Stadio Massaioli senza certificazioni, a rischio la partita

Lo Stadio Massaioli è senza certificazioni: l’Ebolitana Calcio rischia di perdere la partita a tavolino.

Per colpa di qualcuno“, interviene duramente il candidato sindaco di Eboli, Damiano Capaccio, rivolgendosi all’innominato, “mancano tutte le certificazioni perché l’Ebolitana Calcio utilizzi lo Stadio Massaioli“. Capaccio “risparmia” Commissario e funzionari e accusa gli ex amministratori. “Strabismo” politico o “ruggito” di coniglio?

ebolitana-Capaccio con Infante e altri

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Non ci sono parole. Soltanto nel tardo pomeriggio di ieri l’Ente comunale, attraverso una comunicazione del dirigente ai lavori Pubblici e al Patrimonio, ha comunicato ai dirigenti dell’Ebolitana, la squadra di calcio della nostra città, il diniego all’utilizzo dello stadio Massaioli per “la mancanza di tutte le certificazioni necessarie”.

E come mai mancano queste certificazioni “tutte quelle necessarie” due giorni prima della partita di campionato? Nessuno se n’era accorto prima? Si chiede e chiede il candidato Sindaco di Eboli del M5S e di una lista civica Damiano Capaccio che pur indirizzando strali verso il Comune da 11 mesi retto dal Commissario Prefettizio Antonio De Jesu coadiuvato da suoi due Sub commissari che ad occhio e croce dovrebbero costare alla comunità circa 300mila euro per un anno di gestione isolazionistica di una Città provata da uno chock dovuto allo scioglimento del Consiglio Comunale, per i noti fatti giudiziari che hanno interessato l’ex Sindaco Massimo Cariello, bypassa Commissario e Funzionari che avrebbero in questo frattempo dovuto provvedere a tutte le incombenze amministrative e tecniche e rivolge le sue critiche ai vecchi amministratori candidati direttamente o indirettamente, tra parenti e affini, in tutte le coalizioni salvo quelle dei candidati a Sindaco Alessandro La Monica e Alfonso Del Vecchio. – «Hanno anche il coraggio di riproporsi alla città gli ex amministratori – punta al dito e non alla luna Damiano Capaccio, candidato sindaco di Eboli e si chiede graziando coraggiosamente gli attuali inquilini del Palazzo -. Qual è la continuità di cui parlano se la prospettiva che vediamo è fatta solo di macerie, quelle che ci hanno lasciato?

I dirigenti dell’Ebolitana, la squadra della nostra città, stanno facendo da mesi salti mortali, senza risparmio di energie e di danaro, per assicurare alla squadra un futuro e davanti si trovano solo muri, costruiti da una politica che mai, in cinque anni, ha saputo guardare al di là del proprio naso. – prosegue ancora Damiano CapaccioDevono trovare uno stadio altrove, proprio come era accaduto qualche giorno fa per una squadra di pallavolo che è dovuta andare in esilio a Contursi per poter giocare. Ma che idea hanno questi signori?

E con quale faccia si ripropongono al cospetto dei cittadini, ancora una volta.  – aggiunge ancora Capaccio le sue critiche ai vecchi amministratori ipotizzando ora per allora la mancanza di ogni intervento manutentivo – Anni di mancata manutenzione hanno distrutto sacrifici dei cittadini ebolitani con strutture sportive fatiscenti ed inutilizzabili. Lo sport deve essere stile e qualità di vita, diritto dei cittadini ed è dovere delle istituzione garantirne il diritto. Lo sport è risorsa, è incontro, è amicizia, è salute. – conclude Damiano Capaccio ritenendo si cambi passo in futuro ma purtroppo senza nemmeno provare una interlocizione con il Commissario Prefettizio distratto che si riduce, quando è possibile e si può, all’ultimo minuto come per il caso dei servizi sociali assegnati direttamente alla stessa Ditta che per un anno non ha fatto lavorare. – Questa logica superficiale deve essere spezzata immediatamente e si deve avviare un ragionamento serio che porti a soluzioni concrete e definitive. E voi, ragazzi, vi prego, non mollate. Non consentiremo più a nessuno di rubarci i sogni». Ha perfettamente ragione Capaccio rivolgendosi incoraggiando i ragazzi incoraggiandoli verso forme partecipative che non riducano le loro aspirazione, ma perché la loro crescita culturale possa trovare un substrato culturale e sociale adeguato  è giusto anche infondere coraggio. Un coraggio che non deve essere quello di sottacere e tacere le verità ma di gridarle in ogni circostanza e per ruggire bisogna essere Leoni altrimenti si corre il risco che quella “posta” diventi un “ruggito” di Coniglio.

Eboli, 25 settembre 2021

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