L'Assessore interviene sul Campo Fotovoltaico dei monti di Eboli

Magliano: “come ‘la politica’ avrebbe potuto incidere in tale contesto!”

E’ evidente, che quanto riportato dai vari mezzi di comunicazione è frutto di disinformazione, strumentalizzazione politica e gratuita volgarità.

Montalto di Castro, Parco fotovoltaico di 10 ettari Enel, a pieno regime sarà di 64 ettari. Al momento non ha prodotto un solo posto di lavoro, ma in compenso, come si nota, si inserisce "magnificamente" nell'ambiente.

EBOLI – Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’intervento dell’Assessore all’Ambiente del Comune di Eboli Carmine Magliano, il quale vuole con la nota che segue dare alcune spiegazioni e chiarire in qualche modo la vicenda del Campo Fotovoltaico che dovrà realizzare la TOTO Costruzioni, in un terreno di proprietà del Comune di Salerno, ricadenti nel Comune di Eboli, in località Monti di Eboli.

L’Assessore Magliano fa bene ad intervenire e fa bene a farlo attraverso POLITICAdeMENTE, mettendosi e mettendo in discussione il suo operato e quello dell’Amministrazione Melchionda che egli rappresenta, dandomi la possibilità di  spiegare meglio (con un articolo a parte), gli interventi che sono apparsi su questo blog.

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dall’Assessore all’Ambiente Carmine Magliano

Carmine Magliano

E’ evidente, che non è stata sufficiente la pur esauriente relazione eseguita in Consiglio comunale sulla vicenda dell’impianto fotovoltaico da realizzarsi da parte del Comune di Salerno, su di un terreno in proprietà, in località Monti di Eboli.

Non è chiaro se la polemica è il frutto della mancata conoscenza delle disposizioni normative che regolano la materia o solo il pretesto per sollevare volgari insinuazioni su cose e persone! Ad ogni buon fine, appare indispensabile rammentare nuovamente i principi normativi che disciplinano la realizzazione di tali tipologie di interventi.

La realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili è disciplinata dall’art. 12 del D.lgs.387/2003.

Tale disposizione, ispirata a principi di semplificazione e accelerazione delle procedure finalizzate alla realizzazione e gestione degli impianti di energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili, ha previsto, quale atto di assenso, un’ autorizzazione unica, che sostituisce tutti i pareri e le autorizzazioni necessarie, e in cui confluiscono anche le valutazioni di carattere paesaggistico, nonché quelle relative all’esistenza di vincoli di carattere storico artistico .

Il provvedimento unico di autorizzazione rientra nella competenza dell’ente  Regione  e lo strumento procedimentale finalizzato all’acquisizione dei pareri è la conferenza di servizi la cui disciplina è contenuta agli artt. 14 e ss. della legge 241/90.

Inoltre, le opere per la realizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, nonché le opere connesse, autorizzate ai sensi della vigente normativa, sono, per espressa disposizione normativa, dichiarate di pubblica utilità ed indifferibili ed urgenti.

Orbene, nell’ambito di tale contesto normativo ha preso forma il procedimento di cui tanto si discute! In data 9/04/2010 con decreto n.1 è stata indetta la Conferenza di servizi alla quale ha preso parte, tra gli altri, anche il Comune di Eboli attraverso il settore competente al rilascio del parere di compatibilità urbanistica del progetto da realizzarsi.

Alle sedute della conferenza, svoltesi in data 18/05/2010 e 8/06/2010, ha partecipato l’ing. Cosimo Polito, su delega del Dirigente dell’area sviluppo del territorio che, in occasione della seconda seduta, ha espresso il parere urbanistico favorevole (con prescrizioni), in quanto il progetto da realizzarsi risultava conforme alle norme del vigente PRG e non necessitava di variante.

Per sola informazione, si segnala che, il comma 3 dell’art. 12, attribuisce al provvedimento unico di autorizzazione la forza di variare lo strumento urbanistico in caso di non conformità del progetto agli strumenti vigenti.

Ciò, solo per sottolineare il favore espresso dal legislatore nei confronti di iniziative volte alla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili,

E’ del tutto evidente che il procedimento si è svolto nell’ambito di funzioni squisitamente gestionali di competenza degli organi dirigenziali che, naturalmente, determinano le loro decisione sulla base del quadro normativo vigente e degli atti di pianificazione  approvati.

Non è chiaro come “la politica” avrebbe potuto incidere in tale contesto! Se a qualcuno, ancora, sfugge, si rammenta che anche l’attività di “indirizzo politico” è soggetta al principio di legalità!

D’altro canto non sono per niente chiare le preoccupazioni e le attenzioni che da più parti sono state sollevate con riferimento all’impianto, solo una circostanza  è chiara: manca la contropartita! ( peraltro, non prevista da alcuna fonte normativa ).

Il livello della discussione, allora, è davvero basso! Un paese civile richiederebbe vedute un po’ più ampie  improntate alla collaborazione leale, almeno, tra istituzioni,  incoraggiando investimenti assolutamente pregevoli  e volti  al miglioramento della qualità della vita.

Appare chiaro, che in tale vicenda non emerge alcun fatto o comportamento degno di attenzione; è altrettanto evidente, invece, che quanto riportato sui vari mezzi di comunicazione è il frutto di disinformazione, strumentalizzazione politica e gratuita volgarità non degna di un paese civile !

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