I “rinfusi” Ginetti e Albano non si candidano: denunciano tatticismi

Non ci candidiamo ma neanche ci fermiamo“, dicono Ginetti e Albano i “candidati alla rinfusa” di Santimone e LEU. 

Gli ex candidati alla “rinfusa” Girolamo Ginetti e Giovanna Albano prendono le distanze da LEU e Santimone che dopo un lungo giro di boa che ha attraversato tutti i mari politici cittadini e ha tentato di imbarcare tutti i “naufraghi” di opposizione per poi a sua volta naufragare nei “tatticismi politici per assicurarsi non la vittoria, ma in una preannunciata e rassegnata sconfitta, la supremazia dell’opposizione. 

Girolamo Ginetti e Giovanna Albano

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Dopo l’annuncio del Candidato  a Sindaco di quella che era la coalizione che raggruppava ART1-MDP-LEU, DeMa, Eboli 3.0 e Democratica, Donato Santimone, di presentarsi con un “Listone” unico per evitare che nelle Liste vi fossero “candidati presi alla rinfusa“, con l’Articolo di ieri dal titolo “https://www.massimo.delmese.net/158270/santimone-cimabue-fa-una-cosa-e-ne-sbaglia-due/” pubblicato su POLITICAdeMENTE, si offrivano letture e spunti di riflessione ma si anticipava anche quella che in soldoni è stata una vera e propria “Fuga da LEU” di molti candidati al punto in cui Santimone è stato costretto ad optare per una sola Lista per affrontare “in modo granitico” l’avversario n°1 Cariello e a pronunciare quella frase infelice dei candidati alla rinfusa, ecco che arrivano le prime conferme da parte dei “rinfusi” Girolamo Ginetti e Giovanna Albano.

Donato Santimone

Ginetti e Albano erano entrambi sostenitori di Massimo Cariello: Il primo cugino dell’Assessore Ennio Ginetti e sostenitore della prima ora sia del Sindaco uscente che del cugino; La seconda ex Assessore dimissionaria alle Attività produttive della Giunta Cariello perché di fatto esautorata nei suoi poteri e di fatto spodestata nelle sue funzioni; successivamente approdati, perché accomunati nell’opposizione a Cariello, con quella che poi è divenuta prima una coalizione varia e non di “Centrosinistra” come spesso si voleva identificare e poi un “Listone” a trazione LEU.

Ginetti e Albano a poche ore dalla presentazione delle Liste e dei Candidati a Sindaco hanno reso pubblica una lettera aperta nella quale raccontano l’amarezza di una vicenda politica che con un lungo giro di boa ha attraversato tutti i mari politici cittadini e ha tentato di imbarcare tutti i “naufraghi” di opposizione per poi a sua volta naufragare nei “tatticismi” politici per assicurarsi non la vittoria, ma in una  preannunciata e rassegnata sconfitta, la supremazia dell’opposizione. In soldoni il naufragio e il relativo passo indietro di molti “rinfusi” Girolamo Ginetti e Giovanna Albano per primi, sembra sia stato proprio dettato da quel tatticismo che preordinava o almento tentava di preordinare postazioni privilegiate per assicurare taluni candidati una elezione sicura.

Massimo Cariello-FASCIA-1

Di qui la “fuga” e di qui la lettera che segue di Ginetti e Albano, nella quale traspare tutta la delusione per una occasione mancata e tutta la loro distanza sia nei confronti delle politiche  e dei sistemi messi in atto dall‘Amministrazione Cariello e sia nei confronti di quella alleanza che ha espresso Santimone per motivazioni che non si distanziano da quello che entrambi promettono di continuare a combattere e per questo di non  volersi candidare ma nemmeno fermarsi.

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«C’è un tempo per mettersi in gioco e un tempo per fermarsi, per riflettere su se ne valga davvero la pena. – esordiscono Girolamo Ginetti e Giovanna Albano  – Abbiamo riflettuto a lungo come lungo è stato il tempo impiegato in queste settimane intorno ai tavoli delle trattative. Con tutte le nostre energie, abbiamo tentato di trovare una strada percorribile per offrire alla nostra città una traccia concreta da cui PARTIRE ripartire. Oggi scegliamo di fare un passo indietro perché non esistono le condizioni per un buon lavoro che porti ad un miglioramento della città in termini economici, di sviluppo, di crescita sociale.

La dignità di troppi è stata sottratta e poi rivenduta a buon prezzo, al più esperto tra gli straccivendoli che tra i mercanti, non è l’unico.

In questo momento ad Eboli esiste una vera e propria corte della mercanzia in cui chi ha più soldi, chi ha più potere si fa bene i conti e, prima ancora che gli elettori si rechino alle urne, hanno già stabilito quanti e quali seggi dovranno accaparrarsi. Noi che nella vita abbiamo sempre lavorato per poter vivere non riusciamo a capire in quale modo una sedia assicurata in consiglio possa cambiare la vita. Si spartiscono le ultime briciole di una città che si sgretola su se stessa. Non esistono le basi, figuriamoci le prospettive. Aiutare gli amici che poi si moltiplicano per via delle promesse fatte, sembra il motivo principale della corsa. Poi ci sta il prestigio del titolo di “consigliere” e di quello più alto di “assessore”. Non c’è alcun buon padre di famiglia. Delle madri, poi, non rimane nessuna traccia.

Hanno detto pure questo: «che ce ne importa delle femmine». Delle donne, oltre al rispetto minimo definito dalle quote rosa, interessano solo i voti che riescono ad ottenere per convogliarli sui tiratori scelti, da loro. Non possiamo tacere davanti a questi giochi di potere che nulla hanno a che fare con la logica politica, quella più nobile e quella più necessaria. NON ci candidiamo. Abbiamo ragionato con una coalizione formata da quattro forze politiche che a stento sono riuscite a produrre una sola lista, giusto per far accomodare i sederi più blasonati in consiglio.

Ognuno ha pensato a sé. NON ci schieriamo né con l’uno né con gli altri perché NON vogliamo essere complici, testimoni oculari, di un delitto che progressivamente tenderà a prosciugare ogni risorsa ancora in vita di questo territorio.

Mentre noi cittadini speriamo in un miglioramento, qualcuno ha già pronta la valigia per Roma. Mentre noi cittadini speriamo che qualcosa cambi, qualcuno trama e scende a patti con il diavolo pur di non perdere l’egemonia su questa città. Mentre noi cittadini speriamo in un futuro possibile, qualcuno stringe altrettanti patti per affermare se stesso come nuova potenza che avanza.

NON possiamo avallare con le nostre facce concludono Girolamo Ginetti e Giovanna Albano – la ignobile bramosia di questi signorotti. NON ci candidiamo, ma NON ci fermiamo. Continueremo con tenacia a cercare ogni strada possibile per costruire alternative che ci portino finalmente altrove. NON ci candidiamo, ma NEANCHE ci arrendiamo».

Girolamo Ginetti e Giovanna Albano

#eboli #amministrative2020

Eboli, 22 agosto 2020

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. Sarà come la volpe e l’uva?

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