San Nicola Varco-Cariello:E’ giunta l'ora di agire

Cariello: Dal Centro-sinistra e da un’amministrazione di centro-sinistra, ci si aspetta di più di una ventina di posti letto messi a disposizione.

EBOLI – Riceviamo e volentieri pubblichiamo un intervento del Consigliere Provinciale di Rifondazione Comunista, Massimo Cariello, sulle vicende dello “sgombero” dell’area dell’ex Mercato ortofrutticolo nel Comune di Eboli ma di proprietà della Regione Campania.

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E’ GIUNTA L’ORA DI AGIRE

Abbiamo dimenticato di essere esseri umani. Abbiamo dimenticato di essere emigranti e, soprattutto, immigrati a poche Lire al giorno. Abbiamo dimenticato cosa vuol dire la fame, la mancanza di un tetto. Abbiamo rimosso la capacità di comprendere quale sia la vera emergenza in queste situazioni: l’annichilimento della persona, la distruzione della dignità, lo scoramento, l’abbandono alla vita in attesa di una qualsiasi fine. Sotto un’auto lungo la Statale 18 o in mezzo i campi stroncati d una polmonite.

Massimo Cariello

Massimo Cariello

L’abbiamo dimenticato. Abbiamo dimenticato  che dal centro sinistra, da un’amministrazione che si ispira a valori inequivocabili, ci si aspetta di più di una ventina di posti letto messi a disposizione.
Siamo coscienti del regime d’emergenza e della difficoltà di affrontare repentinamente e al meglio il dramma delle centinaia di immigrati sparpagliati sul territorio in seguito al sequestro del cosiddetto “ghetto” di San Nicola Varco. Ho sempre sostenuto l’idea per cui la struttura andasse bonificata e riconsegnata alla sua natura di trampolino di lancio per lo sviluppo economico della Piana del Sele. Ciò, però, non deve giustificare un intervento, massiccio come numero ma moderato nei toni, che ha registrato una grave pecca nel mancato coordinamento tra le parti e, in particolare, le carenze totali dell’amministrazione comunale.

Siamo coscienti che riunire le forze, coordinare gli interventi e dare risposte realmente rispondenti alle richieste, è complicato. Tuttavia non pensiamo né possiamo credere che l’intervento di un’amministrazione che si dica di centro sinistra, come quella che governa il territorio di Eboli, possa ridursi a ciò: ad una struttura priva di bagni, fredda, senza cucine come è divenuta quella di Torre Barriate.

Lì una ventina di immigrati regolari hanno trovato asilo. E non per mera scelta del Comune di Eboli. Sono state le associazioni a sollecitarne l’apertura ante litteram, cioè prima che il progetto messo in piedi dal Comune e dalla Regione Campania attendesse di andare in porto. Associazioni e volontari, come la Caritas, cui oggi spetta l’onore di coordinare un’azione umanitaria di imponenti dimensioni e che sfugge al controllo anche delle istituzioni.

Non si può abbandonare alle forze dei singoli, alle risorse messe a disposizione da volenterosi gruppi o da cuori generosi, la gestione di un’azione che dovrebbe – e doveva sin dal principio, sin da un secondo dopo l’arrivo delle forze dell’ordine a San Nicola Varco mercoledì mattina – essere coordinata, affiancata, favorita e supportata a dovere dalle istituzioni.

Il mio appello, l’appello di un gruppo in prima linea (come dimostra l’attivismo dei compagni ebolitani e del compagno Corrado Gabriele, assessore regionale al Lavoro), è a che il Comune di Eboli apra le porte di nuove strutture disseminate sul territorio. Che si faccia carico del reperimento materiale dei beni di prima necessità da far pervenire agli immigrati accolti in tali centri di fortuna.

Il nostro territorio, la nostra provincia, sta vivendo ore drammatiche. Siamo di fronte ad un’emergenza sociale di portata devastante per la dignità di un paese che vuol intendersi civile e che, invece, permette che decine di immigrati senza tetto dormano nei campi con il rischio di non vedere più la luce del sole al mattino.

In tal senso chiedo anche il coinvolgimento dei Comuni limitrofi, delle organizzazioni sindacali, delle associazioni datoriali e di volontariato. Chiedo che sia data centralità al Piano di Zona (oggi allo sbando e a rischio commissariamento) al quale si deve restituire quell’autorità e dignità persa negli ultimi mesi con la chiusura – da parte del Comune capofila di Eboli – dello sportello Siex per gli immigrati; il primo in provincia di Salerno, nato nel 1999 e coordinato da personale altamente qualificato: l’ennesimo segnale di come questa amministrazione comunale abbia preso sottogamba una questione di vitale importanza. Serve, ora, una task force reale, sociale ed umanitaria, che affronti seriamente l’emergenza con l’utilizzazione di fondi regionali, ministeriali ed europei, da non sprecare con manifestazioni di mera facciata a San Nicola Varco. Bisogna avere un quadro chiaro della situazione e della presenza di immigrati sul territorio e quindi valutare attentamente la possibilità di realizzare strutture con il coinvolgimento delle aziende agricole in cui essi lavorano regolarmente.

Massimo Cariello

Consigliere Provincia di Salerno

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