La Cardiologia di Eboli tra i primi 10 reparti salvavita d’Italia

Agenas traccia la mappa delle eccellenze ospedaliere: Ecco i migliori ospedali italiani in base alle specialità. La Cardiologia di Eboli è al 9°posto.

Recupera il Centro-Sud. Tra le prime 10 strutture ospedaliere in Italia che hanno proporzioni più elevate di angioplastica primaria garantita entro i 90′, due sono campane: Al 1° posto l’Ospedale del Mare di Napoli, con una percentuale di pazienti trattati entro un’ora e mezza, pari all’84%; Al 9° posto l’Ospedale Maria Santissima Addolorata di Eboli laddove la percentuale è del 75%.

La classifica dei 10 Ospedali Italiani salvavita

POLITICAdeMENTE

ROMA – Chi lo avrebbe mai detto che dal Programma Nazionale Esiti (PNE) redatto da Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali emergeva che le strutture sanitarie «salvavita» in Campania sono: L’Ospedale del Mare di Napoli, il Montevergine di Mercogliano, l’Ospedale di Eboli ed il Ruggi di Salerno al top gli Interventi coronarici in sicurezza. Tra le prime 10 strutture ospedaliere in Italia che hanno proporzioni più elevate di angioplastica primaria garantita entro i 90′, indice di appropriatezza e tempestività delle cure, sette sono nel centro sud e due sono campane: Al 1° posto c’è l’Ospedale del Mare, con una percentuale di pazienti trattati entro un’ora e mezza, pari all’84%; Al 9°posto l’Ospedale Maria Santissima Addolorata di Eboli, laddove la percentuale è del 75%; Tra le prime dieci strutture con la più bassa mortalità a 30 giorni dopo un intervento per bypass aortocoronarico isolato. Sono cinque di cui due campani gli ospedali del centro sud: la casa di cura Montevergine, di Mercogliano (Av); l’azienda ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno; Nella prima la percentuale di mortalità è dello 0,67%, nella seconda dell’1,43%, dati che emergono dal Programma Nazionale Esiti (PNE) redatto da Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali.

Neanche a farlo a posta tra questi, al 9° posto in Italia degli Ospedali salvavita c’è il Reparto di Cardiologia Emodinamica del P.O. di Eboli, diretto dal Dott. Angelo Catalano (responsabile U.O.S. Unità Coronarica), e dalla sua equipe di cui fanno parte il dr. Giuseppe Bottiglieri (responsabile U.O.S. Emodinamica), dr. Angelo Carbone (responsabile U.O.S. Elettrostimolazione). L’Emodinamica del P.O. di Eboli esegue ben 1400 coronarografie / anno, 750 angioplastiche coronariche di cui circa 250 angioplastiche primarie in urgenza per pazienti affetti da infarto miocardico acuto. La Cardiologia interventistica di Eboli si pone al secondo posto in provincia di Salerno tra le 4 Emodinamiche presenti, per numero e complessità degli esami eseguiti e rappresenta l’unica struttura che assicura il trattamento dell’infarto miocardico in H24, quale centro Hub della Rete IMA per una popolazione di oltre 250000 persone a sud si Salerno nei tempi più brevi possibili cioè nei 90 minuti dall insorgenza dell’infarto. Un traguardo raggiunto tra mille difficoltà organizzative, in un momento di profonda crisi per la sanità, grazie all’impegno di un gruppo di lavoro (medici, infermieri’ tecnici di radiologia) di estrema professionalità e responsabilità.

Equipe Cardiologia Eboli

Questo accade proprio in quell’Ospedale che da 25 anni è stato continuamente rapinato e depredato fino a metterne in pericolo la sua stessa esistenza. E neanche a farlo apposta sebbene gli irresponsabili quanto pericolosi tentativi politico-sindacali di taluni sempre silenti fino al mese scorso con la vecchia Dirigenza Sanitaria, allorquando non avevano nemmeno il coraggio di impostare una protesta se non piccole rivendicazioni, ora hanno cacciato gli artigli, cercando di spostare, ad excludendum, il problema su tavoli diversi, compiendo un ridicolo tentativo di escludere la giovane e brillante neo Direttrice Sanitaria inaricata del DEA Eboli-Battipaglia-Roccadaspide Dott.ssa Nicoletta Voza da un tavolo tecnico, approfittando anche del cambio della Direzione Generale dell’ASL, della giovane età della Voza e del fatto che la stessa porta la “gonna”.

Nonostante tutto, anziché di tentare di influenzare i futuri assetti gestionali Aziendali o Ospedalieri, con pacchiane e tardive rivendicazioni, collaborassero all’affermazione di altre realtà Ospedaliere presenti nell’Ospedale di Eboli, indicate come sicure eccellenze, ora riguardante il Reparto di Cardiologia Emodinamica, ieri altri e tra questi la Nefrologia e Dialisi, anch’essa indicata per prestazioni, quantità e qualità di servizi tra i primi tre Reparti italiani, forse si potrebbe a breve ottenere medici, infermieri, attrezzature e fondi per l’intero Ospedale eburino e gli altri due di Battipaglia e Roccadaspide anziché fare le cassandre o gli sfasciacarrozze.

Ospedale di Eboli

Strana ma significativa anche un’altra circostanta che accomuna l’Ospedale del Mare di Napoli all’Ospedale di Eboli oggi certificati rispettivamente al 1° e 9° posto come strutture salvavita, quella che il primo è stato costruito rapinando 300milioni di euro destinati dal PSN per la realizzazione dell’Ospedale Unico della cosiddetta Valle del Sele, rapina portata a termine dall’ex Governatore Stefano Caldoro poi condivisa dall’attuale Governatore Vincenzo De Luca, condannando al ridimensionamento l’Ospedale di Eboli, in favore di altri a sud e a nord di Salerno e Salerno stessa, purtroppo per noi utenti della salute del territorio.

Il PNE è un osservatorio permanente sull’assistenza sanitaria con l’obiettivo di valutare l’efficacia, l’appropriatezza clinico-organizzativa, l’equità di accesso e la sicurezza delle cure garantite dal Servizio Sanitario Nazionale. L’edizione 2022 è stata presentata ieri a Roma. I dati fanno riferimento all’attività assistenziale effettuata nei 1377 Ospedali pubblici e privati nel corso dell’anno 2021. Programma Nazionale Esiti (PNE) mostra una buona ripresa in tutti i settori dopo il rallentamento dovuto alla pandemia anche se siamo ancora lontano dai livelli pre pandemici. Comunque permangono le eterogeneità degli esiti sia nella stessa Regione che tra Regioni differenti. La Campania, secondo i dati, appare come una realtà che presenta punte di eccellenza ma anche tanti problemi, che spesso azzerano i migliori risultati. Tra i problemi, pochi ospedali e posti letto insufficienti oltre che strutture scarsamente adeguate sempre per mancanza adeguata di fondi. Tuttavia le evidenze scientifiche e i risultati forniti dal PNE confermano che gli esiti pubblicati siano uno strumento fondamentale per migliorare il sistema e la qualità delle cure, intervenendo su criticità assistenziali si può evitare che le criticità si possano ripetere individuando le strutture più virtuose prendendole come riferimento per migliorare le altre, ma potenziandole.

Qui di seguito le 10 strutture che hanno proporzioni più elevate di angioplastica primaria garantita entro 90 minuti sono:

  1. Presidio Ospedaliero “Ospedale del Mare” di Napoli,
  2. Azienda Ospedaliera Universitaria “Policlinico Tor Vergata” di Roma,
  3. Ospedale “Fabrizio Spaziani” di Frosinone,
  4. Polo Ospedaliero “Giovanni Paolo II” di Sciacca,
  5. Ospedale “Maria Vittoria” di Torino,
  6. P.O.”S. Antonio Abate” di Erice,
  7. Ospedale Centrale di Bolzano,
  8. Aou ”Mater Domini” di Catanzaro,
  9. Presidio Ospedaliero “Maria Santissima Addolorata” di Eboli,
  10. Ospedale “Infermi di Rimini”.

Napoli, 8 dicembre 2022

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