Il PCI di Eboli “Convoca” un Consiglio comunale popolare in Piazza

Il PCI ha convocato per l’8 luglio, ore 19.00 in Piazza della Repubblica un “Consiglio Comunale” del popolo con all’OdG: “Idee e proposte per lo sviluppo della nostra Città“.

PCI-Consiglio comunale Popolare

POLITICAdeMENTE

EBOLI – «La sezione cittadina del PCI ha convocato per il giorno 8 luglio, dalle ore 19.00 in Piazza della Repubblica, una pubblica assemblea sul tema della situazione occupazionale nella nostra città. – si legge nella nota ufficiale del PCI di Eboli, che accompagna il manifesto nel quale al contrario invece si legge della “convocazione” di un Consiglio Comunale popolare in Piazza della Repubblica con all’Ordine del Giorno un solo punto: “Idee e proposte per lo sviluppo della nostra Città” – Un dibattito pubblico che mira a coinvolgere le tante e diverse realtà presenti in città, dalle forze politiche a quelle sindacali, dalle imprenditoriali a quelle datoriali e di categoria, dal terzo settore alle associazioni territoriali e che non intende essere un contenitore di buoni propositi  o di critiche fini a se stesse ma un’occasione condivisa per proposte concrete e fattive che, anche a lungo termine, possano favorire lo sviluppo della nostra città».

Premettendo, che qualsiasi modalità per discutere di progetti utili alla nostra Città è da accogliere sempre con interesse, è da ammettere che è quanto meno improprio “spacciare” un’assemblea popolare, vieppiù convocata da un Partito, per una convocazione di un Consiglio Comunale, il quale come organismo istituzionale ha funzioni diverse e ben altre procedure da osservare, sia nella convocazione che nella formulazione dell’Ordine del Giorno.

Da parte del Partito Comunista Italiano di Eboli, che tra l’altro non è presente in Consiglio comunale, avvertendo la necessità di contribuire in modo diretto ad un dibattito che evidenzi i bisogni della Città e nello stesso tempo semmai indicarne anche soluzioni, possibilmente largamente condivise, specie in questa fase che vede il Comune di Eboli intento a redigere progetti che dovrebbero concorrere a possibili finanziamenti  del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), atteso che al momento non è dato a nessuno sapere in quali ambiti e il Comune intende indirizzare la sua programmazione, sarebbe stato utile chiedere ufficialmente al Sindaco di Eboli di convocare un Consiglio comunale aperto al pubblico, magari in Piazza della Repubblica, laddove poter affrontare quell’argomento, genericamente proposto.

Forse, sarebbe stato utile ad aprire una discussione nella Città che possa far emergere tutte quelle questioni, antiche e nuove, che purtroppo da decenni, pur facendo parte di un’Agenda politica di ogni singola forza politica non hanno trovato mai nessuna risoluzione. Forse sarebbe stato utile affrontare il tema della Sicurezza o quello dell’inquinamento del nostro mare e dell’abbandono irreversibile della Fascia Costiera, oppure immaginare di affrontare ed in maniera seria il continuo depauperamento dei servizi del nostro nosocomio, aggiungendovi anche politiche adeguate per le persone anziane, atteso che ormai la nostra è una Città di vecchi. Non di meno immaginare futuri diversi per i giovani, quei pochi ancora che resistono, senza trascurare di affrontare in modo sistematico le vicende legate al mondo della Scuola.  E che dire del Commercio e delle attività artigianali, ormai del tutto inesistenti? E che dire ancora, sempre in merito al lavoro, di immaginare un’azione massiccia che coinvolga anche altre istituzioni, oltre il Comune, per fare emergere il lavoro nero e malpagato, in agricoltura come in commercio e nella ristorazione.

Intanto ognuno va per se e tutti per nessuno, e i giovani emigreranno o saranno arruolati dalla delinquenza e quelli che avranno lo stomaco di accettare di essere pagati a 70 euro a settimana lavoreranno nei bar, pizzerie e ristoranti, quelli che occupano tutti i marciappiedi della Città come accampamenti. I bambini dovranno andare a scuola con l’elmetto per difendersi dai calcinacci. Gli anziani oltre alla morte non potranno aspirare a nulla, figuriamoci se a vedersi adeguare le pensioni o poter concludere la propria vita in una casa albergo adeguata. Il mare, l’Ambiente, l’inquinamento, i rifiuti, la salute e il resto, possono attendere. Se risolviamo tutto fra 50anni di cosa parleranno i sopravvissuti? E i comunisti ci saranno ancora?

Eboli, 6 luglio 2022

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