? Per Porfirio nel nuovo testamento è stato Pietro, l’erede di Gesù? 

L’assassinio per Coscia è avvenuto per motivi di “guadagni” e ricorda che Pietro, poco tempo prima, per salvarsi aveva rinnegato proprio Gesù Cristo giurando e spergiurando di non conoscerlo. Nessuna differenza per Coscia: bisogna rispettare le regole. Si evince quindi che la legge della religione può uccidere. 

San Pietro

San Pietro

di Giovanni Coscia per POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

ROMA – Leggendo proprio dal capoverso “5” Lettera agli Apostoli, ho dovuto soffermare, obbligatoriamente la mia attenzione su quei “versetti” che recitano e narrano di una vicenda che ha visto come attore principale proprio quel San Pietro, che la chiesa cattolica riconosce come primo Papa e come santo. E le antiche scritture, definite “sacre”, lasciano spazio ad ampie considerazioni, in virtù di fatti e misfatti dell’epopea cristiana.

Questa volta, vale senza dubbio alcuno, soffermarsi su di una lettura che mi è balzata strana agli occhi, di un tratto del nuovo testamento e tradotta proprio da una Bibbia di Famiglia Cristiana, che narra di alcune vicende di Simon Pietro e che la storia della chiesa cattolica, ha annoverato come il primo successore di Cristo e primo papa della storia.

Bisogna comprendere che la vicenda parte dal momento in cui lo stesso Pietro, ha preso il posto di Cristo, perché oramai era “asceso in cielo” e quindi il comando spettava proprio allo stesso Pietro. In quel periodo vigeva una legge molto particolare, ed asseriva che “i beni di tutti, bisognava metterli ai piedi degli apostoli”. Ovvero bisognava consegnare il danaro ai capi. Come sappiamo Pietro era a capo di un folto gruppo, quei pescatori di anime, il quale proselitismo doveva avvicinare alla parola di Cristo, quante più persone fosse stato possibile.

A gestire il denaro, quindi, ci pensavano i capi, ovvero gli apostoli e quindi il capo, Pietro. Un gruppo o una setta? Anania e Saffira, una coppia di giovani sposi del tempo, avevano venduto un loro campo e non avevano dato tutto il danaro agli apostoli, trattenendosene una parte.

Venuto a conoscenza di questa vendita e di quei guadagni, Pietro, l’apostolo, chiama a se Anania e gli dice: “Perché hai pensato di prendere in giro in questo modo lo spirito? Come ti sei permesso di trattenere somme maggiori e di non averle consegnate a me? Solo a queste parole, Anania muore. Lo seppelliscono, ed in quel momento giunge la moglie e Pietro con atteggiamento da poliziotto le chiede:” a quanto avete venduto quel campo? E lei, Saffira dice la stessa cifra che aveva concordato col marito. Al che Pietro risponde: “guarda che quelli che hanno portato a seppellire tuo marito, ora tornano e seppelliranno anche te”. Ma quello non era il gruppo dove si doveva praticare il perdono 70 volte 7? Non doveva invece dire ad Anania,… sappiamo che ti sei trattenuto una parte maggiore di danaro e quindi non è una buona regola comportarsi in questo modo? Sai che bisogna consegnare tutto e comunque questa volta ti perdono? NO. Invece non c’è stato nessun perdono.

C’è da chiedersi: Anania è morto di ictus? Di infarto? Di colera? O di quale altra malattia improvvisa? Niente di tutto ciò, oppure è morto, come dice Porfirio nel nuovo testamento, “L’ha ucciso Pietro?” Quando leggerete quel passo capirete anche voi che ad uccidere Anania, l’ha ucciso proprio lui, Pietro, il successore di Cristo. Atti degli Apostoli cap. 5. I due muoiono, ma in effetti quando ritorna il gruppo che ha seppellito Anania, gli stessi trovano la moglie già morta, e li c’erano soltanto Pietro e la moglie, di Anania, Saffira. E viene riportato che tutta la comunità ebbe timore di quel comportamento assassino in quanto bisognava far capire che “qui le regole si rispettano”. “Il denaro va consegnato tutto a noi” (Pietro) e non potete fare quello che volete.

Non bisogna dimenticare che Pietro, poco tempo prima, per salvarsi aveva rinnegato proprio Gesù Cristo giurando e spergiurando di non conoscerlo. Vero? Come tradurre in chiave moderna questo comportamento? Non c’è differenza con i clan o con le sette di oggi. Nessuna differenza; bisogna rispettare le regole. Si evince quindi che la legge della religione può uccidere. E Girolamo, che è colui che ha tradotto in latino la Bibbia, nell’epistola 109, ricorda la Ceveritas e dice, raccontando… La durezza di Pietro quando uccise Anania e Saffira.

Che dire, tenetevi caro il vostro San Pietro. La storia della religione Cristiana andrebbe rivista e rivisitata. Ma basterebbe, che il Vaticano avesse la compiacenza di proporre le vere traduzioni originali, così come sono state realmente scritte, e non affidate a manigoldi di Teologi, su incarico della chiesa stessa, negli anni passati, e dare una lettura diversa a fatti che francamente ci sembrano opposti a quelli che raccontano.

Roma, 28 novembre 2018

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