Le Pensioni dei salernitani, focus della Cisl Fnp: È fame

Venerdì 4 ottobre, ore 9.30, agriturismo “Masseria La Casella” Pontecagnano Faiano, Direttivo Fnp Cisl provinciale sui pensionati.

La CISL Fpn apre un confronto nel direttivo territoriale sulle pensioni dei salernitani e la situazione economica in cui versano sulla base dei dati ufficiali sugli anziani residenti nei comuni della provincia di Salerno. Dei 300mila pensionati il 60% percepisce solo 500 €, I restanti 1.200€, pochi quelli che arrivano a 1500 €., il 20% in meno del Nord. È fame. Si pretenda di mettere le pensioni al primo posto nell’agenda del Governo. 

Pensionati alla fame-poveri-italiani

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

SALERNO – Focus sulle pensioni dei salernitani: i vertici regionali e provinciali della Cisl si confrontano nel Consiglio Direttivo Territoriale della Fnp provinciale. – Si legge in una nota della CISL Fpn salernitana – Il confronto si terrà venerdì 4 ottobre alle ore 9.30, presso l’agriturismo “Masseria La Casella” di Pontecagnano Faiano (via Cristoforo Colombo, 51) – il Consiglio Direttivo Territoriale della Fnp Cisl della provincia di Salerno. Si discuterà, dopo la relazione programmatica e il relativo dibattito, della situazione economica in cui versano i pensionati con gli ultimi dati ufficiali sugli anziani residenti nei 158 centri della provincia.

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Alla riunione saranno presenti il segretario generale della Fnp Cisl Salerno, Giovanni Cantalupo, il segretario generale della Cisl Salerno, Gerardo Ceres, il segretario generale della Fnp Cisl Campania, Augusto Muro, e il presidente regionale dell’Anteas, Giuseppe Gargiulo.

Era ora che una organizzazione sindacale prendesse nota e aprisse una discussione sui pensionati italiani e ovviamente quelli salernitani, e sulle loro condizioni. E neanche a farlo apposta la nota della CISL Fnp arriva proprio oggi che è la “giornata nazionale dei nonni“, pilastri “sgangherati” ma affidabili di questa società distratta e ingrata verso oltre 9milioni di pensionati.

Le pensioni in Italia? Sono 17,8 milioni e valgono poco più di 204 miliardi di euro di cui 183 miliardi sostenuti dalle gestioni previdenziali, secondo il Rapporto dell’Inps di inizio 2019.

Anziani disabili-Corso V. Emanuele-Salerno-Foto POLITICAdeMENTE

13.867.818 di pensioni sono di natura previdenziale, cioè dovute a prestazioni che hanno avuto origine dal versamento di contributi previdenziali (vecchiaia, invalidità e superstiti), durante l’attività lavorativa del pensionato; le rimanenti, circa 4milioni, sono da prestazioni erogate dalla gestione degli invalidi civili (comprensive delle indennità di accompagno), da pensioni e assegni sociali, di natura assistenziale, cioè prestazioni erogate per sostenere una situazione di invalidità congiunta o meno a situazione di reddito basso.

Si aggiunge che il 61,3% delle pensioni pari a circa 10.929.466, ha un importo inferiore a 750 euro. (dato nazionale) Questa percentuale, per le donne è del 74,5%. L’importo medio mensile della pensione di vecchiaia è di 1.196,98 euro e come al solito emerge il divario con il valore più elevato nel Nord del Paese con 1.283,52 euro. Gli uomini come sempre percepiscono pensioni mediamente più elevate di quelle delle donne, e differenze nelle differenze arrivano ad essere quasi il doppio (+90,5%) nel settentrione per la categoria vecchiaia.

Pensionati e pensioni da fame

I dati riferibili alle pensioni e ai pensionati in provincia di Salerno sono paurosamente drammatici. Dei poco più dei 300mila pensionati salernitani il 62,2% dei pensionati infatti, vive con meno di 500 euro (250 euro in meno rispetto al Nord), poco più del 30.0% arriva a 1.000 euro, pochi invece i fortunati che raggiungono 1.500 euro (4,2%), rarissimi quelli che superano i 2.mila euro  (1%). Numeri da fame tant’è che la provincia di Salerno per pensionati è al 10° posto per reddito invece è agli ultimissimi posti.

E cosa bisogna aggiungere più, con questi chiari di luna si capisce quante differenze ci sono in Italia e come oltre ai dati economici anche nel retribuzioni e soprattutto nelle pensioni c’è,  tra Nord e Sud, mentre il galletto Matteo Salvini è la Lega distraggono l’opinione pubblica con i migranti, consumano bottini e rapine in favore del Nord, con la colpevole consapevolezza della classe politica del Sud.

Pensionati alla fame-poveri-italiani

La verità che queste differenze non toccano solo il mondo dei pensionati e dei lavoratori, verso i quali non si punta il dito accusatorio perché percettori di assegni e stipendi più ricchi, le differenze sono negli investimenti, nella Sanità, nella Scuola, nei trasporti, nelle comunicazioni, nei servizi e via di seguito e quel seguito fa la differenza e ci consegna un mezzogiorno a brandelli con i suoi cittadini stremati e alla fame, eppure i vari Governi negli ultimi anni hanno fatto cassa sui pensionati con i prelievi di “solidarietà“. Praticamente i pensionati sfruttati hanno aiutato i loro “magniaccia”, intanto le pensioni e i pensionati non ci sono nell’agenda di Governo.

Invece di fare analisi non sarebbe più giusto pretendere si metta al primo posto dopo il lavoro le pensioni?

Pretenda o che si aggiornino automaticamente seguendo il costo della vita?

Pretendere si giunga a prestazioni dei servizi gratuiti per i pensionati (Sanità, trasporti, ecc.)?

Se i Sindacati anziché cincischiare non sono capaci di alzare il tiro e riportare giustizia si facciano da parte e non si automagnifichino.

Salerno, 2 ottobre 2019

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