Epidemia OncoEmatologia di Pagani: Che non si è fatto?

Malati oncologici Ospedale di Pagani: Cosa si sarebbe potuto fare e non si è fatto? Chiede Antonacchio della Cisl-Fp. 

Antonacchio: Ci auguriamo che grazie al rientro del manager si possa sperare in un cambio di gestione poiché come sempre accade in sanità l’errore più grave è sottovalutare le priorità assistenziali». 

Ospedale Tortora di Pagani

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

PAGANI – «E’ dal mese di ottobre che avevamo segnalato la particolare grave situazione in cui versava la struttura di Onco Ematologia di Pagani, che richiedeva un potenziamento di personale infermieristico e di supporto e quindi di operatori socio sanitari. – scrive in una nota il Segretario Generale della Cisl-Fp Salerno Pietro AntonacchioSi tratta di attività che in continuità assistenziale non potevano essere, e non sono state, sospese, e che purtroppo per l’elevata progressione dell’epidemia in atto andavano potenziate, poiché i problemi sarebbero ovviamente aumentati.

Pietro Antonacchio

Spiace dover assistere alla poca attenzione mostrata, a causa dell’assenza del dr. Iervolino, da parte della Direzione Sanitaria Aziendale guidata dal dr. Primiano e dal dr. D’Amato in qualità di direttore Generale pro-tempore. Così come ci eravamo augurati il pronto rientro del dr. Iervolino in quanto competente e sensibile, ma soprattutto artefice diretto capace di assumersi le responsabilità di decidere, poiché la situazione stava sfuggendo di mano alla direzione strategica, ora a lui ci si rivolge direttamente, poiché prevenire situazioni prima che accadano è da manager attento, ma intervenire a situazione difficile è un obbligo dirigenziale.

Il servizio già nell’ordinaria e quotidiana attività prima dello scoppio dell’epidemia in atto, sosteneva carichi di lavoro rilevanti con una dotazione di personale medico, infermieristico e di supporto sottostimata, situazione resa insostenibile a causa dell’evoluzione epidemiologica in atto. Purtroppo la struttura non era più in grado di garantire la continuità assistenziale poiché non riusciva più a ricevere ed accettare, nella coesistenza attuale tra pazienti ordinari già in carico e nuovi utenti che pervenivano dal territorio e dall’ospedale.

Se al momento dei rilievi inoltrati servivano immediatamente almeno 5 infermerei ed altrettanti operatori socio sanitari, ora serve ricostruire tutta la dotazione organica necessaria atteso che molti operatori sono risultati infetti e molti dovranno essere collocati in quarantena. – conclude Pietro Antonacchio – Ci auguriamo che grazie al rientro del manager si possa sperare in un cambio di gestione poiché come sempre accade in sanità l’errore più grave è sottovalutare le priorità assistenziali». 

Salerno, 9 dicembre 2020

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