Giovani PD: Un fallimento all’ombra dei grandi

Eletti gli undici delegati al Congresso Provinciale e un “direttorio” senza poteri politici formato da tre giovani.

E’ venuta fuori una decisione ma non una linea politica. Un’occasione perduta.

Giovani democratici Congresso 1

EBOLI – Si è svolto stamattina il Congresso dei Giovani Democratici di Eboli. I piccoli del PD si sono riuniti nel teatrino della Scuola elementare Salita Ripa. La partecipazione è stata abbastanza soddisfacente una trentina di giovani, ma non quella che ci si aspettava tenuto conto che gli iscritti sono 210.

Sono stati individuati 3 giovani che si occuperanno di organizzare il congresso, Tommaso Maioriello, Giuseppe Cicalese e Antonio Monaco. Si sono eletti gli 11 i delegati al Congresso Provinciale: Tommaso Maioriello, Sandro Antonini, Carmela Ragona, Luciano Volpe, Antonietta Cicalese, Gianluca Cicalese, Valerio Moscarfiello,Antonio Monaco, Lucia Fabbiano, Vincenzo Caputo, Andrea Quaranta. Si è consumata una giornata di numeri senza politica.

Nella prima mattinata hanno portato il loro saluto oltre agli esponenti dei altri gruppi giovanili  del centrosinistra ebolitano, il Sindaco Martino Melchionda, l’Onorevole Antonio Cuomo, l’ex Presidente del Consiglio Mario Conte, il Segretario del Circolo di Eboli Donato Guercio, gli assessori, Tonino Conte ed Enzo Consalvo ed il Presidente del Consiglio Comunale Luca Sgroia, che praticamente ha quasi condotto le trattative, perché di trattative si è trattato, mentre ha presieduto i lavori Antonio Petrone, il quale ha tentato, ma invano, di evitare ogni forma lottizzatoria, cercando di “proteggere” quei giovani che frequentano, e senza nessuna ambizione personale, il partito.

Invece si è parlato di numeri, di moduli: 4, 4, 3; oppure 4, 2, 5; 4-3-3-1. Numeri solo numeri.

Il Congresso dei piccoli si è insediato. Rosario Falcone, un giovane di Scafati nelle vesti ufficiali di Garante, come si fa nelle occasioni dei “grandi”, ha tentato fino in fondo di trovare una risoluzione unitaria, e tutto sommato si è avuta, anche perché c’é stato un tentativo di fagocitare il gruppo storico dei giovani del PD, quello che abitualmente frequenta il partito e non i palazzi e i maggiorenti e non gradisce le correnti pur avendo le loro idee.

Le cose invece si presentavano diversamente i “Grandi” e una parte di giovani, accompagnati dai genitori, avrebbero voluto, per non scegliere, ma per mettere comunque un sigillo, una sorta di direttorio con due coordinatori “suggeriti”. Questa ipotesi è stata  respinta con decisione. Il momento più drammatico è stato quando Giovanni Germano ha preso la parola e ha denunciato i tentativi di sopraffazione, nel suo intervento è emersa tutta la tristezza di un fallimento e tutta la delusione e lo sconcerto di un giovane.

Il gruppo storico, quello di sempre, in ogni caso ha comunque dovuto subire l’influenza della designazione dei “grandi” che come al solito tendono sempre ad “occupare” tutti gli spazi, anche quelli che spesso stanno solo dalla parte del pubblico, solo per affermare il predominio. Girando tra i giovani non è stato difficile farsi un’idea, anche perché nessuno si è trattenuto nell’esprimere le proprie rimostranze verso soluzioni “guidate” e non condivise, ritenendo, al di la del tesseramento “gonfiato” di essere una maggioranza reale e non dipendente da nessuna corrente.

Una maggioranza spontanea e volontaria nei suoi impegni politici, che alcuni, insieme a genitori interessati vorrebbero per forza guidare e impossessarsene. Questo gruppo pare abbia resistito, abbia tenuto testa alle “paccate”. Ma con tutti i problemi che ci sono in questo PD, veramente si può pensare di continuare nel “familismo” politico?

Alla fine si è deciso per non decidere nulla, d’altra parte quando si imitano i grandi è sempre questo quello che succede. E’ venuta fuori una decisione, ma non è venuta fuori una politica, che invece ci si aspettava. I “piccoli” democratici hanno perso un’occasione, i “grandi” invece hanno perso l’occasione di non imbrattare i sentimenti dei giovani. Tutti mettono a rischio l’esistenza del PD.

Aspetteremo che crescano entrambi.

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