Associazione L’Altritalia: SI’ alla regolarizzazione dei migranti

Usciamo dal buio, SI dall’Associazione L’Altritalia alla regolarizzazione dei migranti. 

Persone che che lavorano in nero e che da tempo vivono in Italia, senza contratto né contributi, senza diritto a malattia o a norme di sicurezza sul luogo di lavoro, alla mercé di caporali e imprendori senza scrupolo.

L’altraitalia-migranti

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Usciamo dal buio, SI dall’Associazione L’Altritalia alla regolarizzazione dei migranti che lavorano in nero e che da tempo vivono in Italia!

Usciamo dal buio, è urgente!

L’Associazione L’Altritalia ha una storia lunga vent’anni al fianco dei migranti nella Piana del Sele: circa 20.000 visite mediche gratuite e diversi anni di corsi d’Italiano per stranieri. Centinaia di persone incontrate e conosciute che ci hanno raccontato le loro storie e i loro sogni.

Molti rapporti di amicizia che resistono al tempo ed alle distanze, dal momento che tanti di loro si sono stabiliti in altre parti d’Italia ed hanno tirato su famiglia. Ma nella nostra Piana del Sele vivono ancora alcune migliaia di migranti irregolari, che lavorano 8/10 ore al giorno per 25€ al giorno, come vent’anni fa.

A nero. Senza contratto né contributi. Senza diritto a malattia o a norme di sicurezza sul luogo di lavoro. Nelle mani di caporali o a pseudo-imprenditori che, nell’illegalità, vincono la competizione con datori di lavoro onesti perchè pagano meno la manodopera, non pagano le tasse né i contributi ai loro lavoratori.

Con quest’economia sommersa perdono tutti: i lavoratori, gli imprenditori onesti, i commercianti, i proprietari di case…mentre aumenta l’insicurezza sociale e la scarsa qualità della vita.

Quante sono le realtà produttive simili alla Piana del Sele in tutt’Italia?
Rosarno, Foggia, Verona …e quanto lavoro-nero c’è nel settore dell’edilizia del Nord?

Finalmente qualche Ministro di questo Governo parla di regolarizzazione dei migranti che già lavorano e risiedono da tempo nel nostro Paese. Si avverte che sono a rischio i raccolti dei prossimi mesi per mancanza di manodopera, visto che la crisi sanitaria dovuta al COVID-19 impedirà lo spostamento stagionale dei lavoratori stranieri dell’area UE.

E’ tempo di uscire dal buio, ora!

Non basta annunciare pie intenzioni senza prendere le necessarie decisioni; sarebbe solo propaganda colpevole. Si colga, invece, l’opportunità creata da questo disastro sanitario in cui viviamo oggi per azzerare il lavoro-nero in agricoltura, negli allevamenti, nell’edilizia e nel commercio e nella cura delle persone. Occorre una legge che faccia ripartire l’Italia e che dia un forte segnale di civiltà: Mai più lavoro senza diritti e sicurezza.

Può essere l’inizio di un Paese migliore per tutti.

Eboli, 2 maggio 2020

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