Eboli post Cariello: Lucilla Polito si dimette e apre una nuova fase

La neo consigliera comunale Lucilla Polito si dimette: In una lettera al Presidente del Consiglio comunale Rosamilia, le motivazioni.

Lucilla Polito eletta con 553 preferenze nella Lista Eboli Popolare. Con la sua “Lettera di un Consigliere mai nato”, apre un nuovo capitolo nel dibattito “post-Cariello”, ritenendo non più funzionale sia la sua elezione e sia quella del Consiglio. Le subentra con 406 voti Armando Caponigro. Dichiarazione di Cardiello. 

Lucilla Polito (foto POLITICAdeMENTE)

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Con una lettera inviata al Presidente del Consiglio Comunale di Eboli Filomena Rosamilia avente ad oggetto: Dimissioni volontarie; La neo-consigliera comunale Lucilla Polito, eletta con 553 voti di preferenza nella Lista “Eboli Popolare” a sostegno del candidato Sindaco Massimo Cariello con un lapidario “irrevocabili” ha rassegnato le sue dimissioni dal Consiglio comunale. Gli subentra con 406 voti di preferenza il primo dei non eletti della stessa lista Armando Caponigro.

«Quando ti succede di essere proclamato consigliere comunale e, dopo neanche quarantotto ore, il Sindaco, rieletto con una valanga di voti, viene privato della libertà e sospeso dalla carica, – Scrive nella sua “Lettera di un Consigliere mai nato” la dimissionaria Lucilla Politoti chiedi se quell’evento sia un fatto occasionale, sia capitato lì per caso, se esistano rimedi; resti incredulo e cerchi di capire, di riannodare i termini della questione, ripercorrendo le fasi del precedente mandato consiliare; e ti sovvengono alla mente tante cose ascol tate e lette in quei cinque anni, tante voci e frasi alle quali hai dato sempre scarso credito, perché sembrava fossero il frutto di un livore personale o di contrasti politici, peraltro non condivisibili nel metodo.

Poi, vedi quella valanga di voti trasformarsi in una valanga di notizie, fatti circostanziati, conversazioni rubate, che dipingono uno scenario devastante, del quale non capisci se sei vittima o complice.

E in quello scenario – prosegue Lucilla Polito – ti appaiono, nitide, le figure di attori di ogni genere, una classe politica debole, una struttura amministrativa non sempre attenta, un’imprenditoria accondiscendente e, ciò che fa più male, una comunità sempre pronta a chiedere qualcosa. E capisci, quindi, che hai fallito, perché adesso tu sei parte di quella classe politica, di quella comunità; sei parte di tutto e, non esente da colpe e responsabilità, sei vittima e complice nello stesso tempo.

Dopo solo qualche giorno, infine, – prosegue ancora la neo-consigliera dimissionaria – ti trovi a vivere il clima surreale del consiglio comunale d’insediamento, durante il quale la maggioranza che sostiene la Giunta municipale ha tentato l’ultima difesa, argomentando sulla presunzione di non colpevolezza e sui gradi di giudizio; riponendo, da un lato, l’immancabile fiducia nella Magistratura, dimenticando, dall’altro, che quella valanga di notizie altro non è che il frutto del lavoro di quella Magistratura, che ci ha fatto conoscere fatti e personaggi, almeno a me sconosciuti, rivelando un mondo nuovo e nascosto.

Al di là del principio della presunzione di innocenza, – aggiunge Lucilla Polito – rimane lo sconcerto nel leggere alcuni passaggi dell’ordinanza del Giudice per le indagini preliminari, riportate letteralmente dai giornali.

Sbaglia, però, chi crede di poter addossare tutte le colpe solo a un leader; quel leader che anch’io ho sostenuto con i miei consensi elettorali; quel leader senza il quale non ha ragione di esistere la mia carica di consigliere, non ha ragione di esistere, a mio parere, l’intero Consiglio comunale.

Auguro a tutti gli interessati di uscire indenni da queste vicende, per le quali interverranno non so quanti gradi di giudizio. Potranno passare alcuni anni, forse mesi, magari solo qualche giorno; – precisa con decisione la Polito – a me sono bastati pochi minuti per sentire l’eco della mia coscienza, per capire che qui non si giudicano questioni private, ma funzioni pubbliche. Cercare ad ogni costo le ragioni di una penosa sopravvivenza o, peggio, tentare di derubricare questi eventi a fatti marginali e negare che essi avranno riflessi enormi sulla vita politica e civile della Città, significa, però, ingannare e ingannarsi, significa voler nascondere la testa sotto la sabbia. – conclude la dimissionaria Lucilla PolitoIo no, la testa semmai me la cospargo di cenere, ammettendo la mia parte di responsabilità, ma voglio tenerla sempre alta».

Che il clima politico nella Città di Eboli si può tagliare a fette è comprensibile anche perché contribuiscono le puntuali e giornaliere informazioni che la Stampa o le stampe fanno, pubblicando stralci di atti, interrogatori e intercettazioni, sebbene quegli atti non siano ancora pubblici se non a conoscenza solo degli Avvocati di tutte le persone colpite dalle interdittive di cui all’ordinanza del Giudice per le Indagini Preliminari, ordinanza di 120 pagine a sua volta diffusa alla stampa con un Comunicato Stampa della Procura della Repubblica, escludendo evidentemente le altre migliaia di pagine in possesso solo degli avvocati e “discretamente” pubblicate in pillole, contribuendo a nostro avviso, a confondere il quadro indiziario già complicato, del quale invece noi ci dissociamo e ci auguriamo invece si possa giungere in maniera rapida e soprattutto giusta, attraverso un processo altrettanto giusto e senza interferenze, per modo di dare l’opportunità alla Magistratura di potersi esprimere velocemente e serenamente senza subire condizionamenti politici.

Damiano Cardiello

La vicenda ovviamente ha suscitato delle reazioni, e tra queste quelle di Damiano Cardiello, l’ex capogruppo di Forza Italia, il principale oppositore di Cariello che ci ha inviato una breve dichiarazione: “Qui non si giudicano questioni private ma funzioni pubbliche. Uno dei tratti con cui Lucilla Polito ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di consigliere comunale. A Lei vanno i miei personale complimenti per un gesto di alto valore istituzionale e dalla connotazione civica. Auspico che in tanti possano seguire questo #esempio e condurre Eboli presto alle urne“.

E parlando di politica e di giustizia, di amministrazione e di Legge, sembra che in città vi sia una sorta di condizionamento, che attraverso una manovra a giro di boa, voglia darci l’impressione di un accerchiamento tale che possa far insorgere dubbi e soprattutto paure anche in chi, moltissimi tra i consiglieri comunali neo eletti, per nulla sfiorati dagli episodi che sono emersi dalle indagini e che hanno portato alla sospensione dalla carica di Sindaco di Cariello.

Manovre che sembrano avere come obiettivo, magari, una pressione verso l’attuale Amministrazione e i suoi consiglieri, “spingendoli” o “convincendoli” a rassegnare le dimissioni e magari giungere ad un autoscioglimento del Consiglio comunale, dando spazio ad altre ipotesi già dichiarate con atti pubblici, come: Interrogazioni al Ministero degli Interni; coinvolgendo impropriamente il Consiglio Superiore della Magistratura; Ipotizzando evidentemente una “dormienza-inadempienza” della Procura salernitana; Interpretando l’audizione del Prefetto di Salerno alla Commisione Bicamerale Antimafia  e conseguentemente costruire l’ipotesi di infiltrazioni camorristiche, nemmeno sfiorate dalle indagini e nella audizione; sebbene siano ipotesi di reati deprecabili e da condannare fermamente e sebbene siano reati che devono essere giudicati dalla Magistratura e non dalla stampa e dalla piazza, ma nei modi e nelle forme confacenti al nostro ordinamento e rispettando la nostra civiltà giuridica e democratica.

Tornando alle dimissioni irrevocabili di Lucilla Polito, è evidente che il suo disagio la colga fino a pensare ed offrire una sua lettura che si spinge anche a valutazioni politiche nel momento in cui lei sostiene che senza quel Leader (Cariello): “... non ha ragione di esistere la mia carica di consigliere, non ha ragione di esistere, a mio parere, l’intero Consiglio comunale. – ponendo il suo probabile impegno condizionato a Cariello e non alla sua autonomia anche rispetto all’impegno verso i suoi elettori che le hanno attribuito fiducia. Un giudizio che si sente di estendere anche ai suoi colleghi consiglieri attribuendo loro lo stesso “vuoto” decisionale e quindi ipotizzare dimissioni di tutti i consiglieri comunali per giungere allo scioglimento dell’assise cittadina.

I tempi e le modalità politiche, non impedivano affatto alla dimissionaria Lucilla Polito di chiedere innanzitutto ai colleghi eletti nella sua stessa lista di aprire una discussione nel merito e magari insieme allargare la riflessione a tutti i consiglieri della maggioranza, e in quella sede esternare i suoi dubbi. Cosa poteva succedere? Poteva non essere ascoltata e quindi magari giungere alla decisione di dimettersi. Poteva registrare una convergenza della maggioranza dei consiglieri ed andare avanti ma prendendo fermamente le distanze da quanto accaduto e pur rispettando i tempi processuali condannarle. Distanze dettate dalla circostanza che molti consiglieri nuovi e molti altri riconfermati nulla avevano a che fare con quanto accaduto. Ed è proprio questo passaggio che non c’è cstato che apre ad altre riflessioni: Chi è che soffia sul fuoco?

Eboli, 28 ottobre 2020

3 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Condivisibile scelta per tutta una serie di motivi.
    Spero che sia frutto di un’analisi soprattutto interiore oltre che degli eventi su cui è stata molto puntuale.
    E spero che si interroghi pure sul suo partner elettorale, cosa che avrebbe dovuto fare anche prima.
    Molte cose non le sa nessuno se non chi le ha fatte , ma molte altre si sapevano e se lei non le sapeva qualcuno , vicino a lei che mastica un po’ di politica c’era e quindi avrebbe dovuto dirgliele.
    Il gesto resta comunque apprezzabile a prescindere dalle motivazioni più o meo recondite.
    Non credo , inoltre , che le dimissioni siano state rassegnate d’impeto e senza relazionarsi con altri nella coalizione. Penso che la signora si sia trovata di fronte altre persone che non la pensano allo stesso modo perchè molti lo hanno dichiarato in consiglio pubblicamente di voler resistere, qualcuno anche in buona fede molti in mala fede specie quelli rieletti che hanno partecipato alla precedente sindacatura , e se ne assumeranno la responsabilità politica , qualcuno visti i numerosi procedimenti anche giuridica, ovviamente.
    Non credo , altresì , che ci siano manovre oscure dietro questo gesto anche perchè se lo ha capito la signora che non è esperta penso sia chiaro ed evidente che questa classe politica è morta , per fortuna aggiungo.
    Qualcuno come al solito tenterà di riciclarsi ma la nuova classe dirigente dovrà essere attenta ad evitarlo e a evidenziare tutte le candidature sospette di tentativo di rifarsi il make up.
    Per quanto riguarda le infiltrazioni camorristiche esse sono oggetto di altri procedimenti e sono state rimarcate da altri magistrati che stanno indagando sui parcheggi e altro.
    E’ ovvio che alla fine tutto confluisce in un unico alveo certificando la morte politica , e direi anche sociale , di coloro che si sono resi responsabili di questo vergognoso scempio.

  2. Complimenti per la coerenza e il coraggio. Ha la mia stima e forse anche il mio futuro voto

  3. Lettera condivisibile in toto, peccato che alcuni suoi sponsor elettorali siano stati visti in giro con un ex Sindaco e non solo, forse si programmano già le prossime elezioni e candidature, e a questo punto ci chiediamo:
    Opportunismo? Calcolo? Coerenza? Lealtà? Trasparenza?

    Il tempo è galantuomo.

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