Erosione marina: l’Assessore Consalvo convoca il “tavolo tecnico”

Erosione marina presentato un protocollo d’intesa tra Eboli, Battipaglia, Capaccio e i consorzi dei balneatori.

L’iniziativa mira ad ottenere fondi regionali per il ripascimento dell’arenile sabbioso della Fascia Costiera.

Vincenzo Consalvo

EBOLI/BATTIPAGLIA – Si è insediato il tavolo tecnico sulla erosione costiera. Si tratta del primo incontro. Eboli assume il ruolo di Comune capofila. L’iniziativa è dell’Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Eboli Vincenzo Consalvo, che ha coinvolto nell’organismo i rappresentanti politici e tecnici dei Comuni di Battipaglia, Eboli e Capaccio. Al tavolo hanno partecipato anche  i Consorzi degli operatori balneari della Fascia costiera che va da Capaccio a Battipaglia.

Il tema principale è l’erosione marina. L’obiettivo è quello di ottenere fondi regionali per il ripascimento della fascia costiera. Il mare, infatti, negli ultimi anni ha causato danni notevoli, si sono contati decine e decine di milioni di euro, oltre alla sistematica devastazione a seguito delle violente mareggiate di numerosi stabilimenti e strutture balneari che operano stagionalmente sulla nostra costa. Un problema per gli imprenditori turistici di Pontecagnano, Battipaglia, Eboli e Capaccio-Paestum.

Tavolo Tecnico Erosione Marina

Il protocollo d’intesa tra i comuni di Eboli, Battipaglia e Capaccio è stato siglato ieri mattina. All’incontro hanno partecipato: per la città di Eboli, l’Assessore Enzo Consalvo, l’ingegnere Giuseppe Barrella, la dottoressa Giovanna Cassandro, il presidente degli imprenditori del settore Giuseppe De Lucia e il suo vice Angelo Adduono; per Battipaglia, erano presenti l’assessore Alfredo Liguori, il consigliere Giuseppe De Martino, e il presidente del consorzio Costa Sele, Luigi Farabella; Per Capaccio invece, c’era il consigliere comunale Leopoldo Marrandino e il presidente del consorzio pestano Albertino Barlotti.

Enzo Consalvo coordinatore del tavolo tecnico, più che soddisfatto ha dichiarato: “Abbiamo come obiettivo sviluppare un progetto a protezione della fascia costiera, ormai, gravemente erosa dalle continue mareggiate. – pai riferendosi alla complessità dell’intera costa sabbiosa – Voglio sperare che a breve aderisca al progetto anche il Comune di Pontecagnano, che vive la stessa situazione. – Consalvo riferendosi alla vastità del problema erosione delle coste ha aggiunto –  Abbiamo ritenuto necessario coinvolgere anche la Provincia di Salerno, che con sollecitudina ha manifestato il suo interessamento con la disponibilità dell’assessore Antonio Fasolino e del consigliere provinciale Massimo Cariello. – L’Assessore Consalvo tiene ancora a precisare i percorsi – La complessità del fenomeno, non può non tenere conto attraverso uno studio specifico di una risistemazione ambientale , e a questo, sta già lavorando il dipartimento d’Ingegneria Idraulica dell’Università di Salerno e nei prossimi giorni chiederemo anche un incontro alla Regione Campania. – Infine, l’Assessore ebolitano, mette in evidenza come è preferibile lavorare ed ottenere risultati – Dal primo momento ho inteso coinvolgere tutti senza tenere conto di barriere ideologiche ed ho ricevuto in cambio la stessa disponibilità, è il segno che nel dialogo e nella concertazione si possano raggiungere obiettivi significativi, che vanno solo nell’interesse delle nostre comunità”.

2 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Meglio tardi che mai !
    Buon lavoro , è questa la strada giusta .

  2. Iniziativa lodevole,politicamente e passatemi, economicamente,visto l’enorme potenziale della marina di Eboli: Quarantamila leghe sotto i mari: ma non si sta parlando del libro di Jules Verne, bensì dello stato futuro, a breve, delle nostre coste, se nulla verrà fatto: l’erosione marina sta sommergendo le nostre spiagge e allora, altro che ventimila leghe se ne andranno sotto i mari adriatico, tirrenico, ionico e ligure….
    Già un rapporto del 2006 del Gruppo Nazionale per la Ricerca sull’Ambiente Costiero segnalava al Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche) che il 42% dei litorali nazionali versava in condizioni critiche, con punte quali il Molise, dove ben il 91% delle spiagge sono in erosione.
    Laddove, inoltre, l’erosione è stata fronteggiata con massicce opere di difesa si è avuta una consistente modifica dell’ambiente e del paesaggio costiero con abbattimento della capacità di balneazione e perdita della capacità di attrarre i turisti: ciò significa incidere sulla più importante industria italiana: 15 miliardi di euro di fatturato annuo (dati Nomisma 2007).
    Da qui l’importanza di sostenere l’ambiente e, soprattutto, di combattere questo tremendo fenomeno che è l’erosione marina: fenomeno di cui noi tutti siamo in parte colpevoli. A fianco del processo di innalzamento del livello dei mari (15 centimetri nell’ultimo secolo) vi sono criticità indotte dal mancato rifornimento di sedimenti per sfruttamento selvaggio dei litorali, l’eccessiva antropizzazione delle coste con relativi ecomostri, il mancato controllo dell’asportazione di sabbia dai fiumi e dell’esondazione dei delta dei fiumi stessi che scaricano detriti sulle coste, il dilavamento delle coste, a seguito delle piogge torrenziali, con conseguenti colate di fango.n realtà, però, quello che conta non è tanto quali strumenti dovrebbero essere impiegati a difesa dall’erosione marina, ma il “come”, il “quando” e il “da chi” certi fenomeni vengono alimentati, valutando l’impatto ambientale e i possibili ulteriori danni all’ecosistema mare e alla salubrità delle nostre coste, bene primario dell’offerta turistica nazionale.
    Troppe volte, infatti le opere di difesa di un tratto del litorale si sono rivelate dannose e controproducenti per altri tratti contigui: non è difendendo un chilometro di arenile e condannandone due di fianco che si risolvono i problemi. Come sanno tutti gli operatori turistico-balneari, senza uno studio attento, senza una scelta di sistema, integrata fra le diverse realtà, senza un coordinamento di livello nazionale e regionale non si andrà da nessuna parte.
    Soprattutto senza un tavolo che riunisca le parti interessate alla tutela del territorio, quali il ministero del turismo, le autorità locali e demaniali, le autorità portuali e quelle dei fiumi, gli operatori turistico balneari, i rappresentanti dei consumatori, studiosi dei mari, del clima e dell’ambiente.’erosione non attende, anzi incombe minacciosa sui destini delle nostre spiagge e se non si interviene seriamente, fra qualche anno, davvero ci saranno quarantamila leghe di spiaggia sotto i mari e insieme a loro, sott’acqua ci sarà un intero settore della nostra economia: l’intero comparto del turismo balneare italiano.

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